Curiosando qui e là

C’era una volta…

1850

Alcuni prodotti cominciano ad avere il marchio d’impresa: in questa fase certifica solo che il prodotto esiste. Solo a fine secolo, con il diffondersi della produzione in serie, il marchio del produttore serve a valorizzare la sua merce, ossia a distinguerla da quella, quasi uguale di un’altra azienda. Vengono dati nomi propri anche a prodotti generici come zucchero, farina, sapone, cereali, fino ad allora venduti sfusi.

1880

Si introducono loghi aziendali per merci prodotte in serie (negli Usa, zuppe Campbell, sottaceti H. J. Heinz, cereali Quaker Oats) per suscitare familiarità e fiducia nel cliente. Il marchio sostituisce il negoziante, fino ad allora unico garante della qualità dei prodotti.

1920

I marchi diventano “amici”: il pubblicitario americano Bruce Barton trasforma i marchi General Motors e General Electric in qualcosa di personale, caldo, umano.

1950

Nelle scelte d’acquisto, il marchio è già importante quasi quanto il prodotto.

1988

La Phillip Morris compra la Kraft per 12,6 miliardi di dollari, sei volte il valore dell’azienda. Il valore del marchio conta più del patrimonio aziendale e di vendite e profitti.

Che cos’è

Un marchio è un segno (un disegno, un nome, oppure la forma stessa della merce e del contenitore) che distingue un prodotto da un altro. E’ una garanzia data da chi fabbrica a chi compra. Per esempio, il marchio Nutella.

Una marca è l’azienda che fabbrica un prodotto e che attraverso il marchio (segno distintivo del prodotto) crea un legame di fedeltà con il cliente. Per esempio, la marca Ferrero. Ultimamente è diventato sinonimo del “mondo immaginario” proposto al consumatore.

Un logo è la forma grafica di un marchio: può essere un testo oppure un segno (disegno, lettera o cifra). Tecnicamente indica solo i caratteri con cui è scritto il nome del prodotto, oggi si usa anche per indicare il disegno che completa il nome di una marca (per esempio, il “baffo” della Nike) o la marca stessa.

La vita del marchio

Bambino

Nei primi anni di vita il marchio forma il proprio carattere distintivo: è fondamentale imporre il logo, che deve essere subito riconoscibile.

Adolescente

Il marchio diventa familiare al consumatore, un amico capace di provocare emozioni. E’ simbolo di un prodotto ma soprattutto di valori: generosità, speranza, avventura, intelligenza, tecnologia, forza..

Adulto

Per difendere la sua amicizia col cliente, il marchio introduce novità, investe molto per dimostrare di essere sempre forte e spesso ci apre il suo mondo, cioè mega-negozi e parchi-gioco.

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