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L’ARTE DEI TAROCCHI – 2 SCEGLIERE IL PROPRIO MAZZO.

Chi non ha esperienza nell’uso dei Tarocchi dovrebbe scegliere un mazzo con una simbologia chiara ed essenziale, per poter memorizzare rapidamente i simboli.

E’ poi consigliabile che chi desidera apprendere e praticare l’arte della divinazione per mezzo dei Tarocchi possegga un suo mazzo personale con cui stabilire una particolare connessione energetica; conviene pertanto recarsi in un negozio specializzato e scegliere personalmente, per intuito, il mazzo adatto, sia come disegno che come dimensioni (non troppo piccolo, né troppo grande in rapporto alle mani del futuro cartomante) e come carta (deve essere piacevole da toccare).

Nella scelta dell’uno o dell’altro pacchetto si tenga conto del tipo di disegno, che deve risultare particolarmente evocativo. Chi ha conoscenza di Astrologia potrà scegliere un mazzo con simboli che si ricollegano appunto all’Astrologia, mentre chi ha conoscenza di Alchimia potrà orientarsi meglio con i Tarocchi ermetici di Wirth. In mancanza di tendenze particolari un mazzo con illustrazioni tradizionali come il Tarocco di Marsiglia potrà facilitare la memorizzazione dei simboli.

Se non c’è confidenza tra il cartomante e i Tarocchi, se la decorazione non piace e se i simboli non risultano particolarmente evocativi, sarà difficile leggere correttamente il significato delle carte che compariranno sul tavolo.

LA PREPARAZIONE.

Prima di incominciare a utilizzare i Tarocchi per la divinazione, è necessario imparare a cogliere rapidamente il senso della simbologia, cioè a “parlare “correttamente con i simboli e con i colori. E’ importante osservare la carta e leggere il significato che le è stato attribuito, quindi associare al simbolo della carta e al suo significato immagini mentali adeguate, ma personali.

Per esempio, osservando il Sole, che significa gioia, creatività e successo, possiamo immaginare l’estate, il relax sulla spiaggia oppure la vegetazione lussureggiante e ricca di frutti che maturano sotto i raggi del sole. Per chi ha familiarità con l’Astrologia, è bene associare anche i significati astrologici relativi.

Infine è necessario mescolare bene i Tarocchi, dal momento che non possiamo lavorare bene se le carte restano in ordine numerico: l’ideale è spargerli, con le figure coperte, su un tavolo, allargarle bene con le mani e poi raccoglierli nuovamente in un mazzo, ripetendo tutta l’operazione tre o quattro volte, badando bene di tenere tutte le carte nel verso giusto, senza che qualcuna risulti capovolta.

Sul modo e sul luogo ove riporre i Tarocchi, non tutti sono concordi. Secondo alcuni è sufficiente riporre i Tarocchi nella loro scatola originale e metterli in un cassetto della propria scrivania o del comodino o del proprio tavolo di lavoro, per altri invece è necessario procedere in modo rituale, dal momento che i Tarocchi risentono delle vibrazioni energetiche sottili dell’ambiente e quindi devono sintonizzarsi sulla vibrazione di chi dovrà maneggiarli. Se si desidera agire in questo modo, è bene avvolgere i Tarocchi in un pezzo di seta bianca e tenerli con sé (in tasca o sotto il cuscino) per una giornata, dopodiché, sempre avvolti, andranno riposti in una scatola di legno o di pietra che li isoli dalle vibrazioni generiche dell’ambiente, e tale scatola sarà collegata sul comodino da notte o su un tavolino ove non possa venire aperta da chicchessia. Infatti è bene che nessun altro maneggi i Tarocchi oltre chi deve usarli per la divinazione, poiché una mano estranea romperebbe la sintonia energetica tra carte e cartomante.

