Tag: campania

L’angolo della Poesia

Uomo del mio tempo

Sei ancora quello della pietra e della fionda,

uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,

con le ali maligne, le meridiane di morte,

  • T’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,

alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,

con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,

senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,

come sempre, come uccisero i padri, come uccisero

gli animali che ti videro per la prima volta.

E questo sangue odora come nel giorno

quando il fratello disse all’altro fratello:

“Andiamo ai campi”. E quell’eco fredda, tenace,

è giunta fino a te, dentro la tua giornata.

Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue

salite dalla terra, dimenticate i padri:

le loro tombe affondano nella cenere,

gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

Salvatore Quasimodo – da Giorno dopo giorno – Mondadori – Milano

Annunci

Animali da compagnia Comportamento del gatto domestico – 2

niente paura non sono in prigione è solo la zanzariera con rete di protezione alla finestra per evitare che finiscano in bocca ai cani che stanno li sotto con le fauci spalancate ad aspettarle. sono due femmine mamma e figlia.

Spesso i Gatti domestici riescono a instaurare dei rapporti amichevoli anche con animali che abitualmente sono loro nemici; l’ormai proverbiale inimicizia tra Cane e Gatto non trova sempre riscontro nella realtà, mentre sono numerosi gli esempi di stretta amicizia stabilitasi tra i due animali. In altri casi, questi Felini si abituano alla presenza di Criceti, Topi bianchi o altri Roditori, con cui giocano senza arrecare alcun danno, e numerosi allevatori di Uccelli hanno potuto constatare come il loro Gatto si sia abituato ai volatili al punto da afferrarli con estrema precauzione con la bocca quando fuggono dalla gabbia.

Il Gatto è uno dei pochi animali domestici che sia stato accolto nella comunità umana non per fini utilitaristici, ma, almeno in origine, per motivi religiosi: presso molte popolazioni, ad esempio gli antichi Germani e numerose tribù africane e sudamericane, i Gatti selvatici erano infatti considerati animali sacri già molto tempo prima della comparsa delle razze domestiche, ed è appunto grazie a tale concezione che essi riuscirono a diffondersi così rapidamente, divenendo ovunque oggetto di saghe, culti e superstizioni che ne facilitarono la domesticazione. Gli Egizi nutrivano per i Gatti un tale amore e rispetto da tagliarsi i capelli in segno di lutto alla loro morte; in caso di incendio, gli abitanti si preoccupavano addirittura di portare in salvo per prima cosa i Felini. Al Cairo esistono ancora, con ogni probabilità, degli antichi lasciti, i cui interessi vengono impiegati per nutrire i Gatti: lo stesso Maometto li scelse come animali prediletti, e per tale motivo l’allevamento dei Gatti si diffuse con l’islamismo nelle diverse regioni asiatiche e africane. Numerose credenze dettate dalla superstizione sono del resto largamente diffuse anche in Europa: la superstizione medievale secondo cui tra i Gatti, le streghe e i maghi esisterebbe uno stretto rapporto di interdipendenza trova in pratica riscontro in dicerie ancora oggi largamente seguite, secondo cui i Gatti di tre colori avrebbero il potere di proteggere la casa del padrone dagli incendi, mentre quelli neri porterebbero sfortuna agli uomini cui attraversano la strada.

Altrettanto diffusa e invano contestata dagli studiosi è l’dea che questi Felini siano falsi; a tale proposito Konrad Lorenz scrive: “non riesco davvero a comprendere in qual modo possa essersi originata una simile teoria: escludo infatti che sia da attribuire alla tecnica di caccia adottata dai Gatti, e cioè al fatto di avvicinarsi con movimenti circospetti alla preda, per poi aggredirla all’improvviso, in quanto Tigri e Leoni si comportano allo stesso modo. Al contrario di questi Carnivori, il Gatto non ha però la fama di essere assetato di sangue, benché uccida anch’esso le proprie vittime azzannandole mortalmente. Io non conosco un solo atteggiamento, tipico del Gatto, che possa essere definito sia pure approssimativamente, anche se a torto, “falso”: ben pochi sono gli animali la cui mimica consenta di comprendere in modo così chiaro il loro stato d’animo del momento. Quando si ha a che fare con un Gatto si sa sempre come comportarsi e quale gesto ci si debba attendere per l’istante successivo: così come è inequivocabile l’espressione di fiduciosa amicizia, quando il muso viene rivolto verso l’osservatore con le orecchie ritte e gli occhi spalancati, altrettanto chiaramente qualsiasi emozione provocata da paura, irritazione o dalla presenza di un nemico trova immediata corrispondenza nella contrazione della muscolatura facciale. E sufficiente una lieve sensazione di diffidenza, perché gli innocenti occhi rotondi assumano una forma un poco più allungata e obliqua e le orecchie non siano più erette; si può in tal caso ignorare il leggero cambiamento nella posizione del corpo e della punta della coda, per comprendere che lo stato d’animo dell’animale è mutato. Quale espressività raggiungono, ad esempio, gli atteggiamenti minacciosi del Gatto, e come differiscono nettamente l’uno dall’altro a seconda che siano rivolti alla persona amica che si sia “presa un’eccessiva confidenza”, o a un nemico molto temuto, oppure abbiano uno scopo puramente difensivo o palesino l’intenzione di passare all’attacco, se l’animale si sente superiore all’avversario! Quest’ultimo atteggiamento, in particolare, non viene mai tralasciato, a eccezione ovviamente degli animali che potremmo chiamare “psicopatici”, e che esistono sia tra i Gatti sia tra i Cani meglio addomesticati; un Gatto infatti non morde o graffia mai l’avversario senza averlo prima messo chiaramente in guardia. La minaccia si esprime con vari atteggiamenti e diviene particolarmente palese di solito immediatamente prima dell’attacco, quando appunto assume il significato di ultimo avvertimento. Continua – 2’

