Monumenti di Napoli

L’età dei Normanni – 17

La leggenda dell’uovo – 2

In seguito l’aspetto del castello mutò radicalmente a causa degli interventi realizzati durante il regno di Giovanna I (1343-1381). La regina fece abbattere gli edifici normanno-svevi, gravemente danneggiati dalle tempeste marine, e predispose l’edificazione di nuove strutture, per cui il castello, restaurato e reso più accogliente, divenne una comoda dimora reale, dove fu anche ospitato nel 1379 l’antipapa Clemente VII.

Durante il periodo aragonese (1396-1502), il maniero subì altre radicali modifiche, presentandosi, sostanzialmente diverso da quello normanno-svevo. Quel carattere di città medioevale dalle altissime torri staccate ha ceduto il posto a un organismo più unito, più basso e più massiccio. Il nucleo centrale del castello, rifatto da Giovanna I, era divenuto un ampio palazzo con grandi finestre, avendo solo elemento di difesa le merlature.

Tutta la parte verso terra era stata invece sostanzialmente trasformata da Alfonso d’Aragona con tre torri, tra le quali le due più robuste, ottagone, dovevano reggere bombarde e mortai per difendere il castello dagli attacchi che soltanto dalla costa di Santa Lucia o dal fortilizio sul Monte Echia potevano temersi.

Nel periodo del Viceregno spagnolo (1503-1707) Castel dell’Ovo subì un impoverimento generale: declassato infatti da reggia a semplice presidio militare, fu dotato di ambienti destinati all’alloggiamento di soldati e prigionieri e al deposito di armi e vettovaglie.

Il baluardo di Guglielmo I

Sostituendo un fortilizio di epoca bizantina situato nella parte estrema della pianura, a occidente di Napoli, Guglielmo I il Malo, figlio di Ruggiero II, provvide alla costruzione, nel 1165 circa, di Castel Capuano, così denominato perché era prossimo alla Porta Capuana, alla fine del decumano maggiore.

Il nuovo edificio ebbe la funzione di residenza regale fortificata, sostituendo così Castel dell’Ovo, che venne abitato solo in modo saltuario. I sovrani che seguirono provvidero, fra l’altro, a effettuare le prime opere di bonifica del territorio circostante, che iniziò così ad assumere le caratteristiche idonee alla successiva espansione urbanistica.

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