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Affinità di coppia del segno del Cancro con gli altri segni – Sagittario.

Cancro-Sagittario

Lei gli fa da mamma

Tenere il ritmo di uno scalpitante centauro è faticoso per una languida, pigra e sensuale cancerina. Lo stress può fare da detonatore a contrasti insanabili. Ma se il rapporto resiste comunque, lui col tempo si calma e non può più fare a meno delle materne premure di lei.

Se vuole evitare dispiaceri e calde lacrime, la giovane Cancro dovrebbe girare alla larga dal ragazzo del Sagittario. Altrimenti sarebbe costretta a constatare a sue spese che la speranza di riuscire a mettergli il sale sulla coda è un sogno irrealizzabile. Prima o poi bisogna aspettarsi che lui prenda il largo all’improvviso, travolto d’amore per un’altra e affamato a esternarle quello stesso entusiasmo che, fino a un attimo prima, manifestava con passione alla sua trepida e innamoratissima Cancro.

Una Cancro resa nel frattempo particolarmente vulnerabile dallo stress causato dai suoi coraggiosi tentativi di sostenere il ritmo scalpitante del giovane Sagittario.

Infatti per la contemplativa natura lunare è un vero trauma sopportare, per esempio, l’esperienza di sveglie che suonano a ore antelucane, di tremende scarpinate che il Sagittario organizza e affronta a ripetizione, attingendo a mostruose riserve di energia. E questo sarebbe ancora tollerabile. Ma il peggio arriva dopo. Quando, raggiunta la sospirata meta e calata una galeotta notte di luna, lei, già pregustando romantiche ricompense, viene trascinata quasi a forza nel bel mezzo di affollata tavolata.

E lì, piazzato allegramente a capotavola, l’instancabile Sagittario, cura una chiassosa regia di canti e libagioni. A notte inoltrata si ricorda finalmente di fare ardenti profferte amorose alla Cancro che, ormai stremata dalla fatica e delusa nei sentimenti, sogna solo di sprofondare nelle riposanti braccia di Morfeo.

Però, se la Cancro è ormai adulta e se, soprattutto, il Sagittario comincia ad essere un po’ stagionato, a una loro love story può arridere un successo inatteso e duraturo.

Infatti, quando lui ha già avuto modo di sfogare il surplus di entusiasmi, curiosità, spirito d’avventura e, soprattutto, si è sbizzarrito nel correre la cavallina, le sue curiosità si disciplinano, orientandosi verso itinerari più calmi e prevedibili. Allora per la Cancro è decisamente più facile domarlo.

Tanto più che lui, ormai saturo di rotte perigliose e di spazi sterminati, comincia ad accarezzare la prospettiva di saldi ormeggi e porti sicuri. Una prospettiva che lei sa rendere particolarmente seducente, abile com’è nell’offrirgli un amore incondizionato, che sottintende il tacito ma trasparente desiderio d’immediate evoluzioni coniugali coronate da nutrita prole. Così, quando è ormai maturo per tentare l’avventura del pater familias, lui, conquistato dalla sensuale dolcezza della femminilità cancerina, ne asseconda le iniziative e si sottomette docile alle briglie matrimoniali.

E poi, come va a finire? Nella maggior parte dei casi, bene. Infatti, quando gli assolutismi giovanili si stemperano, la Cancro e il Sagittario hanno la possibilità di scoprire di avere davvero tante cose in comune. Infatti lei, madre per vocazione, si sente felice quando è riuscita a trasformare quello scavezzacollo del Sagittario nell’entusiasta padre dei suoi figli. E, per premiarlo, lo ricompensa allora con generose gioie del talamo, corredate da cure quasi materne. Fatte insieme di calorosa sollecitudine e di distratta indulgenza.

E, mentre finge d’essere disposta a chiudere un occhio sulle scappatelle sagittariane, stringe sempre più le maglie del matriarcato cancerino, fondato sul potere della dolcezza e sulle trame di piacevoli abitudini cui è veramente difficile rinunciare. Così il Sagittario diventa sempre più prigioniero di tavole ben imbandite e biancheria fragrante di bucato e si cala felice nei panni d’un appagato padre di famiglia che ha ben poco da spartire col riottoso centauro d’un tempo.