Locali storici e tipici napoletani

Drogheria Santa Chiara

Via Benedetto Croce 50

Chi è in cerca di ingredienti per torte elaborate, da decorare con glasse particolari, troverà qui tutto ciò di cui ha bisogno: canditi, gelatine, scorzette di cioccolato amaro e al latte (ma anche al gusto di limone o arancio), confetti vari, scaglie di zucchero multicolori, concentrati di frutta al cocco o all’ananas per profumare creme e budini, sciroppi di glucosio, cacao olandese.

E’ anche possibile acquistare ottime torte già pronte da farcire a proprio gusto e ogni tipo di utensile per la preparazione dei dolci.

Settimanalmente, si tengono corsi di pasticceria gratuiti.

Monumenti di Napoli

Neapolis – Cenni di storia antica  – 5

Le vacanze e gli “otia” in Campania

i resti della villa romana a Punta del Capo nei pressi di Sorrento.

Nel corso del I secolo a.C. nessuno dei più influenti personaggi dell’aristocrazia romana poté esimersi dal possedere almeno una villa sulle rive del golfo di Napoli: tra questi Silla e il suo ricco nipote Fausto, Lucullo, Cicerone, Crasso, Bruto, Cesare, Pompeo, Varrone.

Da un punto di vista architettonico si possono distinguere due schemi fondamentali: le ville a peristilio, incentrate su un grande giardino porticato e le ville a portico, sviluppate in lunghezza con estesi colonnati. Belle rappresentazione dei due tipi abbiamo nelle pitture pompeane ed ercolanesi.

Centro di questi luoghi di delizia, che il geografo Strabone, in età augustea, dice estesi a tutto l’arco del golfo di Napoli (tanto che esso avrebbe avuto, visto dal mare, l’aspetto di una sola città), fu Baia. Cicerone, per screditare la principale testimone dell’accusa contro il giovane Celio Rufo, la sua ex amante Clodia, riferisce che tutti coloro che la conoscevano sapevano che era dedita a “piaceri, amori, adulteri, Baia, spiagge, banchetti, orge, canti, concerti, gite in barca”.

Varrone nelle sue “Satire” descrive la vita molle e rilassata che lì si conduceva: “Lì non solo le vergini divengono un bene comune, ma molti vecchi ringiovaniscono e numerosi fanciulli si effemminano”. E, sottolineando il tema della perdizione delle donne in questo luogo ameno, riferisce: “A Baia una donna arriva come una Penelope e ne riparte come un’Elena”. Ancora più colorita è un’iscrizione funeraria di un C. Domitius Primus, rinvenuta ad Ostia, lungo la strada per Roma: “Vissi presso le rive del lago di Lucrino, bevvi spesso il Falerno; i bagni termali, i vini, Venere, mi furono compagni nel progredire degli anni”.

Seneca in due lettere all’amico Lucilio, così parla della vita gaudente che si svolgeva sulle rive del golfo di Napoli: “mi sono dovuto contentare di Baia, ma l’ho lasciata il giorno dopo che vi ero arrivato. Pur avendo l’attrattiva delle bellezze naturali, è una città da evitarsi, poiché ormai è un noto centro di corruzione… Là tutto si concede all’immoralità: là ci si disfrena più che altrove, come se il luogo stesso richiedesse ogni specie di scostumatezze… A che mi servono le acqua termali o i bagni sudoriferi in cui si sviluppa il vapore ardente che dovrà spossare il corpo? Il sudore sia provocato solo dalla fatica”. E, descrivendo la villa dell’amico Servilio Vazia, ormai scomparso, sul promontorio di Torregaveta, dominante la spiaggia e il lago Fusaro presso Cuma, ci ha lasciato una delle più belle descrizioni di una villa marittima: “Non posso scriverti nulla di sicuro sulla villa, poiché ne conosco solo la facciata, e la parte esterna, visibile anche ai passanti. Ci sono due grotte artificiali che hanno l’ampiezza di un atrio spazioso: di esse, una è completamente all’ombra, l’altra è esposta al sole tutto il giorno. Un canale, derivato dal mare e dal lago Acherusio, divide nel mezzo un boschetto di platani, e, quando non è prosciugato, nutre molti pesci. Se il mare è calmo, si lasciano in pace i pesci nel canale; ma vi si ricorre quando le tempeste impediscono ai pescatori d’imbarcarsi. La villa ha questo grande vantaggio: essendo molto vicina a Baia, se ne possono godere i piaceri senza doverne subire gli inconvenienti. So che ha anche questo aspetto favorevole può essere abitata tutto l’anno, poiché è esposta al vento favonio, che essa prende tutto per sé, sottraendolo a Baia. Continua domani.

