La favola del giorno

Il re della magia nera

C’era una volta un vecchio pescatore che un giorno tirò su nella rete una grossa scatola con dentro un bimbo appena nato. Lo portò a casa da sua moglie e lo allevarono come un figlio. Il ragazzo aveva quattordici anni quando una nave arrivò al loro paese, e sul ponte c’era un uomo che era vestito con lo sfarzo di un re, e lanciava in aria come un giocoliere tre palle di veleno coperte di aculei. Lo straniero scese a riva, e sembrò prendere in grande simpatia il ragazzo; si offrì di portarlo via con sé per un anno e un giorno, e di insegnargli la sua arte. Seppe lusingare così bene il pescatore e sua moglie che questi acconsentirono, e il ragazzo partì con lo straniero. Dopo un anno e un giorno la nave tornò, e tornò anche il ragazzo, che lanciava in aria sette palle di veleno. I due vecchi furono tanto soddisfatti da permettere allo straniero di portar via il ragazzo ancora per un anno e un giorno, ma questa volta non tornò. Allora la moglie mandò il pescatore a cercarlo. Il pescatore viaggiò a lungo, finché incontrò un uomo vecchissimo che abitava in una minuscola casetta nel bosco e che lo invitò a restare per la notte. Il pescatore raccontò al vecchio la sua storia, e il vecchio disse: – Senza dubbio è stato il re della magia nera a prendere tuo figlio, e io non so dirti di più, ma forse il mio fratello maggiore potrà aiutarti. Vive a una settimana di viaggio da qui. Digli che ti mando io -. Così il mattino seguente il pescatore si mise in cammino, e in capo a una settimana era arrivato a casa del fratello maggiore. E se il primo vecchio era vecchio, questo era tre volte più vecchio. Il fratello maggiore fece entrare il pescatore, gli diede da mangiare e da dormire, e gli spiegò cosa doveva fare. Doveva andare al castello del re della magia nera, suonare il campanello e chiedere di suo figlio. Gli avrebbero riso in faccia, e il re avrebbe lanciato in aria quattordici piccioni, dicendogli di scegliere tra questi suo figlio. Doveva scegliere quello più piccolo, debole, con le ali spelacchiate che volava più basso di tutti. Il pescatore fece come gli era stato detto, e scelse il piccione spelacchiato. – Prendilo, e andate al diavolo! – disse il re, ed ecco che accanto al pescatore comparve il ragazzo. Se ne andarono insieme.

  • Se tu non fossi venuto sarei rimasto per sempre prigioniero, – disse il figlio, – il re della magia nera e i suoi due figli sono i capi di tutti i maghi del paese. Ma qualcosa ho imparato, e qualcosa gli faremo pagare. Adesso arriveremo in una città di mercato ed io mi trasformerò in un levriero. Tutti i nobili e i ricchi del paese vorranno comperarmi ma tu non vendermi a nessuno finché non arriva il re della magia nera. Ti farai dare cinquecento sterline da lui, ma stai attento, padre mio, a non vendere anche il collare, a costo della vita.

In un lampo si trasformò nel più bel levriero che si fosse mai visto, e il pescatore lo condusse al mercato. Nobili e cavalieri si affollarono attorno a lui per comperarlo, ma il pescatore non accettò nessuna offerta finché il re della magia nera e i suoi due figli non giunsero sulla piazza del mercato, e nemmeno a loro lo volle vendere se non per cinquecento sterline. Poi tolse il collare al cane e al suo posto legò un cordino, e se ne andò.

Appena ebbe lasciato la città, si ritrovò accanto il figlio, perché il collare era proprio lui. Arrivarono in un’altra città, e il figlio si tramutò in un grande stallone, ma avvisò suo padre di non venderlo con le briglie, qualunque cosa succedesse. Anche questa volta nobili e cavalieri si radunarono attorno a lui, perché un cavallo simile non si era mai visto, ma il pescatore non volle venderlo a nessuno finché arrivò il re della magia nera coi suoi figli, e a lui chiese mille sterline. – Ha l’aria di valerle, – disse il re della magia nera, – e te le darò se è davvero buono quanto sembra, ma nessuno compra un cavallo senza prima provarlo -.

Il pescatore fece un po’ di resistenza, ma il re disse: – Vieni a vedere in quella casetta laggiù, c’è tutto l’oro che ti darò. Ma prima devo cavalcarlo, almeno attorno alla piazza del mercato -. Lo scintillio dell’oro vinse il pescatore: Disse: – lo cavalchi soltanto nella piazza del mercato, però,  – e il re balzò in sella. Il pescatore si voltò per guardare l’oro, che si trasformò in letame sotto i suoi occhi, e quando si voltò di nuovo, il cavallo era scomparso.

Il re della magia nera condusse il cavallo in una stalla dove fu legato insieme agli altri cavalli, e come loro fu nutrito solo con carne sotto sale, e neanche un goccio da bere finché non avevano la lingua gonfia e stopposa. Un giorno in cui il re e i suoi figli erano andati a caccia, il ragazzo parlò allo stalliere che aveva cura di loro, e lo pregò di dargli da bere. Lo stalliere aveva paura, ma il cavallo lo supplicò finché quello, impietosito, lo condusse al ruscello. Il cavallo lo pregò di allentargli il morso in modo che potesse bere, e appena lo stalliere l’ebbe accontentato fece scivolare per terra la briglia e si tuffò in acqua trasformato in salmone. In quel momento tutte le campane del castello si misero a suonare, e i tre stregoni tornarono a precipizio, si trasformarono in lontre e nuotarono dietro al salmone.

Si avvicinarono sempre di più, finché gli furono quasi addosso, e allora lui saltò in aria, e si tramutò in rondine. Le lontre divennero falchi e continuarono ad inseguirlo. La rondine vide una signora seduta in un giardino, volò vicino a lei e si trasformò in un anello alla sua mano. I falchi girarono in cerchio su di lei e poi volarono via. Allora l’anello parlò, disse così: – Signora, tra pochi minuti giungeranno qui tre operai, e si offriranno di costruire un muro di cinta per lei. Quando avranno finito, come ricompensa le chiederanno l’anello che porta al dito. Ma lei dica che piuttosto preferisce gettarlo in quel falò, e mentre lo dice lo getti davvero -. La signora rispose che avrebbe fatto come lui diceva, e dopo qualche minuto arrivarono i tre operai. Costruirono il muro come per magia, e quando la signora si offrì di pagarli, loro chiesero l’anello e lei lo gettò nel fuoco.

Gli operai si trasformarono in fabbri e si misero a soffiare sul fuoco, ma l’anello saltò su e si infilò in una pila di grano lì vicino, trasformato in chicco. I maghi si trasformarono in galli e si misero a beccare il grano, ma il ragazzo diventò una volpe e rapido come il lampo staccò la testa ai tre galli. Così fu sconfitto il re della magia nera, e il ragazzo raggiunse suo padre, e vissero per sempre ricchi grazie alle sue arti magiche.

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