Incontri nel Parco

La martora

Le zone più selvagge degli Appennini e delle Alpi ospitano ancora una popolazione piuttosto consistente di uno dei predatori più misteriosi della fauna europea: è la martora (Martes martes), molto simile come struttura e colori alla cugina faina, ma molto diversa per le abitudini.

Il suo pelame è bruno cioccolato, con una vistosa macchia gialla. Mentre la faina preferisce le zone aperte e a volte si avvicina alle costruzioni umane per approfittare della presenza di moltissimi roditori (e di un occasionale pollaio), la martora abita le foreste più fitte e preda di preferenza animali selvatici.

Grazie alla sua agilità cattura infatti scoiattoli ma soprattutto un gran numero di arvicole e topi campagnoli di cui è uno dei maggiori predatori naturali. Si nutre inoltre di piccoli uccelli (in particolare scriccioli) ma anche di rane e di larve di bombi, insieme a bacche e frutti nei periodi più freddi.

Il maschio e la femmina occupano territori distinti, anche se spesso si sovrappongono a quelli di altri esemplari. La femmina si accoppia con il maschio (a volte più di uno) in luglio-agosto e i piccoli che nascono dopo otto-nove mesi (la vera gestazione è di circa un mese, ma il feto rimane quiescente per alcuni mesi), sono indipendenti dopo circa sei mesi.

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