Monumenti di Napoli

Al tempo degli Svevi – 5

La nascita dell’Università – 3

Lo “Studium” doveva inoltre conferire maggiore prestigio al regno, qualificando e preparando un nutrito stuolo di funzionari e giuristi da impiegare in compiti di governo. L’Università, comunque, non era autorizzata a rilasciare l’abilitazione per l’esercizio delle professioni, prerogativa che il sovrano decise di conservare per sé.

L’Università federiciana ebbe grandissimo successo tra i giovani del regno, che vi accorsero numerosi: deludente fu invece la risposta da parte degli studiosi stranieri, che alla severità dello statuto napoletano preferirono il regime più liberale e partecipativo degli atenei dell’Italia centro-settentrionale.

Purtroppo i programmi di insegnamento non sono pervenuti fino a noi, ma pare che nello “Studium” napoletano si insegnasse il diritto civile e canonico, la teologia, la filosofia, la grammatica e l’ars dictandi.

La storia dell’ateneo registra un inizio molto difficile. Alla morte dell’imperatore esso fu infatti trasferito a Salerno, e fu poi riportato in città e riformato da re Manfredi. E’ stato fatto notare, inoltre, che nel corpo accademico non vi fu nessuna personalità culturale di rilievo: la vera gloria dell’Università fu quella di aver accolto tra i propri allievi il grande filosofo e teologo Tommaso d’Aquino. Continua domani.

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