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Scuola di Cucina – Ricette tipiche regionali

Agnolotti al tartufo bianco d’Alba

Ricetta tipica del Piemonte di media difficoltà. Per la preparazione occorrono 30 minuti più il tempo di preparazione della pasta. Per la cottura circa 30 minuti.

Ingredienti per 4 persone: 350 gr, di pasta fresca all’uovo, 150 gr di polpa di manzo tritata, 50 gr di burro, 30 gr di tartufo bianco d’Alba pulito, 30 gr di parmigiano grattugiato, 1 uovo, 40 gr di prosciutto crudo tritato, 1/2 dl di brodo di carne, sale e pepe.

Preparazione:

Tritate la carne e il prosciutto crudo servendovi di una mezzaluna in modo che il composto risulti macinato piuttosto grossolanamente.

Preparate il ripieno: rosolate la carne e il prosciutto crudo in una padella con 10 gr di burro per 20 minuti, bagnando di tanto in tanto con il brodo caldo. Salate, pepate e fate raffreddare il ragù. Unitevi 20 gr di tartufo tagliato a lamelle, 2 cucchiai di parmigiano e l’uovo e amalgamate bene il tutto.

Stendete la pasta in una sfoglia sottile e distribuitevi il ripieno preparato, chiudendola in modo da confezionare gli agnolotti.

Lessate gli agnolotti, scolateli al dente e disponeteli su un piatto da portata riscaldato.

Cospargeteli con il parmigiano grattugiato rimasto e conditeli con il resto del burro fuso, mescolando.

Servite gli agnolotti, dopo avervi affettato sopra il tartufo rimasto.

Per la preparazione degli agnolotti consultate i post sulla pasta ripiena sempre in scuola di cucina.

Pasta ripiena – 4

I diversi formati

Caramelle

Formato di pasta ripiena tipico dell’Emilia, ha in genere un ripieno realizzato con ricotta, uova, spinaci e parmigiano grattugiato.

Per prepararle, stendete la pasta e dividetela in strisce di 5 cm di larghezza, da ritagliare poi in rettangoli larghi 4 cm.

Distribuite al centro del rettandolo il ripieno (servendovi di due cucchiai o di una tasca da pasticciere), quindi chiudeteli dando loro la forma di caramelle, spennellando i bordi con uovo sbattuto per farli aderire bene.

Caramelle: preparazione

  1. Stendete la pasta e, con una rotella tagliapasta scanalata, ricavatevi tante strisce larghe 5 cm. Con la stessa rotella, dividete le strisce in rettangoli larghi 4 cm.
  2. Mettete un mucchietto di ripieno al centro di ogni rettangolo e richiudetevi attorno la pasta formando tanti cilindri.
  3. Chiudete i cilindri di pasta ripieni ruotando le estremità in modo da dare loro la forma di caramelle.

Casonsei

Con questo termine si indicano due tipi di pasta ripiena, dalla forma particolare: una tipica della zona di Brescia, preparata con salsiccia, pane, uova e formaggio, e una propria della Val Camonica, farcita con patate, salsiccia, mortadella, bietole, uova, parmigiano, pangrattato.

Con il termine di “casunziei”, inoltre, si confeziona nella zona di Cortina d’Ampezzo una pasta ripiena a base di barbabietole, ricotta, pangrattato e semi di papavero. Per prepararli, stendete la pasta e ritagliatela in tanti dischetti di 5 cm di diametro; distribuite al centro il ripieno (servendovi di due cucchiai o di una tasca da pasticciere), e ripiegatevi sopra i bordi pizzicandoli. Tirate quindi leggermente le estremità verso il basso, poi unitele sovrapponendole; ripiegate infine sopra le estremità alternandole in modo da formare altre due piegoline.

