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Scuola di Cucina – Ricette tipiche regionali

Agnolotti al tartufo bianco d’Alba

Ricetta tipica del Piemonte di media difficoltà. Per la preparazione occorrono 30 minuti più il tempo di preparazione della pasta. Per la cottura circa 30 minuti.

Ingredienti per 4 persone: 350 gr, di pasta fresca all’uovo, 150 gr di polpa di manzo tritata, 50 gr di burro, 30 gr di tartufo bianco d’Alba pulito, 30 gr di parmigiano grattugiato, 1 uovo, 40 gr di prosciutto crudo tritato, 1/2 dl di brodo di carne, sale e pepe.

Preparazione:

Tritate la carne e il prosciutto crudo servendovi di una mezzaluna in modo che il composto risulti macinato piuttosto grossolanamente.

Preparate il ripieno: rosolate la carne e il prosciutto crudo in una padella con 10 gr di burro per 20 minuti, bagnando di tanto in tanto con il brodo caldo. Salate, pepate e fate raffreddare il ragù. Unitevi 20 gr di tartufo tagliato a lamelle, 2 cucchiai di parmigiano e l’uovo e amalgamate bene il tutto.

Stendete la pasta in una sfoglia sottile e distribuitevi il ripieno preparato, chiudendola in modo da confezionare gli agnolotti.

Lessate gli agnolotti, scolateli al dente e disponeteli su un piatto da portata riscaldato.

Cospargeteli con il parmigiano grattugiato rimasto e conditeli con il resto del burro fuso, mescolando.

Servite gli agnolotti, dopo avervi affettato sopra il tartufo rimasto.

Per la preparazione degli agnolotti consultate i post sulla pasta ripiena sempre in scuola di cucina.

Pasta ripiena – 4

I diversi formati

Caramelle

Formato di pasta ripiena tipico dell’Emilia, ha in genere un ripieno realizzato con ricotta, uova, spinaci e parmigiano grattugiato.

Per prepararle, stendete la pasta e dividetela in strisce di 5 cm di larghezza, da ritagliare poi in rettangoli larghi 4 cm.

Distribuite al centro del rettandolo il ripieno (servendovi di due cucchiai o di una tasca da pasticciere), quindi chiudeteli dando loro la forma di caramelle, spennellando i bordi con uovo sbattuto per farli aderire bene.

Caramelle: preparazione

  1. Stendete la pasta e, con una rotella tagliapasta scanalata, ricavatevi tante strisce larghe 5 cm. Con la stessa rotella, dividete le strisce in rettangoli larghi 4 cm.
  2. Mettete un mucchietto di ripieno al centro di ogni rettangolo e richiudetevi attorno la pasta formando tanti cilindri.
  3. Chiudete i cilindri di pasta ripieni ruotando le estremità in modo da dare loro la forma di caramelle.

Casonsei

Con questo termine si indicano due tipi di pasta ripiena, dalla forma particolare: una tipica della zona di Brescia, preparata con salsiccia, pane, uova e formaggio, e una propria della Val Camonica, farcita con patate, salsiccia, mortadella, bietole, uova, parmigiano, pangrattato.

Con il termine di “casunziei”, inoltre, si confeziona nella zona di Cortina d’Ampezzo una pasta ripiena a base di barbabietole, ricotta, pangrattato e semi di papavero. Per prepararli, stendete la pasta e ritagliatela in tanti dischetti di 5 cm di diametro; distribuite al centro il ripieno (servendovi di due cucchiai o di una tasca da pasticciere), e ripiegatevi sopra i bordi pizzicandoli. Tirate quindi leggermente le estremità verso il basso, poi unitele sovrapponendole; ripiegate infine sopra le estremità alternandole in modo da formare altre due piegoline.

Casonsei: preparazione

  1. Ritagliate dalla sfoglia tanti dischetti di 5 cm di diametro, mettetevi al centro il ripieno e raccoglietevi sopra la pasta pizzicandola al centro per sigillarla.
  2. Tirate leggermente verso il basso le estremità dei casonsei ripieni.
  3. Unite le estremità dei casonsei sovrapponendole: a questo punto ripiegatele ancora sopra, alternandole in modo da formare altre due piegoline.

