Monumenti di Napoli

La Napoli angioina

La discesa di Carlo I

Morto Federico II nel febbraio del 1250, l’erede naturale, il figlio Corrado IV, non ottenne il riconoscimento da parte del pontefice Innocenzo IV, che preferiva fare insediare nel Mezzogiorno una dinastia meno ostile e potente della sveva.

Fallito il tentativo di assegnare il Regno di Napoli al fratello del re d’Inghilterra, il papa riuscì a convincere ad affrontare la gravosa impresa Carlo d’Angiò, fratello del re di Francia: i patti erano particolarmente onerosi per l’Angioino, che dovette impegnarsi a riconoscere formalmente la supremazia feudale del papa, versando fra l’altro un tributo annuo molto elevato e impegnandosi a prestare al pontefice trecento cavalieri e un certo numero di navi in caso di guerra.

Ancora più gravoso fu per Carlo il divieto di fondere la Corona imperiale e quella del Regno di Napoli, come pure l’obbligo di rinunciare al privilegio della legazione apostolica, consistente nel diritto del re alla nomina degli ecclesiastici e all’esercizio di una serie di poteri su di essi. Infine Carlo d’Angiò dovette solennemente impegnarsi a non ricoprire nessun ruolo o incarico nello Stato pontificio e nei territori dell’Impero, anche se in seguito il re fu nominato senatore a Roma e i patti precedentemente stipulati col pontefice furono rivisti a suo favore. Continua domani.

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