Monumenti di Napoli

L’età dei Normanni – 16

Il castello sull’isola – 2

Nel corso del V secolo, tra i ruderi della sontuosa villa ormai in abbandono si stabilì un cenobio di monaci, che vi costruirono due piccole chiese: della Chiesa del Salvatore, eretta nel VII secolo, si conservano ancora alcuni elementi originari.

La tradizione antica narra che sull’isola, nel VII secolo, giunse Santa Patrizia, nipote dell’imperatore d’Oriente Costante II, fuggita da Costantinopoli con alcune compagne per sottrarsi alle mire dello zio, che intendeva maritarla contro la sua volontà. A Megaris la giovane sostò soltanto pochi giorni, riprendendo il cammino per Roma, dove il pontefice Adeodato le concesse il velo monastico.

Ritornata a Costantinopoli alla morte dell’imperatore. Patrizia intraprese un viaggio verso la Terra Santa: ma una violenta tempesta costrinse la sua nave a cambiare rotta. Direttasi allora a Napoli, la giovanetta trovò di nuovo asilo sull’isolotto e, accolta benevolmente dai monaci, si ritirò insieme alle sue compagne a vita di preghiera nelle cellette scavate nel tufo: il luogo, che prese poi il nome di Romitorio di Santa Patrizia, fu meta fino all’Ottocento dei devoti della santa, le cui spoglie sono oggi venerate nella Chiesa di San Gregorio Armeno.

All’inizio dell’VIII secolo i monaci, per difendersi dagli attacchi dei Saraceni, irrobustirono le mura del piccolo convento e, nella parte più alta dell’isola, eressero l’Arx Sancti Salvatoris, una sorta di rocca fortificata che fu utilizzata dai Normanni quale base di formazione del nuovo castello.

Gli Altavilla, considerata l’importanza strategica dell’isolotto del Salvatore, provvidero a mandare via i monaci e accorparono all’arx gli ambienti del convento, creando così una struttura fortificata che fu progressivamente dotata, sul lato meridionale, della Torre Normandia e, sul versante settentrionale, della Torre Colleville. Ruggero II scelse il castello come propria residenza, presso cui volle che fosse anche custodito il tesoro di Stato.

Le opere difensive e di ampliamento della fortificazione proseguirono poi con gli Svevi. Continua domani.

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