La ricetta del giorno

Riso con la peperonata al forno

Ingredienti: riso 400 gr, peperoni 1 kg, cipolle 1 kg, tonno sott’olio 400 gr, scamorza 500 gr, pomodorini pelati 300 gr, 4 filetti di acciughe sott’olio, olive nere 100 gr, capperi 30 gr, formaggio grattugiato, basilico, origano, aglio, olio extravergine d’oliva, sale, pepe.

Esecuzione: In una padella con l’olio rosolare uno spicchio d’aglio e le cipolle sottilmente affettate. Quando saranno dorate unire i peperoni grossolanamente spezzettati, mettere il coperchio e cuocere per circa 15 minuti mescolando ogni tanto, poi unire i pomodori schiacciati, sale, pepe, origano e basilico tritato.

Continuare la cottura a fiamma bassa ancora per 20 minuti, poi aggiungere il tonno le olive snocciolate, i capperi sciacquati, le acciughe spezzettate e insaporire tutto insieme per qualche minuto.

Lessare il riso, scolarlo al dente, condirlo con un filo d’olio, fare uno strato in una pirofila unta, cospargerlo di formaggio grattugiato, ricoprirlo di peperonata e fettine di scamorza, coprire con il riso rimasto, cospargere di formaggio grattugiato e gratinare in forno già caldo a 180° per circa mezz’ora fin quando si sarà formata una invitante crosticina. Buon appetito.

Piccolo oroscopo del giorno

Ariete: sono previste in arrivo delle notizie dall’esterno dal tuo giro quotidiano;

Toro: è una giornata positiva, ti senti bene e con tanta voglia di fare;

Gemelli: stai dando l’impressione di scarsa disponibilità, se ci tieni dai più attenzioni;

Cancro: l’amore sta arrivando ed è più vicino di quanto tu possa immaginare;

Leone: è un buon periodo per promuovere contatti che favoriscano il tuo lavoro;

Vergine: non ti senti soddisfatto per colpa di alcuni ritardi che ti stanno condizionando negativamente;

Bilancia: per chi del segno della Bilancia cerca l’amore, dico di pazientare ancora un pochino, è in arrivo, gli ultimo 2-3 giorni del mese saranno quelli buoni, auguri e se son rose fioriranno;

Scorpione: per te Scorpioncino che hai sensibilità e intuito dico che l’istintività vale più della razionalità;

Sagittario: fai le tue cose quotidiane con il solito impegno, non cercare di strafare che poi si pagano le conseguenze;

Capricorno: i tuoi obbiettivi prefissati sono più vicini alla realizzazione di quanto tu possa immaginare;

Acquario: la Luna ti dà una posizione di vantaggio e favorirà i tuoi incontri;

Pesci: vivrai delle nuove emozioni che ti faranno sentire bene con te stesso e con gli altri.

Buona Domenica 21 Luglio 2019

1969 – alle ore 2:56 UTC , Neil Armstrong compie il primo passo sulla Luna.

Il Sole sorge alle 5:43 e tramonta alle 20:29

La Luna cala alle 8:46 e si eleva alle 22:06

San Lorenzo da Brindisi dottore

Questo nome deriva dal latino “laurentius” cioè nativo della città di Laurentum nel Lazio dove, erano estesissime coltivazioni di alloro (laurus) che anche oggi viene usato come base nei preparati medicali contro lo stress e le arrabbiature e cioè dei tranquillanti in genere.

  • Vale cchiù ‘n’arraggiàta ca ‘na mazziàta.
  • ‘O cane arraggiato ‘nce lassa ‘o pilo.
  • Nun te piglià collera, ca ‘o zùccaro costa caro!
  • Chi se piglia collera piscia ‘ncopp’  ‘a scopa nova e lle passa.

San Daniele

Il 21 luglio del 1417 Giovanna II affida la direzione politica ad un Consiglio Segreto della Corona mentre Giacomo della Marca viene privato di ogni potere.

Il 21 luglio del 1969 alle ore 2:56 UTC Neil Armstrong compie il primo passo di un uomo sulla Luna.

Il 21 luglio del 1993 per l’assenteismo dei Gruppi Consiliari il Sindaco Tagliamonte si dimette. Le sue funzioni vengono assunte dal Vice Sindaco R. Cortese.

Il proverbio del giorno: mangiare per vivere e non vivere per mangiare.