Certo, a qualcuno può sembrare una fine un po’ ingloriosa. Ma non è affatto detto che una famiglia serena e una casa accogliente siano poi una realtà così grigia. Soprattutto se questa casa è movimentata dal festoso tocco dell’ospitalità sagittariana, impreziosita dalle magiche arti che caratterizzano la Cancro quando si cimenta ai fornelli. Infatti l’accoglienza e le leccornie che attendono chi varca la soglia di casa d’una coppia Cancro-Sagittario danno all’evento un sapore di raro benessere e di appagamento. Tanto che tutti non vedono l’ora di ritornare.

Affinità di coppia del segno del Cancro con gli altri segni – Scorpione

Cancro-Scorpione

La bella e il suo cattivo

La cancerina è sensibile ma tutt’altro che fragile, l’unica forse a essere immune dal sottile veleno di un amore scorpionico. Se il partner dell’ottavo segno tenta di distruggerla, coinvolgendola nelle sue angosce, lei reagisce con la tenerezza e la dolcezza e alla fine vince.

Lunare, la donna del Cancro è una persona molto sensibile. Sensibile, ma non fragile. Infatti, come le altre creature nate nei segni cardinali (Ariete, Bilancia, Capricorno), anche lei è portata ad affrontare e indirizzare le circostanze in modo da imprimere loro l’indirizzo più congeniale, interessante e vantaggioso. Del resto, lo dimostra fin da bambina. Cioè da quando, esibendo la sua grazia tenera e bisognosa d’attenzioni, riesce ad accentrare su di sé una consistente fetta di sollecite cure da parte degli adulti.

E così ottiene il privilegio, per esempio, di indulgenti perdoni (e consolazioni) dei genitori quando si trova coinvolta in qualche lite coi fratelli. Ma anche con gli insegnanti le succede la stessa cosa: chi, infatti, avrebbe il coraggio di castigare una creatura tenera e dolce come lei? Anche se, in realtà, è una bambinetta sveglia che sembra già possedere il segreto per indurre chiunque a prodigarsi per darle ciò che desidera davvero: coccole e protezione.

Ma a ben riflettere, non c’è da stupirsi se, fin da piccola, la sua natura lunare le indica con sicuro istinto la via da percorrere per fare della femminilità un’arma vincente. E le suggerisce di verificare quanto l’esibizione di attese e bisogni affettivi finisca col costringere gli altri ad offrirli. Senza contropartita.

Allora diventa grande, è naturale che utilizzi l’esperienza e continui ad adottare le sue tattiche dolcemente seduttive. Lo fa soprattutto con gli uomini, su cui riesce senza fatica ad affermare il potere di una femminilità in apparenza inerme. E infatti, mentre loro, lusingati dal fatto di sentirsi importanti e forti, si danno un gran daffare per sommergerla d’attenzioni, lei si impegna a tessere loro intorno una sempre più stretta ragnatela di dipendenze affettive, da cui ben di rado riescono a liberarsi.

Se il partner è un uomo nato sotto il segno dello Scorpione, l’impresa per la Cancro si fa, non c’è dubbio, un po’ più impegnativa. Quindi più eccitante. E allora ecco che lei s’impegna con tutta se stessa per riuscire a conquistarlo e sbriglia la propria fantasia per arricchire la gamma delle malie femminili. Come la Luna, muta all’infinito la propria immagine e attiva incredibili suggestioni: ora sirena ora ninfa, ora glamour, ora ingenua, lo sorprende e incuriosisce senza posa.

Poi lo ammalia con uno sguardo che non solo riesce a sostenere il penetrante sguardo scorpionico, ma arriva addirittura a renderlo inerme, opponendo una dolcezza capace di far naufragare miseramente ogni velleità aggressiva.

A lui non resta che giocare l’ultima carta: quella di un eros che, all’energia marziana, unisce il potere sottile di un intuito psicologico capace di creare quegli oscuri, irripetibili segreti intimi che avvincono ogni donna perché le danno la coinvolgente sensazione di essere unica.