Casonsei: preparazione

  1. Ritagliate dalla sfoglia tanti dischetti di 5 cm di diametro, mettetevi al centro il ripieno e raccoglietevi sopra la pasta pizzicandola al centro per sigillarla.
  2. Tirate leggermente verso il basso le estremità dei casonsei ripieni.
  3. Unite le estremità dei casonsei sovrapponendole: a questo punto ripiegatele ancora sopra, alternandole in modo da formare altre due piegoline.

Fagottini

Per prepararli, stendete l’impasto e ritagliatevi tanti quadrati di 6-7 cm di lato (o tanti dischi di 8 cm di diametro).

Mettete al centro di ogni quadrato, o di disco di pasta, un poco di ripieno (servendovi di due cucchiai o di una tasca da pasticciere) e richiudeteli a fagottino, raccogliendo le punte dei quadrati, o i bordi dei dischi di pasta al centro e pizzicandoli con le dita in modo da sigillarli.

Fagottini: preparazione

  1. Stendete la pasta e, con uno stampino tagliapasta, ritagliatevi tanti dischi di 8 cm di diametro.
  2. Mettete al centro di ogni disco di pasta un mucchietto di ripieno.
  3. Raccogliete i bordi di ogni disco in modo che la pasta raccolga il ripieno formando un fagottino, premendo bene con le dita il punto di giuntura per sigillarli.

Mezzelune

Per prepararle, stendete la pasta sulla spianatoia in una sfoglia sottile e, con l’ausilio di un tagliapasta rotondo (a bordi lisci o scanalati) del diametro di 7-8 cm, ritagliatevi tanti dischi di pasta. Al centro di ciascun disco mettete un poco di ripieno (servendovi di due cucchiai o di una tasca da pasticciere), quindi ripiegatevi sopra i bordi ottenendo le mezzelune, premendo con le dita attorno al ripieno per sigillarle.

Mezzelune: preparazione

  1. Ritagliate dalla sfoglia di pasta tanti dischi di 7-8 cm di diametro, utilizzando uno stampino tagliapasta dai bordi lisci o scanalati.
  2. Aiutandovi con uno o due cucchiai, mettete al centro di ogni disco di pasta un mucchietto del ripieno preparato.
  3. Ripiegate i dischi di pasta ripieni in modo da ottenere tante mezzelune, poi schiacciate bene i bordi con le dita per sigillarle.

Ravioli

Con questo termine si indica una pasta ripiena in generale, che può essere preparata con diverse fogge: quadrata o rettangolare come i tortelli e gli agnolotti, raccolta come i cappellacci, o anche a mezzaluna e a triangolo, a piacere. In alcune regioni i ravioli sono ripieni di ricotta, con o senza verdura (a accezione del Trentino-Alto-Adige, dove il ripieno è a base di carne), mentre in Liguria (dove “raviolo” è il nome della pasta ripiena per eccellenza) sono ripieni sia di carne, sia di magro.

Tortelli e tortelloni

Come per i ravioli, anche il termine “tortello” indica genericamente alcuni tipi di pasta ripiena, di norma di forma quadrata o rettangolare. Generalmente di magro, con farcia di ricotta e spinaci o bietole, presentano comunque infinite varietà di ripieno.

Si preparano come gli agnolotti, stendendo l’impasto in due sfoglie, distribuendo su una di esse il ripieno a mucchietti ben distanziati (servendovi di due cucchiai o di una tasca da pasticciere) e appoggiandovi sopra l’altra sfoglia, sigillando bene la pasta attorno al ripieno; infine si tagliano in quadrati o in rettangoli con una rotella, liscia o scanalata. I tortelloni si preparano con mucchietti di ripieno più grandi e ritagliando poi i tortelli in quadrati di dimensione maggiore.

Triangoli di pasta

Per preparare i triangoli di pasta, stendete l’impasto e ritagliatevi tanti quadrati di 6-7 cm di lato.

Al centro di ogni quadrato mettete un po’ di ripieno, quindi ripiegatevi sopra i bordi ottenendo i triangoli, premendo con le dita attorno al ripieno per sigillarli.

