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Scuola di Cucina – Pasta ripiena – Impasti, farce e formati.

Per tradizione riservata alle festività e alle occasioni speciali, la pasta ripiena nasce dall’unione di semplici ingredienti base – uova, farina, sale e un ripieno a scelta – dando vita a piatti nutrienti e gustosi dalle forme e dai contenuti più svariati.

Presente sulla nostra tavola fin dal XIV secolo (come attestano ricettari dell’epoca, in cui compare una pasta preparata con farina e acqua che fa da “contenitore” per un ripieno), la pasta ripiena è un piatto tradizionale in tutt’Italia, con varianti regionali per quanto riguarda il tipo di ripieno, il formato e il nome con cui viene chiamata.

Ogni regione, infatti, ha anche in questo campo la propria specialità, con ravioli, tortellini, cappelletti e cappellacci, tortelli e agnolotti che, diversi da città a città e da borgo a borgo, rispecchiano, nella loro grande varietà l’eterogeneità tipica del nostro paese.

L’impasto

L’impasto di base dell’involucro della pasta ripiena varia in relazione al tipo di ripieno, a seconda che questo sia di carne o di magro (ossia di pesce, di verdure o di formaggio).

Per il primo tipo di preparazione, l’impasto di base è quello classico della pasta fresca all’uovo, con un rapporto tra uovo e farina di 1 uovo ogni 100 gr di farina impiegata. Per le paste ripiene di magro, il cui contenuto ha consistenza più morbida, occorre invece preparare una pasta all’uovo altrettanto morbida, utilizzando un minor numero di uova, con un rapporto ideale di 6 uova per ogni chilogrammo di farina impiegata, alla quale va aggiunta acqua tiepida in quantità sufficiente a ottenere un impasto sodo ed elastico. Come per la pasta fresca non farcita, inoltre, anche l’impasto ripieno può essere preparato con altri tipi di farina, come per esempio quella di ceci, di castagne, di grano saraceno, di farro o integrale.

Inoltre, l’impasto può essere colorato con verdure, come i classici spinaci, il pomodoro e le barbabietole, o con spezie, come zafferano e cacao, o ancora con altri ingredienti, come il particolare nero di seppia. Le indicazioni per preparare questi altri tipi di pasta, li trovate nel post relativo alla “Pasta fresca”.

La sfoglia

Se destinata alla preparazione di pasta ripiena, la pasta all’uovo va stesa in sfoglie molto sottili (circa 1 mm di spessore), a mano con il matterello, o (con risultati più soddisfacenti) con l’apposita tirasfoglie a manovella.

Sfoglia decorata

Con l’ausilio della tirasfoglie e l’utilizzo di impasti a più colori si possono realizzare sfoglie per paste ripiene decorate in maniera fantasiosa.

Per una sfoglia a righe, per esempio, dopo aver preparato dei rettangoli di sfoglia di normale pasta all’uovo, appoggiatevi sopra, a distanza regolare, 3-4 strisce di pasta verde agli spinaci e incollatevele spenellandole con un po’ di albume. Premete leggermente con le dita per far aderire le strisce, poi passate ogni rettangolo tra i rulli leggermente infarinati in modo da assorbire eventuali gocce di albume.

Per una sfoglia alle erbe aromatiche, inumidite i rettangoli di sfoglia (molto sottile), distribuitevi sopra foglie di basilico o di prezzemolo, intere o tritate, e coprite con altri rettangoli di sfoglia, premete un poco per far aderire i due strati di pasta e passateli tra i rulli 2-3 volte, finché le erbe si vedranno in trasparenza.

Il consiglio

E’ molto importante evitare di infarinare la sfoglia anche al termine della sua preparazione, altrimenti non si attacca quando viene ripiegata per racchiudere il ripieno.

Attrezzatura occorrente.

  1. Setaccio
  2. Brocche graduate
  3. Matterello
  4. Bilancia
  5. Raviolatore a pressione con matterello
  6. Stampini tagliapasta
  7. Ciotole e terrine
  8. Rotelle tagliapasta
  9. Cucchiaio di legno
  10. Coltello

Il ripieno

Di carne, di pesce, di verdura o formaggio, il ripieno di agnolotti, tortelli, cappelletti e ravioli varia, anche all’interno della stessa tipologia, da regione a regione e, talvolta, anche da città a città, con ingredienti estremamente vari, dettati dalle diverse tradizioni gastronomiche regionali e locali. In Romagna, per esempio, la pasta ripiena viene preparata con carne di maiale e di manzo e in Emilia con erbette e stracotti, mentre in Piemonte si utilizzano soprattutto i brasati, in Liguria si preferiscono farce a base di verdure, formaggi ed erbe aromatiche e in Toscana si usano più comunemente vari tipi di carne e salsiccia.

