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Costituzione della Repubblica Italiana

Parte II

Ordinamento della Repubblica

Titolo I

Il Parlamento

Sezione II

La formazione delle leggi

ART. 70.

La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.

ART. 71.

L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.

Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.

ART. 72.

Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con votazione finale.

Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l’urgenza.

Può altresì stabilire in quali casi e forme l’esame e l’approvazione dei disegni di legge sono deferiti a commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della commissione richiedono che sia discusso e votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle commissioni.

La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte

della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi.

ART. 73.

Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall’approvazione.

Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l’urgenza, la legge è promulgata nel termine da essa stabilito.

Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso.

ART. 74.

Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.

Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.

ART. 75.

E’ indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazioni a ratificare trattati internazionali.

Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.

La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

La legge determina le modalità di attuazione del referendum.

ART. 76.

L’esercizio della funzione legislativa non può essere delegata al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.

ART. 77.

Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.

Quando, in casi straordinari di necessità e d’urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.

I decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.

ART. 78.

Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari.

ART. 79.

L’amnistia e l’indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale.

La legge che concede l’amnistia o l’indulto stabilisce il termine per la loro applicazione.

In ogni caso l’amnistia e l’indulto non possono applicarsi ai reati commessi successivamente alla presentazione del disegno di legge.

ART. 80.

Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi.

ART. 81.

Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico.

Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.

Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte.

Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.

L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.

Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, nel rispetto dei principi definiti con legge costituzionale.

ART. 82.

Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse.

A tale scopo nomina fra i propri componenti una commissione formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La commissione d’inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria.

Continua – 7

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Matera – Capitale Europea della cultura 2019 – 2

Il territorio su cui sorge Matera fu abitato fin dal Paleolitico ed è archeologicamente molto importante. L’origine della città rimane però ancora oscura. Nell’età greca Matera fu probabilmente un centro di limitata importanza, sottoposto all’influsso delle colonie elleniche della costa. I reperti di questo periodo si riferiscono a tombe nella zona della Civita, nei dintorni della Cattedrale e nel Sasso Caveoso.

Matera si presenta divisa nettamente in due parti dal volto del tutto diverso: a occidente si estende la città più moderna con i rioni recenti in corso di ulteriore sviluppo su un pianoro; a oriente, sull’orlo e nei fianchi della stretta gravina che sprofonda nel torrente Gravina, è situata la zona dei caratteristici Sassi, un complesso urbano unico nel suo genere, costituito da due profondi solchi, il Sasso Barisano a nord e il Sasso Caveoso a sud separati da uno sperone e aperti verso la gravina che limita a est la città (il termine gravina indica in Puglia e Basilicata un burrone spesso molto profondo, tagliato nella docile roccia delle Murge e percorso nel fondo da un torrentello).

Con le loro abitazioni in gran parte scavate nel tufo calcareo, i Sassi offrono al visitatore uno degli ambienti storicamente e urbanisticamente più inconsueti e suggestivi, in cui è condensato un arco molto ampio della vita sociale, dall’età preistorica ai giorni nostri. Il tessuto edilizio costituisce un singolare assembramento di edifici e complessi di notevole qualità formale e architettonica e di abitazioni anche sotterranee, comprendenti in un unico vano il luogo di uso domestico e quello destinato a stalla. Le strade, tortuose e in pendenza, molto strette, con scalinate, si snodano tra il labirinto delle dimore ammassate le une alle altre in gradevole disordine con logge e balconi spesso sostenuti da mensoloni ornati, con archi di scarico nelle vie.

Per una visita della città si raccomanda di non trascurare il Duomo col suo interessante interno; la Chiesa di San Domenico; la Chiesa di San Francesco d’Assisi; La Chiesa di San Giovanni Battista; La Chiesa di Sant’Agostino; il Museo Archeologico Nazionale; il Castello Tramontano; via del Corso che è la strada centrale della città; piazza Sedile sede dell’antica corte ove si tenevano le assemblee popolari; il Palazzo Arcivescovile; il Palazzo Lanfranchi; la Pinacoteca D’errico; strada panoramica dei Sassi.

