Curiosando qui e là

Noi esseri umani circoliamo liberamente nell’Unione Europea ma i nostri animali lo possono fare?

No! Portare con sé nel nord Europa un cane o un gatto richiede una serie di pratiche, ed è necessario organizzarsi con alcuni mesi di anticipo.

Ogni Paese ha una modulistica specifica e regole proprie, che possono inasprirsi nel caso di epidemie.

Alla base di queste norme ci sono motivi igienico-sanitari: gli animali sono visti come potenziali portatori di malattie (per esempio la rabbia). In Inghilterra, dove le regole sono particolarmente restrittive, vige il Pets.

Pet Travel Scheme (pet in inglese significa animale da affezione). I cani pericolosi (come i pit bull, il dogo argentino e simili) non sono mai ammessi. Se trovati vengono soppressi e il loro padrone denunciato. In Inghilterra e altri paesi, gli animali devono avere anche un microchip di identificazione e un certificato di espatrio rilasciato dal servizio veterinario della Asl, accompagnata da una dichiarazione del veterinario, che confermi l’esecuzione di trattamenti contro pulci e vermi e la vaccinazione antirabbica, compreso il richiamo, confermata da due esami del sangue a distanza di sei mesi l’uno dall’altro.

Favorisca i documenti

Un cane alla dogana. Gli animali subiscono severe restrizioni ai viaggi, per motivi igienico-sanitari.

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