Femminile com’è, la Cancro non si sottrae certo all’incanto scorpionico. Solo che lei, quando si sente posseduta, non rischia affatto di scadere al ruolo di vittima. Anzi, diventa ancora più forte, perché gli struggimenti dell’anima e del corpo hanno su di lei un effetto vivificante. Quasi da stato di grazia: pervasa in tutti i pori della propria femminilità e finalmente libera di dare sfogo a un infinito desiderio di amare.

Ma lo Scorpione non è un tipo semplice e un amore così incondizionato può scatenare in lui oscure reazioni distruttive. A sua volta, però, la Cancro è forse l’unica donna immune da questo veleno scorpionico. Nel senso che a lei piacciono pene e tormenti d’amore. Tanto che, quando non li ha, se li crea. Il gioco delle tenebre plutoniane la fa sentire terribilmente viva. Entusiasta del ruolo di guaritrice dell’anima e di nume tutelare dell’amore e della vita. Addirittura eroica nell’affrontare le prove crudeli che lo Scorpione non le risparmia certo. Come quando, per occultare dolorosi timori di essere rifiutato, lui fa di tutto per apparire odioso e insopportabile. Ma lei, intuitiva e sensibile, sa che proprio in questi momenti deve riuscire a sommergerlo con tutta la dolcezza materna di cui è capace.

Così, mentre gli struggimenti scorpionici sono dissolti dalla tenerezza cancerina, s’acquietano anche le angosce scorpioniche più profonde.

Affinità di coppia del segno del Cancro con gli altri segni – Bilancia

Cancro-Bilancia

Mi piace peccare, e a te?

Seducente ma freddino, il pupillo di Venere concepisce l’amore come un rito raffinato, le cui regole sono incompatibili con l’eros anarchico, caldo e irrazionale dell’alunna della Luna. Si prevedono complicazioni.

In teoria la dolce, sensibile, tenera cancerina potrebbe essere la compagna ideale dell’uomo nato sotto il segno della Bilancia. Tant’è vero che entrambi credono fermamente nell’amore e nel matrimonio. Perché è risaputo che lei ha la vocazione materna e il mito della famiglia, mentre lui si sente una squilibrata “metà” finché non è riuscito a trovare la donna della sua vita. Cioè la donna capace di dargli quelle sicurezze e quelle conferme che sono la motivazione profonda di ogni amore bilancino. Dal canto suo, la donna nata nel quarto segno ha l’arte innata di far sentire il suo animo al centro dell’universo.

Ma la faccenda non è così semplice, perché nessuno dei due è un tipo facile.

Lei trasuda sensibilità, ma è anche tremendamente complicata. A volte contraddittoria. Come la Luna, governante del segno che cambia continuamente aspetto e rende cangiante i contorni delle cose. La cancerina passa dalla vitalità sorridente e contagiosa all’humour penetrante e pungente, alla lacrima facile. Cose che fanno tanta tenerezza al paterno Capricorno, ma sconcertano e disorientano l’uomo Bilancia. Che, già per conto suo, non è un campione di stabilità e, appena sente aria di crisi intorno a sé, si fa ghermire dall’ansia. E, per evitare di cadere in crisi anche lui, si defila. Oppure ricorre all’arma della razionalità, che usa con la maestria di un esperto spadaccino: soppesa tutti gli aspetti del problema, li confronta, li colloca vorticosamente per sferrare all’improvviso una precisa stoccata saturnina (effetto di Saturno esaltato nel segno) che colpisce a fondo la cancerina.

E vero che lei potrebbe prendersi ampie rivincite nell’intimità. Perché, quando ha l’alibi dell’amore, si abbandona a un eros travolgente che può averla vinta anche sulla ritrosia del Bilancia. Se dipendesse da lui, l’amore si dovrebbe fare con la rarefatta compostezza con cui si ballava il minuetto. Naturalmente con un corredo d’adeguate coreografie di coltri e oggetti preziosi. Ma in fondo non è un iceberg e la calda femminilità cancerina riesce a scioglierlo abbastanza in fretta. Però lui non sempre sa essergliene grato. Quando ha ripreso il controllo razionale, può incolparla di averlo indotto a commettere gravi trasgressioni a quella perfezione formale che è il suo credo.