Decisamente particolari sono poi i ripieni che accostano il sapore dolce con quello salato, come i tortelli di zucca e amaretti tipici del Mantovano, i cialzons friulani con uvetta e cacao, o i casonsei bresciani. Di fronte a una tale varietà di farce e ingredienti, si può affermare, dunque, che non esistono regole generali a proposito del ripieno, se non quella, che riguarda più che altro il modo di servirla, per cui la pasta ripiena di carne può essere presentata, a piacere, in brodo o asciutta, mentre quella di magro (a base, cioè, di verdure o di pesce) si serve esclusivamente asciutta. Continua – 1

Ricette tipiche di Cucina – Lasagne all’albese

E’ una ricetta tipica del Piemonte di media difficoltà. Tempo per la preparazione circa 20 minuti più il tempo necessario per la preparazione della pasta. Cottura 50 minuti. Vino consigliato è il Nebbiolo d’Alba Rosso (Piemonte) oppure il San Severo Rosso (Puglia)

Ingredienti per 4 persone:

300 gr di lasagne, 400 gr di sangue di maiale, 30 gr di burro, 50 gr di grasso di prosciutto crudo tritato, 100 gr di salsiccia sbriciolata, 150 gr di animelle e filoni di maiale scottati in acqua bollente e spellati, 50 gr di spalla di maiale macinata, 1,5 dl di latte, 1/2 cipolla tritata finemente, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, 3 cucchiai di olio d’oliva extravergine, 40 gr di parmigiano grattugiato, sale.

Preparazione:

Ponete sul fuoco un tegame con il burro, l’olio e il grasso di prosciutto e soffriggetevi la cipolla con il prezzemolo; quindi aggiungetevi la salsiccia, la spalla di maiale, i filoni e le animelle a pezzetti. Salate e cuocete per 30 minuti a fuoco dolce e tegame coperto. Eliminate il grasso sulla superficie e fate intiepidire.

Tagliate le lasagne con una rotella dentata a strisce larghe 4-5 cm, lessatele e scolatele al dente. Versate in un tegame di terracotta il sangue di maiale con il latte e fate addensare a fuoco vivace per 8 minuti circa.

Versate le lasagne, nel tegame con il sangue e cuocetele per 5 minuti finché saranno diventate di un bel colore marrone e il sangue avrà assunto la consistenza di una crema.

Rimettete sul fuoco il ragù, poi conditevi le lasagne, cospargendo di parmigiano. Buon appetito.

Scuola di cucina – La pasta fresca – 6

Formati di pasta

Garganelli

Originari della Romagna, ma ormai conosciuti e diffusi in tutta Italia, i garganelli, noti anche con il nome di “pasta al pettine”, vengono preparati utilizzando un apposito telaio (detto appunto, “pettine”), formato da listarelle di canna sistemate tra due assi e un bastoncino delle dimensioni di una matita.

Per la preparazione: stendete la pasta all’uovo in sfoglie sottili e ritagliatele in strisce di 5 cm di larghezza e poi in quadrati di 5 cm di lato. Appoggiate quindi, uno alla volta, ogni quadrato di pasta sul pettine e avvolgetelo attorno al bastoncino, partendo da uno degli angoli e arrivando all’angolo opposto, senza schiacciare troppo la pasta sul pettine. Premete poi il garganello sul pettine nel punto di congiunzione della pasta e sfilatelo dal bastoncino.

In genere si unisce all’impasto ogni 100 gr di farina 1 cucchiaio di parmigiano grattugiato e una grattatina di noce moscata.

Anche questo tipo di pasta fresca si trova in commercio già pronta, prodotta da pastifici artigianali e industriali.

Gasse

Sono farfalle fatte in casa, che si ottengono impastando 300 gr di farina, 1 uovo e un pizzico di sale e stendendo poi la pasta con il matterello allo spessore di 3 mm.