Fagottini

Per prepararli, stendete l’impasto e ritagliatevi tanti quadrati di 6-7 cm di lato (o tanti dischi di 8 cm di diametro).

Mettete al centro di ogni quadrato, o di disco di pasta, un poco di ripieno (servendovi di due cucchiai o di una tasca da pasticciere) e richiudeteli a fagottino, raccogliendo le punte dei quadrati, o i bordi dei dischi di pasta al centro e pizzicandoli con le dita in modo da sigillarli.

Fagottini: preparazione

  1. Stendete la pasta e, con uno stampino tagliapasta, ritagliatevi tanti dischi di 8 cm di diametro.
  2. Mettete al centro di ogni disco di pasta un mucchietto di ripieno.
  3. Raccogliete i bordi di ogni disco in modo che la pasta raccolga il ripieno formando un fagottino, premendo bene con le dita il punto di giuntura per sigillarli.

Mezzelune

Per prepararle, stendete la pasta sulla spianatoia in una sfoglia sottile e, con l’ausilio di un tagliapasta rotondo (a bordi lisci o scanalati) del diametro di 7-8 cm, ritagliatevi tanti dischi di pasta. Al centro di ciascun disco mettete un poco di ripieno (servendovi di due cucchiai o di una tasca da pasticciere), quindi ripiegatevi sopra i bordi ottenendo le mezzelune, premendo con le dita attorno al ripieno per sigillarle.

Mezzelune: preparazione

  1. Ritagliate dalla sfoglia di pasta tanti dischi di 7-8 cm di diametro, utilizzando uno stampino tagliapasta dai bordi lisci o scanalati.
  2. Aiutandovi con uno o due cucchiai, mettete al centro di ogni disco di pasta un mucchietto del ripieno preparato.
  3. Ripiegate i dischi di pasta ripieni in modo da ottenere tante mezzelune, poi schiacciate bene i bordi con le dita per sigillarle.

Ravioli

Con questo termine si indica una pasta ripiena in generale, che può essere preparata con diverse fogge: quadrata o rettangolare come i tortelli e gli agnolotti, raccolta come i cappellacci, o anche a mezzaluna e a triangolo, a piacere. In alcune regioni i ravioli sono ripieni di ricotta, con o senza verdura (a accezione del Trentino-Alto-Adige, dove il ripieno è a base di carne), mentre in Liguria (dove “raviolo” è il nome della pasta ripiena per eccellenza) sono ripieni sia di carne, sia di magro.

Tortelli e tortelloni

Come per i ravioli, anche il termine “tortello” indica genericamente alcuni tipi di pasta ripiena, di norma di forma quadrata o rettangolare. Generalmente di magro, con farcia di ricotta e spinaci o bietole, presentano comunque infinite varietà di ripieno.

Si preparano come gli agnolotti, stendendo l’impasto in due sfoglie, distribuendo su una di esse il ripieno a mucchietti ben distanziati (servendovi di due cucchiai o di una tasca da pasticciere) e appoggiandovi sopra l’altra sfoglia, sigillando bene la pasta attorno al ripieno; infine si tagliano in quadrati o in rettangoli con una rotella, liscia o scanalata. I tortelloni si preparano con mucchietti di ripieno più grandi e ritagliando poi i tortelli in quadrati di dimensione maggiore.

Triangoli di pasta

Per preparare i triangoli di pasta, stendete l’impasto e ritagliatevi tanti quadrati di 6-7 cm di lato.

Al centro di ogni quadrato mettete un po’ di ripieno, quindi ripiegatevi sopra i bordi ottenendo i triangoli, premendo con le dita attorno al ripieno per sigillarli.

