Monumenti di Napoli

L’età dei Normanni – 2

Particolari della facciata della Chiesa di Santa Maria a Piazza antico edificio di Aversa città fondata dai Normanni.

Gli “Uomini del Nord” – 2

L’atteggiamento tenuto dai gruppi dirigenti e dalle popolazioni dell’Italia meridionale nei confronti dei Normanni non fu uniforme. Nei territori controllati dai Longobardi e in quelli dei ducati di Napoli, Gaeta e Amalfi, le bande normanne venivano utilizzate esclusivamente come truppe mercenarie in occasione dei molteplici scontri tra i vari potentati. Nei territori posti sotto il diretto controllo bizantino, invece, l’atteggiamento della popolazione e del ceto politico era più apertamente filonormanno, in quanto da tempo serpeggiava un forte desiderio di liberare i territori dell’Italia meridionale dalla dominazione bizantina.

Amato di Montecassino, nella sua “Storia”, afferma che i Normanni si stanziarono in Italia quando, giunti in pellegrinaggio presso il santuario longobardo di San Michele al Gargano, furono assoldati da Melo da Bari, responsabile della rivolta contro i Bizantini, iniziata nella città pugliese nel 1009, che si concluse alcuni anni dopo con una vittoria schiacciante delle truppe orientali nella battaglia di Canne. Altre fonti indicano invece in Guaimario, principe di Salerno, l’artefice della chiamata dei Normanni, effettuata di fronte alla minaccia di un assedio alla sua città da parte dei Saraceni.

Certo è che il clima politico convulso e instabile dell’Italia meridionale favorì non solo l’insediamento delle bande normanne, ma anche una rapida espansione dei loro domini. Gli ultimi baluardi della “Longobardia minore” rimanevano Salerno, Benevento e Capua, il cui territorio si estendeva soprattutto nelle zone interne appenniniche, tra le più povere e improduttive della Campania. Solo il principato di Salerno conobbe in questo periodo un rinnovato splendore.

Un discorso a parte meritano i tre ducati autonomi di Napoli, Gaeta e Amalfi, che formalmente gravitavano ancora nella sfera di influenza bizantina, ma che di fatto svolgevano una politica tesa a conservare l’effettivo status di autonomia, tenendosi fuori dai continui conflitti che vedevano impegnati Bizantini, Longobardi e Arabi.

Del tutto fuori dagli schemi si presentavano anche alcune grandi signorie ecclesiastiche, come San Benedetto di Montecassino e San Vincenzo al Volturno, che potevano vantare larghe autonomie a ragione di ampi privilegi concessi da imperatori e pontefici. Continua domani.

2 risposte a "Monumenti di Napoli"

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