Monumenti di Napoli

La città nell’Alto Medioevo

Le “Diaconie” e le antiche cattedrali – 5

Le “Basiliche cimiteriali” – 2

Nell’attuale zona della Sanità, presso l’’omonimo cimitero, fu eretta la Basilica di San Gaudioso (V secolo), a tre navate con colonne, intitolata al vescovo africano, di cui accolse le sacre spoglie: completamente trasformata nell’impianto, fu poi inglobata nella Chiesa di Santa Maria della Sanità, nel XVII secolo. Nella stessa zona sorsero a breve distanza la Chiesa di San Severo, vicino all’omonimo cimitero, e la Chiesa di Sant’Efremo, nei pressi della Catacomba di Sant’Eufebio. La maggior parte delle basiliche menzionate, costruite riutilizzando materiale di spoglio, fu arricchita di mosaici e pitture destinate all’evangelizzazione del popolo incolto.

Alla fine del V secolo iniziò un graduale processo di trasformazione dell’area circostante il Castrum lucullanum attraverso la costruzione di alcuni complessi conventuali. Tra questi si ricordano il Monastero di San Severino e il Convento di Santa Maria a Circolo, annesso all’Oratorio di Sant’Arcangelo. Nella piana sorsero quindi il Convento dei Santi Sergio e Bacco e diverse altre chiese (VI-VIII secolo) come la Chiesa di Santa Barbara e la Chiesa di Santa Venere.

Sullo scoglio di Megaride, dove poi sorgerà Castel dell’Ovo, fu eretta nel VII secolo la piccola Chiesa del Salvatore per iniziativa di un gruppo di monaci riuniti in cenobio, del cui insediamento sopravvive ancora una sala, databile al IX secolo, adibita probabilmente a refettorio. Della chiesetta, trasformata radicalmente nei secoli successivi, è possibile ancora oggi riscontrare l’impianto quadrato, caratterizzato da due bracci ortogonali con copertura a botte, e alcune delle colonne originarie.

Le Basiliche Maggiori

Tra le cosiddette “chiese cardinali” va ricordata innanzitutto la Basilica di San Giorgio Maggiore, in via Duomo, detta anche “severiana”, perché sembra sia stata edificata per volere del vescovo Severo alla fine del V secolo. Intitolata inizialmente al Salvatore, la chiesa venne in seguito dedicata al santo martire, il cui culto si diffuse in città soprattutto tra il VII e l’VIII secolo, quando i Napoletani ancora combattevano contro i Longobardi. Benché il corpo longitudinale sia andato distrutto nel corso dei secoli, si suppone, basandosi soprattutto sugli “Atti di visita” di Annibale da Capua del 1580, che la basilica sia stata articolata in tre navate, divise da dieci colonne marmoree per lato, e preceduta da un piccolo portico. Continua domani.

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