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L’angolo della Poesia

Inno di vita

Quando il mio sguardo (1) getto su questa terra di polvere,

vedo l’immensa accolta d’uomini –

Cantando essi vanno d’età in età ognun per vie diverse,

compiendo lor bisogna (2) in vita e in morte.

Vogano, seminano, mietono;

lavorano nei campi ed in città.

Vano è il reale ombrello; (3)

il grido di guerra più non s’ode;

la colonna della vittoria oblia il senso suo;

gli occhi iniettati di sangue, con loro armi bagnate di sangue,

si celano nelle ninne-nanne. (4)

Ma gli uomini lavorano di contrada in contrada

vicino e lontano.

Col loro brusìo, col loro canto,

fanno risuonare il mondo.

L’inno di vita suona notte e dì

nella loro gioia, nei loro affanni.

Imperi vanno in rovina –

Pure, essi lavorano

Rabindranath Tagore – da Le ali della morte

  1. Il mio sguardo: da non intendere in senso fisico. Il poeta vede con l’immaginazione uomini che vanno d’età in età, per vie diverse.
  2. Bisogna: gesti, attività.
  3. Il reale ombrello: l’emblema della sovranità.
  4. Tutto si dissolve nel nulla: le guerre, le vittorie, le stragi si celano nelle ninne-nanne: rimane solo il brusìo, che diviene canto, degli uomini che lavorano.