Monumenti di Napoli

Al tempo degli Svevi – 10

Oreficerie, tessuti e miniature – 2

I prodotti di oreficeria presenti in città in epoca sveva erano soprattutto d’importazione. La zecca napoletana, del resto, rimase a lungo inattiva, riprendendo a operare soltanto nell’anno successivo alla morte dell’imperatore Federico.

Napoli assunse invece un ruolo di primo piano nella produzione di codici miniati: divenuta sede universitaria, la città venne infatti dotata di uno scriptorium nel quale furono miniate opere di argomento non solo religioso ma anche laico. Significative sono la cosiddetta “Bibbia di Manfredi”, realizzata per il figlio illegittimo di Federico II, la Bibbia della Nazionale di Palermo e la Bibbia della Biblioteca Nazionale di Parigi. Tra gli scritti laici, sono da segnalare due codici d’interesse scientifico: il “De arte venandi cum avibus”, conservato nella Biblioteca Vaticana di Roma, che costituisce il codice più antico a noi pervenuto del trattato scritto da Federico II, e i “Nomina et virtutes balneorum seu de balneis Puteolorum et Baiarum” conservato presso la Biblioteca Angelica di Roma.

Nel “De arte venandi” la natura, le distese di acqua, gli uccelli, finanche le vesti dei personaggi sono rappresentate con particolare attenzione descrittiva, attraverso un linguaggio stilistico originale risultante dalla summa di elementi culturali bizantini, islamici e francesi.

Simili caratteri stilistici sono riscontrabili anche nel secondo testo citato. “De balneis Puteolorum et Baiarum”, risalente alla seconda decade del XIII secolo, dedicato a Federico II dall’autore, Pietro Ansolino da Eboli: un trattato che, descrivendo i bagni termali del versante flegreo con le proprietà curative delle acque, costituì un utile guida per coloro che desideravano ricorrere alla balneoterapia. Il miniatore, che ha voluto rappresentare attraverso le immagini i vantaggi fisici derivanti dalle acque, ha realizzato illustrazioni a pieno foglio dotate di una notevole vivacità d’impostazione e caratterizzate da colori puri, talora dissonanti, distesi spesso su fondi in lamina d’oro. Sono scene di spiccato realismo, nelle quali una nuova scioltezza di movenze anima il modellato ancora bizantino dei corpi dei pazienti, raffigurati all’interno dei bagni mentre indicano con gesti significativi le parti del corpo risanate dall’acqua termale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.