Pasta ripiena – 3

I diversi formati

La pasta ripiena presenta in Italia formati che variano da regione a regione e da zona a zona. Così a Parma, per esempio, i tortellini si chiamano anolini e i ravioli sono detti tortelli, mentre i tortellini bolognesi a Ferrara si chiamano cappelletti e a Mantova diventano agnolini. La forma tonda o quadrata dei panciuti agnolotti piemontesi, fuori dalla sua terra prende i nomi più diversi: ravioli, tortelli e tortellini, e via dicendo. Risultando perciò impossibile elencare tutti i nomi che i vari formati hanno assunto nelle diverse regioni d’Italia (anche perché spesso la stessa pasta è nota con i nomi diversi nel raggio di pochi chilometri), elenchiamo di seguito quelli più comuni, riportando per ciascuno le indicazioni su come confezionarli.

Il consiglio

Cuocete la pasta ripiena sempre bene al dente, scolatela con il mestolo forato e mescolatela al condimento nel piatto da portata molto delicatamente, per evitare che la pasta si rompa e il ripieno fuoriesca.

Agnolotti

Di forma prevalentemente quadrata, vengono preparati soprattutto in Piemonte (dove, a seconda delle zone, possono essere chiamati anche “agnellotti”). Il ripieno è per lo più di carni miste, variamente cucinate (brasato di manzo, petto di pollo arrosto, coniglio arrosto, salsiccia e altro) alle quali si aggiunge di solito una verdura (in genere spinaci, scarola o bietole), parmigiano, noce moscata, sale e pepe.

Per la preparazione, stendete l’impasto in due sfoglie, su una di esse distribuite il ripieno a mucchietti ben distanziati (servendovi di 2 cucchiai o di una tasca da pasticciere), poi appoggiate sopra l’altra sfoglia, sigillando bene la pasta attorno al ripieno; tagliate gli agnolotti con una rotella e disponeteli su un piano infarinato.

Agnolotti, ravioli e tortelli: preparazione:

  1. Stendete l’impasto in due sfoglie, poi distribuite su una di esse il ripieno a mucchietti ben distanziati tra loro.
  2. Coprite la sfoglia con il ripieno con l’altra sfoglia di pasta, schiacciando con le dita attorno ai mucchietti di ripieno per sigillare le due sfoglie.
  3. Servendovi di una rotella tagliapasta, ritagliate gli agnolotti in quadrati o rettangoli.

Anolini

A forma di piccola mezzaluna, sono tipici della zona di Parma e Piacenza e vengono preparati con stracotto di manzo (o di asina) o con arrosto di maiale, pangrattato, parmigiano, uova, noce moscata, sale e pepe e si servono, secondo tradizione, in brodo rigorosamente di manzo e cappone, o anche (soprattutto a Piacenza) asciutti con condimenti di diverso tipo.

Per la preparazione, stendete la pasta sulla spianatoia e con un tagliapasta rotondo ritagliatela in tanti dischetti uguali del diametro di 3-4 cm.

Distribuite al centro di ciascun dischetto un poco di ripieno (servendovi di due cucchiai o di una tasca da pasticciere), quindi ripiegate ogni dischetto a metà, sigillando bene i bordi in modo da ottenere tante mezzelune.

Anolini: preparazione:

  1. Stendete la pasta sulla spianatoia leggermente infarinata in una sfoglia dello spessore di circa 1 cm.
  2. Ritagliate dalla sfoglia tanti dischetti di 3-4 cm di diametro e mettete al centro di ciascun disco di pasta un mucchietto di ripieno.
  3. Ripiegate il dischetto a metà, coprendo il ripieno e formando tante piccole mezzelune, poi schiacciatene i bordi con le dita per sigillare gli anolini.

Cappelletti e cappellacci

Come indica il nome, si tratta di una pasta ripiena dalla forma particolare che richiama quella di un copricapo maschile dell’epoca medievale. Tipici dell’Emilia-Romagna e di origini antiche, i cappelletti si preparano con l’impasto di base previsto per la classica pasta all’uovo e si servono tradizionalmente in brodo di cappone o di gallina.