Viaggiando per l’Italia

Matera – Capitale Europea della cultura 2019

Il vasto agglomerato dei quartieri che oggi sono detti Sassi, al di qua della Murgia, disposto ad anfiteatro, presenta la singolarità e specificità più spettacolari principalmente negli elementi sub divo, cioè nelle costruzioni fuori terra. Si può dire che da sempre tale complesso costituisce oggetto di meraviglia e di angoscioso stupore.

Già nel 1596 Leandro Alberti, descrivendo la città di Matera, che allora e per tutto il secolo XVII era ancora ristretta alla zona dei Sassi e attraverso la Civita si raccordava al piano, così si esprimeva: “Ritrovasi una bella valle ove sta posta la città di Matera… Secondo che piace ai maggiori della città, comanda il battitore che ciascuna famiglia di quelle valli, tramontato il sole, dimostrano il lume davanti le loro case … onde … pone a quelli che sono nella terza parte della città, sopra il colle, di vedere sotto i piedi il cielo pieno di vaghe stelle…”; e ancora, un secolo dopo, G.B. Pacichelli, nella sua descrizione Il Regno di Napoli in prospettiva, trattando di Matera annota: “La città è di aspetto curiosissimo … con artificio e sulla pietra nativa e asciutta seggono le chiese sopra le case e quelle pendono sotto a queste, confondendo i vivi e morti la stanza”.

La città dei Sassi, che nella sua dimensione attuale è il prodotto di una complessa stratificazione che va dall’alto Medioevo a tutto il secolo XVIII, presenta per molti versi caratteri alternativi a quelli singolari delle chiese rupestri, cui peraltro è osmoticamente integrata. Qui, anziché il dualismo tra forme di ispirazione orientale e quelle di provenienza latino-occidentale, sono soprattutto determinanti i caratteri della cultura e della società materana tra il secolo XIV e il XVII, quando più diretto divenne il riferimento a forme tipiche dell’architettura pugliese, accentuato anche dall’impiego diffuso dello stesso tipo di materiale, il tufo, e da vaste analogie dei caratteri socio-strutturali che, nell’agricoltura e nel mercantilismo avevano i paradigmi associativi di maggior rilevanza.

Peraltro, l’estrema differenziazione e alternanza, anche nell’architettura civile, di motivi e di partiture formali e decorative, proposti e intagliati con costante originalità, il complesso gioco plastico che ne deriva, l’evidente mediazione dai modelli colti di un’architettura cavalleresca fiorita soprattutto nel Medio Oriente cristiano (ove i modelli di provenienza occidentale e orientale erano stati fusi secondo inconfondibili nuovi rapporti stilistici) fanno dell’architettura civile materana uno dei parametri più significativi della storia secolare della civiltà contadina in queste zone della Basilicata. Qui infatti, pur non essendo mai venuto meno il contesto greco-bizantino originario, i caratteri socio-culturali emergenti hanno riflesso, sin dai primi decenni della dominazione normanna, la sostanziale adesione di queste popolazioni agli apporti dell’occidente europeo e latino, con l’assunzione – anche nelle forme più immediate e spontanee – di tale linguaggio, che venne a costituire il motivo determinante dei caratteri autoctoni dell’espressività figurativa e artistica popolare.

Matera 200 metri sul livello del mare con circa 60.000 abitanti, la famosa città dei Sassi, con i rioni moderni estesi su un pianoro e la suggestiva parte antica situata sul ciglio e sul fianco accidentato di una profonda gravina, con le case in gran parte scavate nella rupe, offre uno spettacolo di eccezionale interesse, sia dal punto di vista storico-urbanistico, sia per la singolarità dell’ambiente naturale in cui sorge.

Centro essenzialmente agricolo e commerciale, negli ultimi decenni del secolo scorso Matera ha subito una notevole trasformazione nella struttura economica, con il forte sviluppo di varie attività industriali nei dintorni e i riflessi dell’industrializzazione nella vicina valle del Basento. Oggi la città è uno dei poli mondiali nella produzione di divani e salotteria. Il turismo, in confortante crescita, rappresenta un importante apporto alle risorse locali. Continua.

Etimologìa delle parole della lingua italiana

Etimologia (e-ti-mo-lo-gì-a)sostantivo femminile 1 – scienza che studia l’origine e la storia delle parole di una lingua 2 – etimo, forma più antica di una parola; spiegazione della sua origine: – prossima o remota, a seconda che si risalga meno o più indietro nel tempo, per esempio cubo ha come etimologìa prossima il latino cùbum e come etimologìa remota il greco kybos, cui risale la voce latina.