La si taglia quindi con un coltello o con la ruota dentata a lunghe strisce di 4 cm di larghezza, che verranno poi ridotte a rettangoli lunghi 6 cm, da stringere al centro con le dita per formarne l’arricciatura e la forma tipica della farfalla.

Gramigna

Questo formato di pasta arricciato e cavo si ottiene trafilando la pasta all’uovo in un apposito disco del torchio.

Si trova in commercio già pronta, prodotta da pastifici artigianali.

Lagane o laganelle

Così si chiamano nell’Italia centrale e meridionale le lasagnette, ovvero rettangoli di pasta fresca di dimensioni più piccole delle normali lasagne.

Spaghetti alla chitarra

Tipici dell’Abruzzo e del Molise si preparano con lo speciale telai detto chitarra. Dopo aver impastato 300 gr di semola di grano duro, acqua e un pizzico di sale (o, a piacere, 150 gr di semola di grano duro e 150 gr di farina di grano tenero, 2 uova e un pizzico di sale) si fa riposare la pasta avvolta nella pellicola per 30 minuti, si stende la pasta con matterello in sfoglie dello spessore di 3 mm e le si taglia nella stessa dimensione della chitarra. Dopo averle infarinate, si appoggiano le sfoglie di pasta sulla chitarra e vi si passa sopra il matterello in modo da tagliare i maccheroni, che cadranno nel vassoio sottostante infarinato, o sulla spianatoia.

Malloreddus

Detti anche gnocchetti sardi, sono piccoli gnocchi confezionati con semola di grano duro, acqua e zafferano tipici della Sardegna; oggi vengono prodotti anche industrialmente in tutt’Italia.

Si preparano setacciando sulla spianatoia 300 gr di semola di grano duro, la si impasta quindi con un pizzico di sale e un po’ d’acqua tiepida (nella quale avrete fatto sciogliere una puntina di zafferano) fino a ottenere un impasto sodo e omogeneo.

Dopo aver lavorato l’impasto ricavatene tanti rotolini dello spessore di circa 0,5 cm e divideteli a pezzi di poco più lunghi. Premete quindi ogni pezzo di pasta al centro con il pollice sopra il fondo di un setaccio in modo da rigarlo e incavarlo.

Maltagliati, rombi e stracci

Sono formati irregolari di pasta fresca all’uovo, tagliati in modo che non rimangano avanzi di pasta. Per la preparazione: stendete la classica pasta all’uovo con un matterello in una sfoglia sottile, quindi infarinatela leggermente e arrotolatela senza schiacciarla, per poi tagliarla a ziz-zag ottenendo tanti triangolini, da srotolare poi sulla spianatoia. Anziché arrotolare la sfoglia si può anche tagliarla in strisce regolari e poi a pezzetti.

Per ottenere il bordo ondulato, tagliate le strisce o i rotoli di pasta con una rotella tagliapasta.

Orecchiette

Tipico formato di pasta pugliese. Setacciate 150 gr di farina di grano tenero e 150 gr di semola di grano duro e lavorate unendo all’impasto poca acqua tiepida salata fino a ottenere un composto sodo ed elastico.

Ricavate dall’impasto tanti cilindri uguali dello spessore di 5-6 mm e tagliandoli a pezzetti regolari lunghi 1 cm. Con la punta arrotondata di un coltello si fanno quindi scivolare i pezzetti di pasta sulla spianatoia in modo da formare un incavo al centro e infine si rovesciano i pezzetti di pasta sulla punta del pollice.

Picagge

Si tratta di un formato di pasta tipico della cucina regionale ligure; sono delle lasagne strette, realizzata con pasta all’uovo o, quando denominate picagge verdi con pasta verde alla borragine (che si prepara come la pasta verde agli spinaci sostituendo però gli spinaci con la borragine.

Pici

Tipica pasta casalinga del Senese, si prepara con un impasto di farina di grano tenero, acqua e sale, che viene steso in una sfoglia dello spessore di 2 cm e tagliato a piccoli parallelepipedi a sezione quadrata. Questi vengono poi rullati sul piano di lavoro con un movimento in avanti e indietro delle dita tese e unite, che li arrotonda, li assottiglia e li allunga fino a renderli simili a grossi spaghetti.

Strangozzi

Tipici dell’Umbria, si preparano come le tagliatelle, con la differenza che l’impasto prevede albume e acqua al posto dell’uovo intero.