Per prepararli, stendete la pasta sulla spianatoia e ritagliatela in tanti quadrati di circa 4 cm di lato. Su ciascuno di essi distribuite il ripieno (servendovi di due cucchiai o di una tasca da pasticciere), poi ripiegate ogni quadrato a metà in modo da ottenere tanti triangoli da premere lungo i bordi.

A questo punto unite bene le due estremità, sovrapponendole leggermente e premetele per saldarle fra loro, sistemando man mano i cappelletti su un piano leggermente infarinato in modo da farli asciugare leggermente prima della cottura.

I cappellacci (i più noti sono quelli ferraresi ripieni di zucca) si preparano esattamente come dei grandi cappelletti, ritagliando la sfoglia in quadrati di 7-8 cm di lato.

Cappelletti e cappellacci: preparazione.

  1. Servendovi di uno stampino tagliapasta quadrato ricavate dalla sfoglia di pasta tanti quadrati (di 4 cm di lato per i cappelletti e di 7-8 cm per i cappellacci), poi mettete al centro di ogni quadrato un po’ di ripieno.
  2. Ripiegate i quadrati di pasta farciti in tanti triangoli.
  3. Rigirate il triangolo ripieno attorno all’indice, quindi unite le due punte del triangolo e premetele bene per fissarle insieme.

Tortellini

Con la loro forma tipica, il cui modello nell’immaginario popolare è attribuito a una imitazione dell’ombelico di Venere, i tortellini, specialità contesa tra Bologna e Modena, sono la più conosciuta tra le paste ripiene italiane.

La forma non è molto diversa da quella dei cappelletti, per cui si preparano allo stesso modo, con la differenza che la sfoglia ha uno spessore più sottile e che la quantità di ripieno contenuta in ogni quadrato di pasta è minore, il che permette di dar loro una forma più piccola e aggraziata.

Tortellini: preparazione.

  1. Ritagliate la sfoglia di pasta in tanti quadrati di circa 3 cm di lato, poi mettete al centro di ciascun quadrato un mucchietto di ripieno.
  2. Ripiegate ogni quadrato di pasta a metà, racchiudendo il ripieno in modo da ottenere tanti triangoli, poi schiacciatene i bordi con le dita per sigillarli.
  3. Unite le due estremità dei triangoli di pasta ripieni, sovrapponendole leggermente.

Il consiglio

Il condimento della pasta ripiena deve tener conto della farcia, cercando di realizzare accostamenti di sapori che ben si sposino tra loro. In generale, se si vuole valorizzare il ripieno della pasta, è bene scegliere un condimento che non ne sovrasti il sapore. Continua domani.

Scuola di Cucina – Pasta ripiena – 2

Impasti, farce e formati – 2

Ripieno di carne

Il tipo di carne utilizzata può essere di manzo e/o di maiale, di vitello o di coniglio, di faraona, di tacchino o di pollo. Per quanto riguarda la cottura, la carne può essere tritata e rosolata in padella, oppure cotta a pezzi interi o a spezzatino in brasati, stufati, arrosti o stracotti, al forno o in casseruola. A prescindere da queste varietà di tipologie e di preparazione, il ripieno a base di carne prevede di norma che questa, una volta fatta cuocere, venga tritata e amalgamata in una terrina con gli altri ingredienti (in genere uovo, parmigiano grattugiato, sale e noce moscata, a cui si possono aggiungere verdure o altri alimenti), mescolando il tutto con un cucchiaio di legno fino a ottenere un composto ben omogeneo.

Ripieno di verdure

Con un procedimento analogo a quello seguito per i ripieni di carne, i ripieni a base di verdure si realizzano facendo cuocere le erbe o gli ortaggi in maniera diversa (lessandoli, cuocendoli a vapore o rosolandoli in padella con olio e odori) e unendoli poi, tritati o ridotti a dadini, agli altri ingredienti previsti dalla ricetta. Questi includono quasi sempre un uovo, formaggio grattugiato, sale e pepe e un formaggio morbido, come nel più noto tra i ripieni di verdure – quello a base di ricotta e spinaci.