Abacà (a-ba-cà), o abaca (àbaca), sostantivo femminile 1 – pianta tropicale delle drusacee tipica delle Filippine 2 – la fibra tessile che si ricava dalla pianta omonima; canapa di Manila. Da una voce indigena filippina, attraverso lo spagnolo.

Baba (bà-ba) sostantivo femminile (region.) vecchia. Dal polacco baba (donna) vecchia’, attraverso lo sloveno; voce del linguaggio infantile.

Babà (ba-bà) sostantivo maschile dolce di pasta soffice e lievitata, intrisa di uno sciroppo al rum. Dal francese baba, che è dal polacco baba (donna) vecchia.

Cabala (cà-ba-la) meno comune cabbala (càb-ba-la), sostantivo femminile 1 (religione) l’insieme delle dottrine esoteriche e mistiche dell’ebraismo, la cui diffusione ebbe origine nel secolo XII nella Francia meridionale e nella Spagna. 2 – arte con cui, per mezzo di numeri, lettere o segni, si presumeva di indovinare il futuro o di svelare l’ignoto. (estensione) operazione magica; cosa misteriosa, indecifrabile. Cabala del lotto, serie di operazioni aritmetiche per indovinare i numeri del lotto 3 – (figurato) intrigo, raggiro, macchinazione. Dall’ebraico qabbalah, propriamente dottrina ricevuta, tradizione.

Dabbasso (dab-bàs—so), o da basso, avverbio di sotto, in basso, giù: esempio va’ dabbasso e apri la porta.

Ebanista (e-ba-ni-sta) sostantivo maschile e femminile (plurale maschile ebanisti) artigiano che fa lavori in ebano o in altri legni pregiati; per estens. Falegname capace di eseguire lavori molto accurati.

Fabbisogno (fàb-bi-sò-gno) sostantivo maschile – ciò che occorre per soddisfare un bisogno: esempio fabbisogno alimentare; il fabbisogno mondiale di petrolio. Composto di fa (terza persona singolare del presente del verbo fare) e bisogno.

Gabardina (ga-bar-di-na) sostantivo femminile (antiquato) adattamento italiano del francese gabardine. 1 – tessuto di lana o cotone a disegno diagonale. 2 – soprabito o impermeabile confezionato con tale tessuto. Voce francese dallo spagnolo gabardina, propriamente “tuta dei lavoratori”.

Habanera – pronuncia spagnola aba’nera – sostantivo femminile invariabile danza cubana di origine spagnola in ritmo binario, affine al tango. Voce spagnola: propriamente dell’Avana, città capitale di Cuba.

Iacinteo (ia-cin-tè-o) aggettivo (poetico) del giacinto, che ha il colore del giacinto. Dal latino tardo hyacintaèu.

Jab pronuncia inglese. Sostantivo maschile invariato nel pugilato, colpo di disturbo. Voce inglese derivato di to jab “colpire”.

Kabuki pronuncia giapponese (ka’biki. Sostantivo maschile invariato – genere del teatro giapponese in cui l’azione scenica è accompagnata da musica e danze. Voce giapponese composto di ka “poesia”, bu “danza” e ki “arte”.

Labaro (là-ba-ro) sostantivo maschile 1 stendardo degli imperatori romani, che consisteva in un drappo purpureo pendente da una barretta trasversale all’asta. 2 insegna di analoga forma, di enti, associazioni ecc. dal latino tardo labàru, di etimo incerto.

Macabro (mà-ca-bro) aggettivo spaventoso, orrido, raccapricciante: spettacolo macabro; scoperta macabra. Usato anche come sostantivo maschile: avere il gusto del macabro- macabramente avverbio. Dal francese (danse) macabre, forse per alterazione di danse macabre danza dei maccabei, rappresentazione pittorica di una ridda di scheletri danzanti.

Nababbo (na-bàb-bo) sostantivo maschile 1 (storia) titolo di principi indiani musulmani 2 (scherzoso) persona molto ricca che conduce una vita di agi e di lusso: vivere da nababbo; spendere come un nababbo. Dall’arabo nawwab, plurale di naib “luogotenente”, attraverso il francese nabab.