Pasta ripiena – 3

I diversi formati

La pasta ripiena presenta in Italia formati che variano da regione a regione e da zona a zona. Così a Parma, per esempio, i tortellini si chiamano anolini e i ravioli sono detti tortelli, mentre i tortellini bolognesi a Ferrara si chiamano cappelletti e a Mantova diventano agnolini. La forma tonda o quadrata dei panciuti agnolotti piemontesi, fuori dalla sua terra prende i nomi più diversi: ravioli, tortelli e tortellini, e via dicendo. Risultando perciò impossibile elencare tutti i nomi che i vari formati hanno assunto nelle diverse regioni d’Italia (anche perché spesso la stessa pasta è nota con i nomi diversi nel raggio di pochi chilometri), elenchiamo di seguito quelli più comuni, riportando per ciascuno le indicazioni su come confezionarli.

Il consiglio

Cuocete la pasta ripiena sempre bene al dente, scolatela con il mestolo forato e mescolatela al condimento nel piatto da portata molto delicatamente, per evitare che la pasta si rompa e il ripieno fuoriesca.

Agnolotti

Di forma prevalentemente quadrata, vengono preparati soprattutto in Piemonte (dove, a seconda delle zone, possono essere chiamati anche “agnellotti”). Il ripieno è per lo più di carni miste, variamente cucinate (brasato di manzo, petto di pollo arrosto, coniglio arrosto, salsiccia e altro) alle quali si aggiunge di solito una verdura (in genere spinaci, scarola o bietole), parmigiano, noce moscata, sale e pepe.

Per la preparazione, stendete l’impasto in due sfoglie, su una di esse distribuite il ripieno a mucchietti ben distanziati (servendovi di 2 cucchiai o di una tasca da pasticciere), poi appoggiate sopra l’altra sfoglia, sigillando bene la pasta attorno al ripieno; tagliate gli agnolotti con una rotella e disponeteli su un piano infarinato.

Agnolotti, ravioli e tortelli: preparazione:

  1. Stendete l’impasto in due sfoglie, poi distribuite su una di esse il ripieno a mucchietti ben distanziati tra loro.
  2. Coprite la sfoglia con il ripieno con l’altra sfoglia di pasta, schiacciando con le dita attorno ai mucchietti di ripieno per sigillare le due sfoglie.
  3. Servendovi di una rotella tagliapasta, ritagliate gli agnolotti in quadrati o rettangoli.

Anolini

A forma di piccola mezzaluna, sono tipici della zona di Parma e Piacenza e vengono preparati con stracotto di manzo (o di asina) o con arrosto di maiale, pangrattato, parmigiano, uova, noce moscata, sale e pepe e si servono, secondo tradizione, in brodo rigorosamente di manzo e cappone, o anche (soprattutto a Piacenza) asciutti con condimenti di diverso tipo.

Per la preparazione, stendete la pasta sulla spianatoia e con un tagliapasta rotondo ritagliatela in tanti dischetti uguali del diametro di 3-4 cm.

Distribuite al centro di ciascun dischetto un poco di ripieno (servendovi di due cucchiai o di una tasca da pasticciere), quindi ripiegate ogni dischetto a metà, sigillando bene i bordi in modo da ottenere tante mezzelune.

Anolini: preparazione:

  1. Stendete la pasta sulla spianatoia leggermente infarinata in una sfoglia dello spessore di circa 1 cm.
  2. Ritagliate dalla sfoglia tanti dischetti di 3-4 cm di diametro e mettete al centro di ciascun disco di pasta un mucchietto di ripieno.
  3. Ripiegate il dischetto a metà, coprendo il ripieno e formando tante piccole mezzelune, poi schiacciatene i bordi con le dita per sigillare gli anolini.