Ripieno di ricotta e spinaci – preparazione

  1. Lessate gli spinaci, sgocciolateli, strizzateli bene, tritateli e fateli asciugare in un tegame con una noce di burro.
  2. Lasciate intiepidire la verdura, quindi unitevi la ricotta e il parmigiano grattugiato, sale e una grattata di noce moscata e mescolate bene con un cucchiaio di legno fino a ottenere un composto omogeneo.
  3. Trasferite il composto in una terrina e incorporatevi un uovo intero.

Ripieno di pesce

Entrato a far parte della tradizione italiana in materia di pasta ripiena solo negli ultimi anni, il ripiano a base di pesce (o di crostacei) è preparato in genere tritando la polpa del pesce o dei crostacei (dopo averla di norma fatta rosolare in una padella con olio, vino e odori) e unendola ad altri ingredienti, che contemplano generalmente uovo, sale, pepe ed erbe aromatiche tritate, a cui si possono aggiungere verdure o formaggi, come nel classico ripieno di branzino.

Vi sono anche ricette di pasta ripiena a base di molluschi, che vengono in genere fatti aprire sul fuoco in un tegame, sgusciati, fatti insaporire sul fuoco in una padella con cipolla o scalogno e mescolati interi agli altri ingredienti del ripieno, che contemplano in genere verdure o uova.

Ripieno di branzino: preparazione

  1. Tritate i filetti di branzino con un coltello o con una mezza luna, dopo averli fatto rosolare in una padella per qualche minuto con olio, sale e pepe.
  2. Raccogliete il pesce tritato in una terrina; unitevi l’uovo e il parmigiano e mescolate bene con un cucchiaio di legno fino a ottenere un composto omogeneo, con il quale farcirete la pasta.

Ripieno con altri ingredienti

Gli altri tipi di ripieno sono in genere a base di formaggio (per esempio fontina, caprino, ricotta, gorgonzola, toma e castelmagno) o di frutta (fresca e secca) e formaggio, che vengono di norma amalgamati in una terrina con uovo, sale e pepe. Continua – 2

Scuola di Cucina – Pasta ripiena – Impasti, farce e formati.

Per tradizione riservata alle festività e alle occasioni speciali, la pasta ripiena nasce dall’unione di semplici ingredienti base – uova, farina, sale e un ripieno a scelta – dando vita a piatti nutrienti e gustosi dalle forme e dai contenuti più svariati.

Presente sulla nostra tavola fin dal XIV secolo (come attestano ricettari dell’epoca, in cui compare una pasta preparata con farina e acqua che fa da “contenitore” per un ripieno), la pasta ripiena è un piatto tradizionale in tutt’Italia, con varianti regionali per quanto riguarda il tipo di ripieno, il formato e il nome con cui viene chiamata.

Ogni regione, infatti, ha anche in questo campo la propria specialità, con ravioli, tortellini, cappelletti e cappellacci, tortelli e agnolotti che, diversi da città a città e da borgo a borgo, rispecchiano, nella loro grande varietà l’eterogeneità tipica del nostro paese.

L’impasto

L’impasto di base dell’involucro della pasta ripiena varia in relazione al tipo di ripieno, a seconda che questo sia di carne o di magro (ossia di pesce, di verdure o di formaggio).

Per il primo tipo di preparazione, l’impasto di base è quello classico della pasta fresca all’uovo, con un rapporto tra uovo e farina di 1 uovo ogni 100 gr di farina impiegata. Per le paste ripiene di magro, il cui contenuto ha consistenza più morbida, occorre invece preparare una pasta all’uovo altrettanto morbida, utilizzando un minor numero di uova, con un rapporto ideale di 6 uova per ogni chilogrammo di farina impiegata, alla quale va aggiunta acqua tiepida in quantità sufficiente a ottenere un impasto sodo ed elastico. Come per la pasta fresca non farcita, inoltre, anche l’impasto ripieno può essere preparato con altri tipi di farina, come per esempio quella di ceci, di castagne, di grano saraceno, di farro o integrale.