Tacconelli

Pasta fresca tipica dell’Abruzzo realizzato con lasagne a pezzi analoghi ai maltagliati o ai rombi.

Trofie

Tipico formato di pasta ligure. Per l’impasto setacciate 300 gr di farina di grano tenero e lavoratela con un pizzico di sale e acqua tiepida in quantità sufficiente a ottenere una pasta di consistenza piuttosto soda.

Secondo tradizione si usa anche la farina integrale al posto di quella di grano tenero, o ancora sostituire 1/3 della farina di frumento con farina di castagne. Per ottenere trofie colorate, aggiungete all’impasto 300 gr di borragine lessata e tritata finemente (trofie verdi), oppure 200 gr di polpa di zucca cotta nel forno a 180° per 30 minuti e passata al passaverdura (trofie gialle), o ancora 40 gr di basilico tritato (trofie verde chiaro).

Per realizzare questo tipo di pasta, dividete l’impasto in tanti pezzetti grandi quanto una nocciola, poi schiacciateli uno a uno con il mignolo verso l’estremità in modo da ottenere un bastoncino di 4 cm di lunghezza e avvitate il bastoncino su se stesso.

Ricette tipiche della Campania

Sartù di riso

Questa ricetta tipica della Campania è un primo piatto, ha un’elevata difficolta di esecuzione. Occorre circa un’ora per la preparazione e più di un’ora per la cottura. Essendo una portata ricca di sapori richiede un vino ampio, ma non molto corposo per il prevalere del riso sulle carni; da provare l’Aglianico del Taburno rosato.

Ingredienti per 6 persone: riso Roma 400 gr, grasso di prosciutto 50 gr, cipolle 3, polpa di pomodoro 500 gr, brodo vegetale, uova 2, grana grattugiato 100 gr, carne di manzo tritata 200 gr, mollica di pane 200 gr, latte, farina, piselli freschi sgranati (oppure surgelati) 150 gr, salsiccia 100 gr, rigaglie di pollo 100 gr, mozzarella di bufala dop 200 gr, pangrattato, olio extravergine d’oliva, olio per frittura, burro 70 gr, noce moscata, sale, pepe.

Esecuzione: in un tegame fate rosolare il grasso di prosciutto e una cipolla tritati in 30 gr. di burro e un cucchiaio di olio evo.

Appena quest’ultima sarà imbiondita, unite la polpa di pomodoro tritata, salate, pepate e proseguite la cottura, a fuoco dolce, fino ad addensare la salsa.

Nel frattempo, in una pentola rosolate in 30 gr. di burro un’altra cipolla tritata, unite il riso e fatelo tostare; portatelo a tre quarti di cottura, versando lentamente il brodo.

Sbattete le uova con il grana e amalgamatele al riso, quindi mettete a raffreddare il tutto in un piatto molto grande.

In una terrina riunite la carne di manzo, la mollica bagnata nel latte e strizzata, quindi insaporite con sale, pepe e noce moscata. Impastate e formate tante piccole polpettine, infarinatele e friggetele nell’olio caldo.

Fate rosolare in poco olio evo i piselli con la restante cipolla affettata. Quando saranno quasi cotti, aggiungete la salsiccia a pezzetti e le rigaglie affettate; salate e portate a cottura.

In un grande tegame riunite la salsa di pomodoro, il composto di piselli la carne e le polpettine. Mescolate bene e fate cuocere per qualche minuto.

Ungete di burro uno stampo a bordi alti capiente circa 2 litri e spolverizzatelo di pangrattato. Foderatelo di riso, premendolo contro il fondo e pareti, versate al centro la salsa ottenuta e la mozzarella a fettine, quindi coprite e richiudete con altro riso.

Passate il tutto in forno caldo a 190° fino a quando la superficie sarà ben dorata. Buon appetito.

Ricette tipiche della Campania – Impepata di cozze

Le cozze una volta anni fa si mangiavano come le ostriche, crude con una spruzzata di limone, e una vera specialità erano le cozze di scoglio, più piccoline di quelle coltivate ma molto più buone, sono cozze che crescono naturalmente aggrappate agli scogli, oggi in commercio non si trovano più perché le leggi sanitarie ne proibiscono la vendita. Quindi per poterle mangiare bisogna andarle a prenderle di persona dagli scogli. Queste che vi propongo nelle immagini sono quelle di scoglio.

