Napoli – Antichi Mestieri

Il Maestro di Bottega ed il guappo in abito da festa. – 3

In tale assettatura, per quella continua e caratteristica flessibilità del corpo, or da questo, or da quel lato; per quella specie di non curanza, che denota piena soddisfazione di sé stesso, quest’uomo ha la festa un’impronta davvero singolarissima di pseudo importante. Sovente egli accompagna una donna, che è la moglie o l’innamorata. Un paio di grossi orecchini rotondi, e vestiti di picciole perle, che il nostro volgo chiama con voce propria rosette, specie di sciucquaglie, con cui vanno indicati generalmente gli orecchini, una veste trincerata sul petto da una collezione di laccetti d’oro (lazziette) con un piccolo oriuolo, le dita sulle quali parimenti si ammonticchiano le anella, un largo fazzoletto sulle spalle (farzalettone) sogliono contraddistinguere la compagna della sua vita, colei che dicesi maesta (maestra). Per ordinario l’innamorata o la promessa, che va sempre in compagnia della madre, come Pilade e Oreste, o per non escir del feminino, come Filomena e Progne, è più modesta, perocchè non divide ancora né le fatiche né le pompe di lui; ed è contentasi allora di camminarle a fianco, proteggerla con lo sguardo, e ricoverarla all’ombra dell’incommensurabile canna; e quella donna vicino al suo uomo (l’omino), tiensi né più né manco di Bradamante o Angelica, sotto lo scudo di Ruggiero o di Ferraù. Egli è vero che si scorge qualche punto di notabile diversità fra il maestro e ‘l galantuomo, di cui studia il portamento ed il vestire; ma noi sappiam bene come l’imitazione sia spesso la parodia dell’originale; e poi vi ha di tali impronte difficili, diremo anche impossibili a cancellarsi; sì che scrisse il poeta:

Alma grande e nata al regno

Fra le selve ancor tramanda

Qualche raggio, qualche segno

Dell’oppressa maestà

onde al pari il nostro eroe precario conserva nell’abito festivo un non so che del tanfo del lavoro; le mani ordinariamente non sono affatto affatto monde; spesso male assettati i capelli, e poi la canna mostro, il vestito spesso ribelle alle proporzioni, il dimenar del corpo, il cappello a schimbescio e le formidabili anella finiscono per dare il comico a questo personaggio, che tanto pel tragico si affatica. Continua domani.

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