Tag: leone

Animali in genere – Felini

I FELINI – 1

La più vasta famiglia di carnivori, quella dei Felidi (Felidae), comprende animali che, nonostante le notevoli differenze nelle dimensioni (LTT 35-230 cm), costituiscono un gruppo assai omogeneo. Ciò si riferisce sia alla struttura anatomica, sempre slanciata ed elegante, sia al numero dei cromosomi, che nella condizione diploide è sempre uguale a 38, a eccezione delle specie dei generi Leopardus e lynchailurus ove è uguale a 36. Poiché il gruppo estinto dei Macairodontidi (Machairodontidae) viene oggi classificato come una famiglia a sé, i Felidi vengono qui suddivisi in 3 sottofamiglie: 1) Nimravini (Nimravinae), oggi estinti; 2) Felini (Felinae), comprendenti le 2 tribù dei Felini (Felini) e dei Panterini (Pantherini); 3) Acinonichini (Acinonychinae).

In quasi tutte le specie, non vi sono particolari differenze tra maschi e femmine, se si eccettua il fatto che i primi hanno dimensioni di solito maggiori, il capo più massiccio, e un peso superiore; soltanto nei Leoni si riscontra un più evidente dimorfismo sessuale, in quanto i maschi sono dotati di una folta criniera. In alcune specie la livrea infantile si differenzia da quella degli adulti: al momento della nascita, ad esempio, i Ghepardi hanno una lunga criniera bianco-grigia, che si estende sulla nuca e sul dorso, e che si riduce notevolmente negli adulti; i piccoli Puma hanno generalmente una colorazione variabile dal bruno-ruggine al cannella, su cui spiccano sempre grandi macchie nerastre, che mancano invece negli adulti; anche altre forme, quali il Gatto selvatico europeo (felis silvestris silvestris) e il Gatto della giungla (felis chaus), presentano nell’età adulta un disegno appena accennato, ben marcato invece nei piccoli.

Si riteneva un tempo che i Felidi fossero privi di ghiandole sudoripare e perciò non sudassero; in realtà essi posseggono ghiandole sudoripare, sebbene queste siano in gran parte atrofizzate e siano bene sviluppate solo tra i cuscinetti plantari e digitali, vicino alle labbra, all’angolo del mento, attorno ai capezzoli e all’ano. Dimensioni modeste hanno in genere anche le ghiandole sebacee, che sono bene sviluppate soltanto sulla mascella superiore, nel prepuzio maschile e nella parte superiore della coda (organi caudali). Tanto i maschi quanto le femmine recano infatti attorno all’ano numerose ghiandole sebacee e sudoripare; i primi, inoltre possiedono anche delle tasche anali, cioè delle masse di ghiandole sebacee approfondate nella cute, ciascuna delle quali forma una tasca munita di un dotto ai lati dell’ano. Organi caudali e tasche anali servono soprattutto per marcare il territorio personale e per consentire agli animali di ritrovarsi.

La dentatura dei Felidi appare particolarmente specializzata per l’alimentazione carnivora: in ogni semiarcata mascellare e mandibolare vi sono tre piccoli incisivi e un robusto canino a forma di sciabola, divisi mediante un diastema (mancante però nel Ghepardo) dai premolari. Questi sono tre nella mascella (due però nelle Linci, nel Manul e nel Gatto delle pampas), mentre nella mandibola sono solo due. Il molare della mascella è piccolissimo; la formula dentaria risulta dunque la seguente: superiore 3-1-3-(2)1 inferiore 3-1-2-1 per ogni lato, quindi in totale 30 (28). Al contrario di quanto si verifica per l’uomo, questi carnivori non tagliano i singoli bocconi mediante gli incisivi (come si è detto poco sviluppati), ma con i molari; i denti ferini, cioè l’ultimo e grande premolare superiore e il grosso molare inferiore, costituiscono una sorta di trinciante; essendo infatti i denti più vicini all’angolo della bocca, si trovano nella posizione più favorevole rispetto ai muscoli masseteri, e riescono quindi a esercitare la pressione maggiore; i Felidi, dunque, addentano la carne tenendo la bocca di fianco. I denti anteriori vengono utilizzati insieme alla lingua dalla superficie molto ruvida per spolpare le ossa; i Panterini tuttavia se ne servono per recidere piccoli bocconi: in tal caso la carne viene afferrata con gli incisivi e i canini e lacerata mediante un deciso movimento all’indietro del capo. I lunghissimi e robusti canini servono inoltre per azzannare e uccidere le prede, mentre la lingua, provvista di numerose piccole papille cornee rivolte all’indietro, coadiuva appunto la dentatura agendo come una lima, e ciò consente a questi animali di spolpare completamente le ossa.

I Felidi hanno il cranio breve e arrotondato, le ossa nasali e mascellari brevi, gli archi zigomatici fortemente ricurvi e il palato osseo esteso solo fino all’altezza dei molari; la bolla timpanica è rotonda e gonfia, il ramo ascendente della mandibola molto alto. La clavicola, ridotta a un piccolo osso allungato, è nascosta tra i muscoli e non collega più la scapola con lo sterno; l’osso penico è molto ridotto.

I Felidi dispongono di una seconda ed efficacissima arma negli artigli, aguzzi e a forma di falce, che abitualmente rimangono retratti e vengono sfoderati al momento di aggredire le prede o in caso di necessità. In posizione di riposo, infatti, due coppie di fasci elastici tengono tesa verso l’alto l’ultima falange, in cui sono appunto impiantati gli artigli; quando un qualsiasi stimolo provoca nell’animale uno stato di eccitazione, esso contrae un muscolo flessore i cui tendini corrono lungo la parte inferiore del piede e sono fissati all’estremità inferiore dell’ultima falange. Per effetto della contrazione muscolare, questa viene spostata all’indietro, e l’artiglio viene sfoderato. In quasi tutte le specie gli artigli retratti non sono visibili in quanto si trovano all’interno di apposite tasche cutanee; nel Ghepardo e nel Gatto a testa piatta, peraltro, tali guaine sono debolmente sviluppate, per cui le punte degli artigli rimangono sempre visibili. I Felidi sono tutti digitigradi e hanno un robusto cuscinetto plantare che distribuisce uniformemente il peso del corpo sui singoli cuscinetti delle dita e conferisce alla loro andatura la caratteristica leggerezza. Hanno gli arti anteriori pentadattili, con il pollice talmente ridotto da non toccare il terreno, e quelli posteriori tetradattili, in quanto l’alluce è solo un moncherino. I piedi sono rivestiti di pelo anche tra le dita ma non sui cuscinetti; nel Gatto delle sabbie, nelle Linci e nell’Irbis questo pelo raggiunge una lunghezza tale da avvolgere e proteggere la stessa superficie plantare. Continua 1

Annunci