Monumenti di Napoli

L’età dei Normanni – 9

Uno scorcio di Porta Capuana, già punto d’accesso della fortificazione normanna

Un nuovo ordinamento della società

Nel 1140 il re, con il suo seguito di militi e funzionari di corte, entrò in città attraverso la Porta Capuana: ad accoglierlo erano tutti i cittadini e il clero, mentre quattro cavalieri napoletani gli tenevano le briglie e le staffe, e altri quattro guidavano ancora il corteo fino all’Episcopio.

Il giorno dopo il re volle visitare la città, per mare e per terra, apprezzando le difese militari e misurando il perimetro delle mura. Prese poi dimora nel Castel dell’Ovo, dove accolse i notabili napoletani, gettando le basi del nuovo ordinamento sociale cittadino e definendo la posizione delle varie classi sociali.

Ai nobili il re donò cinque moggi di terra e cinque villani, inserendoli di fatto nella struttura feudale del regno, dilatando nel contempo gli interessi dell’aristocrazia cittadina verso i territori che avevano fatto parte del ducato autonomo.

In questo modo le ambizioni dei nobili cittadini poterono avere un respiro più ampio, non più limitato dalla cerchia urbana: non a caso molti di essi si onoreranno del titolo di “conestabile”, trasformandosi da cavalieri feudali in potenti baroni del regno. Questo status, peraltro, poteva essere sancito esclusivamente dalla designazione sovrana ed escludeva, dunque, larga parte della nobiltà cittadina, in particolare coloro che appartenevano ai milites del periodo ducale.

L’organizzazione cittadina era sottoposta al potere centrale, rappresentato dal cosiddetto “compalazzo”, ovvero un conte palatino, al quale erano affidate, col concorso dei conestabili, la giustizia criminale e civile, l’amministrazione delle terre demaniali, la raccolta dei tributi. Continua domani.

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