Ricetta tipica Campana con nessuna difficoltà di preparazione, si colloca negli antipasti e abbisogna di una ventina di minuti per la preparazione e pochi minuti per la cottura. Poiché è un piatto saporito, (praticamente è un mio omonimo perciò mi piace molto), reso sapido dal liquido delle cozze, bisogna abbinargli un vino bianco asciutto e armonico, capace cioè di equilibrare il sapore salso della portata, come il Taburno Coda di Volpe.

Ingredienti per 4 persone: cozze almeno due chili, poi dipende dai partecipanti, per esempio se mi ci metto i due chili li mangio da solo, 1 filo d’olio extravergine d’oliva, 1 mazzetto di prezzemolo, 2 spicchi d’aglio, pepe nero in abbondanza.

Esecuzione: pulite le cozze lavandole molto bene in acqua fredda corrente, così da eliminare eventuali tracce di sabbia e fango, quindi raschiatele con una spazzolina e risciacquatele ancora.

Mettete in una teglia capace due spicchi d’aglio, un filo d’olio extravergine d’oliva, le cozze, irrorate con una generosa spruzzata di pepe nero e abbondante prezzemolo. Coprite la teglia e accendete il fuoco molto vivace. Cinque sei minuti sono sufficienti affinché tutte le cozze si aprano.

Servitele calde anche nella loro teglia a centrotavola ove ognuno dei commensali si servirà. Una cosa importante, mettete dei piattini supplementari per le valve delle cozze. Le cozze vanno prese e consumate così. Non dimenticate di assaggiare il sughetto, magari con un pezzetto di pane meglio se raffermo, è un po’ salato ma buono. Buon appetito.

Seconda versione

Cozze con il limone.

Questa versione è la variante alle cozze crude con limone, vengono cotte per motivi di sicurezza sanitaria in quanto le cozze, sono dei depuratori naturali e quindi crude possono arrecare danni anche piuttosto seri alla salute se sono contaminate.

Ingredienti: Cozze 2 kg, limoni 4.

Esecuzione: pulite le cozze come nella precedente ricetta e una volta pulite le mettete da sole in una teglia capace e le fate aprire a fuoco vivace.

Prendete i limoni e tagliateli a spicchi grandi e metteteli in un piattino da portare a tavola.

Quando le cozze sono aperte, portatele calde a tavola dove i commensali si serviranno prendendo una cozza per volta spruzzandola con il succo di limone e mangiandola e così via fino a contendervi l’ultima cozza rimasta nella teglia. Buon appetito.

Ricette tipiche della Campania – Mozzarella in carrozza

Ricetta tipica Campana, la sua collocazione ideale è fra gli antipasti, è di media difficoltà e come tempo richiede una ventina di minuti per la preparazione ed altrettanti per la cottura.

Poiché il piatto ha il gusto rilevato dei fritti e la corposità delicata della mozzarella, richiede un vino bianco spumante o frizzante che sia in grado di equilibrare, senza coprire, il sapore del formaggio; quindi il consiglio è Falanghina dei Campi Flegrei Spumante o in alternativa l’Ortrugo dei Colli Piacentini Spumante.

Ingredienti per 4 persone: mozzarella di bufala campana dop 600 gr, 16 fette di pane casereccio raffermo alte circa 1 cm, farina, 2 uova, latte, olio per friggere, sale.

Esecuzione: tagliate la mozzarella in 8 fette più o meno uguali, per dimensione e altezza, alle fette di pane.

Ponete una fetta di mozzarella tra due di pane, premendo leggermente il tutto perché rimanga compatto. Preparate allo stesso modo tutti gli altri tramezzini.

Passateli nella farina, quindi immergeteli nelle uova che avrete sbattuto insieme con un dito di latte e una presa di sale. Fate in modo che si inzuppino bene nell’uovo, assorbendolo in modo uniforme.

Fate scaldare abbondante olio in una padella; quando sarà caldissimo, tuffatevi i tramezzini, due o tre alla volta per non abbassare la temperatura dell’olio, e cuoceteli finché saranno ben dorati. Passateli su carta assorbente da cucina in modo da eliminare l’unto in eccesso e serviteli immediatamente. Buon appetito.