Cappelletti e cappellacci

Come indica il nome, si tratta di una pasta ripiena dalla forma particolare che richiama quella di un copricapo maschile dell’epoca medievale. Tipici dell’Emilia-Romagna e di origini antiche, i cappelletti si preparano con l’impasto di base previsto per la classica pasta all’uovo e si servono tradizionalmente in brodo di cappone o di gallina.

Per prepararli, stendete la pasta sulla spianatoia e ritagliatela in tanti quadrati di circa 4 cm di lato. Su ciascuno di essi distribuite il ripieno (servendovi di due cucchiai o di una tasca da pasticciere), poi ripiegate ogni quadrato a metà in modo da ottenere tanti triangoli da premere lungo i bordi.

A questo punto unite bene le due estremità, sovrapponendole leggermente e premetele per saldarle fra loro, sistemando man mano i cappelletti su un piano leggermente infarinato in modo da farli asciugare leggermente prima della cottura.

I cappellacci (i più noti sono quelli ferraresi ripieni di zucca) si preparano esattamente come dei grandi cappelletti, ritagliando la sfoglia in quadrati di 7-8 cm di lato.

Cappelletti e cappellacci: preparazione.

  1. Servendovi di uno stampino tagliapasta quadrato ricavate dalla sfoglia di pasta tanti quadrati (di 4 cm di lato per i cappelletti e di 7-8 cm per i cappellacci), poi mettete al centro di ogni quadrato un po’ di ripieno.
  2. Ripiegate i quadrati di pasta farciti in tanti triangoli.
  3. Rigirate il triangolo ripieno attorno all’indice, quindi unite le due punte del triangolo e premetele bene per fissarle insieme.

Tortellini

Con la loro forma tipica, il cui modello nell’immaginario popolare è attribuito a una imitazione dell’ombelico di Venere, i tortellini, specialità contesa tra Bologna e Modena, sono la più conosciuta tra le paste ripiene italiane.

La forma non è molto diversa da quella dei cappelletti, per cui si preparano allo stesso modo, con la differenza che la sfoglia ha uno spessore più sottile e che la quantità di ripieno contenuta in ogni quadrato di pasta è minore, il che permette di dar loro una forma più piccola e aggraziata.

Tortellini: preparazione.

  1. Ritagliate la sfoglia di pasta in tanti quadrati di circa 3 cm di lato, poi mettete al centro di ciascun quadrato un mucchietto di ripieno.
  2. Ripiegate ogni quadrato di pasta a metà, racchiudendo il ripieno in modo da ottenere tanti triangoli, poi schiacciatene i bordi con le dita per sigillarli.
  3. Unite le due estremità dei triangoli di pasta ripieni, sovrapponendole leggermente.

Il consiglio

Il condimento della pasta ripiena deve tener conto della farcia, cercando di realizzare accostamenti di sapori che ben si sposino tra loro. In generale, se si vuole valorizzare il ripieno della pasta, è bene scegliere un condimento che non ne sovrasti il sapore. Continua domani.

Scuola di Cucina – Pasta ripiena – Impasti, farce e formati.

Per tradizione riservata alle festività e alle occasioni speciali, la pasta ripiena nasce dall’unione di semplici ingredienti base – uova, farina, sale e un ripieno a scelta – dando vita a piatti nutrienti e gustosi dalle forme e dai contenuti più svariati.

Presente sulla nostra tavola fin dal XIV secolo (come attestano ricettari dell’epoca, in cui compare una pasta preparata con farina e acqua che fa da “contenitore” per un ripieno), la pasta ripiena è un piatto tradizionale in tutt’Italia, con varianti regionali per quanto riguarda il tipo di ripieno, il formato e il nome con cui viene chiamata.

Ogni regione, infatti, ha anche in questo campo la propria specialità, con ravioli, tortellini, cappelletti e cappellacci, tortelli e agnolotti che, diversi da città a città e da borgo a borgo, rispecchiano, nella loro grande varietà l’eterogeneità tipica del nostro paese.

