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L’angolo della Poesia

Uomo solo

I giovani omosessuali e le ragazze innamorate

e le lunghe vedove che soffrono di delirante insonnia

e le giovani signore ingravidate da trenta ore

e i rauchi gatti che attraversano il mio giardino buio,

come una collana di palpitanti ostriche sessuali

circondano la mia residenza solitaria,

come nemici impiantati contro la mia anima,

come cospiratori in veste da camera

con la consegna di scambiarsi lunghi viscidi baci.

L’estate radiosa guida gli innamorati

in uniformi reggimenti malinconici,

formate da grasse e magre e gaie e tristi coppie:

sotto le eleganti palme, vicino all’oceano e alla luna,

c’è una continua vita di pantaloni e gonne,

un frusciare di calze di seta accarezzate,

seni di donna che luccicano come occhi.

Il piccolo impiegato, dopo tanto,

dopo il trantran settimanale e i romanzi che legge

la sera a letto,

ha definitivamente sedotto la sua vicina

e la porta negli squallidi cinematografi

dove gli eroi son puledri o principi appassionati,

e ne accarezza le gambe piene di dolce peluria

con le ardenti mani sudate che puzzano

di sigaretta.

Le sere del seduttore e le notti degli sposi

Si uniscono come due lenzuoli per seppellirmi,

e le ore dopo desinare, quando i giovani studenti

e le giovani studentesse e i sacerdoti si masturbano,

e gli animali fornicano senza preludi

e le api odorano di sangue e le mosche ronzano colleriche

e i cugini fanno strani giochi con le cugine

e i medici guardano con rabbia il marito della giovane

paziente,

e le ore del mattino quando il professore, come per

una svista,

assolve il suo debito coniugale e fa colazione,

e più ancora gli adulteri, che si amano di vero amore

sopra letti alti e lunghi come imbarcazioni:

immancabilmente, incessantemente mi assedia

questo gran bosco di respiri e di viluppi

con grandi fiori simili a bocche e a dentature

e nere radici a forma d’unghie e di scarpe.

Pablo Neruda

L’angolo della Poesia

Arte Poetica

Tra ombra e spazio, tra guarnigioni e fanciulle,

dotato di un cuore singolare e di sogni funesti,

vertiginosamente pallido, smorto nella fronte,

e con lutto di vedovo furioso per ogni giorno di vita,

ahi per ogni acqua invisibile che bevo sonnolento

e di tutti i suoni che accolgo trepidando,

ho la stessa sete assente e la stessa febbre fredda,

un udito che nasce, un’angustia indiretta,

quasi arrivassero ladri o fantasmi,

e in un guscio di estensione fissa e profonda,

come un cameriere umiliato, come una campana

un po’ fioca,

come un antico specchio, come un tanfo di casa sola

in cui gli ospiti entrano di notte perdutamente ubriachi,

e c’è un afrore di biancheria buttata per terra e

un’assenza di fiori

  • o forse in modo diverso, ancor meno malinconico -,

ma, a dire il vero, di colpo, il vento che frusta il mio

petto,

le notti di sostanza infinita cadute nella mia camera,

il brusio di un giorno che brucia con sacrificio

mi chiedono quant’ho di profetico, con malinconia,

e un eccesso di oggetti che chiamano senza risposta

c’è ancora e un moto senza tregua e un nome confuso.

Pablo Neruda – Poesie

L’angolo della Poesia

Fanciulla snella e bruna…

Fanciulla snella e bruna, il sole che crea la frutta,

quello che incurva le alghe e fa granire i grani,

creò il tuo corpo gaio, i tuoi occhi di luce

e la tua bocca che sorride col sorriso dell’acqua.

Un sole nero e ansioso ti si avvolge a ogni filo

dei tuoi neri capelli, quando stiri le braccia.

Tu giochi con il sole come con un ruscello

e due oscuri ristagni lui ti lascia negli occhi.

Fanciulla snella e bruna, niente a te mi avvicina.

Tutto da te mi scosta come dal mezzogiorno.

Tu sei la gioventù frenetica dell’ape,

l’ubriachezza dell’onda, la forza della spiga.

Eppure, tenebroso, il mio cuore ti cerca:

amo il tuo corpo gaio, la tua voce svelta e lieve.

Farfalla bruna, dolce e definitiva,

come il frumento e il sole, il papavero e l’acqua.

Pablo Neruda

L’angolo della Poesia

Mi piaci silenziosa

Mi piaci silenziosa, perché sei come assente,

mi senti da lontano e la mia voce non ti tocca.

Par quasi che i tuoi occhi siano volati via

ed è come se un bacio ti chiudesse la bocca.

Tutte le cose sono colme della mia anima

e tu da loro emergi, colma d’anima mia.

Farfalla di sogno, assomigli alla mia anima

ed assomigli alla parola malinconia.

Mi piaci silenziosa, quando sembri distante.

E sembri lamentarti, tubante farfalla.

E mi senti da lontano e la mia voce non ti arriva:

lascia che il tuo silenzio sia il mio silenzio stesso.

Lascia che il tuo silenzio sia anche il mio parlarti,

lucido come fiamma, semplice come anello.

Tu sei come la notte, taciturna e stellata.

Di stella è il tuo silenzio, così lontano e semplice.

Mi piaci silenziosa perché sei come assente.

Distante e dolorosa come se fossi morta.

Basta allora un sorriso, una parola basta.

E sono lieto, lieto che questo non sia vero.

Pablo Neruda

L’angolo della Poesia

Bianca ape…

Bianca ape, ebbra di miele, ronzi nella mia anima

e ti avvolgi in spirali lentissime di fumo.

Io sono il disperato, la parola senz’eco,

quegli che ha perso tutto, dopo aver tutto avuto.

Sei la fune in cui cigola la mia ultima brama.

Nel mio deserto vivi come l’ultima rosa.

Ah silenziosa!

Chiudi gli occhi profondi dove aleggia la notte.

E denuda il tuo corpo di statua timorosa.

Possiedi occhi profondi dove vola la notte,

fresche braccia di fiori ed un grembo di rosa.

I tuoi seni assomigliano alle conchiglie bianche.

E sul tuo ventre dorme una farfalla d’ombra.

Ah silenziosa!

Con me è la solitudine da cui tu sei lontana.

Piove. Il vento del mare caccia erranti gabbiani.

L’acqua cammina scalza per le strade bagnate.

Le foglie di quell’albero gemono come infermi.

Bianca ape assente, ancora ronzi nella mia anima.

Risusciti nel tempo, sottile e silenziosa.

Ah silenziosa!

Pablo Neruda