I premi Nobel per le scienze anno 1904

Chimica:

Premio assegnato a Sir William Ramsay per la scoperta dei gas nobili e la loro corretta collocazione nel sistema periodico degli elementi.

Sir William Ramsay

Chimico inglese (Glasgow 1852-High Wycombe, Buckinghamshire 1916). Studiò nella sua città natale e poi in Germania, a Tubinga. Tornò a Glasgow e nel 1880 ebbe la cattedra di chimica all’Università di Bristol. Nel frattempo le sue prime ricerche di chimica organica lasciavano il posto a quelle di chimica inorganica e di chimica fisica a cui, per la scoperta dei gas nobili, è legata la sua fama. Dal 1887 fu professore all’Università di Londra, ove rimase fino al 1913; e proprio alla sua permanenza a Londra sono legate le sue maggiori scoperte.

Trovò metodi per estrarre completamente l’ossigeno e l’azoto dall’aria atmosferica, e così stabilì la presenza in essa di un altro gas sconosciuto. Nel 1894, con J. W. Rayleigh, annunciò la scoperta di questo nuovo gas (argo) dovuta alla precisione dei metodi adottati. Nel 1895 nel minerale cleveite scoperse un gas con uno spettro simile a quello trovato già precedentemente nel Sole: anche l’elio dunque era scoperto. La conseguente scoperta con M. W. Travers del neon, del cripto e dello xeno seguì pressocché immediatamente (1898).

Ebbe vari riconoscimenti della sua attività, fra cui il premio Nobel per la chimica per la scoperta dei gas nobili dell’aria e per la determinazione del loro posto nel sistema periodico.

Fisica

Premio assegnato a John William Strutt Rayleigh per la scoperta di un nuovo gas dell’atmosfera, l’argo.

John William Strutt Rayleigh

Fisico inglese (Langford Grove, Essex 1842-Witham, Essex 1919). Rayleigh studiò all’Università di Cambridge. Qui, nel 1879, successe a Maxwell come direttore del Cavendish Laboratory. Compì studi sul potere risolutivo degli strumenti ottici, sui fenomeni di superficie dei liquidi e dei solidi.

Si deve a Rayleigh la determinazione precisa dell’unità di carica elettrica, l’ohm.

Nel campo dell’acustica pubblicò un celebre libro. The Theory of Sound (La teoria del suono).

Di Rayleigh è la scoperta di un nuovo gas dell’atmosfera, l’argo, isolato anche da W. Ramsay. Tale scoperta gli fruttò il premio Nobel per la fisica.

Gli studi sulla diffusione della luce solare da parte dell’atmosfera portarono Rayleigh alla enunciazione della nota legge di diffusione, che spiega il colore blu del cielo.

Associata al nome di Rayleigh c’è anche la legge di Rayleigh-Jeans sulla distribuzione spettrale di energia nella radiazione di un corpo nero. Tale legge concordava con i dati sperimentali solo per grandi lunghezze d’onda. Fu sostituita dalla legge di Planck.

Medicina

Premio assegnato a Ivan Petrovic Pavlov per il suo lavoro sulla fisiologia della degestione.

Ivan Petrovic Pavlov

Fisiologo russo (Rjazan 1849-Pietroburgo 1936). Laureato in medicina all’Università di Pietroburgo (1883), lavorò in Germania con i due grandi fisiologi K. Ludwig e R. Heidenhain.

A partire dal 1891 Pavlov si dedicò a ricerche sulle funzioni delle ghiandole gastriche, per le quali, dopo la pubblicazione delle Lezioni sul lavoro delle principali ghiandole digestive (1887), ottenne il premio Nobel per la medicina.

Dalle ricerche sulla digestione derivò direttamente la maggior scoperta di Pavlov, quella dei riflessi condizionati, ai quali il suo nome restò legato e che gli permisero di fondare una psicologia obiettiva. Fin dal 1897 Pavlov si trovò alle prese con quelli che chiamava allora “riflessi psichici”. Lavorando sui cani per ottenere la salivazione, poneva nelle fauci di questi della polvere di carne.

La polvere di carne determinava un orco riflesso che stimolava le ghiandole salivari per cui si aveva la salivazione, fatto, del resto ben noto.

Questo era un riflesso innato, assoluto. A poco a poco anche la sola vista o il solo odore della polvere di carne finirono per determinare lo stesso effetto di salivazione. La novità consistette nel rifiuto da parte di Pavlov di spiegare il fenomeno in termini antropomorfici, riferendosi al desiderio del cane.

Pavlov cercò invece di applicare, a riflessi più complessi dei riflessi assoluti, metodi obiettivi propri della fisiologia, e nel risolvere conseguentemente un fatto psichico, la salivazione per effetto del desiderio, in un fatto fisiologico perfettamente determinato.

Ecco la strada seguita da Pavlov. Questi “riflessi a distanza” si svolgono come se una reazione assoluta (la salivazione, per esempio) si connettesse da se stessa a una stimolazione che ordinariamente non la provoca. Pavlov cercò allora di costruire tali riflessi artificialmente, connettendo per un certo tempo allo stimolo normale (il gusto della carne, per esempio) un altro stimolo, ed ebbe successo con un celebre esperimento associando un certo numero di volte la presentazione della carne a un suono di campanello, alla fine il solo suono del campanello determinava la salivazione, che prima certamente non produceva.

Questa scoperta, cui Pavlov dette appunto il nome di “riflesso condizionato” fu presentata per la prima volta al Congresso Medico di Madrid nel 1903.

Dal 1905 Pavlov si dette a studiare con i suoi allievi la modalità di formazione e di azione dei riflessi condizionati. Si scoprì così che essi si instaurano più facilmente se il nuovo stimolo precede lo stimolo ordinario cui viene associato, che con il tempo tendono a scomparire se non vengono utilizzati, nel qual caso si riattivano; che un nuovo stimolo associato allo stimolo condizionato inibisce il riflesso, mentre un terzo lo ristabilisce per controinibizione, ecc.

Già dal 1910 Pavlov aveva sottolineato che non occorreva introdurre delle idee psicologiche per studiare le funzioni nervose più elevate.

La strada verso una nuova scuola psicologica, il comportamentismo, era aperta.

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