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Animali da compagnia

Il Furetto – 3

E’ molto semplice capire di che sesso è un furetto, anche quando è giovane o sterilizzato. Infatti nel maschio si può osservare il prepuzio poco sotto l’ombelico; il pene è poco visibile, ma presenta per quasi tutta la sua lunghezza un osso, detto osso penieno, che è facilmente palpabile lungo l’addome. Quest’osso ha una curiosa caratteristica, rilevabile in radiografia: è fatta a forma di “J”. Nei maschi maturi non sterilizzati sono evidenti i testicoli.

La femmina si riconosce per la presenza della vulva, che ha l’aspetto di una piccola fessura posta in prossimità dell’ano.

Il maschio ha una taglia molto più grande della femmina. Infatti può raggiungere i 2 kg di peso, mentre la femmina pesa 1 kg. Il peso adulto viene raggiunto a circa 6 mesi di vita, ma può subire ampie variazioni a seconda della stagione: durante l’inverno può aumentare fino al 40%! Tuttavia queste oscillazioni sono meno evidenti nei furetti sterilizzati, che anche durante l’inverno tendono a mantenere lo stesso peso estivo.

La lunghezza, coda compresa, va dai 40 ai 60cm.

Gli organi interni del furetto non sono molto diversi da quelli del cane o del gatto, a parte il fatto che ha una struttura molto allungata che si riflette anche nella sua costituzione interna. Le coste sono 14-15 paia, le prime 10 unite allo sterno, le ultime 4-5 libere. Il torace, separato dalla cavità addominale tramite il diaframma, contiene i polmoni e il cuore. Il polmone di sinistra è composto da due lobi, quello di destra da 4. Il cuore si trova al centro del torace.

Dietro al diaframma, nell’addome, si trova il fegato, e dietro a questo lo stomaco. Lo stomaco è in grado di dilatarsi per contenere grandi quantità di cibo. L’intestino è quello tipico di un carnivoro, ossia relativamente corto in rapporto alla taglia del furetto: circa 2 metri. Infatti un’alimentazione basata sulla carne, alimento molto nutriente e facilmente assimilabile, richiede processi digestivi piuttosto semplici e rapidi rispetto a un’alimentazione vegetariana, più lunga ed elaborata. Il tempo che impiega l’alimento assunto dal furetto ad attraversare tutto l’apparato digerente è di appena 3-4 ore.

Associato all’apparato digerente è il pancreas, una ghiandola che produce sia gli enzimi digestivi sia l’insulina. Vicino allo stomaco c’è la milza, che nel furetto può avere dimensioni molto variabili.

Nella cavità addominale si trovano anche i reni (quello di sinistra è un po’ più indietro rispetto a quello di destra) e la vescica, piuttosto piccola. Nel maschio alla base della vescica c’è una piccolissima prostata. Davanti a ciascun rene si trova la ghiandola surrenale.

L’utero è composto da due parti, dette corna uterine, molto allungate, collegate alle ovaie, che si trovano dietro i reni.

Posteriormente le corna uterine si uniscono a costituire il breve corpo uterino, che continua nella vagina.

I furetti sia maschi che femmine, presentano ai lati dell’ano un paio di ghiandole ben sviluppate, dette sacche anali, che producono un liquido dall’odore molto intenso. Quando sono spaventati o si sentono minacciati svuotano il contenuto di queste ghiandole, allo scopo di disorientare l’aggressore con l’odore pungente e sgradevole. In genere i furetti non spremono le sacche anali senza motivo e attualmente si ritiene inutile asportarle nel furetto domestico, in quanto l’operazione non modifica sostanzialmente l’odore emesso dall’animale, che per essere controllato richiede invece la sterilizzazione chirurgica.

Se le sacche anali vanno incontro a qualche patologia o il furetto le spreme con troppa frequenza, può rendersi necessaria la loro rimozione chirurgica. Alcuni furetti in commercio, soprattutto quelli importati dall’estero, sono già stati sottoposti a questo intervento. Un veterinario esperto può facilmente riconoscere la presenza o la mancanza delle sacche anali, toccando la zona ai lati dell’ano.

La vita media dei furetti è di 8-10 anni, anche se alcuni hanno raggiunto i 12 anni. I furetti americani hanno una vita media inferiore, circa 5-8 anni, probabilmente per la forte consanguineità che favorisce l’insorgere di varie malattie, soprattutto tumorali, molto più rare nei furetti europei. Continua.

