Monumenti di Napoli

L’età dei Normanni – 8

La statua di re Ruggiero sulla facciata del Palazzo Reale di Napoli.

La conquista di Ruggiero II – 2

Nel 1134 la città subì un primo assedio per mare, condotto da sessanta navi che, del resto, non riuscirono a fare breccia nelle difese napoletane. L’anno successivo iniziò l’assedio per terra. Durante i primi giorni di quella terribile estate i Napoletani si difesero eroicamente, confermando la fama di Napoli come baluardo inespugnabile.

La cinta muraria era altissima e molto solida, costellata lungo il suo percorso di molteplici torri: anche un esercito agguerrito come quello normanno si rese conto ben presto che la città poteva essere presa solo per fame, tagliando tutte le possibili strade di approvvigionamento.

L’attenzione di Ruggiero si spostò allora sulla campagna, sui casali e sul contado: prima di tornare in Sicilia, il Normanno lasciò tra Somma, Acerra, Villaricca e Aversa una munitissima guarnigione, la quale infestò senza tregua le terre del ducato “finché”, come racconta il cronista Alessandro di Telese, “consumate tutte le colture che erano sopravvissute, la superficie della terra non fu lasciata completamente deserta”.

I napoletani dovettero così affrontare una vera e propria carestia, che fece numerose vittime e ridusse sostanzialmente il numero dei difensori. L’assedio fu interrotto per breve tempo solo nel 1137 con l’arrivo in Italia dell’imperatore Lotario: ma il ritorno dell’imperatore in Germania significò per la città la ripresa dell’assedio.

Sergio VII decise allora di offrire la sua fedeltà al re, e a riprova di questa scelta si schierò a fianco di Ruggiero contro il cognato di questo Rainulfo: nella battaglia combattuta a Rignano, il 30 ottobre del 1137, il sovrano subì una brutta sconfitta e il duca di Napoli perse la vita.

Due anni dopo una delegazione di nobiliores napoletani, ispirati anche dall’arcivescovo Marino, che aveva preso in mano le redini della città, si recò a Benevento a fare atto di fedeltà al sovrano, chiudendo definitivamente la pagina di secolare autonomia vissuta dal ducato. Continua domani.

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