L’angolo della Poesia

La famija poverella

Quiete, crature (1) mie, stateve quiete;

sì, fiji, zitti, ché mommò viè tata. (2)

Oh Vergine der Pianto addolorata,

provedeteme (3) voi che lo potete.

Nò, viscere mie care, (4) nun piagnete:

nun me fate morì cusì accorata. (5)

Lui quarche cosa l’averà abbuscata, (6)

e pijeremo (7) er pane, e magnerete.

Si capìssivo (8) er bene che ve vojo!…

Che dichi, Peppe? Nun vòi stà a lo scuro?

Fijo, com’ho da fa si nun c’è ojo? (9)

E tu, Lalla, che hai? Povera Lalla,

hai freddo? Ebbè, nun méttete (10) lì ar muro:

viè (11) in braccio a mamma tua che t’ariscalla. (12)

Giuseppe Gioachino Belli – dai Sonetti

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