Ecco, il vero e spesso insormontabile scoglio di questa coppia nasce dal diverso modo d’intendere l’armonia formale. Ed è uno scoglio difficile da superare, perché crea una serie di divergenze che, se non costituiscono in sé un problema, alla lunga finiscono col saturare l’atmosfera di casa. Per esempio, come comincia la giornata tipo di una coppia Cancro-Bilancia? Lei, ancora mezza addormentata e in camicia da notte, si dirige in cucina per allestire un’abbondante e dolce colazione; lui invece scivola in bagno da cui esce lavato, profumato, vestito e pettinato di tutto punto. E, appena mette il naso in cucina, inorridisce al cospetto di lei che, per non essere traumatizzata da un risveglio troppo brusco, ha evitato accuratamente prematuri contatti con acqua, sapone, pettine e profumi. E per di più non si è data neppure la briga di apparecchiare la tavola e si è limitata a disporre alla rinfusa posate, piatti, scodelle e ogni ben di Dio.

In circostanze simili, niente di più facile che lui dichiari di non aver voglia di fare colazione ed esca dignitosamente da casa. Un comportamento cui la Cancro reagisce molto male per due motivi. Perché l’intuizione non le permette d’ignorare il silenzioso e severo rimprovero e perché lui ha rifiutato le sue cure. Il che è ancora più grave.

In compenso il Bilancia non sopporta che lei in casa indossi vecchi straccetti. Soprattutto se, come spesso accade, la sua compagna è affetta da evidenti rotondità dovute alle gravidanze e a recidivi peccati di gola. Tutto considerato, forse sarebbe meglio che un rapporto di questo tipo non cominciasse neppure.

A meno che, anche in questo caso, non intervengano risolutive correzioni astrali: basterebbe, in fondo, che lei disponesse di una regale Venere nel vicino segno del Leone, per rintuzzare i rischi di disordinati eccessi lunari.

Affinità di coppia del segno del Cancro con gli altri segni – Vergine

Cancro-Vergine

Un dolce tepore costante

La cancerina colleziona folli amori con tipica volubilità lunare, ma se incontra un tipo solido come il figlio di Mercurio, può scoprire con sollievo di aver individuato l’uomo della sua vita. Non è passione: è alleanza…

Ci sono degli aggettivi propri dello stereotipo cancerino che gratificano molto la nata nel quarto segno. Infatti, se le si dice che è materna, sognatrice, romantica e sensibile, lei assume un’espressione estatica e risponde che, si, è proprio una Cancro fino al midollo. Ma, se si cambia registro e si insinua che è anche volubile, lunatica, permalosa, si ribella con tutta l’energia (ed è parecchia!) di cui dispone la sua natura cardinale.

Attenzione quindi a non andare contropelo se non si vuole che la dolcissima, candida gattina sfoderi le sue acuminate unghiette. Soprattutto è consigliabile essere molto cauti quando lei confida le sue pene d’amore. Infatti guai ricordarle che, forse, gli attuali tormenti vanno alquanto ridimensionati, visto che ha già collezionato parecchi grandi amori (e relativi affanni) della durata più o meno d’un ciclo lunare. Lei (che, per altre cose, ha una memoria infallibile) in questo caso riesce a rendere quanto mai evanescenti i contorni del ricordo. Però, se si ha il coraggio (o la pazienza) d’insistere, qualche ammissione la deve pur fare.

Ma si trincera dietro un alibi di ferro: lei aspira a sentimenti sublimi e la sua cosiddetta volubilità sentimentale non è altro che un calvario percorso a malincuore, nell’affannosa ricerca dell’incontro fatale. Si identifica talmente in quello che dice, spalancando i suoi occhioni languidi, che anche il più severo dei censori, pur di non sentirsi una tremenda carogna, sarebbe moralmente costretto a concederle la più convinta, totale e smemorata delle assoluzioni.

Ma, in certo senso, lei dice la verità: fin dall’epoca delle bambole ha cullato il sogno di un grande amore che le avrebbe spalancato le porte della felicità e, soprattutto, le avrebbe fatto il prezioso dono della maternità.

