Tag: locali storici napoletani

Locali storici e tipici napoletani

Colonnese

Via San Pietro a Maiella 32

E’ senza dubbio la libreria antiquaria più singolare della città: nelle alte scaffalature in noce, libri esauriti e rari trovano posto insieme a pupi siciliani, pubblicità d’altri tempi, vecchi grammofoni, maschere, pendoli, ventagli ottocenteschi.

Una predilezione per la magia, come dimostrano talismani, corni, tarocchi e filtri sparsi un po’ dovunque.

Aperta nel 1965, la libreria ospita di frequente mostre e dibattiti.

L’omonima casa editrice, caratterizzata da una grafica raffinata che sottolinea il gusto per un prodotto artigianale colto, privilegia una Napoli non banale, ricordi di viaggiatori stranieri, storie di scacchi, di santi, di bottoni, e altre “chicche”.

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Locali storici e tipici napoletani

Pironti

Piazza Dante 30

Dal 1937 la libreria offre una vasta scelta di testi di narrativa e saggistica, scolastica e universitaria.

Tullio Pironti, libraio per tradizione – la sua famiglia è nel settore da oltre un secolo – e editore per vocazione, nel 1978 ha inaugurato l’omonima casa editrice, particolarmente attenta ai temi di attualità, oltre che agli scrittori stranieri (dai minimalisti americani come Raymond Carver e Bret Easton Ellis al premio Nobel egiziano Nagib Mahfuz).

Locali storici e tipici napoletani

Istituto Omeopatico

Piazza Dante 41/a

Aperta nel 1896, è ancora oggi l’unica farmacia esclusivamente omeopatica in Italia.

Mobili d’epoca, targhette di ottone, vasi maiolicati, mortai in pietra, una raccolta di testi omeopatici antichi: in un ambiente che ha conservato i segni del passato, i metodi tradizionali di preparazione delle medicine si coniugano con un laboratorio che ha strutture d’avanguardia.

Il reparto di erboristeria offre una vasta scelta di creme, saponi, sali da bagno, lozioni, profumi.

Locali storici e tipici napoletani

Caffè dell’Epoca

Via Costantinopoli 81

Aperto nel 1896 dal pasticciere svizzero Luigi Caflisch, il locale, che allora si chiamava Gran Caffè, divenne ben presto un punto di incontro per aristocratici, intellettuali e artisti.

Ai suoi tavolini sedevano Benedetto Croce e Raffaele Viviani, il pittore Vincenzo Migliaro e il matematico Renato Caccioppoli.

Oggi dei fasti passati non è rimasto molto, ma la piccola sala interna resta un posto piacevole per l’atmosfera vagamente bohémienne, e ci si può andare al mattino a leggere il giornale e a far colazione con ottimi cornetti al miele, o il sabato sera per gustare, insieme alla musica del piano-bar, ostriche freschissime.

Locali storici e tipici napoletani

Amodio

Via Port’Alba 24/26

Negli anni Venti del secolo scorso, quella dei fratelli Amodio era solo una delle varie cartolerie che sorgevano nei pressi dell’Accademia di Belle Arti; oggi, con i suoi 600 mq su vari livelli, è il negozio più fornito della città per tutto ciò che riguarda cancelleria, materiali didattici, grafica, macchine e arredamento per l’ufficio, sistemi di archiviazione, cartoleria, modulistica, articoli tecnici e di belle arti, prodotti ausiliari per l’informatica.

Insomma, un vero e proprio supermercato del settore, dove, non a caso, la vendita avviene attraverso il sistema del self-service.

Al 1985 risale invece l’acquisto della gloriosa Lattes, la cartoleria che da più di un secolo affaccia sul Rettifilo, per servire la zona universitaria.

Locali storici e tipici napoletani

Bruttini

Via Port’Alba 30

Un teatro piccolo (ottantotto posti) e destinato per lo più alle rappresentazioni comiche.

Nato come contraltare dello storico teatro Bellini, da cui dista pochi isolati, è molto accogliente: comode poltrone rosso fragola, un palcoscenico di dimensioni ridotte che permette un contatto diretto fra artista e pubblico, un foyer di tutto rispetto con bar fornito di ottimi dolci.

Il cartellone è fitto di spettacoli per nove mesi all’anno; la programmazione prevede soprattutto cabaret.

In scena anche l’omonima compagnia stabile.

Locali storici e tipici napoletani

Errico

Via Santa Maria di Costantinopoli 76/78

Alla metà dell’Ottocento Salvatore Errico, scultore e antiquario, aveva una fonderia dove si eseguivano pregevoli lavori in bronzo.

Per volere testamentario, alla sua morte, i calchi in gesso vennero distrutti affinché non fossero possibili riproduzioni, ma la passione per le cose antiche è rimasta immutata nelle generazioni successive.

Oggi, nei due negozi di via Costantinopoli, sono in esposizione mobili, porcellane, bronzi e dipinti dell’Ottocento.