Inoltre, l’impasto può essere colorato con verdure, come i classici spinaci, il pomodoro e le barbabietole, o con spezie, come zafferano e cacao, o ancora con altri ingredienti, come il particolare nero di seppia. Le indicazioni per preparare questi altri tipi di pasta, li trovate nel post relativo alla “Pasta fresca”.

La sfoglia

Se destinata alla preparazione di pasta ripiena, la pasta all’uovo va stesa in sfoglie molto sottili (circa 1 mm di spessore), a mano con il matterello, o (con risultati più soddisfacenti) con l’apposita tirasfoglie a manovella.

Sfoglia decorata

Con l’ausilio della tirasfoglie e l’utilizzo di impasti a più colori si possono realizzare sfoglie per paste ripiene decorate in maniera fantasiosa.

Per una sfoglia a righe, per esempio, dopo aver preparato dei rettangoli di sfoglia di normale pasta all’uovo, appoggiatevi sopra, a distanza regolare, 3-4 strisce di pasta verde agli spinaci e incollatevele spenellandole con un po’ di albume. Premete leggermente con le dita per far aderire le strisce, poi passate ogni rettangolo tra i rulli leggermente infarinati in modo da assorbire eventuali gocce di albume.

Per una sfoglia alle erbe aromatiche, inumidite i rettangoli di sfoglia (molto sottile), distribuitevi sopra foglie di basilico o di prezzemolo, intere o tritate, e coprite con altri rettangoli di sfoglia, premete un poco per far aderire i due strati di pasta e passateli tra i rulli 2-3 volte, finché le erbe si vedranno in trasparenza.

Il consiglio

E’ molto importante evitare di infarinare la sfoglia anche al termine della sua preparazione, altrimenti non si attacca quando viene ripiegata per racchiudere il ripieno.

Attrezzatura occorrente.

  1. Setaccio
  2. Brocche graduate
  3. Matterello
  4. Bilancia
  5. Raviolatore a pressione con matterello
  6. Stampini tagliapasta
  7. Ciotole e terrine
  8. Rotelle tagliapasta
  9. Cucchiaio di legno
  10. Coltello

Il ripieno

Di carne, di pesce, di verdura o formaggio, il ripieno di agnolotti, tortelli, cappelletti e ravioli varia, anche all’interno della stessa tipologia, da regione a regione e, talvolta, anche da città a città, con ingredienti estremamente vari, dettati dalle diverse tradizioni gastronomiche regionali e locali. In Romagna, per esempio, la pasta ripiena viene preparata con carne di maiale e di manzo e in Emilia con erbette e stracotti, mentre in Piemonte si utilizzano soprattutto i brasati, in Liguria si preferiscono farce a base di verdure, formaggi ed erbe aromatiche e in Toscana si usano più comunemente vari tipi di carne e salsiccia.

Decisamente particolari sono poi i ripieni che accostano il sapore dolce con quello salato, come i tortelli di zucca e amaretti tipici del Mantovano, i cialzons friulani con uvetta e cacao, o i casonsei bresciani. Di fronte a una tale varietà di farce e ingredienti, si può affermare, dunque, che non esistono regole generali a proposito del ripieno, se non quella, che riguarda più che altro il modo di servirla, per cui la pasta ripiena di carne può essere presentata, a piacere, in brodo o asciutta, mentre quella di magro (a base, cioè, di verdure o di pesce) si serve esclusivamente asciutta. Continua – 1

La pasta fresca – 5 – formati di pasta

Cannelloni e lasagne

Diffusi tanto nell’Italia settentrionale quanto in quella centro-meridionale, si preparano entrambi con l’impasto base della classica pasta fresca all’uovo.

Per realizzarli, si stende l’impasto con un matterello leggermente infarinato in una sfoglia sottile in modo da ricavare un grosso rettangolo e poi lo si taglia in tanti rettangoli più piccoli delle dimensioni di circa 10×8 cm.