Diventata adulta, ha forse ridimensionato i sogni, ma non le è passata neppure per la mente l’idea di rinunciare alla prospettiva di mettere al mondo una tenera nidiata di carne della sua carne. Anzi, nei confronti di questi figli a lungo desiderati si sente tanto responsabile da non poter fare a meno di scegliere per loro un futuro papà serio, previdente, solerte e munito di un pingue conto in banca, che assicurerà sonni sereni a tutti, ma soprattutto all’apprensiva Cancro.

In questo senso, è fuor di dubbio che l’accorto uomo della Vergine si presenta con le carte perfettamente in regola. Senza contare che lui, così ritroso e schivo, rappresenta il terreno ideale in cui la dilagante femminilità di lei può espandersi a proprio agio. Anche nell’intimità. Perché questo figlio di Mercurio che pure, in segreto, indulge a fantasie erotiche non propriamente caste, non è di solito un uomo dalle iniziative folgoranti; ma, in compenso è assai attento e duttile nel rispondere alle gradite profferte femminili. Quando il Vergine incontra la nata nel quarto segno, la disponibilità di lui funziona come uno specchio in cui l’immagine della mutevole, intensa sensualità cancerina si può rispecchiare con voluttuoso compiacimento…

Certo, questo non è un amore passionale, ma si deve ammettere che un tepore costante e un po’ narcisistico come quello che circola fra il Vergine e la Cancro può ordire legami molto stretti e, soprattutto, duraturi. Tanto più che, anche nella vita pratica, i due possono trovare un modus vivendi equilibrato, grazie a una tacita ma ordinata divisione delle reciproche competenze. A lei infatti competano il monopolio della gestione alimentare della famiglia e, naturalmente l’amorosa cura della prole. A lui spettano invece gli ovvi obblighi professionali e il disbrigo solerte di un’infinita serie di piccole mansioni che assicurino l’efficiente funzionamento amministrativo e tecnico dell’apparato domestico. Perché il Vergine non solo è un contabile perfetto, ma anche, grazie alla precisione terrestre e a una prodigiosa manualità mercuriana, è un autentico mago del fai da te.

E poca importa alla Cancro se il segreto movente di questa straordinaria abilità operaia risiede nella natura particolarmente parsimoniosa del suo compagno: lei è convinta che, quando le cose funzionano a dovere, è meglio non indagare troppo in profondità.

Affinità di coppia del segno del Cancro con gli altri segni – Leone

Cancro- Leone

Insieme possono essere terribili

Il fiero alunno del Sole e la romantica figlia della Luna sono attratti l’uno dall’altra, ma spesso non reggono alla convivenza, perché sono troppo diversi. Lei lo vorrebbe meno sbrigativo e mondano, lui pretende di imporre il suo stile.

Il mondo non pullula di Leone puri, però una cosa è certa: quando un Leone puro ti corteggia, per riuscire a resistergli o devi già essere innamoratissima di qualcun altro o lui, fisicamente, ti deve dire meno di nulla. Ma, anche se finisci col dirgli di no, la sua corte non la dimenticherai mai. Perché in tempi in cui pare che gli uomini siano lanciati a cavalcare la tigre della parità soprattutto per autoesonerarsi dall’impegno della cavalleria, fa davvero sensazione incontrare uno che conosce ancora il linguaggio dei fiori. Uno che se ti invita al ristorante, si ricorda di prenotare e non vuole nemmeno sentir parlare di conti alla romana. Poi, salendo in macchina, non manca di aprire per prima la tua portiera, invece di lasciarti ì impalata in attesa che lui si accomodi con tutta calma al volante.

D’accordo, i maligni potrebbero insinuare che lui tutto questo lo fa perché è un regista consumato che conosce tutti i segreti della messinscena. E potrebbero, per esempio, addurre come prova la studiata perfezione con cui il nostro si abbiglia. Perché nel suo guardaroba sono ammessi solo abiti dal taglio impeccabile, di un classico raffinato e allo stesso tempo alla moda, che lui indossa con stile inconfondibile dell’uomo abituato a stare in scena e ben contento di starci.

