Monumenti di Napoli

La città nell’Alto Medioevo

Le “Diaconie” e le antiche cattedrali – 4

La Cattedrale Stefania – 2

Un vasto atrio colonnato rinvenuto sotto il salone del Palazzo arcivescovile, all’altezza di piazza Donnaregina, è stato da alcuni studiosi identificato con quello della Stefania. Secondo alcuni, dunque, l’antica Cattedrale sarebbe stata disposta parallelamente a Santa Restituta, mentre l’ingresso si sarebbe aperto sul lato opposto all’atrio di quest’ultima, accessibile da via Tribunali. Alcuni documenti indicano però che l’Ospedale di Sant’Atanasio, situato presso l’atrio, era attiguo alla Cappella di Sant’Andrea, a sua volta affiancata al campanile maggiore della nuova cattedrale: in tal caso anche l’ingresso della Cattedrale Stefania si sarebbe aperto su via Tribunali, mentre l’atrio scoperto sotto il salone del Palazzo arcivescovile sarebbe appartenuto all’Episcopio, che doveva essere un edificio vasto e articolato. Durante recenti lavori di restauro della Cattedrale angioina, della quale la Stefania venne all’incirca ad occupare la crociera, sono stati rinvenuti tratti della pregevolissima pavimentazione a mosaico che ornava la basilica.

Le “Basiliche cimiteriali”

Un altro omogeneo gruppo di chiese fu costituito dalle basiliche cimiteriali, sorte appunto presso i cimiteri situati fuori della città, oltre via Foria, nell’area circostante le pendici dei Colli Aminei: si tratta di strutture caratterizzate da ambulacri sulle cui pareti si aprivano dei semplici loculi o più complessi cubicula con arcosoli.

Nelle cosiddette Catacombe di San Gennaro, in prossimità della scala che conduce al piano sottostante, è riscontrabile ancora l’invaso di una piccola basilica, forse edificata nel II secolo, mentre, al piano inferiore, sorgeva una basilica più ampia, a navata unica, intitolata a Santo Stefano e distrutta in seguito alle trasformazioni operate nel Quattrocento. Della Basilica di San Gennaro extra moenia, più volte rimaneggiata, costruita nel V secolo nei pressi delle stesse catacombe, alle quali era collegata da un passaggio nascosto, sopravvive ancora l’originaria abside paleocristiana forata e ornata di antiche colonne. Continua domani.

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