Città e Paesi della Campania

Aiello del Sabato

Un antico paese immerso nel verde in provincia di Avellino.

La chiesa di San Sebastiano

Gli abitanti sono denominati Aiellesi e sono circa 3000, il territorio comunale ha una superficie di 10,83 kmq ed è situato a 425 metri di altitudine.

Il Santo Patrone venerato è San Sebastiano. Frazioni e località sono Tavemola San Felie, Sabina.

Comuni limitrofi: Contrada, Avellino, Atripalda, Cesinali, San Michele di Serino, Serino, Solofra.

Distanza da Avellino 6 km; Autostrada, Casello A16 Avellino Ovest.

Situato sul crinale della dorsale che separa la valle del fiume Sabato da quella del rio d’Aiello, a sud-est di Avellino, e circondato da monti coperti di boschi di castagni, querce e faggi, questo piccolo centro irpino vanta origini molto antiche.

Alcuni reperti archeologici testimoniano, infatti, come il suo territorio, ricco di vegetazione, fauna e sorgenti, fosse abitato già in epoca preromana.

La denominazione del paese sembra alludere alla sua antica tradizione rurale: Aiello deriverebbe infatti da agellus (piccolo rudere), diminutivo di ager (terreno da coltivare). La seconda parte del teponimo (del Sabato, per alcuni dal nome del fiume, per altri da quello della città di Sabatia) è invece stata aggiunta all’indomani dell’Unità d’Italia per delibera del consiglio municipale (10 novembre 1862) e, successivamente, per Decreto regio (22 gennaio 1863) al fine di distinguere il paese dagli altri due centri omonimi (Aiello Calabro e Aiello del Friuli).

Da insediamento romano a “casale” dei Caracciolo

Alcuni storici attribuiscono la fondazione di Aiello del Sabato ai profughi di Sabatia, mitica città sannitica distrutta dai Romani, la cui esistenza sarebbe però stata smentita da recenti studi. E’ stato infatti dimostrato che i ruderi della Civita di Ogliara, alle falde del monte Terminio, nei quali si erano in un primo momento riconosciute le vestigia dell’antica città, non sono altro che i resti di fortificazioni di epoca longobarda.

In età imperiale il territorio di Aiello del Sabato entrava nella giurisdizione della colonia di Abellimum (città che sorgeva nei pressi dell’odierna Atripalda).

Lo stesso nomme della frazione Sabina testimonierebbe la presenza in zona di una villa rurale, probabilmente proprio di quella gens Sabina che molte iscrizioni attestano come una delle famiglie più nobili della colonia.

Un’epigrafe ritrovata presso la sorgente di Acquaro ricorda l’acquedotto fatto costruire da Augusto in questa regione, e che, passando da Aiello del Sabato, proseguiva per via sotterranea fino a Montoro. Un’altra importante testimonianza è costituita da un’iscrizione latina datata 541, posta all’interno della Chiesa di Santa Maria della Natività. In essa si ricorda il “servo di Dio Giovanniccio (…) che visse 80 anni” e che per ventuno avrebbe esercitato il suo apostolato in quella comunità.

In epoca longobarda Aiello del Sabato fu uno dei “casali” appartenenti al feudo di Atripalda. Nel 1045 era proprietà del chierico Rodelferio, come si apprende da un documento in virtù del quale questi otteneva dal principe di Benevento l’esenzione dalle imposte su vari possedimenti. In seguito le vicende storiche e politiche di Aiello del Sabato rimasero legate a quelle di Atripalda.

Nel corso dei secoli il piccolo centro fu così proprietà delle varie famiglie che si avvicendarono alla guida del feudo, fra cui i Capece, gli Orsini, i Castriota e, infine (dal 1563 al 1806), i Caracciolo, principi di Avellino.

Un interno di Villa Preziosi

Continua domani.

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