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L’angolo della Poesia

Mi piaci silenziosa

Mi piaci silenziosa, perché sei come assente,

mi senti da lontano e la mia voce non ti tocca.

Par quasi che i tuoi occhi siano volati via

ed è come se un bacio ti chiudesse la bocca.

Tutte le cose sono colme della mia anima

e tu da loro emergi, colma d’anima mia.

Farfalla di sogno, assomigli alla mia anima

ed assomigli alla parola malinconia.

Mi piaci silenziosa, quando sembri distante.

E sembri lamentarti, tubante farfalla.

E mi senti da lontano e la mia voce non ti arriva:

lascia che il tuo silenzio sia il mio silenzio stesso.

Lascia che il tuo silenzio sia anche il mio parlarti,

lucido come fiamma, semplice come anello.

Tu sei come la notte, taciturna e stellata.

Di stella è il tuo silenzio, così lontano e semplice.

Mi piaci silenziosa perché sei come assente.

Distante e dolorosa come se fossi morta.

Basta allora un sorriso, una parola basta.

E sono lieto, lieto che questo non sia vero.

Pablo Neruda

L’angolo della Poesia

Bianca ape…

Bianca ape, ebbra di miele, ronzi nella mia anima

e ti avvolgi in spirali lentissime di fumo.

Io sono il disperato, la parola senz’eco,

quegli che ha perso tutto, dopo aver tutto avuto.

Sei la fune in cui cigola la mia ultima brama.

Nel mio deserto vivi come l’ultima rosa.

Ah silenziosa!

Chiudi gli occhi profondi dove aleggia la notte.

E denuda il tuo corpo di statua timorosa.

Possiedi occhi profondi dove vola la notte,

fresche braccia di fiori ed un grembo di rosa.

I tuoi seni assomigliano alle conchiglie bianche.

E sul tuo ventre dorme una farfalla d’ombra.

Ah silenziosa!

Con me è la solitudine da cui tu sei lontana.

Piove. Il vento del mare caccia erranti gabbiani.

L’acqua cammina scalza per le strade bagnate.

Le foglie di quell’albero gemono come infermi.

Bianca ape assente, ancora ronzi nella mia anima.

Risusciti nel tempo, sottile e silenziosa.

Ah silenziosa!

Pablo Neruda

L’Angolo della Poesia

Ah vastità di pini…

Ah vastità di pini, rumore di onde spezzate,

lento gioco di luci, campana solitaria,

se il crepuscolo cade nei tuoi occhi di bambola,

mia chiocciola terrestre, in te la terra canta.

In te cantano i fiumi e in essi la mia anima

a tuo capriccio fugge là dove tu vorrai.

Insegnami la strada nel tuo arco di speranza

e sfrenerò il mio stormo delirante di frecce.

Io vedo intorno a me la tua fascia di nebbia

e il tuo silenzio preme le mie ore fuggitive

ed è nelle tue braccia di pietra trasparente

che i mie baci hanno il porto e la mia umida ansia

     ha il nido.

Ah la tua voce misteriosa che amore colorisce e piega

nel vespero che muore pieno d’echi.

Così in ore profonde nella campagna ho visto

ripiegarsi le spighe nella bocca del vento.

Pablo Neruda

NELLA SUA FIAMMA MORTALE (POESIA DI PABLO NERUDA)

Nella sua fiamma mortale la luce ti avvolge.

Assorta, pallida dolente, eretta davanti

alle vecchie spire del crepuscolo

che ti girano attorno.

Muta, amica mia,

sola in questa solitaria ora di morte

e colma di tutte le vite del fuoco,

pura erede del giorno distrutto.

Un grappolo di sole cade sulla tua veste scura.

Grandi radici notturne

improvvise ti salgono dall’anima

e quant’era in te occulto riaffiora

sì che un popolo pallido e azzurro

si nutre di te, appena nato.

O grandiosa e feconda e magnetica schiava

del cerchio che avvicenda il nero all’oro:

in piedi, rappresenta una creazione così viva

che muoiono i suoi fiori e colma è di tristezza.