Oaks sostantivo femminile plurale corsa ippica su una distanza di 2400 metri, riservata alle puledri di 3 anni. Voce inglese da The Oaks, nome di una località inglese del Surrey, presso l’ippodromo di Epsom.

Pabbio (pàb-bio) sostantivo maschile (regionale) pianta erbacea spontanea con fiori a pannocchia, usata come foraggio (famiglia Graminacee). Latino pabulu “pabulo, pascolo”

Quaccherismo (quac-che-ri-smo) sostantivo maschile 1 il movimento religioso dei quaccheri 2 (figurato) moralismo, puritanesimo eccessivo e intransigente.

Rabarbaro (ra-bàr-ba-ro) sostantivo maschile 1 pianta erbacea originaria dell’Asia, con inflorescenze giallastre e grandi foglie: dal rizoma si ricava una sostanza amara medicinale (famiglia Poligonacee) 2 liquore amaro, digestivo, preparato con il rizoma polverizzato del rabarbaro. Dal latino tardo reubarbàru che è dal greco rheon o rha barbaron, composto di rheon, nome della pianta che risale al persiano rewend, cui si sovrappose poi Rha, originariamente nome del fiume Volga, sulle cui rive cresceva tale arbusto, e barbaros “straniero” con allusione alla provenienza orientale.

Sabadiglia (sa-ba-di-glia) sostantivo femminile pianta erbacea bulbosa con fiori gialli e frutto a capsula ricco di semi che contengono sostanze irritanti (famiglia Gigliacee). Dallo spagnolo cebadilla, diminutivo di cebada “orzo”.

Tabaccaio (ta-bac-cà-io) sostantivo maschile (femminile tabaccaia) chi gestisce una tabaccheria. Derivato di tabacco.

Uadi (uà-di) sostantivo maschile invariabile – corso d’acqua a regime temporaneo, proprio dell’Africa settentrionale e dell’Arabia, con alveo sempre asciutto tranne che durante brevi periodi nella stagione delle piogge. Dall’arabo wadi “valle, letto di fiume”.

Vacabile (va-cà-bi-le) aggettivo che può rendersi vacante; che si prevede sarà prima o poi vacante. Derivato di vacare.

Wafer (wa-fer) sostantivo maschile invariato 1 varietà di biscotto formato da due cialde friabili che racchiudono uno strato di crema o cioccolato 2 in elettronica, piastrina molto sottile di silicio o di germanio sulla quale vengono fissati dispositivi a semiconduttori (diodi, circuiti integrati ecc.) dall’inglese wafer, affine al francese gaufre “cialda”.

Xantelasma (xan-te-là-sma) sostantivo maschile (plurale xantelasmi) (medicina) xantoma della palpebra. Composto di xant(o) e il greco èlasma “lamina”

Yacht sostantivo maschile invariato grossa imbarcazione privata da diporto, a vela o a motore; panfilo. Voce inglese dall’olandese antico jaght “(nave) da caccia”, per la sua velocità.

Zabaione (za-ba-iò-ne), o zabaglione, sostantivo maschile 1 crema che si ottiene cuocendo a bagnomaria rosso d’uovo montato con zucchero e diluito con marsala o altro vino liquoroso. 2 (figurato) mescolanza disordinata di idee, parole in uno scritto o in un discorso. Etimo incerto.

Costituzione della Repubblica Italiana

Parte II

Ordinamento della Repubblica

Titolo I

Il Parlamento

Sezione I

Le Camere

ART. 55.

Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato dellaRepubblica.

Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei soli casi stabiliti dalla Costituzione.

ART. 56.

La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto.

Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero.

Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i venticinque anni di età.

La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall’ultimo censimento generale della popolazione, per seicentodiciotto e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

ART. 57.

Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero.

Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero.

Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la Valle d’Aosta uno.

La ripartizione dei seggi tra le Regioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.

ART. 58.

I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età.

Sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il quarantesimo anno.

ART. 59.

E’ senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica.

Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario.

ART. 60.

La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni.

La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra.

ART. 61.

Le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti.

La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni.

Finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle precedenti.

ART. 62.

Le Camere si riuniscono di diritto il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre.

Ciascuna Camera può essere convocata in via straordinaria per iniziativa del suo Presidente o del Presidente della Repubblica o di un terzo dei suoi componenti.

