La favola del giorno

Jack e i giganti – 2

Come Jack salvò la vita del suo signore, e liberò la dama dagli spiriti…

Jack raggiunse il suo signore e ben presto furono a casa della dama, che fece preparare un grande banchetto per il figlio del re, sapendo che egli era venuto per corteggiarla. Alla fine del banchetto, la dama si pulì le labbra con un fazzoletto e disse: – Domattina dovrai farmelo vedere, oppure sarai decapitato – e nascose il fazzoletto in seno.

Il figlio del re andò al letto molto preoccupato, ma il berretto della sapienza insegnò a Jack come impadronirsi del fazzoletto. Nel mezzo della notte, la dama chiese al suo demone privato di condurla dal suo amico Lucifero. Jack indossò immediatamente il cappotto dell’oscurità e le pantofole della velocità, e arrivò insieme a lei; grazie al cappotto, nessuno lo vedeva.

Appena arrivata, lei diede il fazzoletto al vecchio Lucifero, che lo ripose in uno scaffale; Jack lo prese da lì, e lo portò al suo padrone che il giorno dopo lo mostrò alla dama, ed ebbe salva la vita.

La sera dopo, ella diede la buonanotte al figlio del re, dicendogli che il mattino seguente avrebbe dovuto mostrarle le ultime labbra che lei avrebbe baciato quella notte, o altrimenti sarebbe stato decapitato. – Ah, – rispose lui, – lo farò, se tu non bacerai altri che me. – Non diciamo sciocchezze, – rispose lei, – fallo, o la morte sarà il tuo fato -. A mezzanotte tornò dov’era stata, e sgridò Lucifero per essersi fatto prendere il fazzoletto: – Ma questa volta, – disse poi, – il figlio del re non ce la farà, perché adesso ti bacio, e domani lui dovrà farmi vedere le tue labbra, – e così fece. Jack che era accanto a lui con la spada dell’infallibilità, tagliò la testa del diavolo e nascondendola nel cappotto invisibile la portò al suo signore che era a letto e la posò sul suo cuscino. Al mattino dopo, quando la dama si alzò, lui prese la testa per le corna e le mostrò le ultime labbra che aveva baciato.

E avendo dato per due volte la giusta risposta, egli spezzò l’incantesimo e la liberò dagli spiriti del male; e così ella apparve in tutto il suo splendore di creatura bella e virtuosa. Si sposarono il mattino seguente con gran pompa e solennità, e subito dopo tornarono col loro seguito alla corte di re Artù, dove furono accolti con gran gioia e fragorosi evviva. Il re volle ricompensare Jack per le molte e straordinarie imprese compiute, e lo nominò cavaliere della Tavola Rotonda.

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