Si fanno quindi scottare i rettangoli per 1 minuto in acqua salata portata a ebollizione con 1 cucchiaio d’olio, li si scola con un mestolo forato e li si depone bene allargati su un telo.

Nel caso dei cannelloni, i rettangoli di pasta vanno farciti con il ripieno previsto dalla ricetta e poi si arrotolano delicatamente; nel caso delle lasagne, invece, si dispongono a strati nella pirofila di cottura, alternati con la farcitura indicata nella ricetta.

Sia in caso dei cannelloni che in quello delle lasagne, la pasta può anche essere colorata con verdure o altri ingredienti, come descritto in precedenza.

Riepilogando:

  1. Stendete la pasta fresca all’uovo, con un matterello, in una sfoglia sottile fino a che avrete ottenuto un grosso rettangolo.
  2. Con un coltello affilato, a lama liscia, tagliate la sfoglia di pasta in tanti rettangoli delle dimensioni di circa 10×8 cm.
  3. Scottate i rettangoli di pasta in una pentola di acqua bollente salata in cui avrete versato 1 cucchiaio d’olio per 1 minuto e uno per volta, quindi sgocciolateli con un mestolo forato, e stendeteli poi su un telo da cucina.

Cavatelli

Chiamati anche cavatieddi in Puglia e cavatiddi in Sicilia, si preparano formando con l’impasto base di pasta fresca, tanti cilindri dello spessore di 6-8 mm e tagliandoli a pezzi di 2-3 cm, per poi passare la punta di due dita sui pezzetti di pasta in modo da formare un incavo.

Corzetti

I corzetti stampati, piatto della riviera ligure di levante, sono piccoli dischi di pasta decorati sopra e sotto con un apposito stampo in legno, composto da due pezzi: il primo, concavo, ha i bordi taglienti per tranciare i dischi di pasta e l’altro, di uguale misura, è piatto e decorato al centro con un arabesco e con fiori. Si trovano in commercio già pronti, prodotti da pastifici artigianali.

Fettuccine, tagliatelle, tagliolini e pappardelle

Spesso confusi tra loro, questi formati si differenziano per la larghezza.

Per fare chiarezza a tale proposito, si può dire che i tagliolini, chiamati anche taglierini, sono i più sottili di tutti, anche se non esiste una regola che ne stabilisca una larghezza ufficiale: l’abilità sta proprio nel riuscire a farli il più stretti possibile.

Allargando gradatamente la larghezza delle strisce di pasta si ottengono poi, nell’ordine, le fettuccine, le tagliatelle e le pappardelle.

Per la preparazione: stendete la pasta all’uovo con un matterello su una spianatoia leggermente infarinata in modo da ottenere una o più sfoglie rotonde, che farete asciugare per qualche minuto.

Tagliate quindi ogni sfoglia a metà e sovrapponente le due parti, mettendo verso il centro la parte arrotondata. Cospargete la superficie della doppia sfoglia con poca farina e arrotolatela, cercando di non schiacciare troppo la pasta.

Tagliate quindi il rotolo ottenuto con un coltello a lama larga e liscia a uno spessore il più stretto possibile per ottenere i tagliolini; a strisce di 3-4 mm per le fettuccine; a strisce di 8 mm per le tagliatelle e a strisce di 2-3 cm per le pappardelle.

Con il termine paglia e fieno si intende indicare delle tagliatelle preparate per metà con pasta all’uovo e per metà con pasta verde agli spinaci.

Fusilli al ferro

Come suggerisce il nome, i fusilli si preparano con l’ausilio di un ferro da maglia come per i busiati, con la differenza che l’impasto viene steso in sfoglie rettangolari non troppo sottili e poi tagliato con un coltello a lama liscia a strisce regolari della larghezza di 1 cm. Queste vengono quindi avvolte a spirale su di un ferro da maglia ben lavato e asciugato e sfilate con delicatezza. Continua – 5.

La pasta fresca – 4

Un impasto particolare: le crespelle

Alle paste fresche speciali si aggiungono, nella tradizione gastronomica italiana, diversi primi piatti a base di crespelle.