Scuola di cucina – La cucina di una volta

Brodi, Zuppe, Minestre e Paste Asciutte

Istruzioni generali – 5

Minestra di riso, piccole pastine, o semolina

Pigliate un litro di brodo, quando bolle mettetevi 90 grammi di riso ben mondo o pastina, come stellette, uova di trota e simili, facendo bollire per quindici minuti, al punto di mettere in tavola aggiungete 15 grammi di cacio grattugiato e servite. In quanto alla semolina, non piacendo troppo densa, solo 60 grammi di essa saranno sufficienti.

Capellini o fedelini in brodo

Basteranno solo 10 minuti di ebollizione, cuocendoli nel brodo o nel concentrato.

Cordiale

Sbattete bene due uova fresche in una terrina, mescetevi il quarto di un litro di buon brodo e 16 grammi di cacio grattugiato.

Revalente arabica, tapioca, crema di riso, fecola di patate

Sono tutte minestre di lusso e se ne adoperano 2 cucchiai da tavola circa per ogni mezzo litro di brodo, o concentrato, lasciando cuocere 15 0 20 minui.

Orzo di Germania

Dopo averlo borbito, lavatelo e cuocetelo nel brodo o nel consummé, adoperando 50 grammi di esso per ogni litro di liquido. Occorrono 3 ore circa di cottura.

Minestra di uova a fioccchi

Frullate tante uova quante sono le persone che si devono servire ed aggiungete un pugno di fior di farina per ogni 3 uova che adoperate, continuando a frullare finché essa siasi stemperata. Ponete a fuoco il brodo che vi occorre e quando bolle uniteci le uova suddette, agitando col mestolo intanto che lo versate nella pentola.

Se volete che i fiocchi di uovo non riescano troppo grossi, aggiungete alle uova medesime, mentre le frullate, mezza tazza circa di brodo tiepido, e indi versatele così diluite nella pentola in cui bolle il brodo. Cinque minuti di ebollizione sono sufficienti.

Minestra di patate grattugiate

Pelate alcune patate, come si fa del formaggio, e mettetele a cuocere in un buon brodo. Bisogna lasciar bollire circa tre quarti d’ora.

Farinata bianca

Pigliate la quantità che vi abbisogna di farina bianca di prima qualità e stemperatela in una casseruola con brodo tiepido, che verserete poco a poco, mentre col mestolo agiterete l’intriso, onde non si formino grumi.

Quando la farina sarà ben stemperata, e ridotto il liquido alla densità di una crema, versate il tutto in una marmitta, dove vi sia già altro brodo caldo, rimestate bene col mestolo e lasciate bollire per un quarto d’ora.

Questa farinata, che deve riuscire alquanto liquida, è un’eccellente minestra per i convalescenti.

Farinata alle uova

La si fa come quella sopra descritta, aggiungendovi, quando è cotta, alcuni tuorli d’uova già frullati a parte, che verserete nella farinata, dopo che questa abbia perduto il bollore, rimestando intanto lestamente col mestolo, perché l’uovo non si rappigli. Basta un tuorlo per ogni scodella di farinata, e vi si può unire anche un pezzo di burro.

Riso e rape

Tagliate a fette alcune rape, ponetele in un piatto, spargetevi sopra un poco di sale, copritele con un altro piatto, e lasciate riposare per circa due ore, affinché perdano l’acqua, che getterete via. Ponete allora le rape in una casseruola con un pezzo di burro, fatele rosolare un poco avendo cura di non lasciarle attaccare al fondo, aggiungetevi sugo di carne, se ne avrete, o sugo di pomodoro, e dopo pochi minuti di cottura versate il tutto nel brodo bollente, in cui farete allora cuocere il riso.

Bisogna un quarto d’ora di ebollizione. In ogni caso però non si dovrà oltrepassare i 20 minuti, perché una cottura prolungata lo rende meno saporito.

Riso e cavoli

Si prende un cavolo, lo si spoglia delle foglie esterne troppo dure, lo si lava e lo si taglia minutamente; poi, colata l’acqua, fate cuocere nel brodo, e in ultimo si mette nella pentola anche il riso.

Si può dare maggior gusto a questa minestra aggiungendovi un battuto di prosciutto e qualche cucchiaiata di sugo di pomodoro.

Riso e sedano

Si monda e si taglia a pezzi un bel sedano, gettandone via le foglie, lo si fa cuocere in buon brodo e vi si aggiunge il riso, lasciando sul fuoco la pentola finché questo sia cotto. Continua – 5