L’angolo della Poesia

Il coro di Ermengarda – 4

altre infelici dormono,

che il duol consunse; orbate

spose dal brando, e vergini

indarno fidanzate;

madri che i nati videro

trafitti impallidir.

Te della rea progenie

degli oppressor discesa,

cui fu prodezza il numero,

cui fu ragion l’offesa,

e dritto il sangue, e gloria

il non aver pietà,

te collocò la provida

sventura in fra gli oppressi;

muori compianta e placida,

scendi a dormir con essi,

alle incolpate ceneri

nessuno insulterà.

Muori; e la faccia esanime

si ricomponga in pace;

com’era allor che improvida

d’un avvenir fallace,

lievi pensier virginei

solo pingea. Così

dalle squarciate nuvole

si svolge il sol cadente,

e, dietro il monte, imporpora

il trepido occidente,

al più colono augurio

di più sereno dì.

Alessandro Manzoni da Adelchi

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