L’impasto

L’impasto di base dell’involucro della pasta ripiena varia in relazione al tipo di ripieno, a seconda che questo sia di carne o di magro (ossia di pesce, di verdure o di formaggio).

Per il primo tipo di preparazione, l’impasto di base è quello classico della pasta fresca all’uovo, con un rapporto tra uovo e farina di 1 uovo ogni 100 gr di farina impiegata. Per le paste ripiene di magro, il cui contenuto ha consistenza più morbida, occorre invece preparare una pasta all’uovo altrettanto morbida, utilizzando un minor numero di uova, con un rapporto ideale di 6 uova per ogni chilogrammo di farina impiegata, alla quale va aggiunta acqua tiepida in quantità sufficiente a ottenere un impasto sodo ed elastico. Come per la pasta fresca non farcita, inoltre, anche l’impasto ripieno può essere preparato con altri tipi di farina, come per esempio quella di ceci, di castagne, di grano saraceno, di farro o integrale.

Inoltre, l’impasto può essere colorato con verdure, come i classici spinaci, il pomodoro e le barbabietole, o con spezie, come zafferano e cacao, o ancora con altri ingredienti, come il particolare nero di seppia. Le indicazioni per preparare questi altri tipi di pasta, li trovate nel post relativo alla “Pasta fresca”.

La sfoglia

Se destinata alla preparazione di pasta ripiena, la pasta all’uovo va stesa in sfoglie molto sottili (circa 1 mm di spessore), a mano con il matterello, o (con risultati più soddisfacenti) con l’apposita tirasfoglie a manovella.

Sfoglia decorata

Con l’ausilio della tirasfoglie e l’utilizzo di impasti a più colori si possono realizzare sfoglie per paste ripiene decorate in maniera fantasiosa.

Per una sfoglia a righe, per esempio, dopo aver preparato dei rettangoli di sfoglia di normale pasta all’uovo, appoggiatevi sopra, a distanza regolare, 3-4 strisce di pasta verde agli spinaci e incollatevele spenellandole con un po’ di albume. Premete leggermente con le dita per far aderire le strisce, poi passate ogni rettangolo tra i rulli leggermente infarinati in modo da assorbire eventuali gocce di albume.

Per una sfoglia alle erbe aromatiche, inumidite i rettangoli di sfoglia (molto sottile), distribuitevi sopra foglie di basilico o di prezzemolo, intere o tritate, e coprite con altri rettangoli di sfoglia, premete un poco per far aderire i due strati di pasta e passateli tra i rulli 2-3 volte, finché le erbe si vedranno in trasparenza.

Il consiglio

E’ molto importante evitare di infarinare la sfoglia anche al termine della sua preparazione, altrimenti non si attacca quando viene ripiegata per racchiudere il ripieno.

Attrezzatura occorrente.

  1. Setaccio
  2. Brocche graduate
  3. Matterello
  4. Bilancia
  5. Raviolatore a pressione con matterello
  6. Stampini tagliapasta
  7. Ciotole e terrine
  8. Rotelle tagliapasta
  9. Cucchiaio di legno
  10. Coltello

Il ripieno

Di carne, di pesce, di verdura o formaggio, il ripieno di agnolotti, tortelli, cappelletti e ravioli varia, anche all’interno della stessa tipologia, da regione a regione e, talvolta, anche da città a città, con ingredienti estremamente vari, dettati dalle diverse tradizioni gastronomiche regionali e locali. In Romagna, per esempio, la pasta ripiena viene preparata con carne di maiale e di manzo e in Emilia con erbette e stracotti, mentre in Piemonte si utilizzano soprattutto i brasati, in Liguria si preferiscono farce a base di verdure, formaggi ed erbe aromatiche e in Toscana si usano più comunemente vari tipi di carne e salsiccia.