Ma bisogna anche ammettere che questo lui lo fa bene senza mai dimenticare di curare una serie di particolari forse un po’ narcisisti ma certo gradevoli. Come, per esempio, una pelle spesso abbronzata anche in pieno inverno, sempre perfettamente rasata e fragrante di ottimo after-shave… E’ chiaro quindi che l’uomo Leone a tutte le carte in regola per fare breccia. Ma non si limita a questo. Perché, anche quando è ben sicuro d’averti conquistato, evita di diventare pantofolaio o barboso e si mantiene anzi a un pregevole livello di generosità, slancio e carica.

Purché, è ovvio, non sia proprio lui a spegnere magnanimi ardori e gioia di vivere, chiedendogli di essere quello che non è: un romantico principe azzurro intento ad assecondare all’infinito i languori romantici della donna amata.

Ma è proprio questo l’errore più grave che la donna del Cancro rischia di commettere con un Leone.

Infatti, lei, se è una Cancro molto Cancro, lo attrae parecchio con la sua femminilità sensuale che gli sembra un complemento ideale della solare personalità leonina. Ma, poi, appena conclusa la fase del corteggiamento, sia l’uno sia l’altra possono rimanere molto delusi nello scoprire che il loro rapporto è molto più complicato di quanto potessero supporre. Perché, se è vero che sono due esseri potenzialmente complementari (cosi come lo sono i principi rappresentati da Sole e Luna, i rispettivi governatori di Leone e Cancro), è altrettanto vero che sono molto ma molto diversi.

E così succede spesso che si trovino coinvolti in un arduo confronto che li impegna a tutti i livelli, a partire da quello sessuale perché lui è fatto per liberare con generosa spontaneità i propri istinti vitali, ma vorrebbe una compagna che, apprezzando i pulsanti ritmi leonini, evitasse di imporgli il freno d’interminabili preludi romantici. Invece la Cancro non riesce ad assecondarlo senza sentirsi delusa. Così come non riesce a reggere granché gli impegni mondani che piacciono tanto al Leone ma che, secondo lei, sottraggono tempo e energia all’intimità di coppia. Allora fra loro comincia un difficile braccio di ferro e, siccome hanno entrambi un carattere forte, non si può assolutamente dire chi dei due vincerà alla fine.

Però è certo che, se è lei a spuntarla, il Leone perde a poco a poco ogni smalto e diventa sempre più sonnolento e depresso. Cioè insopportabile. Ma se è lui a imporsi, lei pian piano si chiude in un atteggiamento di deluso rancore e imbocca la strada della recriminazione interminabile o della resistenza passiva. Quindi è lei a diventare insopportabile.

A questo punto, un recupero diventa quasi impossibile e la rottura appare allora l’unica soluzione plausibile. Ma anche questa è una faccenda molto complicata. Perché lei, travolta dai ricordi, fa una tremenda fatica a chiudere e tenta all’infinito logoranti marce indietro.

Affinità di coppia del segno del Cancro con gli altri segni – Cancro

Cancro-Cancro

Hanno bisogno di mamma e papà

Quando due lunari si incontrano (e si piacciono) attingono a piene mani alla comune fantasia onirica e nasce un amore dolce e struggente. Ma dopo entrambi esigono protezione e consolazione.

Se nasce un amore Cancro-Cancro, nasce con la complicità di suggestive atmosfere: la cornice ideale sono le umide, profumate notti estive e una spiaggia con dolci sussurri di mare su cui si cullano struggenti raggi di luna che liberano sognanti voglie di fatale intimità… Ma, anche quando la cornice non è così perfettamente complice, se due Cancro si incontrano e si piacciono, attingono a piene mani alla comune fantasia onirica per creare un’atmosfera magica che permetta al loro amore di nascere dolce e struggente come un notturno di Chopin. E, quando arriva il momento di fare all’amore, i loro corpi diventano come strumenti attraverso cui, dopo lenti e modulati preliminari, le anime giungono a vibrare all’unisono.

