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Affinità di coppia del segno della Vergine con gli altri segni – Pesci

Vergine-Pesci

Una passione a rischio

La terrestre mercuriana e il mobile alunno di Nettuno sono due opposti che si attirano: possono vivere insieme una storia passionale irripetibile. Finché dura. Perché, passato il momento magico, il loro sogno può diventare un incubo. Cui mettere fine senza rimpianti.

Razionale, concreta, ordinata. Sembra che la donna della Vergine non riesca a scrollarsi di dosso quest’etichetta ineccepibile ma, francamente, un po’ polverosa. Mai che ci si occupi anche dei suoi istinti. O che si cerchi di appurare se appartengono pure a lei le esperienze dei sogni ad occhi aperti e non e delle emozioni che erompono all’improvviso, facendoti sentire scema e felice. E invece la verità è che la terrestre mercuriana sente tanto forte il fascino dell’infinito irrazionale (rappresentato dal suo opposto complementare Pesci) che, consapevole del rischio d’essere trascinata alla deriva da vaghe chimere fantastiche, cerca, nella ragione e in una spesso maniacale organizzazione del quotidiano, concreti appigli cui aggrapparsi.

Ma, qualche volta, il prudente programma va in tilt e addio. La colpa è, insieme, della curiosità mercuriana e della natura mobile del sesto segno. E se la Vergine incontra per caso un uomo dei Pesci non ha scampo. Il suo ordinato mondo va a gambe all’aria.

Ma anche lui si sente maledettamente attratto da lei, che, con la sua aria ritrosa e timida, gli appare come una fragile ninfa da iniziare alla magia amorosa. Allora comincia a sommergerla di suggestive chiacchiere che, con guizzante agilità, spaziano da improbabili memorie infantili a citazioni di versi struggenti, che, per una sorte d’identificazione psichica, talvolta gli succede di barattare come propri. Poi la guarda con occhi sognanti mentre, con sapienti modulazioni, la sua voce tesse frastornanti lodi della sempre più confusa Vergine. Che tenta di resistere anche se sente sopraggiungere il momento della resa.

Quando giunge finalmente il momento fatidico, per lui è l’ebbrezza del sogno che si realizza: per lei, il sollievo della fine d’una estenuante lotta intima.

Nasce allora una storia intensissima, ma anche tormentata. Perché mentre lui la trascina sempre più profondamente nella tempesta dei sensi e della fantasia, ogni tanto la Vergine, attanagliata da paure e sensi di colpa, tenta di far marcia indietro. Ma questo stimola ancora di più la sofferta immaginazione pescina a inventare nuovi e sempre più suggestivi metodi di conquista… Finché dura, è stupendo: non c’è mai un momento uguale all’altro quando questi due opposti s’incontrano e vivono la magica esperienza del complementare. Cioè dell’amore.

Ma, quando l’ebbrezza iniziale s’acqueta, le cose rischiano di mettersi davvero male. Perché, appena i due devono misurarsi con la realtà, le differenze antitetiche dei due caratteri riemergono in modo crudele. Ed è proprio triste quando avviene che la Vergine e il Pesci cominciano a ridimensionarsi l’un l’altro. E lei, dopo averlo idealizzato come uomo dei suoi sogni, lo degrada all’irritante rango di partner disordinato, confusionario e inattendibile. D’accordo, lui di pretesti ne dà in abbondanza: per esempio, torna a casa agli orari più impensati e, magari, in compagnia di tre o quattro amici affamati. E, naturalmente non gli è neppure balenata l’idea di avvisarla per darle modo di fronteggiare l’emergenza. Ma il Pesci non si limita a questo. Anzi, sembra che faccia apposto a combinarne almeno una al giorno. Con esasperante regolarità alla sera, quando va a dormire, semina un pedalino di qua, una scarpa di là e la camicia chissà dove. E, la mattina seguente, è capace di buttare all’aria un intero cassetto, ordinato con meticolosa precisione verginea, alla disordinata ricerca di quella camicia o di quei calzini che si intonano, più che al vestito, alla particolare sfumatura fantastica del risveglio. Ovvio che, in simili condizioni, il risveglio della Vergine sia più nervoso e tetro che mai. Ma guai se lei reagisce con legittime rimostranze. Perché il Pesci ha, di solito, un rodaggio mattutino lento e faticoso e quindi non sopporta assolutamente le cacofoniche risonanze di rimbrotti e brontolii. All’invito ad essere più ordinato reagisce accusando la Vergine di essere una pedante fatta per vivere nell’asettica atmosfera di un ospedale o in quella, polverosa, di una biblioteca. Insomma, la solerzia e la precisione che, un tempo, gli erano apparse come trepidi sintomi d’amore gli sembrano ormai intollerabili pedanterie.

