Storia – Chi erano i Celti – 2

L’espansione continuò verso la Spagna e le isole britanniche assorbendo le popolazioni autoctone, come avvenne anche in Italia nord occidentale con la civiltà di Golasecca (Varese). Nel V secolo a. C. sorse, tra il Reno, lo Champagne e la Marna, la prima civiltà interamente celtica, quella di La Tène, che fino al I secolo a. C. dominò quasi tutta l’Europa continentale e, attraverso i valichi alpini, entrò in contatto con le civiltà del Mediterraneo e conobbe un rilevante sviluppo.

Re affogati nella birra

Al termine del 400 a. C., i Celti chiamati Galli dai Romani, si spostarono, nuovamente, con ampie migrazioni verso l’Italia centro-settentrionale e poi verso i Balcani e in Asia Minori (l’Odierna Turchia). Nel 387 a. C., presero e saccheggiarono Roma, suscitando un terrore atavico verso i barbari del nord che perdurò per tutta la storia di Roma. Così i Celti si conquistarono presso i popoli del Mediterraneo la fama di guerrieri invincibili e nacque l’interesse a servirsene come mercenari.

Greci della Sicilia, Cartaginesi, Etruschi e faraoni tolemaici si servirono di questi guerrieri per almeno 200 anni.

Alla base della società celtica vi era la tribù, tuath, formata dalle singole famiglie e governata da un re, eletto da tutti i guerrieri, che rendeva conto del suo modo di operare ai druidi.

Il sovrano era l’espressione vivente dell’armonia tra uomo e natura, quindi doveva essere valoroso e carismatico: nella mentalità celtica, un sovrano vile o poco abile avrebbe addirittura provocato carestie ed epidemie e andava quindi eliminato dal popolo, che lo affogava nella birra o nell’idromele (“vino di miele”), oppure lo bruciava vivo.

Al di sotto dei guerrieri e dei druidi, vi erano gli “uomini d’arte”, persone esperte nelle leggi, nella poesia, nella musica, ma anche nella lavorazione dei metalli (ferro, bronzo, oro, argento).

Vi erano poi gli uomini liberi (contadini e piccoli allevatori) che pagavano tributi al re e ai guerrieri in cambio di protezione; infine gli schiavi (soprattutto prigionieri di guerra).

Sepolti con i prosciutti

L’agricoltura e l’allevamento (bovini, cavalli, maiali e pecore) costituivano la base dell’economia celtica. I prosciutti celtici erano non solo famosi in tutto il mondo antico ma anche un elemento importante del loro corredo funebre. Sembra invece che i Celti non mangiassero volatili, ritenuti intermediari tra Terra e Cielo. L’orzo, anche per la birra, era il cereale più importante, coltivato grazie a un’agricoltura che utilizzava l’aratro a versoio (per capovolgere le zolle) con vomere in metallo, completamente sconosciuto al “civilizzato” mondo classico.

Continua Lunedì.

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