Monumenti di Napoli

Le Catacombe – 2

Catacombe di San Gennaro: uno scorcio dell’interno.

Intorno alla basilica, che era continua meta di pellegrinaggi come testimoniano i numerosi graffiti, si infittirono le sepolture. I numerosi arcosoli affrescati della catacomba sono documenti storici e artistici di prima mano della vitalità di Napoli nel lungo arco di tempo che va dal IV secolo a tutto l’Alto Medioevo.

Tra le rappresentazioni più notevoli sono da annoverare alcune figure di Defunti oranti, un pavone, un Buon Pastore, Giona sopravvissuto alla balena, Daniele nella fossa dei leoni, Mosè che salva se stesso e gli ebrei nel deserto.

Notevoli gli arcosoli dipinti con la Famiglia di Teotecno, con il ritratto dell’africano Proculus, con San Lorenzo che, intermediario San Paolo, presenta la corona del martirio, con San Gennaro che protegge la defunta “Cominia” e la sua bambina “Nicatiola”, quello con i busti di San Pietro e San Paolo e quello di San Gennaro protettore di Napoli con i monti Somma e Vesuvio sullo sfondo, sul muro esterno del cubicolo dove il martire fu sepolto.

Nel V secolo fu costruita, all’esterno della catacomba, la grande Basilica di San Gennaro “extra moenia”, a tre navate, divise da colonne marmoree di spoglio, dedicata anche a Sant’Agrippino.

Alla fine dello stesso secolo il vescovo Vittore costruì, davanti all’ingresso di questa basilica, una chiesa, dedicata a San Lorenzo e, a metà strada fra le catacombe e la città, un’altra basilica, dedicata, come già detto, a Sant’Eufemia.

Negli anni compresi fra il 762 e il 766 il vescovo Paolo II, espulso dal partito bizantino iconoclasta di Napoli, si rifugiò nella catacomba, organizzandovi un episcopio di emergenza, con la costruzione di una vasca battesimale circolare, rivestita di marmi pregiati, tuttora visibile al centro del vestibolo inferiore, e di un triclinio per l’assistenza caritativa dei poveri. Sempre nel vestibolo inferiore e allo stesso periodo devono risalire l’affresco con il Battesimo di Cristo nel Giordano e una nicchia, scavata nel tufo, decorata con affreschi raffigurante Sante, forse utilizzata per l’unzione connessa al rito battesimale. Dopo il trafugamento del corpo di San Gennaro e la traslazione all’interno delle mura dei corpi venerati dei presuli, il vescovo Atanasio I (850-72) affidò la basilica e il cimitero ai monaci benedettini per rivitalizzare questo polo di culto cristiano. Continua domani.

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