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Cosa sono gli acufeni, che origine hanno?

Acufene è il termine medico che indica un ronzio, sibilo o tintinnio che, secondo stime recenti, una persona su dieci percepisce come un suono fastidioso e persistente all’interno dell’orecchio.

La loro origine è sempre interna: sono infatti percezioni soggettive, non legate a rumori ambientali. Alcuni neurologhi della Buffalo University di New York hanno analizzato i trucchi che le persone affette da questo disturbo utilizzano per alleviarlo (stringere i denti o volgere lo sguardo all’estrema destra o sinistra per controllare l’intensità del suono).

Osservando, tramite un’analisi chiamata tomografia a emissione di positroni, quali settori del cervello vengono attivati da questi comportamenti, i ricercatori hanno recentemente ipotizzato che l’origine degli acufeni risieda proprio nel cervello, e precisamente in un difetto nell’interazione tra la parte che sovrintende alla visione e quella che consente di udire.

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Come si costruisce una meridiana.

La meridiana è uno strumento con il quale si può misurare lo scorrere del tempo tramite l’ombra generata dal sole e proveniente da un bastoncino, noto come gnomone, infisso in una tavola (collocata su un piano oppure appesa a una parete).

Il bastoncino deve essere orientato verso nord e inclinato in funzione della latitudine del luogo in cui ci si trova. Sulla tavola sono tracciate varie linee disposte a raggiera che servono a leggere l’ora. Il loro intervallo, in genere non costante, si calcola con formule trigonometriche o con metodi grafici.

Il tipo più semplice di meridiana e quello “equatoriale” realizzabile piantando un bastoncino sottile, lungo circa 15 centimetri, al centro di una tavoletta quadrata di 20 centimetri di lato. Si può bloccare il bastoncino, perché non scivoli, usando due tappi di sughero sopra e sotto la tavoletta. Lo gnomone, cioè il bastoncino, deve sporgere verso il basso di 9,8 centimetri a Milano, di 11 a Roma e di 12,7 a Palermo. La punta del bastoncino, inclinata, deve essere orientata con una bussola in direzione nord, in modo che lo gnomone punti verso la stella polare. Le 24 linee orarie del giorno, che partono dalla base del bastoncino e sono intervallate di 15 gradi l’una dall’altra sono ora pronte ad accogliere la “lancetta” dell’ombra del sole. Le ore 12 sono “sotto” il bastoncino.

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L’origine dei termini mafia e Cosa Nostra

Il primo documento in cui si allude a una “cosca mafiosa”, per descrivere le fratellanze coinvolte in attività criminali, firmato dal procuratore della gran corte criminale di Trapani, è del 1837. Il termine mafia è però diventato espressione corrente solo dopo la rappresentazione del dramma popolare I mafiusi di la Vicaria, del 1863.

Le origini di Cosa Nostra, termine entrato nell’uso giornalistico per definire la mafia americana, sono invece legate al latifondo, la proprietà terriera chiusa che domina la struttura produttiva siciliana fino ai primi del ‘900: fra la nobiltà terriera, erede di uno degli ultimi sistemi feudali d’Europa, e i contadini si forma un ceto organizzato in confraternite, che svolge funzioni di controllo e repressione.

Oggi Cosa Nostra, oltre che in Italia, è presente in Stati Uniti, Canada, Germania, Svizzera, Francia, Gran Bretagna e Russia.

Si stima a grandi linee che conti 5.000 affiliati e almeno 20.000 fiancheggiatori.

Altre organizzazioni mafiose sono la ‘ndrangheta calabrese, la camorra napoletana e la Sacra corona unita pugliese. 

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Cosa sono le sentinelle remote (e cosa controllano)?

Una sentinella remota è una speciale telecamera che si collega alla rete telefonica. Può essere installata in casa o in qualunque posto che si voglia controllare a distanza.

Alla sentinella remota ci si collega poi tramite un computer o un palmare. La sentinella invia una sequenza di immagini che vengono visualizzate sul monitor e che consentono all’utente di tenere sotto controllo un posto in qualsiasi momento.

Una variante di questo sistema prevede di aggiungere dei sensori che rivelano la presenza di persone nella zona da controllare; in tale eventualità la sentinella provvede ad inviare un segnale d’allarme (tramite SMS o tramite chiamata) sul cellulare del proprietario e provvede a memorizzare le immagini consentendo una ricostruzione dell’accaduto.

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Perché guardando la strada si soffre meno il mal d’auto?

Il mal d’auto fa parte di un insieme di disturbi chiamati chinetosi, provocati dall’eccessivo movimento di un mezzo di trasporto.

Malesseri analoghi si possono avvertire in treno, su un’imbarcazione, in aereo.

La causa principale della chinetosi è una stimolazione eccessiva dell’organo responsabile dell’equilibrio (l’apparato vestibolare) localizzato all’interno dell’orecchio.

Quando l’organismo affronta una serie di movimenti troppo rapidi, si origina dall’apparato vestibolare una scarica di messaggi nervosi che il cervello non è in grado di smaltire ed interpretare ed al quale reagisce con nausea e vomito. Guardare la strada può aiutare il cervello a interpretare questi stimoli, ma soprattutto può permettere un meccanismo inconscio per cui si è portati, per esempio in corrispondenza di una curva, a preparare i muscoli del collo e dell’addome alla sollecitazione esterna in modo da diminuire il movimento della testa e quindi dell’apparato vestibolare.

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Alberto Sordi bocciato, motivazione: troppo romanesco.

A 16 anni nel 1936 Alberto Sordi venne bocciato dall’Accademia dei Filodrammatici di Milano, con questa motivazione: “Non potrà mai fare l’attore a causa della sua cadenza romanesca”. Ma Alberto Sordi trasformò in un punto di forza proprio le sue inflessioni dialettali (che comunque non gli impedirono di diventare il celebre doppiatore di “Ollio”, Oliver Hardy), Tanto che la stessa Accademia, alcuni anni dopo, gli consegnò un diploma onorario in arte drammatica.

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Aneddoti

Amorevoli cure – 3

Un giorno, un uomo armato di lancia, inseguendo un fuggitivo si avvicinò di corsa a Socrate (469-399 a. C), il filosofo ateniese sostenitore dell’esistenza di una verità assoluta cui pervenire attraverso la dialettica. “Fermalo! Fermalo!” gridò la filosofo. Ma egli non si mosse.

“Sei sordo?” gli urlò, fermandosi, l’uomo armato: “Perché non hai sbarrato la strada a quell’assassino?”.

“Un assassino? Che cosa intendi con questa parola?”.

“Oh perbacco! Un assassino è uno che ammazza”.

“Un macellaio allora”.

“Vecchio stolto! Voglio dire un uomo che ammazza un altro uomo”.

“Un soldato, dunque”.

“Ma no! Un uomo che ne uccide un altro in tempo di pace”.

“Un carnefice”.

“Stupido! Un uomo che ne uccide un altro a casa sua”.

“Ah, un medico!”

L’uomo armato riprese a correre.

Nella foto la riproduzione del celebre aneddoto che ha per protagonista il filoso greco Socrate, che non riesce a “capire” (in realtà non può definire) cos’è un assassino.

Nel disegno la riproduzione del celebre aneddoto che ha per protagonista il filosofo greco Socrate, che non riesce a “capire” (in realtà non può definire) cos’è un assassino.