Note e commento alla poesia del giorno

  1. Eran trecento: la spedizione partita da Genova, era di 47 persone, poi la nave Cagliari si fermò all’isola di Ponza dove furono liberati e presi a bordo circa trecento prigionieri. Si trattava di detenuti nel penitenziario che era, appunto, a Ponza, e di ciò approfittò il governo borbonico per contrastare l’iniziativa del Pisacane.
  2. sono morti: ne morirono in verità 27.
  3. spigolare: raccogliere le spighe di grano dopo la mietitura.
  4. all’isola di Ponza: certo la spigolatrice non poteva aver visto la nave fermarsi a Ponza, ma per creare pathos a questo racconto di tipo popolare il poeta fa intendere che Ponza sia molto vicina a Sapri.
  5. si è ritornata: è salpata di nuovo alla volta di Sapri.
  6. a noi non fecer guerra: erano armati, ma non contro i contadini ai quali, anzi, speravano di portare la libertà.
  7. li disser… tane: il governo borbonico, approfittando del fatto che la maggior parte di essi proveniva dal penitenziario di Ponza, fece diffondere la voce che si trattava di ladri e banditi.

E’ l’unica poesia sull’impresa di Carlo Pisacane. L’andamento è quello del canto popolare: costruzione paratattica (cioè composta da proposizioni tutte principali), facili rime, ripresa dei versi iniziali ripetuti fino alla fine. Inoltre il racconto indulge a qualche elemento tipico della storia d’amore romanzata (il capitano bello e biondo) e ad una certa esagerazione degli eventi reali secondo la prassi del racconto popolare che si colora di aggiunte grandiose e fantastiche, falsando, se occorre, anche la storia e la geografia.

L’impresa di Pisacane è qui circondata da un alone di leggenda che ingrandisce l’evento, ne fa un racconto epico moderno con la morte di tutti i giovani patrioti (in realtà ne morirono 27), concentra gli avvenimenti in un sol giorno per rendere più incalzante il racconto, per dare un senso di alto eroismo alla lotta. E’ taciuto, però, un particolare molto importante: furono gli stessi contadini, ostili a questi stranieri, a schierarsi con l’esercito borbonico.

Così i contadini si rivelarono lontani dal pensiero del rivoluzionario Pisacane eccessivamente astratto, ma anche dal borghese Mercantini che vuol continuare a sognare ed a trasmettere l’immagine di un popolo ingenuo e primitivo, ma fondamentalmente buono, vittima della storia ed incapace di violenza alcuna.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.