LA LETTURA

Chi non ha mai fatto uso dei Tarocchi è bene che, prima di cimentarsi con la vera e propria divinazione, aspetti di avere confidenza con le carte e di conoscere bene i significati simbolici: infatti al momento della lettura, è importante il colpo d’occhio; le carte devono parlare subito, senza che il cartomante neofita si soffermi in lunghe pause sull’una o sull’altra figura, cercando di ricordarne faticosamente il significato. In seguito è bene iniziare a leggere le carte per sé stessi, facendo domande riguardanti ambiti personali ben conosciuti, per imparare a capire in che modo il linguaggio dei Tarocchi faccia riferimento ai diversi avvenimenti e alle situazioni della vita.

Per quanto concerne la lettura degli Arcani Maggiori, fin qui tutto è abbastanza semplice da realizzare e da ricordare, poiché si tratta di sole 22 figure da assimilare; quando però si cerca di ricordare il significato degli Arcani Minori, le cose si complicano notevolmente. E’ necessario innanzitutto imparare i significati dei numeri da 01 a 11 e poi si devono comprendere bene i significati simbolici connessi ai quattro semi (bastoni, coppe, spade e denari). Dall’associazione della simbologia legata al numero con quella legata al seme deriva il significato intrinseco della carta.

Per esempio se ci troviamo di fronte il 4 di denari, dobbiamo ricordare innanzitutto che i denari sono collegati alle finanze, al possesso di beni materiali e agli affari, mentre il numero 4 significa stabilità, solidità; poi dobbiamo associare in modo coerente questi due significati, il che non è difficile: stabilità in campo finanziario, che esclude ogni preoccupazione del consultante per quanto riguarda i soldi, naturalmente in senso spirituale il significato può rivelare anche un atteggiamento troppo materialistico della persona, fino all’avarizia e alla grettezza.

Come in tutte le tecniche di divinazione, è molto importante chiarire bene con il consultante quale sia la vera natura dell’indagine eseguita per mezzo dei Tarocchi. E’ bene sgombrare subito il campo da eventuali sospetti di collegamento di questa pratica con la magia nera: non è il metodo che fa la magia nera, ma la persona. Se chi esegue la divinazione è sostenuto da seri intenti spirituali di essere d’aiuto alle altre persone affinché possano migliorare la propria consapevolezza interiore, allora il metodo è buono; se invece il cartomante è animato solo dal desiderio di “far soldi” a spese delle debolezze e fragilità altrui, allora il tutto è male. Infine è molto importante non spaventare mai il consultante con previsioni catastrofiche, come se eventi nefasti fossero ineluttabili. Se dalle carte si deduce che la persona sta correndo un grave rischio per la sua salute, tanto che potrebbe anche morire, non si deve dare questo responso come se si trattasse di un accadimento inevitabile, terrorizzando la persona e precipitandola in uno stato emotivo negativo (che certamente influirebbe sfavorevolmente sulla sua salute già fragile). Si deve invece consigliare alla persona un comportamento positivo da tenere per evitare il peggioramento della salute che le carte ipotizzano. Non ripeteremo mai abbastanza che il futuro non è fisso e immutabile, ma continuamente mutevole. Se il cartomante ha saputo sviluppare la facoltà di comprendere con l’aiuto dei Tarocchi quali eventi futuri hanno la maggiore probabilità di verificarsi per il consultante, ha anche il dovere di guidarlo verso quegli eventi, se sono buoni, o lontano da essi se sono negativi. Una verifica di questa mobilità del futuro si può avere quando un cartomante esperto consulta i Tarocchi tutti i giorni ponendo loro la stessa domanda: le carte che escono non sono sempre le stesse, ma variano con il variare delle potenzialità energetiche che governano l’uno o l’altro evento, con il diverso atteggiamento mentale del cartomante secondo gli eventi che si sono verificati sui piani energetici nelle 24 ore, anche se magari, sul piano fisico, sembra che non sia accaduto nulla. Non dimentichiamo che possiamo noi stessi modificare il nostro destino. Continua – 2

Astrologia – L’arte dei Tarocchi – 1

I Tarocchi portano con sé, da tempi lontani, la grande suggestione delle immagini simboliche e, fra le arti divinatorie sono quelli che racchiudono un più profondo intreccio di significati.