Animali da compagnia – il furetto – 2

Il furetto è un animale domestico come lo sono il cane e il gatto. E’ un animale perfettamente adatto alla vita in appartamento, è silenzioso, facile da allevare, intelligente, affettuoso e molto vivace. Non deve essere portato fuori tutti i giorni per la passeggiata come richiederebbe un cane, anche se non sempre è preciso nell’uso della cassettina come invece lo sono i gatti.

Ciò che colpisce veramente in un furetto è la sua incredibile vivacità, il modo buffo di muoversi, l’aspetto simpatico. E’ un animale che sa veramente intrattenere e che si può stare a guardare per ore senza annoiarsi, specialmente se ha la possibilità di giocare e interagire con un altro furetto.

E’ vero che non lo si può considerare un animale molto adatto per bambini piccoli ma questa considerazione dovrebbe valere per quasi tutti gli animali.

Il furetto (Mustela putorius furo), forma domestica selezionata dalla puzzola (Mustela putorius) con la quale è interfecondo, non può essere considerato specie selvatica autoctona e non presenta popolazioni selvatiche naturalizzate nel territorio nazionale.

Tale entità faunistica non rientra pertanto tra le specie oggetto di tutela della Legge 11 febbraio 1992, n. 157.

In relazione al recente notevole aumento di furetti tenuti in abitazioni private quali animali d’affezione, si sottolinea l’importanza che essi siano detenuti in idonee strutture di captivazione per evitare il rischio di fughe accidentali che potenzialmente comportano rischi biologici per la puzzola, specie considerata vulnerabile per l’Italia. Il furetto può infatti insediarsi in natura dando luogo a popolazioni vitali; la naturalizzazione del furetto è stata per esempio registrata in Gran Bretagna e in Nuova Zelanda.

Dal punto di vista legale in Italia il furetto è considerato a tutti gli effetti un animale domestico, per il cui acquisto o detenzione non sono necessari documenti o permessi particolari.

A tale proposito ha valore legale questa dichiarazione dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS), in cui si parla del furetto come di un animale d’affezione.

In seguito a secoli di selezione operata dall’uomo il furetto è diventato un animale completamente domestico e docile. Sebbene in alcune zone sia riuscito a costituire delle popolazioni allo stato selvatico, nella maggior parte dei casi è improbabile che un furetto scappato o abbandonato riesca a sopravvivere per più di pochi giorni, essendo ormai totalmente dipendente dall’uomo per le sue necessità. Basti pensare che negli Stati Uniti, dove i furetti domestici sono milioni, non esistono popolazioni inselvatichite.

Il furetto possiede un corpo allungato e arti tozzi. La colonna vertebrale è particolarmente flessibile, tanto che può girarsi all’indietro in uno spazio molto ristretto. Questa struttura gli permette di entrare agevolmente nelle tane sotterranee degli animali da cacciare, ma anche di infilarsi in spazi molto piccoli della casa, e sfuggire o mettersi facilmente nei guai.

La testa è triangolare, più larga nei maschi e più appuntita nelle femmine, con occhi piccoli e rotondi di colore variabile, dal nero al marrone al rosso (nei soggetti albini). Le orecchie sono piccole e presentano spesso del cerume brunastro, che va differenziato da una infestazione da acari parassiti. Il tartufo (la punta del naso) ha un colore che può andare dal rosa al nero; ai lati del naso sono presenti dei lunghi baffi. Il collo è lungo e ha quasi lo stesso diametro della testa, per cui se si vuole portare il furetto al guinzaglio si devono usare i collari a pettorina, in modo che non si sfilino dal collo.

Sia le zampe anteriori che quelle posteriori terminano con cinque dita munite di unghie non retrattili (al contrario dei gatti), che sono a crescita continua e hanno bisogno di essere accorciate regolarmente, dal momento che la vita da appartamento non consente un sufficiente consumo naturale. Sotto alla zampe si trovano dei cuscinetti privi di pelo, sui quali il furetto poggia il corpo.

La coda è piuttosto lunga: quando il furetto è in un ambiente nuovo, o vede qualcosa di insolito, rizza i peli della coda. Quando il furetto si rilassa, la coda torna ad assumere il suo aspetto normale.

La vista è poco sviluppata e per la caccia il furetto si basa soprattutto sull’olfatto. I 30 denti da latte iniziano a erompere a 20-28 giorni di vita, e quelli permanenti, 34 a 50-74 giorni. I furetti sono predatori e la loro dentatura adulta è quella tipica dei carnivori: hanno 12 piccoli incisivi, 4 canini ben sviluppati, 12 premolari e 6 molari.