Quando si riunisce in via straordinaria una Camera, è convocata di diritto anche l’altra.

ART. 63.

Ciascuna Camera elegge fra i suoi componenti il Presidente e l’Ufficio di Presidenza.

Quando il Parlamento si riunisce in seduta comune, il Presidente e l’Ufficio di presidenza sono quelli della Camera dei deputati.

ART. 64.

Ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti.

Le sedute sono pubbliche; tuttavia ciascuna delle due Camere e il Parlamento a Camere riunite possono deliberare di adunarsi in seduta segreta.

Le deliberazioni di ciascuna Camera e del Parlamento non sono valide se non è presente la maggioranza dei loro componenti, e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale.

I membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto, e se richiesti obbligo, di assistere alle sedute. Devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono.

ART. 65.

La Legge determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l’ufficio di deputato o di senatore.

Nessuno può appartenere contemporaneamente alle due Camere.

ART. 66.

Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità.

ART. 67.

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

ART. 68.

I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni.

Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.

Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.

ART. 69.

I membri del Parlamento ricevono una indennità stabilita dalla legge.

Continua – 6.

Educazione civica

Democrazia – 1

Forma di governo basata sulla sovranità popolare.  Si parla di democrazia diretta se il potere legislativo è esercitato direttamente dal popolo e di democrazia indiretta se esso è delegato a rappresentanti eletti dal popolo.

Nella Grecia antica la democrazia era il metodo di governo delle poleis (città-stato), che consentiva la partecipazione al potere di tutti gli uomini liberi (in presenza di un regime schiavistico) in contrapposizione a monarchia e oligarchia (cioè al potere di soli gruppi ristretti).

Pur nelle varianti storiche e locali che presentava, la democrazia greca era sempre essenzialmente diretta.

Il fondamento della democrazia moderna, come rivendicazione della sovranità popolare, è il giusnaturalismo del XVII secolo, con il suo principio di uguaglianza civile e politica dei cittadini. Il principio etico-politico dell’uguaglianza come elemento costitutivo della democrazia fu teorizzato nel XVIII secolo da J.J. Rousseau, che propose una democrazia diretta realizzata attraverso l’autogoverno. Sul piano della verifica storica il concetto di “potere del popolo” però non si è identificato nel principio dell’autogoverno, ma è servito solo a indicare il “principio di legittimità” dei governanti, che trovano la propria “fonte politica” nella libera scelta di chi li elegge: è questo il principio ispiratore della “carta dei diritti” (1776) da cui scaturì la carta costituzionale degli Stati Uniti d’America. Se fino al secolo scorso per democrazia si intendeva l’estensione a tutti i cittadini dei diritti prima riservati alle minoranze abbienti, oggi il termine, al di là del puro significato politico di delega del potere popolare ai governanti, di garanzia delle loro libertà personali e di riconoscimento della pluralità dei partiti, indica un sistema atto a migliorare la convivenza fra gli uomini.

Per quanto riguarda l’attuazione storica della democrazia, nella realtà contemporanea esistono forme di governo il cui fine è la realizzazione di una società egualitaria, pur non fornendo gli strumenti che permettano di fatto la partecipazione al potere di tutti i cittadini, e altre forme di governo che, senza voler essere egualitarie, forniscono gran parte di tali strumenti.

Nel primo caso si parla di democrazia sostanziale, nel secondo di democrazia formale: è evidente che una democrazia sostanziale può non essere formale e viceversa. La democrazia sostanziale, avendo come postulato fondamentale l’egualitarismo, tende alla realizzazione del socialismo, mentre quella formale, che sottolinea l’importanza delle libertà civili e in genere della libertà di dissenso, è espressione del pensiero liberale.

Costituzione della Repubblica Italiana

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

TITOLO IV

RAPPORTI POLITICI

ART. 48.

Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono asse-gnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.

Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indi-cati dalla legge.

ART. 49.

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per con-correre con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

ART. 50.

Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere prov- vedimenti legislativi o esporre comuni necessità.

ART. 51.

Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pub-blici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi prov- vedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.

La legge può, per l’ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.

Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.

ART. 52.

La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.

Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l’esercizio dei diritti politici.

L’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.

ART. 53.

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

ART. 54.

Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osser-varne la Costituzione e le leggi.

I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.