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Hawai’i

HONI. E’ l’antica forma di saluto delle Hawai’i, ed era quasi scomparsa: ci si china in avanti, guardandosi l’un l’altro negli occhi: nell’anima. Si accostano la fronte, poi il naso, infine si tira un gran respiro, per riempire i polmoni di hà, che è il respiro della vita. E’ passato più di un secolo da quando il placido regno delle Hawai’i fu rovesciato dagli Usa, che ne travolsero la cultura. Ma oggi ‘Honi torna, mentre gli hawaiiani riscoprono le proprie radici polinesiane, e recuperano la saggezza assieme agli usi degli anziani.

E HO’IMAU I KA HA’ – Custodire il respiro.

Ricalcando gli usi degli antenati, i giovani si allineano al tramonto sulle coste di Kaho’olawe, e intonano un canto. L’isola era, ed è tuttora, un wahi pana, un luogo sacro.

Requisita nel 1941, trasformata in un poligono di tiro, Kaho’olawe era divenuta il simbolo della lotta degli hawaiiani per riaffermare la propria cultura; nel 1994, dopo anni di protesta, essa è stata restituita allo Stato. Oggi, con il recupero dell’isola, una nuova generazione si prepara ad assumersi il ruolo di Kahu o Ka’aina, custodi della terra.

L’occhio infuocato arde al centro del cratere Pu’u Oo del Kilawea, nel Parco Nazionale dei vulcani di Hawai’i. Il Kilawea, uno dei vulcani più attivi della Terra, erutta quasi senza sosta dal 1983: un magnifico fiammeggiante spettacolo, che però distrugge case, blocca autostrade, e richiama oltre un milione di turisti l’anno.

E’ l’alba, le note ipnotiche di un flauto di bambù – che si suona soffiando l’aria attraverso il naso – aleggiano sul cratere di Halema ‘uma’u; così si rende omaggio a Pele, la dea del vulcano.

Sorge il sole sulla baia di Kealakekua, e la luce che scintilla sul mare s’insinua nella profonda valle costiera dell’isola di Hawai’i. I primi raggi illuminano la Makali’i, la tradizionale canoa a doppio scafo, che dondola all’ancora nella baia. Poi l’alba sfiora Ka’awaloa Point, là dove si infrangono le onde, e dove morì il capitano Cook, abbattuto a colpi di bastone e coltello da una folla inferocita di Hawaiiani nel 1779, un anno dopo aver messo piede sull’isola. L’ombra del monumento a Cook s’allunga, cupa, sul terreno: quasi volesse ricordare, come un sogno indelebile, l’irruzione degli “alieni” nella storia dell’arcipelago: agli occhi di molti, la ferita più profonda inferta alla loro cultura, che fioriva, isolata dal mondo esterno, da oltre un millennio.

Già nei primi dell’Ottocento, poco dopo lo sbarco dei missionari dal New England, la repressione della cultura venne formalizzata dall’interdizione dell’Hula, poiché l’Hula con le sue danze e i canti celebrava gli dei hawaiiani – Kane, il creatore; Lono, il dio delle messi; Ku, il dio della guerra – divinità pagane all’avviso degli evangelizzatori. Tuttavia l’hula era il cuore della cultura locale: una forma d’arte che tramandava la storia orale e i miti di creazione delle isole. Poi fu proibita anche la lingua hawaiiana.

Nel 1959, quando fu istituito lo Stato delle Hawai’i, di quella cultura rimaneva ben poco. La rabbia montava: secondo una legge in vigore da tempo, bisognava dimostrare di avere almeno il 50 per cento di sangue hawaiiano nelle vene per ottenere terre pubbliche in concessione.

Scoppiarono disordini: i nativi chiedevano terre per tutti i Kanaka Maoli, il Popolo Originario, a prescindere dalla “purezza” del sangue. Nelle scuole, la lingua hawaiiana continuava ad essere proibita; l’alto tasso di delinquenza e le precarie condizioni sanitarie alimentavano nel popolo il senso di emarginazione e di scoraggiamento.

Nei due secoli trascorsi dall’arrivo dei primi missionari gli hawaiiani non hanno mai smesso di far sentire la propria voce, eppure soltanto negli ultimi quarant’anni circa qualcuno ha cominciato ad ascoltarla sul serio. Oggi la vecchia definizione “hawaiiano in parte” è spesso considerata uno spregio; su un totale di 1.2 milioni di residenti nell’arcipelago, quasi 250 mila si considerano a tutti gli effetti “nativi hawaiiani”, e non importa se a volte nelle loro vene scorre sangue mescolato a quello di altri gruppi etnici. Continua 1