L’inizio è dunque magico e perfetto come una favola. Ma il fatidico “e vissero per sempre felici e contenti” non è quasi mai un traguardo facile. Perché, quando la realtà sopraggiunge al sogno, i due Cancro rischiano di ritrovarsi smarriti come due bambini costretti a diventare adulti all’improvviso.

Il problema principale consiste nel fatto che entrambi s’aspettano amore e protezione dalla persona amata. Ma, siccome tutti e due sono piuttosto egoisti, ognuno s’aspetta che sia l’altro a donare per primo. E l’attesa contribuisce a provocare una situazione di stallo con relativo strascico di mugugni e lamentose recriminazioni.

Così, l’unica speranza è che, sull’amore Cancro-Cancro, veglino complici protezioni dei rispettivi genitori, disposti a contribuire alla felicità dei due colombi. In questo caso, se i due lunari litigano, possono correre a farsi consolare (a suon di carezze e prelibati manicaretti) dai rispettivi mamma e papà, ed essere nuovamente pronti a ritornare, pacificati e trepidi, l’una nelle braccia dell’altro. E, se capita che arrivino anche i sospirati pargoli, la loro felicità rischia di diventare davvero completa.

Ma il guaio è che, in tempo di società post-industriale, suoceri-nonni così disponibili sono praticamente introvabili. Succede allora che, abbandonati a se stessi, i Cancro naufraghino nelle difficolta e, alla prima incrinatura dell’incanto nuziale, lui torni afflitto da mammà, mentre lei si tuffa nella ricerca di chi sia disposto ad amarla e proteggerla finché morte non li separi.

In fondo questa è la soluzione migliore. Perché può invece capitare che, inebriati dal sogno e influenzati dall’impulsiva natura cardinale, decidano di sposarsi e mettere al mondo dei figli senza concedersi prima il tempo per riflettere. E allora, pressati da problemi pratici e dal dovere di provvedere ai teneri frutti del loro amore, succede che si sentano sopraffare da sempre più inappagati bisogni di coccole reciproche, aggravati dal dilagare dell’innato e contagioso morbo dell’ansia. E se, per esempio, una notte il bebè piange senza apparente motivo e il medico interpellato non accorre prontamente al suo capezzale, si scatena il finimondo provocato dai più truci fantasmi della paura. E quando finalmente il bimbo si calma, la pace non torna affatto: la mattina dopo i due Cancro immusoniti si fronteggiano offesi e muti ma pronti, al minimo pretesto, a rinfacciarsi i torti reciproci.

Insomma, se lei non si mette in testa, fin dal primo momento, che il suo beneamato va considerato alla stregua di un figlio da accudire e coccolare prima e più dei figli che lui ha contribuito a mettere al mondo, non c’è salvezza: amore e felicità vengono prima o poi irrimediabilmente inquinati dai miasmi di ansie, somatizzazioni, silenzi e musi sempre più lunghi e frequenti. E, se si arriva a questo punto, la cosa davvero grave è che nessuno dei due vuole assumersi la responsabilità di affrontare seriamente la situazione per assumere l’iniziativa d’una ragionevole separazione.

E, pur senza dirselo esplicitamente, non possono fare a meno di punirsi a vicenda per una mancanza di coraggio e un egoismo infantile di cui sono entrambi egualmente colpevoli.

Ma mentre si rinfacciano l’un l’altro le rispettive colpe, si danno silenziosamente da fare per trovare trepidi consolatori alle loro pene. Finché non finiscono con l’innamorarsi dei loro “padri spirituali”.

Affinità di coppia del segno del Cancro con gli altri segni – Gemelli

Cancro-Gemelli

Si lasciano senza fare drammi

L’instabile alunno di Mercurio non è fatto per apprezzare le dolci premure della romantica cancerina. In preda a sintomi d’asfissia, cerca presto di evadere col risultato di provocare le ritorsioni di lei che, invece di tollerare, spesso cerca altrove.

Se la Cancro desse retta al suo infallibile fiuto, eviterebbe con cura di impelagarsi sentimentalmente con un Gemelli. Perché lui fa il cerebrale, eppure, da un punto di vista affettivo, rimane pur sempre un bambino che non vuol crescere. Ma proprio questo aspetto gemelliano riottoso e infantile può far cadere in trappola la materna Cancro. Che spesso non sa resistere alla tentazione d’avventurarsi in una love story che, nelle aspirazioni cancerine, dovrebbe corrispondere a una vera e propria educazione sentimentale del suddetto Gemelli.

