La favola del giorno

Le soprascarpe della felicità – 6

Storia d’una testa – Recita

Viaggio straordinario. – 2

La poesia fu recitata molto bene e il dicitore ebbe un gran successo. Tra gli spettatori c’era anche il dottorino dell’ospedale, che sembrava aver dimenticato la sua avventura della notte precedente; ai piedi aveva le soprascarpe, perché nessuno era venuto a ritirarle, e dato che c’era molto fango per la strada, potevano fargli comodo.

La poesia gli piacque molto.

Fu poi colpito non poco dall’idea, e desiderò di possedere un paio di occhiali come quelli: a saperli usare bene, avrebbe potuto vedere sino in fondo al cuore degli uomini, e questo era certo più interessante, pensava, che vedere cosa sarebbe avvenuto l’anno seguente: questo si sarebbe venuti a saperlo lo stesso, a suo tempo, mentre il cuore umano non lo si conosce mai.

“Figurarsi tutti i signori e le signore della prima fila! Se potessi scrutare il loro cuore, vedrei come un luogo aperto, una specie di bottega. E in quella bottega, girerei lo sguardo da tutte le parti. Nel cuore di quella signora troverei certo un gran negozio di mode! La bottega di quello là è certo vuota, e una bella pulizia non guasterebbe davvero. Potrei anche trovare delle botteghe rispettabili? Oh, sì, – sospirò, – ne conosco una rispettabile sotto ogni aspetto, ma dentro c’è già un garzone, e questa è l’unica cosa che non va in tutta la bottega. Davanti a più d’una si sentirebbe gridare: “vengano avanti, per favore!” Oh, volesse il cielo che io potessi entrarci, traversare i cuori come un breve pensiero!”

Ce n’era abbastanza per le soprascarpe: il dottorino divenne sempre più piccolo e iniziò un viaggio del tutto insolito attraverso i cuori degli spettatori della prima fila. Il primo cuore che attraversò fu quello di una signora, ma egli pensò subito di trovarsi alla clinica ortopedica, come si chiama la casa dove i dottori raddrizzano la gente e la rimettono a posto. Era certo nella stanza più brutta, dove sono appesi alle pareti i calchi di gesso delle membra anormali, con la sola differenza che nella clinica i calchi sono presi quando i pazienti entrano, mentre in quel cuore erano stati presi, per esser conservati tali e quali, all’uscita delle persone; erano i calchi delle amiche, con tutti i loro difetti fisici e morali.

Passò poi subito in un altro cuore femminile, e questo gli sembrò una grande chiesa consacrata, con le bianche colombe dell’innocenza che volavano intorno all’altar maggiore. Si sarebbe inginocchiato volentieri, ma doveva proseguire il suo viaggio, ed entrò perciò nel cuore successivo, mentre ancora udiva il suono dell’organo e si sentiva lui stesso una persona nuova e migliore, degno di penetrare nel santuario vicino. Questo era un povero abbaino dove si trovava una madre ammalata, ma dalla finestra aperta entrava il dono divino del sole, e delle splendide rose rosse oscillavano al vento nella cassetta di legno sul tetto, mentre due uccellini cantavano di gioia sentendo la madre invocare la benedizione sulla sua figliola.

Camminò carponi attraverso una macelleria piena zeppa; non c’era che carne, niente altro che carne: era il cuore di un ricco e distinto signore, di cui si può senza dubbio trovare il nome nel “Chi è?”

Entrò poi nel cuore della moglie: era una vecchia piccionaia in rovina, con il ritratto del marito che serviva da banderuola segnavento, ed era legato alle porte di modo che esse si aprivano e si chiudevano ogni volta che lui si girava.

Poi giunse in un gabinetto di specchi, simile a quello che c’è al castello di Rosenborg, ma con gli specchi che ingrandivano in modo inverosimile. In mezzo al gabinetto era accovacciato per terra, simile a un Dalai-Lama, lo scialbo io del proprietario, assorto nella contemplazione della propria grandezza. Subito dopo, pensò di essere capitato in uno stretto agoraio, pieno di aghi appuntiti: “E’ certo il cuore di una vecchia zitella”, pensò involontariamente, ma non era così: si trattava di un giovane militare pluridecorato, di quelli che si dicono uomini di cuore e di spirito.

Stordito, il dottorino uscì dall’ultimo cuore della fila con la testa che gli girava, incapace di riordinare le idee, dando la colpa di tutto alla fantasia troppo vivace, che gli aveva preso la mano.

“Mio Dio, – sospirò, – devo certo aver tendenza alla pazzia! Qui dentro fa anche un caldo insopportabile e il sangue mi sale alla testa”. In quel momento si ricordò di quello che gli era successo la sera prima, quando il capo gli era rimasto stretto tra le sbarre della cancellata dell’ospedale. “Ecco la ragione di tutto questo! – pensò, – è meglio trovar subito un rimedio. Un bagno russo mi farebbe sicuramente bene. Se potessi già esser là dentro, sdraiato sulla panca più alta!”

Ed eccolo sdraiato nel bagno russo, in mezzo al vapore, sulla panca più alta, ma con tutti i vestiti addosso; e in più gli stivali e le soprascarpe, con le gocce d’acqua bollente che gli cadevano dal soffitto sul viso.

Con un grido balzò giù dalla panca per fare una doccia; nel vedersi lì dentro un uomo vestito di tutto punto, anche il bagnino gettò uno strillo.

Ma il dottorino ebbe tanta presenza di spirito da sussurrargli: – Si tratta di una scommessa! – Appena fu arrivato in camera sua, però, la prima cosa che fece fu di applicarsi sulla schiena due grandi fogli di carta senapata, uno più su e uno più giù, per vedere di far uscire la pazzia dal corpo.

La mattina dopo aveva la schiena tutta insanguinata: ecco che cosa aveva ottenuto con le soprascarpe della felicità. Continua domani.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.