 I Tarocchi possono essere usati su diversi livelli: semplicemente per scrutare il futuro, oppure per indagare nelle pieghe dell’inconscio di chi li consulta, ma anche, infine, per comprendere i passi da compiere nell’ambito di un cammino progressivo di evoluzione spirituale.

Le antiche origine dei Tarocchi sono ormai dimenticate da tempo, cosicché svariate ipotesi sono state formulate al riguardo. Molti esoteristi, in base al simbolismo delle immagini, affermano che i Tarocchi hanno visto le origini nell’antico Egitto, mentre altri fanno riferimento alla Cina, all’India o anche all’Italia.

Quali che siano state le sue fonti più antiche, è certo che il Tarocco si trovava già in Italia all’inizio del XV secolo; infatti a questo periodo risale il bellissimo mazzo dipinto da Antonio Cicognara per la famiglia Colleoni di Bergamo. In seguito la fama di queste singolari carte si andò progressivamente diffondendo: si fa risalire alla fine dello stesso secolo il famoso pacchetto dei Tarocchi di Marsiglia, creato da B. P. Grimaud, che ebbe subito grande successo ed è ancor oggi ampiamente usato.

In seguito vari occultisti ed esoteristi disegnarono mazzi di Tarocchi particolari, evidenziando l’una o l’altra simbologia, sulla base dei loro studi e del tipo di ricerca metafisica intrapresa. Tra i mazzi più usati dagli esoteristi impegnati nella ricerca spirituale della Tradizione occidentale vi sono i Tarocchi realizzati nel 1910 da A. E. Waite, membro dell’Ordine Ermetico della Golden Dawn, una società di tipo alchemico fondata a Londra nel 1881, che vide tra i suoi membri il poeta W. B. Yeats, Oscar Wilde e il deprecabile mago nero Aleister Crowley.

I Tarocchi di Waite costituiscono inoltre una efficace chiave simbolica di connessione tra Alchimia e Astrologia.

Ai giorni nostri esiste in commercio un gran numero di differenti mazzi di Tarocchi, più o meno decorati, tradizionali o moderni, alcuni facilmente riconducibili alle figure originarie, altri molto fantasiosi e difficili da leggere.

Il mazzo tradizionale di Tarocchi consiste di 78 carte, di cui 22 (da 0 a 21) sono definite Arcani Maggiori, mentre le rimanenti 56 carte sono definite Arcani Minori. Queste ultime sono in tutto analoghe a un normale mazzo di carte da poker, anche se in realtà sono le carte da poker a essere derivate dagli Arcani Minori e usate soprattutto per giocare, ma anche, come vedremo, per la divinazione; la principale differenza consiste nel fatto che negli Arcani Minori si trovano quattro Figure (Re, Regina, Cavallo e Fante), mentre nelle carte da poker le figure sono soltanto tre (Re, Regina e Fante).

Infine va sottolineata la corrispondenza tra le Coppe degli Arcani Minori con i Cuori delle carte da Poker, dei Bastoni con le Picche, delle Spade con i Fiori e dei Denari con i Quadri.

Gli Arcani Maggiori mostrano invece 22 immagini piuttosto complesse, che fanno direttamente riferimento a stati della coscienza (o a momenti del cammino spirituale) e a connessioni tra il consultante e le forze sottili (positive o negative) e con i cinque Elementi (Terra, Acqua, Aria, Fuoco ed Etere o Spazio). Per le divinazioni possono essere usati insieme Arcani Maggiori e Arcani Minori, oppure solo gli Arcani Maggiori, ma questo secondo metodo è consigliato in particolare quando il consultante ha interesse a conoscere la situazione più dl punto di vista spirituale che da quello materiale. Continua – 1