Il mantello del furetto è composto da due tipi di pelo. Uno, principale, più lungo e rigido, è di colore solitamente più scuro. L’altro, il sottopelo, è più sottile, morbido e corto. Sulla testa, la coda e le estremità delle zampe manca il sottopelo e il pelo principale è più corto che sul resto del corpo.

La puzzola europea, da cui discende il furetto, ha il pelo principale nero e il sottopelo di colore crema, piedi e coda neri, la faccia e le orecchie di colore chiaro e una mascherina nera intorno agli occhi. Questo tipo di colorazione corrisponde nel furetto al mantello zibellino, che è la colorazione “selvatica”. Esistono solo altri due tipi di mantelli “naturali”. Uno è quello albino, in cui manca completamente la pigmentazione di pelle, occhi e pelo, per cui il pelo e il sottopelo sono bianchi o crema e gli occhi sono rossi. L’altro mantello naturale è il cannella, con il pelo principale rosso-marrone e il sottopelo color crema, che è lo stesso mantello della puzzola delle steppe.

I furetti compiono la muta in primavera e in autunno; in seguito alla muta il mantello cambia molto le sue caratteristiche: il pelo è più lungo e folto nei mesi freddi e si dirada durante la stagione calda, diventando anche più corto. Anche il colore cambia: è più chiaro durante l’inverno e più scuro d’estate. Spesso anche con l’età il mantello tende a diventare più chiaro. L’aspetto della maschera può modificarsi da una stagione all’altra, per cui il furetto cambia in continuazione il suo aspetto. Nei furetti sterilizzati questi cambiamenti sono molto meno evidenti, sebbene subito dopo la sterilizzazione si possa verificare una muta che altera l’aspetto del mantello, e in particolare quello della mascherina.

La muta può essere un fenomeno graduale, oppure può manifestarsi in modo piuttosto improvviso, lasciando l’animale con delle zone di pelle nuda e il proprietario piuttosto perplesso, finché il pelo non riprende a crescere.

I furetti hanno una pelle particolarmente spessa, soprattutto sul dorso; ciò permette ai piccoli di addentarsi tra loro per gioco senza farsi male, mentre se lo fanno con le nostre dita può sembrare che stringono in modo eccessivo. La pelle dei furetti presenta due caratteristiche peculiari:

  1. È priva di ghiandole sudoripare, il che significa che essi sono incapaci di regolare la loro temperatura corporea sudando, quindi sopportano male il calore; se si trovano in un ambiente particolarmente caldo possono anche subire un colpo di calore, che può essere fatale.
  2. E’ ricca di ghiandole sebacee, in grado di produrre una sostanza oleosa che rende la pelle untuosa e il pelo giallastro. Le ghiandole sebacee sono responsabili dell’odore intenso che hanno i furetti non sterilizzati, specialmente durante il periodo riproduttivo. Poiché sono controllate dagli ormoni sessuali, la loro attività si riduce molto con la sterilizzazione. Continua.

Animali da compagnia – il Furetto 1

Nonostante sia tradizionalmente classificato tra gli animali esotici, il furetto è un animale domestico a tutti gli effetti, originario dell’Europa e allevato dall’uomo da più di 2000 anni. Avere un furetto non è dunque una cosa bizzarra ed eccentrica, come lo è per molti animali esotici tenuti in cattività, che meglio sarebbe lasciare nel loro ambiente naturale perché mal si adattano alla vita da reclusi.

Il furetto è un animale docile, allegro, intelligente, socievole, che può dare altrettante soddisfazioni di un cane o un gatto. Di taglia ridotta, silenzioso e pulito, si adatta perfettamente alla vita di appartamento, senza soffrire per la mancanza di spazi aperti. La sua facilità di allevamento ne fa un animale adatto a chiunque possa dedicargli un po’ di tempo e di attenzione. Certo si devono conoscere le peculiarità della sua fisiologia, che per alcuni versi si differenzia in modo sostanziale da quella di cani e gatti.

La necessità di un’alimentazione specifica, di eseguire (eventualmente) la sterilizzazione, e le vaccinazioni sono cose che, se ignorate, possono causare al furetto malattie e morte.

Il furetto è un ottimo animale da compagnia e non ha nessuna parentela con gli altri piccoli mammiferi da compagnia che si trovano nei negozi per animali, quali criceti e cavie che appartengono all’ordine dei roditori.

