Tag: manutenzione della casa

Manuale del far da sé in casa – 4

Uso delle viti per legno

Le congiunzioni fatte con viti offrono un rendimento di resistenza notevolmente superiore a quello delle chiodature, e presentano, inoltre, il vantaggio di poter essere nuovamente disgiunte in qualsiasi momento. Il filetto o verme della vite va ad incorporarsi nel pezzo in lavorazione. Ad avvitamento eseguito, l’attrito assicura che la vite non possa autosvitarsi facilmente. Le viti per legno possono essere usate per legno e materiale similare (come ad esempio la masonite). Non sono impiegabili su materiali troppo teneri (come pannelli di polistirolo o isolanti), o eccessivamente duri (muratura e metalli).

Vari tipi di viti

Le viti si distinguono, come i chiodi, in base al materiale di costruzione (ferro, ottone, leghe metalliche), allo spessore (a partire da 1,3 mm) e alla lunghezza (a partire da 5 mm). Anche le viti presentano teste di forma diversa.

La vite a testa piatta o svasata viene usata quando la testa deve risultare a livello della superficie del pezzo o deve essere incassata. Le viti a testa tonda o bombata rimangono invece sporgenti in superficie. Quelle a testa svasata con calotta rappresentano un tipo intermedio, con una forma più elegante di quelle bombate, e sono usate generalmente quando la testa deve rimanere visibile o avere una funzione decorativa. Presso i negozi specializzati è possibile inoltre avere informazioni su tutte le varie viti di forma particolare. Le viti, contrariamente ai chiodi, non sono vendute a peso, ma a numero. Le confezioni standard sono a dozzine.

Il cacciavite. E’ l’attrezzo fondamentale per avvitare e togliere le viti per legno. Piuttosto che inserire le viti con il martello, è meglio usare i chiodi. Coltello e tenaglie non possono sostituire il cacciavite, il cui tagliente deve entrare il più esattamente possibile nell’intaglio praticato sulla testa della vite. Usando il cacciavite di dimensioni errate, la vite si danneggia e va gettata via. Le viti si inseriscono soltanto dopo che è stato praticato un foro di invito (a meno che non si tratti di viti molto sottili e di legno assai tenero). Per viti di modeste dimensioni è sufficiente utilizzare il punteruolo o anche un chiodo, per viti di diametro maggiore occorre impiegare un succhiello o meglio ancora il trapano a mano con punte elicoidali. Il sistema migliore è praticare con una punta sottile di trapano un foro di invito dalla profondità pari ai ¾ della lunghezza totale della vite. Si sostituisce quindi sul trapano la punta sottile con un’altra più grossa, di un diametro pari a quello del gambo della vite non filettato (parte superiore cilindrica liscia).

Si pratica un secondo foro di una profondità uguale alla lunghezza della parte liscia del gambo della vite. In tale modo, si prepara una sede proporzionata alla grossezza della vite.

La forza di tenuta della vite non aumenta se la parte liscia del gambo risulta fissa ne foro praticato, ma è determinata unicamente dalla presa della parte di gambo filettata.

Inconvenienti nelle unioni a mezzo viti. Generalmente sono dovuti a un foro di alloggiamento non proporzionato alla grossezza della vite, ma troppo largo o troppo stretto. Per rimuovere una vite in caso di necessità, prima di iniziare il lavoro con il cacciavite si spalma sulla testa del sapone (non olio o grasso). Se nonostante questo accorgimento la vite non si muove, si prova dapprima a liberare la testa tutt’intorno dalla ruggine, e la si bagna con solvente o nafta. Se il cacciavite non riesce a muoverla comunque occorre dare un paio di leggeri colpi con martello e accecatoio, che potrebbero scrostare la ruggine. Se non basta, si punta l’accecatoio al margine dell’intaglio della testa e si battono alcuni leggeri colpi di martello, e questo solitamente smuove la vite, anche se si sia spezzata metà testa. Se, invece, si è rotta del tutto, non rimane altro che asportare con il trapano la parte rimasta nel legno e avvitarne una nuova. La sede della vite, nel corso dei tentativi fatti con il trapano, si sarà certamente allargata e pertanto potrà risultare necessario ridurla. Nei casi più semplici, per assicurare alla nuova vite una sede solida sono sufficienti alcune gocce di collante. Fori più grossi si riempiono di ovatta imbevuta di collante o con adesivo a due componenti. Lo stesso risultato si ottiene con un paio di fiammiferi o con un truciolo di legno e collante o colla vinilica. Continua.