Decisamente particolari sono poi i ripieni che accostano il sapore dolce con quello salato, come i tortelli di zucca e amaretti tipici del Mantovano, i cialzons friulani con uvetta e cacao, o i casonsei bresciani. Di fronte a una tale varietà di farce e ingredienti, si può affermare, dunque, che non esistono regole generali a proposito del ripieno, se non quella, che riguarda più che altro il modo di servirla, per cui la pasta ripiena di carne può essere presentata, a piacere, in brodo o asciutta, mentre quella di magro (a base, cioè, di verdure o di pesce) si serve esclusivamente asciutta. Continua – 1

Ricette tipiche della Campania

Sartù di riso

Questa ricetta tipica della Campania è un primo piatto, ha un’elevata difficolta di esecuzione. Occorre circa un’ora per la preparazione e più di un’ora per la cottura. Essendo una portata ricca di sapori richiede un vino ampio, ma non molto corposo per il prevalere del riso sulle carni; da provare l’Aglianico del Taburno rosato.

Ingredienti per 6 persone: riso Roma 400 gr, grasso di prosciutto 50 gr, cipolle 3, polpa di pomodoro 500 gr, brodo vegetale, uova 2, grana grattugiato 100 gr, carne di manzo tritata 200 gr, mollica di pane 200 gr, latte, farina, piselli freschi sgranati (oppure surgelati) 150 gr, salsiccia 100 gr, rigaglie di pollo 100 gr, mozzarella di bufala dop 200 gr, pangrattato, olio extravergine d’oliva, olio per frittura, burro 70 gr, noce moscata, sale, pepe.

Esecuzione: in un tegame fate rosolare il grasso di prosciutto e una cipolla tritati in 30 gr. di burro e un cucchiaio di olio evo.

Appena quest’ultima sarà imbiondita, unite la polpa di pomodoro tritata, salate, pepate e proseguite la cottura, a fuoco dolce, fino ad addensare la salsa.

Nel frattempo, in una pentola rosolate in 30 gr. di burro un’altra cipolla tritata, unite il riso e fatelo tostare; portatelo a tre quarti di cottura, versando lentamente il brodo.

Sbattete le uova con il grana e amalgamatele al riso, quindi mettete a raffreddare il tutto in un piatto molto grande.

In una terrina riunite la carne di manzo, la mollica bagnata nel latte e strizzata, quindi insaporite con sale, pepe e noce moscata. Impastate e formate tante piccole polpettine, infarinatele e friggetele nell’olio caldo.

Fate rosolare in poco olio evo i piselli con la restante cipolla affettata. Quando saranno quasi cotti, aggiungete la salsiccia a pezzetti e le rigaglie affettate; salate e portate a cottura.

In un grande tegame riunite la salsa di pomodoro, il composto di piselli la carne e le polpettine. Mescolate bene e fate cuocere per qualche minuto.

Ungete di burro uno stampo a bordi alti capiente circa 2 litri e spolverizzatelo di pangrattato. Foderatelo di riso, premendolo contro il fondo e pareti, versate al centro la salsa ottenuta e la mozzarella a fettine, quindi coprite e richiudete con altro riso.

Passate il tutto in forno caldo a 190° fino a quando la superficie sarà ben dorata. Buon appetito.

Ricette tipiche della Campania – Impepata di cozze

Le cozze una volta anni fa si mangiavano come le ostriche, crude con una spruzzata di limone, e una vera specialità erano le cozze di scoglio, più piccoline di quelle coltivate ma molto più buone, sono cozze che crescono naturalmente aggrappate agli scogli, oggi in commercio non si trovano più perché le leggi sanitarie ne proibiscono la vendita. Quindi per poterle mangiare bisogna andarle a prenderle di persona dagli scogli. Queste che vi propongo nelle immagini sono quelle di scoglio.

Ricetta tipica Campana con nessuna difficoltà di preparazione, si colloca negli antipasti e abbisogna di una ventina di minuti per la preparazione e pochi minuti per la cottura. Poiché è un piatto saporito, (praticamente è un mio omonimo perciò mi piace molto), reso sapido dal liquido delle cozze, bisogna abbinargli un vino bianco asciutto e armonico, capace cioè di equilibrare il sapore salso della portata, come il Taburno Coda di Volpe.

