Bellezze d’Italia – Le isole Eolie

Le isole Eolie o Lìpari, poste nella parte orientale del basso Tirreno a circa 40 km dalla costa siciliana (Vulcano, la più vicina, dista 20 km. da Capo Calavà), appartengono dal punto di vista amministrativo alla provincia di Messina e sono divise in quattro comuni: Santa Marina, Leni e Malfa a Salina, e Lipari, nel cui comune ricadono tutte le altre isole.

L’arcipelago si compone di sette isole abitate, circondate da innumerevoli scogli e numerosi isolotti che creano paesaggi e scorci singolarmente suggestivi in successione con spettacolari orridi naturali, posti lungo le coste, generalmente quelle rivolte a ovest, che precipitano a strapiombo in mare.

La più estesa e popolata è Lipari; poi in ordine decrescente per superficie, Salina (la più alta), Vulcano, Stromboli, Filicudi, Alicudi e Panarèa.

Tutte sono di grande interesse geologico, archeologico, paesaggistico. L’arcipelago è efficacemente collegato con la Sicilia durante tutto l’anno dalle navi di linea della Siremar che effettuano corse da Milazzo e da Napoli. Durante il periodo estivo (1 giugno-30 settembre) la linea con Napoli viene potenziata e anche sulle altre rotte i viaggi sono più frequenti. Più rapidamente si possono raggiungere tutte le Eolie con gli aliscafi (delle società Siremar e Snav) che le collegano quotidianamente, durante tutto l’anno, a Milazzo (Lipari, Vulcano e Salina con più corse giornaliere, incrementate in estate); nei mesi estivi si aggiungono i collegamenti con Napoli (Snav) e con Reggio di Calabria e Messina con due corse quotidiane (Snav).

Le sette isole, dichiarate “Patrimonio dell’Umanità” dall’Unesco sono schierate lungo due archi che hanno una parte in comune: Vulcano e Lipari a sud, e le rimanenti rivolte parte verso Ovest (Salina, Filicudi e Alicudi) e parte verso Est (Panarèa e Stromboli).

Sono tutte di origine vulcanica e si innalzano da una profondità marina di circa 2000 metri; tutte presentano coni con caratteri ben evidenti, tranne Panarèa e i suoi isolotti che probabilmente sono la parte emergente, fortemente modificata dall’erosione marina ed eolica, di un unico rilievo vulcanico quasi del tutto sommerso; Lipari e Vulcano sono strutture più complesse costituite dalle rovine di più coni intersecantisi. Le Eolie si sono formate per il concorso dell’accumulo dei materiali eruttati e, parzialmente, del lento innalzarsi del suolo nel corso dell’era Quaternaria, documentato da terrazzi prodotti dall’abrasione marina durante i lunghi periodi di stasi del fenomeno.

Due soli sono i crateri ancora attivi: Vulcano, che dopo l’ultima eruzione della fine del secolo scorso (1888-1890) è in permanente fase di solfatara con vistose escursioni della temperatura dei gas emessi che hanno raggiunto nel 1944 i 600°; e Stromboli, che è in continua, moderata attività esplosiva con periodiche eruzioni di lava che si riversa lungo la sciara del Fuoco.

I Vulcani

Le isole Eolie, poste nella parte ad accentuata curvatura della fascia che segna il limite tra la zona del Tirreno abbassatasi durante il Terziario medio a causa del formarsi degli Appennini, e quella rialzata sulla quale sono disposti i vulcani italiani, occupano un posto importante nella storia della vulcanologia. Vulcani domestici hanno funzionato da prezioso, insostituibile laboratorio per l’osservazione e per lo studio dei fenomeni vulcanici fin dai tempi più remoti. Già il termine “vulcano” prende nome proprio dall’omonima isola e nella moderna classificazione dell’attività vulcanica due tipi di vulcani vengono catalogati con il nome di due delle Eolie per la specificità delle loro manifestazioni: quella vulcaniana, caratterizzata dalla rimozione del tappo craterico causata da un’esplosione e conseguente emissione violenta di bombe e di scorie accompagnata dalla formazione di una nube scura, carica di ceneri, e quello di tipo stromboliano, che si distingue per esplosioni di intensità moderata, a brevi intervalli più o meno regolari che proiettano lava pastosa e incandescente che, accompagnata da una nube di vapore priva di ceneri, di colore bianco, tende a solidificarsi in superficie mentre i gas intrappolati si liberano provocando le esplosioni.

Il Clima

È contraddistinto da un inverno mite e con poche precipitazioni atmosferiche (gennaio è il mese più piovoso con 11 giorni di pioggia) ma dominato da venti impetuosi, che spirano prevalentemente da ovest, e da una lunga estate secca. Moderata è l’escursione termica nell’arco dell’anno (13° in gennaio e 27° in luglio secondo le medie statistiche).

A causa delle scarse precipitazioni atmosferiche e delle caratteristiche geologiche del suolo non esiste un’idrografia di superficie e quasi del tutto inesistenti sono le sorgenti.

La lettura del paesaggio agrario, reso singolare dal fitto ordito dei terrazzamenti, sistema ingegnoso per creare pianure dove non ne esistono, si propone come felice simbiosi della contraddizione tra il costruito dall’uomo e il disposto da una natura particolarmente ostile: rilievi solitamente conici, pendici accidentate, impervi valloni, ristrette oasi di pianura. Continua domani.

3 risposte a "Bellezze d’Italia – Le isole Eolie"

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