La medicina dalla A alla Zeta – Dizionario della medicina – 18

Addominale, gonfiore – 2

Indagini e terapia

Per individuare la causa possono essere necessarie radiografie o ecografie che consentono di individuare anomalie di dimensioni o forme degli organi interni o segni di occlusione intestinale. Se è presente un’ascite, si può prelevare un po’ di liquido per esaminarlo. Può essere necessaria anche un’esplorazione chirurgica dell’addome o un esame interno dell’addome mediante un endoscopio.

Addominale, radiografia

Esame radiologico del contenuto dell’addome. Di solito la radiografia addominale rappresenta uno dei primi passi nell’indagine su una sospetta malattia addominale (dopo che il medico ha raccolto accuratamente i dati della storia clinica ed eseguito l’esame fisico del paziente).

Poiché gli organi addominali non sono del tutto radiopachi, ne sono visibili solo i contorni. Tuttavia, il radiologo riesce a vedere se un organo è ingrossato in modo anomalo e può individuare la presenza di eventuali corpi estranei ingeriti all’interno dell’apparato digerente. Si possono ottenere utili informazioni anche osservando la disposizione dei liquidi e dei gas. Spesso anse intestinali distese contenenti raccolte di liquido, indicano un occlusione; la presenza di gas al di fuori dell’intestino indica una perforazione intestinale.

Nella maggior parte dei calcoli renali e anche in alcuni calcoli biliari è presente il calcio, che è radiopaco; quindi, a volte, essi possono venire individuati in una radiografia addominale “in bianco”. Alcuni aneurismi dell’aorta contengono calcio e sono quindi visibili.

Spesso dopo le radiografie addominali vengono eseguite altri esami che forniscono maggiori dettagli, come l’endoscopia, l’ecografia, la tomografia computerizzata, le radiografie con mezzo di contrasto o l’urografia.

Addominali, incisioni

Serie di incisioni eseguite con il bisturi sulla parete addominale per consentire l’accesso agli organi interni. Le incisioni addominali possono talvolta raggiungere dimensioni anche notevoli e rendere successivamente necessaria l’esecuzione di interventi di chirurgia plastica, particolarmente in soggetti di sesso femminile, per eliminare le tipiche alterazioni del tessuto cicatriziale e ripristinare le condizioni iniziali.

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