In teoria, la cosa potrebbe anche funzionare se lei, invece di farsi sopraffare da emozioni e languori, riuscisse almeno a mantenere un atteggiamento distaccato. Ed evitasse quegli atteggiamenti tutto miele che provocano in lui pericolosi sintomi d’asfissia, risvegliando inevitabili istinti di fuga. Invece no. Lei oscilla fra la condiscendenza esagerata e il lamento piagnucoloso. E, in ogni caso, lo irrita.

Perché lui, bastian contrario patito del contraddittorio, si sente deluso quando la controparte non risponde alle sue provocazioni. Ma diventa matto quando si tenta con lui il ricatto del lamento. Infatti il Gemelli forse è l’unico uomo su cui le lacrime femminili scorrono senza risultato. Perché? Ma perché lui non è affetto da maschilismo e non avverte il solleticante sapore del potere quando la donna esprime col pianto la propria presunta debolezza. Ma c’è di più: lui è un razionale che prova un’irrefrenabile irritazione di fronte all’irrazionalità delle lacrime. E reagisce con tagliente ironia, articolata sul tema del plauso al talento teatrale della Cancro.

Ma, quando è in piena crisi, lei diventa più permalosa del solito e non tollera ironie. Si dispera sempre più e può addirittura arrivare a somatizzare le proprie pene. Allora deperisce perché mangia poco, digerisce male e dorme peggio.

Eppure basterebbe così poco per farla ristabilire: qualche pensierino, un pizzico di attenzione e un’intesa sessuale che raggiunga il diapason dopo esperti preludi modulati su dolci carezze.

Il Gemelli non sarebbe del tutto contrario ai variopinto gioco dei preludi se si sentisse libero di interpretarlo a suo modo. Cioè con gioia e con un pizzico d’ironia. Perché lui è convinto che non ci sia nulla di male nel regalarsi un sorriso se, nella celebrazione del solenne rituale dell’eros, dovesse insinuarsi qualche imprevisto un po’ buffo. Ma purtroppo la Cancro vive l’eros con un pathos saturo di struggimento emotivo, più portato a sfociare nel pianto che nel riso.

Così neppure l’intimità sessuale vale a cementare il loro legame affettivo. Perché, se anche i sensi ne escono appagati, non altrettanto avviene per i sentimenti della Cancro e del Gemelli. Infatti, dopo, tutti e due hanno la sensazione di essere stati defraudati di qualcosa di essenziale. Lei sente che la sua voglia di tenerezza, sempre più insoddisfatta e derisa, continua a crescere come un’ondata di piena che finirà col travolgerla se non troverà qualcuno disposto a soddisfarla. Mentre lui diventa via via più nervoso e indisponente perché prova, sempre più netta, la sensazione che il trepido amore cancerino sia inconciliabile col bisogno di libertà gemelliano. Tant’è vero che quando lei ricorre alla propria straordinaria memoria per fare un viaggio a ritroso nel tempo, alla ricerca di ricordi che dovrebbero restituire perfezioni amorose ormai perdute, lui dissacra ogni cosa e manifesta una sempre più imperiosa voglia di evadere.

Perciò si attacca al telefono e organizza un turbinio di happening d’ogni genere. Insomma, da un calcio alle morbide pantofole in cui la Cancro avrebbe voluto sistemarlo per sempre e, rispolverato il suo caro costume d’Arlecchino, ritorna in scena più irrequieto che mai.

Mentre lei, che è una sentimentale ma non una Penelope, non se ne sta certo in casa nell’ipotetica attesa che lui, prima o poi, torni all’ovile. Perciò restaura la trama delle sue amicizie e, facendo leva sulla propria infelicità, provoca soprattutto negli uomini la sollecita voglia di prendersi cura della sua femminilissima fragilità…

Insomma, quando fra loro le cose cominciano a non funzionare più, la Cancro e il Gemelli imboccano itinerari diversi.