manuale del far da sé

GLI ATTREZZI BASE E IL LORO USO. 1

 Indubbiamente, essere capaci di piantare un chiodo, o di mettere un nuovo manico a una scopa, o di sturare un tubo di scarico otturato, o di riparare una crepa nell’intonaco e così via, sarebbe un grosso vantaggio per la manutenzione della propria abitazione e si risparmierebbero soldi ma anche tempo visto i prezzi e l’introvabilità, quando servono, dei vari idraulici, falegnami, elettricisti ecc.

 Ogni attrezzo ha una propria funzione ben precisa e ogni lavorazione richiede gli attrezzi adatti, per cui è bene cominciare con pochi utensili di buona qualità, accuratamente scelti; iniziare pochi lavori, con gli attrezzi adatti anziché rovinare la dotazione della propria cassetta impegnandosi in costruzioni complesse.

La cassetta iniziale degli attrezzi.

 Un cassetto può essere utilizzato per riporre gli attrezzi, purché non costituisca il posto di raccolta di tutto ciò che “potrebbe ancora servire” e consenta invece una buona sistemazione della dotazione di base. A tale scopo, al suo interno vanno collocate piccole scatole di legno o di cartone, oppure lo si deve ripartire per mezzo di listelli sottili.

Con questo sistema, gli attrezzi di minori dimensioni e il materiale di consumo di ogni genere (ad esempio chiodi, viti, guarnizioni, tasselli, ecc.) risultano sempre a portata di mano e sistemati ordinatamente.

Una vera cassetta degli attrezzi, in legno o plastica, offre il vantaggio, rispetto al cassetto, di poterla portare con sé ovunque occorra eseguire un lavoro, e consente quindi di avere sempre disponibili tutti gli attrezzi e le ferramenta. Sé, e quando, avremo la possibilità di destinare un posto fisso della casa tale da trasformarlo in un piccolo laboratorio domestico dove sono tenuti gli attrezzi e gli utensili in dotazione sono aumentati al punto da non poter più essere trasportati in una sola volta, la cassetta sarà ancora utile per collocarvi di volta in volta gli attrezzi e il materiale di consumo occorrenti per la particolare riparazione da effettuare.

La cassetta degli attrezzi di propria costruzione è particolarmente utile, ove occorra una cassetta su misura, ripartita corrispondentemente alle particolari esigenze di sistemazione dei propri attrezzi. In commercio si trovano cassette molto pratiche in legno, metallo o plastica, con diverse suddivisioni interne, contenitori estraibili per materiali di consumo o scomparti per usi diversi. La gamma offerta è molto vasta, e si estende dalle cassette metalliche con coperchio ribaltabile e più scomparti, a quelle in plastica apprezzabili per la loro leggerezza.

Il mobile-laboratorio o l’armadio per gli utensili, sono consigliabili solamente a chi intende eseguire in casa lavori di una certa complessità, da effettuarsi principalmente sul banco da lavoro o da falegname. Il principiante non dovrebbe invece acquistare subito una attrezzatura completa, ma comperare pezzo per pezzo i suoi primi attrezzi, adeguando la dotazione alle necessità.

Gli attrezzi di base e il loro impiego.

Volendo eseguire solamente riparazioni e migliorie domestiche, all’inizio sono sufficienti pochi attrezzi di base. Questi utensili rappresentano il minimo che dovrebbe essere presente in ogni casa e costituiscono una buona dotazione di base anche per eseguire semplici lavorazioni su legno e metallo.

Acquistati gli attrezzi di base è possibile costituirsi poco a poco una dotazione, che consenta di eseguire lavori abbastanza complessi.

Prima dotazione di attrezzi

Segaccio a lame intercambiabili; Scalpello da legno; Raspa; Lima piatta; Scalpello piano; Punta da muro; Pialletto in ferro; Punteruolo da falegname; Trapano a manovella; Punte da trapano elicoidali; Tenaglia; Pinza universale; Pinza a pappagallo; Martello; cacciavite con manico isolante da elettricista; serie di cacciavite varie misure e tipologia; spatola; pennello ovalino; metro a stecche. Continua