Preparate con una pastella a base di farina, uova, burro, latte e sale; cotte in padella, farcite con prosciutto e formaggio o con verdure, le crespelle vengono solitamente passate a gratinare nel forno, come, per esempio, nelle classiche crespelle agli asparagi o ai funghi e nei tipici “Panzerotti piacentini con ricotta e spinaci.

Pastella per crespelle

Per preparare circa 25 crespelle, mescolate bene con una frusta o una forchetta in una terrina 4 uova con 250 gr di farina e un pizzico di sale, quindi aggiungete 60 gr di burro per rendere il composto fluido e mescolate ancora fino a ottenere una pastella liscia e senza grumi; unite mezzo litro di latte a filo, senza smettere di mescolare e lasciate riposare per qualche minuto.

Come per la pasta fresca in generale, anche nel caso delle crespelle si può sostituire parte della farina di frumento con altri tipi di farina. Per esempio, per le crespelle di ceci si mescolano 2/3 di farina di grano tenero con 1/3 di farina di ceci. Le crespelle integrali, invece, vengono preparate con 125 gr di farina di grano tenero e 125 gr di farina integrale. Infine, per ottenere crespelle colorate è sufficiente aggiungere alla pastella di base 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro (crespelle rosa) oppure una manciata di spinaci lessati, strizzati e tritati finemente (crespelle verdi)

Crespelle: preparazione e cottura

  1. Preparate la pastella amalgamando le uova insieme alla farina in una terrina e mescolando energicamente il tutto con una frusta, poi il sale, il burro, il latte e lasciate riposare.
  2. Fate scaldare a fuoco vivace una padellina antiaderente e versatevi un mestolo di pastella, assicurandovi che questa ne ricopra completamente il fondo.
  3. Fate cuocere la crespella a fuoco moderato fino a quando sarà leggermente dorata da entrambi i lati.
  4. Ripetete l’operazione fino a quando non avrete finito la pastella.

Formati di pasta

Oltre che per la composizione dell’impasto con cui è realizzata, la pasta fresca si distingue anche per i moltissimi formati che caratterizzano sia le paste create con gli impasti all’uovo sia quelle realizzate con impasti speciali.

Quelli più comuni, come le pappardelle e le fettuccine, le tagliatelle e i tagliolini, le trofie e le orecchiette, i fusilli e i garganelli sono alla base dei più noti primi piatti nazionali.

A questa serie già di per sé molto ampia, si aggiunge una vastissima varietà di altri formati offerti dalle diverse cucine regionali italiane, come i filei calabresi o i corzetti e le gasse liguri o i cavatelli pugliesi, per citarne solo alcuni.

Bigoli

Si tratta di una pasta tipica veneta a forma di grosso spaghetto, realizzato a trafila con uno speciale torchio in rame (bigolaro). Si trovano facilmente in commercio già pronti, prodotti da piccoli pastifici a livello artigianale.

Busiati, filei e caserecce

Tipici della cucina siciliana, i busiati prendono il nome dalla “busa”, il ferro da calza con il quale si preparano. Sia i busiati sia le caserecce si ottengono impastando 300 gr di semola di grano duro con 1 uovo, un pizzico di sale e acqua tiepida in quantità sufficiente a ottenere una pasta liscia ed elastica. Si divide quindi l’impasto in piccoli panetti e gli si dà la forma di lunghi grissini, che si tagliano poi in sezioni di 10 cm circa (6 cm circa per le caserecce). Si prende poi il ferro da calza e si attorciglia attorno una sezione dell’impasto; facendolo aderire accuratamente. Si estrae quindi il ferro e si prosegue allo stesso modo con le altre sezioni fino ad esaurimento dell’impasto.

I filei, prodotto tipico della tradizione mediterranea calabrese, si realizzano come i busiati, con la differenza che l’impasto è a base unicamente di semola di grano duro e acqua senza l’aggiunta di uova. Continua – 4