Le bellezze d’Italia

Le Isole Eolie – 3

Lipari

Lipari mt. 44 sul livello del mare oltre 10.000 abitanti, è l’unico centro urbano dell’arcipelago che abbia un vero e proprio assetto urbano, è una serena cittadina che si estende nella zona mediana della vasta baia delimitata a nord dal promontorio di M. Rosa, e dalla punta di S. Giuseppe a sud.

Alla struttura urbana fa da centina il Castello, zoccolo riolitico che è un’esemplare fortezza naturale. Per questa ragione la sua sommità pianeggiante fu sede del principale abitato nelle Eolie dal Neolitico alla fine dell’età del Bronzo. E’ consigliabile salire al Castello dall’ingresso antico, Piano della Civita, oggi piazza Mazzini, vasto terrazzamento a nord della rocca, alberato verso il mare, che domina dall’alto (26 metri), e al quale si accede dal porto per la salita Meligunis: vi sorgono la chiesa di Sant’Antonio, che custodisce all’interno due tele di Giovanni Tuccari, e l’ex convento Francescano, oggi sede del Municipio. Verso sud la piazza è chiusa dalle imponenti fortificazioni cinquecentesche, che su questo tratto conglobano un importante tratto delle precedenti fortificazioni duecentesche, con torri a difesa piombante e parte di una torre, unica traccia superstite della cinta greca (sec. IV-III a. C.), che presenta ancora 22 corsi di blocchi squadrati. Attraverso la porta-torre originaria e poi per un secondo passaggio coperto con volte ogivali rifatte, si raggiunge l’alto della rocca.

Della città che qui sorgeva restano solo le chiese, l’antico palazzo dei vescovi, adiacente alla Cattedrale e qualche casa intorno a esso ora annessa al Museo Archeologico Eoliano. Il rimanente è stato profondamente trasformato dagli edifici erettivi, fra le due ultime guerre, a servizio della colonia di confino politico, insediatavi nel 1926, edifici che oggi ospitano l’Ostello della Gioventù e il Museo Archeologico Eoliano. Il Castello, abbandonato dalla popolazione civile, fin da età borbonica fu sede di domicilio coatto di polizia.

La Cattedrale

Sul punto più elevato del Castello sorge la Cattedrale dedicata a San Bartolomeo. L’edificio attuale, che è stato ricostruito alla fine del secolo XV sul posto della precedente cattedrale normanna, e interamente rimaneggiato nei secoli successivi dopo la distruzione del 1544, si presenta in parte in forme ogivali e ha una facciata baroccheggiante del 1761, fiancheggiata da un campanile barocco. Della costruzione normanna restano solo, sul fianco meridionale della chiesa, avanzi dell’antica abbazia, in gran parte costruita con materiali provenienti dai diruti monumenti classici della città e in particolare dalle fortificazioni greche. Anche il chiostro risale al periodo normanno. Vasto interno barocco a pianta basilicale, a tre navate, con volte a crociera affrescate con Storie del Vecchio Testamento (sec. XVIII); agli altari laterali pale firmate da Antonino Mercurio, eseguite tra il 1779 e il 1780. Nel braccio sinistro del transetto, Madonna del Rosario, tavola del primo Seicento, e, sull’altare dedicato a San Bartolomeo, una statua d’argento del santo (1728).

Il settecentesco ex Palazzo Vescovile sorto sui resti del monastero benedettino, oggi è divenuto il primo padiglione del Museo.

Oltre la cattedrale, sul lato meridionale del Castello, è la chiesa della Madonna delle Grazie, con nobile facciata settecentesca, all’interno, affreschi di Alessio Cotroneo (1708). Oltre la chiesa, dagli spalti si ammira uno splendido panorama di Marina Corta e della città.

Giro dell’isola in auto

Si lascia Lipari da nord, e si percorre Marina Lunga, si volge quindi a sinistra e si giunge, km 5,3 a Canneto, allineato lungo una bella insenatura ai piedi di una colata di ossidiana della Forgia Vecchia. La strada prosegue lungo il litorale, attraverso Campo Bianco: il paesaggio delle cave di pomice è di abbacinante irrealtà, schierati lungo la costa si vedono i pontili e le attrezzature per l’imbarco della pomice. Attraverso due brevi tunnel si giunge a Ponticello, già centro dell’attività industriale legata all’estrazione della pomice, oggi dismessa. Superata punta Castagna si arriva, km 11,8, ad Acquacalda, un tempo polo isolano dell’estrazione e della lavorazione della pomice. La strada abbandona la costa e sale, km 17, a Quattropani, le case dell’abitato sono sparse per il pianoro: bella la vista sull’isola di Salina, in particolare dalla chiesa Vecchia, costruita sul finire del secolo XVII in un parsimonioso stile rurale, che si raggiunge con una breve deviazione (circa 1,5 km) prendendo a sinistra a cimitero di Quattropani.

La strada si inoltra lungo l’altopiano, coltivato a vigneto; si oltrepassa Varesana di Sopra e si è subito, km 22,5, a Piano Conte, il centro agricolo dell’isola. Appena fuori dall’abitato, sulla destra è una deviazione (2 km circa) per le Terme di San Calogero; lo stabilimento eretto nel 1867, dopo lungo abbandono adesso è in fase di restauro. Nei pressi dell’ingresso delle Terme, durante i lavori, sono stati portati alla luce una tholos e parte delle canalizzazioni che vi convogliavano le acque, i frammenti di ceramica ritrovati permettono di retrodatare al 3500 a. C. circa il primo uso di un edificio per scopi termali. Si torna sulla strada e dopo circa un km si è al belvedere di Quattrocchi: eccezionale la vista sulla frastagliata costa occidentale, sui faraglioni, su Vulcano e sulla costa siciliana. Si vedono bene in primo piano i crateri di M. Giardino che si raggiunge facilmente imboccando la rotabile (2 km) che si innesta sulla destra a circa 250 metri dal Belvedere, e di M. Guardia. A poco più di 1 km dal Belvedere, sulla sinistra, la settecentesca chiesa dell’Annunciazione dalla bizzarra scala di accesso imbutiforme con la svasatura rivolta all’edificio, proseguendo si ritorna a Lipari da ovest, km 50. Continua.

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