Ingredienti per 4 persone: cozze almeno due chili, poi dipende dai partecipanti, per esempio se mi ci metto i due chili li mangio da solo, 1 filo d’olio extravergine d’oliva, 1 mazzetto di prezzemolo, 2 spicchi d’aglio, pepe nero in abbondanza.

Esecuzione: pulite le cozze lavandole molto bene in acqua fredda corrente, così da eliminare eventuali tracce di sabbia e fango, quindi raschiatele con una spazzolina e risciacquatele ancora.

Mettete in una teglia capace due spicchi d’aglio, un filo d’olio extravergine d’oliva, le cozze, irrorate con una generosa spruzzata di pepe nero e abbondante prezzemolo. Coprite la teglia e accendete il fuoco molto vivace. Cinque sei minuti sono sufficienti affinché tutte le cozze si aprano.

Servitele calde anche nella loro teglia a centrotavola ove ognuno dei commensali si servirà. Una cosa importante, mettete dei piattini supplementari per le valve delle cozze. Le cozze vanno prese e consumate così. Non dimenticate di assaggiare il sughetto, magari con un pezzetto di pane meglio se raffermo, è un po’ salato ma buono. Buon appetito.

Seconda versione

Cozze con il limone.

Questa versione è la variante alle cozze crude con limone, vengono cotte per motivi di sicurezza sanitaria in quanto le cozze, sono dei depuratori naturali e quindi crude possono arrecare danni anche piuttosto seri alla salute se sono contaminate.

Ingredienti: Cozze 2 kg, limoni 4.

Esecuzione: pulite le cozze come nella precedente ricetta e una volta pulite le mettete da sole in una teglia capace e le fate aprire a fuoco vivace.

Prendete i limoni e tagliateli a spicchi grandi e metteteli in un piattino da portare a tavola.

Quando le cozze sono aperte, portatele calde a tavola dove i commensali si serviranno prendendo una cozza per volta spruzzandola con il succo di limone e mangiandola e così via fino a contendervi l’ultima cozza rimasta nella teglia. Buon appetito.

Ricette tipiche della Campania – Mozzarella in carrozza

Ricetta tipica Campana, la sua collocazione ideale è fra gli antipasti, è di media difficoltà e come tempo richiede una ventina di minuti per la preparazione ed altrettanti per la cottura.

Poiché il piatto ha il gusto rilevato dei fritti e la corposità delicata della mozzarella, richiede un vino bianco spumante o frizzante che sia in grado di equilibrare, senza coprire, il sapore del formaggio; quindi il consiglio è Falanghina dei Campi Flegrei Spumante o in alternativa l’Ortrugo dei Colli Piacentini Spumante.

Ingredienti per 4 persone: mozzarella di bufala campana dop 600 gr, 16 fette di pane casereccio raffermo alte circa 1 cm, farina, 2 uova, latte, olio per friggere, sale.

Esecuzione: tagliate la mozzarella in 8 fette più o meno uguali, per dimensione e altezza, alle fette di pane.

Ponete una fetta di mozzarella tra due di pane, premendo leggermente il tutto perché rimanga compatto. Preparate allo stesso modo tutti gli altri tramezzini.

Passateli nella farina, quindi immergeteli nelle uova che avrete sbattuto insieme con un dito di latte e una presa di sale. Fate in modo che si inzuppino bene nell’uovo, assorbendolo in modo uniforme.

Fate scaldare abbondante olio in una padella; quando sarà caldissimo, tuffatevi i tramezzini, due o tre alla volta per non abbassare la temperatura dell’olio, e cuoceteli finché saranno ben dorati. Passateli su carta assorbente da cucina in modo da eliminare l’unto in eccesso e serviteli immediatamente. Buon appetito.