Affinità di coppia tra il segno della Vergine con gli altri segni – Ariete

Vergine-Ariete

Non sembra ma è lei la più forte

Sono molto diversi: impulsivo il marziano, riservata e prudente la mercuriana. Trovano quindi molti motivi e occasioni per irritarsi a vicenda. Salvo ritrovarsi, innamorati e felici, nell’intimità.

In ogni caso lei conduce il gioco.

Allora, non può esserci niente fra loro? Non è detto. Perché può succedere che l’Ariete incontri una Vergine che gli pare carina e sente scattare la molla del desiderio. Subito parte all’assalto, ma lei si arrocca pronta su posizioni difensive. Cioè resiste con terrestre fermezza, ma in fondo, non le dispiace affatto di aver suscitato tanta furia amorosa. Si guarda però bene dal farlo sapere all’Ariete che, reso ancor più combattivo dalla resistenza a oltranza, è intento a moltiplicare le sue azioni d’assedio. Ma più lui insiste, più lei assapora l’inconsueto piacere della lusinga.

A prima vista non c’è niente che possa legare una Vergine e un Ariete. Lui impulsivo, lei prudente. Lui votato al colpo di fulmine, lei che impiega una vita a soppesare pro e contro ogni volta che si sente in preda alla tentazione. Lei ritrosa ma, sotto sotto, saldamente ancorata ad un lucido realismo. E lui esuberante, aggressivo ma, in definitiva, molto meno sicuro di quanto sembri.

Fino a che, a forza di dai e dai, l’Ariete riesce a far breccia nella rocca verginiana: finalmente lei gli accorda qualche parsimoniosa concessione amorosa e così fa salire alle stelle il desiderio di lui, che ormai rischierebbe d’impazzire se non riuscisse a travolgere le ultime resistenze della preda. Ma, quando arriva la resa, l’Ariete non è il solo a vincere. Infatti, grazie a lui, la Vergine ha un alibi che le permette di abbandonarsi senza sensi di colpa: ha resistito fino allo stremo, ma lui è stato talmente forte.

Così quando comincia davvero l’amore, a unire questa coppia stranamente assortita c’è già un legame di un teso passato di lotta, che è servito a conoscersi e apprezzarsi a fondo. E mentre lei prova riconoscenza per essere stata costretta a una resa inebriante, lui da tempo nutre per lei quel profondo rispetto che gli ispira solo chi è capace di tenergli testa.

Ma, siccome la Vergine innamorata riconoscente comincia subito a elaborare piani a lunga scadenza e l’Ariete infiammatore rispettoso inizia ad avvertire esigenze di continuità e coerenza, succede il miracolo: mentre lei lo guida all’altare, lui impara a contare almeno fino a dieci prima di agire. Così ne guadagna la sua incolumità. Perché più lui si controlla, meno incorre in quei vistosi bernoccoli (reali e metaforici) che si procura a ogni pié sospinto finché abbandonato a se stesso, è trascinato dall’istintiva mania di scagliarsi a testa bassa in qualsiasi impresa.

Ma l’impulsività arietina, anche quando si disciplina, conserva intatto l’entusiasmo. Ed è proprio l’entusiasmo quello che ripaga la Vergine di qualsiasi fatica, perché le dà la sensazione di essere definitivamente al riparo dal rischio di una vita insopportabilmente grigia.

E sarebbe proprio questo il suo futuro, se trovasse un tipo troppo simile a lei. Oppure, ancora peggio, uno che, meno combattivo dell’Ariete, la lasciasse sola alla mercé del suo ordine e dei suoi dubbi. Allora lei può anche sopportare che, da quando cominciano a vivere insieme, le tocchi combattere ogni giorno col caos che l’Ariete dissemina in casa. Non sempre però riuscirà a tollerare che lui sparisca proprio al momento di mettersi a tavola. Mentre tutto si raffredda, le viscere virginiane cominciano a contorcersi dal nervoso. Così, se a lei non viene un travaso di bile, ci scappa sicuramente la lite. E mentre la Vergine comincia a sottoporre l’Ariete a un processo severo e pignolo, formulato con una voce stridula da nervi a fior di pelle, lui conclude cedendo a una rabbia furibonda che lo costringe a fare a pezzi una cosa qualsiasi, pur di evitare di fare a pezzi la sua esasperante metà.

Ma poi, sfogato e pentito, si acquieta come per incanto e subito si impegna ad assediarla con sorrisi e corteggiamenti tanto sinceri che a lei s’allentano i nervi.

Perciò, pazienza se, la mattina dopo, lui butta all’aria tutti i cassetti per scovare quella tal camicia e lei, appena alzata, deve poi raccogliere per tutta la casa quello che lui è riuscito a seminare in giro prima di uscire a rotta di collo… Già, ma se lei non fa la casalinga a tempo pieno e deve provvedere anche a svegliare, lavare, vestire, sistemare la prole prima di andare a lavorare? Beh, il rischio è quello d’un esaurimento.

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