Miti – Saghe e Leggende

Figli della Terra – mito degli Apache Jicarilla

Al principio il mondo era interamente coperto di acqua. Non vi era terra da nessuna parte; non pianure né valli né colline né monti. Solo un’immensa distesa d’acqua. Era davvero un luogo solitario e desolato, immerso nel buio più assoluto. Non c’era ancora la luce ma ovunque regnava una fitta oscurità. Allora, al tempo delle origini, tutti gli esseri viventi erano raccolti nel sottosuolo, in un mondo sotterraneo. Era quello il luogo dal quale ebbe inizio l’emersione.

In quel mondo sotterraneo tutte le cose avevano vita; gli animali potevano parlare come esseri umani e anche gli alberi possedevano la virtù della parola. Proprio là, in quel mondo buio, in quella intensa oscurità che dominava il primordiale universo sotterraneo, vivevano alle origini gli Apache Jicarilla. Essi non sopportavano quel buio perenne e cercavano di farsi luce bruciando piume d’aquila. Usando le piume come fossero torce, i Jicarilla potevano vincere le tenebre di quella che sembrava una notte senza fine.

Non tutti però odiavano la densa oscurità che regnava nel sottosuolo. Orso, Pantera e Gufo prediligevano il buio e mai avrebbero voluto vedere la luce. Ben presto questi animali amanti della notte si scontrarono con tutti gli altri animali e con gli uomini che desideravano invece la luce del giorno. Ne nacque una violenta lite. Al termine dell’inutile contesa, decisero di risolvere la disputa con il gioco dei bussolotti. Il vincitore avrebbe deciso per la luce o per il buio nel sottosuolo.

Il gioco ebbe inizio. Gazza e Quaglia, che amano molto la luminosità poiché hanno occhi chiari e vista aguzza, riuscirono subito ad individuare il bottone che faceva da bussolotto e che gli avversari avevano nascosto in un piccolo bastone cavo. Così vinsero la prima partita e, in seguito a ciò, già si intravedeva la flebile luce della stella del mattino.

A quel primo chiarore Orso scappò via dileguandosi nell’oscurità di una grotta. Il gioco continuò e ancora una volta gli animali che amano la luce vinsero insieme agli esseri umani. Subito da Est incominciò a sorgere una luminosità sempre più chiara e intensa e Pantera, impaurito, si allontanò velocemente nascondendosi in un anfratto che ancora rimaneva buio.

Giocarono ancora e di nuovo la squadra della luce vinse. L’Est era ormai sempre più illuminato e si potevano vedere già i primi raggi del sole che annunziavano l’alba imminente. Stavolta fu Orso Bruno a svignarsela per proteggersi dalla luce incipiente.

Quando gli esseri umani e gli animali amanti del giorno vinsero per la quarta volta, allora il Sole sorse ad Est e finalmente le tenebre sotterranee furono sconfitte. Tutto era illuminato e fu davvero difficile per Gufo scovare un nascondiglio che lo proteggesse da tanto radioso splendore.

Appena il Sole fu al centro del cielo sotterraneo scoprì che nella volta celeste si apriva un grosso buco. Si affacciò allora per dare una occhiata e rimase stupito: dall’altra parte vi era un altro mondo, la nostra terra. Quando riferì alla gente la sua scoperta vi fu un improvviso clamore, tutti erano eccitati, volevano salire verso quell’apertura, ma non sapevano come fare. Poi alcuni di essi riuscirono a trovare della sabbia; era terra colorata di quattro colori diversi: azzurro, giallo, nero e scintillante. Con questa terra costruirono quattro piccoli mucchi: uno di terra nera, che posero ad Est, un altro di terra azzurra a Sud, poi ancora uno di terra gialla ad Ovest ed infine quello di terra scintillante a Nord. Continua domenica prossima 1 settembre.

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