Comportamento

Si studia sempre, tutta la vita. Per questo serve un metodo.

Si comincia a studiare alle elementari, si continua alle medie, alle superiori, all’università. Credete di aver finito? Vi sbagliate: si studia tutta la vita. Per aggiornarsi, per imparare cose nuove, per cambiare lavoro, per prendere la patente, per far funzionare l’ultimo programma del computer. Ma nessuno insegna come studiare. Cioè come prendere appunti, come leggere quello che si deve studiare e come sottolineare, come costruire una mappa per organizzare le idee, quali strategie usare per memorizzare nomi e formule.

Ogni studente è costretto a reinventare un metodo invece di migliorare e adattare a se stesso quelli già esistenti e collaudati.

Esistono infatti molti sistemi per migliorare il rendimento nello studio (e di conseguenza fare meno fatica). Ma bisogna adattarli alle proprie esigenze. Che possono essere diverse: c’è chi infatti ha bisogno di studiare un argomento in profondità e chi invece ha solo urgente necessità di rimediare in tempi brevi a un quadrimestre disastroso. Per esempio chi ha appena incassato una pagella da profondo rosso. Inutile perdersi d’animo. Correre ai ripari è possibile: ci vuole metodo e organizzazione. Ecco qualche esempio.

Tempi e metodi

  1. Datevi delle priorità. La materia che vi piace meno e sapete peggio viene per prima.
  2. Memori della “prima legge di Parkinson”, datevi dei tempi. La legge infatti recita: il lavoro si espande fino ad occupare tutto il tempo disponibile. Dieci pagine si leggono in mezz’ora circa, ma se vi date due ore le impiegherete tutte. Non fate neppure l’errore opposto: non presumete troppo dalle vostre forze. E allora come procedere? Con metodo. Segnate sul diario quando è prevista l’interrogazione (se fate l’università segnate la data dell’appello). Quante pagine dovete fare, e quanti giorni di studio avete? Dividete le pagine per i giorni: il risultato è il numero di pagine da studiare ogni giorno. Potete studiarne di più, non di meno. Evidenziate il programma sul diario e ripetete il procedimento per tutte le materie barcollanti, senza abbandonare quelle in cui andate bene. Quando esaurite il compito quotidiano, ricompensatevi. Per esempio con una serata al cinema o una partita a calcetto.
  3. Fotografica o cinestesica? Decidete qual è il metodo di studio che più vi si addice. Dipende dal tipo o dai tipi di memoria che avete sviluppato di più. Per scoprirlo analizzate come preferite trascorrere il tempo libero.

Tipo a. Amate guardare la tv, o i film, o mostre fotografiche? Se dovete cercare un indirizzo preferite leggerlo sulla cartina piuttosto che chiederlo ad un passante? Se la risposta è affermativa, allora è molto probabile che la vostra memoria sia prevalentemente visiva, come per il 65% della popolazione. Vedete, leggete, visualizzate. Per voi sono ideali la tecnica dei loci, le mappe, gli schemi, ma anche i diagrammi e le foto. Ed è importante com’è impaginato il libro di testo (titoli, sottotitoli e caratteri evidenziati).

Tipo b. Ascoltate musica o la radio? Preferite farvi raccontare le storie piuttosto che leggerle? La vostra memoria ha componenti prevalentemente uditive, come il 30% della popolazione. Sfruttatele ascoltando le spiegazioni e le interrogazioni. Studiate con un compagno. Usate filastrocche, rime e anagrammi. Ripetete ad alta voce. Usate il registratore per registrarvi quando ripetete la lezione.

Tipo c. Nel tempo libero siete un tipo attivo, fate sport o bricolage? Allora è probabile che la vostra memoria cinestesica, cioè legata al movimento, sia sviluppata, come nel 5% della popolazione: che preferisce muoversi, toccare, scrivere e fare. Sfruttatela: prendete appunti, fate sottolineature, schizzi, recitate interpretando i personaggi storici o letterari, e ripetete passeggiando. Continua domani.

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