Classificazione : Classe: mammiferi; Ordine: Carnivori; Superfamiglia: Canidi; Famiglia: Mustelidi; Sottofamiglia: Mustelini; Genere: Mustela; Specie: Putorius; Sottospecie: Furo.

Il furetto è un mammifero appartenente alla famiglia dei Mustelidi. Il suo nome scientifico è Mustela putorius furo.

In latino putorius significa odoroso e furo ladro. L’aggettivo odoroso si riferisce al forte odore muschiato che i furetti (come la puzzole, i loro progenitori) emanano dalla pelle, a meno che non siano sterilizzati. Anche il termine ladro è appropriato: infatti, i furetti amano nascondere le prede nelle loro tane. Il furetto mantiene questo comportamento anche nella vita d’appartamento: ogni oggetto che reputa interessante viene rubato e nascosto in qualche angolo inaccessibile. Attenzione, dunque, a portachiavi, carte di credito e denaro.

I Mustelidi costituiscono la famiglia di carnivori comprendenti il maggior numero di specie (65 raggruppate in 25 generi). Si trovano in tutti i continenti, ad eccezione dell’Australia e dell’Antartide. La loro comparsa sulla terra risale all’inizio dell’oligocene, 38 milioni di anni fa. Il Mustelide più piccolo è la donnola che con i suoi 35-70 gr rappresenta anche il più piccolo dei carnivori, mentre il Mustelide più grande è la lontra marina che può arrivare a 35-40 kg.

Tutti i Mustelidi hanno delle ghiandole poste ai lati dell’ano, le sacche anali, ben sviluppate, che in alcune specie costituiscono potenti armi di difesa. Le moffette, per esempio, sono in grado di spruzzare il contenuto di tali ghiandole anche a 2-3 mt di distanza (il furetto, fortunatamente, non può farlo. La forma del corpo può variare molto, ma in genere è allungata con zampe corte. La maggior parte delle specie è carnivora: i furetti, infatti, sono abilissimi predatori.

Oltre al furetto, in questa famiglia troviamo il Visone, l’ermellino, la puzzola europea, il furetto dai piedi neri, la martora, il ghiottone e il tasso.

Esiste una specie di furetto originaria degli Stati Uniti, il furetto dai piedi neri. E’ un animale selvatico e la sua detenzione in cattività è proibita. E’ considerato il più raro mammifero americano: è stato sull’orlo dell’estinzione, con solo 31 esemplari superstiti nel 1985. Infatti si nutre quasi esclusivamente di un tipo di roditore, il cane della prateria, che nell’ultimo secolo è stato pesantemente decimato. Ora la situazione ha cominciato a migliorare, ed esistono piccole colonie superstiti nelle praterie del Nord America.

Si ritiene che il furetto domestico deriva dall’addomesticamento della puzzola europea. Il termine furo, infatti, indica una sottospecie della puzzola, a cui peraltro il furetto assomiglia moltissimo e con la quale può produrre prole fertile. Da alcuni documenti storici sembra che i furetti siano stati addomesticati per la prima volta dagli egiziani intorno al 1300 a.C., per essere utilizzati nella lotta contro i roditori, ma che in seguito siano stati rimpiazzati dai gatti, meglio adattabili al clima caldo.

I furetti attuali probabilmente derivano dall’addomesticamento iniziato in Europa 2000 anni fa da parte di greci e romani, che li utilizzavano per la caccia (impiego che in alcune regioni europee avviene tuttora), sfruttando la capacità di questi piccoli e agili mammiferi di infilarsi nelle tane e nelle gallerie scavate dalla selvaggina. La popolarità dei furetti come animali da compagnia è relativamente recente ed è dovuta alla scoperta che con la sterilizzazione è possibile eliminare in modo permanente l’odore caratteristico che emanano e che li renderebbe inadatti alla vita in appartamento.

La diffusione di questo simpatico animale è massima negli Stati Uniti, dove si contano milioni di furetti domestici. Proprio per questo l’America, che ha adottato questo piccolo Mustelide, come uno degli animali da compagnia preferiti, fa da punto di riferimento sia dal punto di vista medico e scientifico che commerciale. Infatti, si contano qui numerosi club e associazioni di appassionati, rifugi per furetti abbandonati, aziende che producono articoli specifici (mangimi, gabbie, giocattoli, amache ecc.), siti internet, riviste specializzate. Continua.