Città e Paesi della Campania

Ailano

Ailano è un piccolo comune in provincia di Caserta con meno di duemila abitanti che vengono denominati Ailanesi. Il territorio comunale ha una superficie di 15,49 kmq ed è situato ad un altitudine di 260 metri. San Giovanni Apostolo è il Santo Patrono. Le frazioni di Ailano sono Cerquete (Grotta di Coscina), Colle di Sabelluccio, Le Vaglie. Distanza dal capoluogo 51 km. Per raggiungerlo Autostrada A1 Milano-Napoli uscita Caianello. Comuni limitrofi sono: Vairano Patenora, Pratella, Prata Sannita, Raviscanina.

Situata nella media valle del Volturno, una piana alluvionale con argille sabbiose, limi e terreni umidi, perlopiù commisti a materiali piroclastici, Ailano sorge ai piedi del monte Coppolo, estrema propaggine del Massiccio del Matese. Il territorio comunale, attraversato dal torrente Rivolo, è composto in maggioranza da boschi e pascoli.

Le prime notizie della presenza in questo luogo di un castello fortificato risalgono a pergamene di epoca normanna che vi si riferiscono utilizzando la denominazione di Athilanum e di Aylanum.

L’origine del toponimo viene fatta risalire dal Ciuverio a un villaggio romano di nome Aebutianum, citato tuttavia soltanto dalla Tabula Peutingeriana. Molto più probabile è però una formazione prediale dal nome latino Allius con l’aggiunta di un suffisso.

Il territorio di Ailano fu forse abitato in Età eneolitica: a quest’epoca, infatti, risalgono un pugnale, alcune punte di freccia e raschiatoi di selce qui rinvenuti ed ora conservati presso il Museo Provinciale Campano di Capua.

Inoltre in località Cerquete o Grotta di Coscina, tra il 1855 e il 1870, furono riportate alla luce tombe di età sannitica. Oltre 200 tombe vennero scoperte anche in località Colle di Sabelluccio, mentre un’altra fu scoperta all’interno dell’abitato, in via Roma. E ancora, due vasi a vernice nera, già nel Museo Civico di Piedimonte Matese, provengono da Ailano, mentre un santuario preromano sorgeva in località Zappini, dove furono ritrovate anche due statuette in bronzo raffiguranti Ercole e Marte.

Dalle carte dell’antico Monastero di Cingla risulta che in epoca normanna le terre di Ailano erano un possedimento dell’Abbazia di Monte Cassino, ma la notizia è ancora discussa. E’ invece certo che nel 1229 Ailano era feudo dei d’Aquino, di parte ghibellina, e proprio per questo subì l’assedio delle truppe papali. Nel 1266 passò al francese Simon de Fossis, poi, nel 1320, ne divenne signore Oddone Rapa. Nel 1325 risultano rendite ecclesiastiche tassate per 9 tarì. Nel Quattrocento il feudo appartenne a Pandone di Venafro e nel 1536 fu concesso ad Alfonso Gualando. Il lungo elenco dei proprietari prosegue con le famiglie Carafa e De Penna, poi Matteo e Carbonelli e infine, dal 1733, Rayola Pescarini. Fra gli episodi più rilevanti degli ultimi secoli, va ricordato che nel 1860 il castello di Ailano ospitò alcuni patrioti che si stavano organizzando per liberare dai Borboni la Terra di Lavoro, e che nell’ottobre del 1943 il paese si trovò sul fronte di guerra e fu cannoneggiato dagli americani. Continua domani.

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