Affinità di coppia del segno della Vergine con gli altri segni – Acquario

Vergine-Acquario

Le trappole di un rapporto di testa

La passione può nascere anche da un fertile incontro-scontro di intelligenze. Ma il legame tra una rigorosa mercuriana e un creativo, anarchico acquariano entra in crisi quando lui turba l’ordinato stile di vita che lei predilige.

Oddio in amore può succedere di tutto. Pure che una Vergine e un Acquario si prendano una fenomenale cotta l’una per l’altro. Ma, se succede, è possibile che abbiano scambiato lucciole per lanterne, cioè che abbiano confuso per passione amorosa una semplice passione intellettuale. Infatti le meningi di questi due esercitano davvero un fascino, tanto sono analitiche, rigorose, lucide quelle di lei e geniali, creative, folgoranti quelle di lui. Allora è naturale che abbiano parecchie cose da dirsi, fino a rimanere invischiati in una fitta trama di incontri-scontri, verbali in cui è lei quella che, in apparenza, cede all’ostinata determinazione acquariana.

Ma si tratta, appunto, di un’apparenza perché lei torna all’attacco e, con sopraffino lavorio di cesello intellettual-dialettico, riesce alla fine ad ottenere l’ultima parola. Subito dopo, però, lui trova nuovi argomenti con cui provocarla, coinvolgendola in un legame intellettuale tanto stretto da sembrare qualcosa di molto più intimo.

Ma i diretti interessati non si accorgono del clamoroso granchio e, magari, si mettono in testa di poter fare sul serio anche sul piano amoroso.

Per cacciare i dubbi, proclamano che una buona complicazione razionale è la migliore garanzia di accordi duraturi. Peccato però che istinti, emozioni e sentimenti non siano energie tanto docili da sottostare al dominio della ragione. E, una volta sfuggiti, possono procurare seri guai.

Certo, a priori non è facile immaginare il potere devastante della razionalità eretta a suprema arbitra d’un rapporto amoroso. Perché c’è un bel essere ragionevoli, ma che fatica insieme giorno per giorno quando c’è una lei incapace d’andare a nanna se prima non ha tirato a lucido la cucina, mentre lui è invece uno che adora il caos di una casa piena di amici. I quali a conclusione della serata, optano unanimi per una spaghettata, invadendo come un orribile tornado la linda cucina della Vergine che, magari, sta dormendo ignara. Ma che, all’indomani, sarà aggredita da un feroce mal di testa alla vista delle spoglie lasciate sul campo dalle gozzoviglie acquariane. Se poi è costretta a uscire per andare a lavorare e, per mancanza di tempo, deve lasciare tutto come si trova, la tensione nervosa diventa insostenibile. Ma non potrà scaricarla sul reo. Che, fedele all’indipendentismo uraniano, quando fiuta aria di tempesta si concede generosissime libere uscite e getta così la Vergine in un baratro di rabbia, timori e sospetti. Comunque, quando lui torna, lei rinuncia a fargli la scenata che le verrebbe spontanea, perché teme di provocare irrefrenabili istanze di libertà definitive, che la metterebbero di fronte a una solitudine cui si sente del tutto impreparata. Ecco perché lei si convince che è meglio far finta di niente e sopportare le impennate acquariane.

Il guaio è che, quando rientra nei ranghi, lui pretende di celebrare l’evento con intimi festeggiamenti e s’aspetta che lui partecipi col debito trasporto. Ma la Vergine avrebbe bisogno di tanta calma e tanta tenerezza, per riuscire ad allentare la tensione nervosa e recuperare la propria disponibilità.

Invece no, lui è tanto disinibito e diretto da risultare offensivo per la pudica sensibilità della partner. Che, ancora una volta, rinuncia a chiarire i problemi. Annoverata anche l’intimità fra i doveri cui far fronte, partecipa con una diligente indifferenza che non lascia dubbi sulla triste metamorfosi subita dagli antichi ardori amorosi. Però non lo fa apposta. Anzi, ci soffre anche lei. Ma non può farci niente se, quando perde la fiducia e l’entusiasmo, la fantasia le si atrofizza senza rimedio, procurandole insuccessi e sterili tormenti.

Le succede anche quando c’è una ricorrenza e deve fargli un regalo. Si arrovella e poi finisce regolarmente col consegnargli un pacchettino delizioso in cui sono custodite le sorprese meno elettrizzanti che si possano immaginare. Allora lui reagisce con l’ironia e lei s’offende perché lui non ha certo la mano leggera.

Chi ha ragione? Tutti e due o nessuno dei due, fa lo stesso. Perché, nel frattempo, lui ha preso l’abitudine di allontanarsi sempre più spesso e lei lo aspetta con sempre minore convinzione, fino alla separazione.

Affinità di coppia del segno della Vergine con gli altri segni – Capricorno

Vergine-Capricorno

L’amore corre in formula 1

Se ne vale la pena, il saturnino parte alla conquista della prescelta e non se la lascia sfuggire. Di solito, vale la pena di fare la corte a una mercuriana, che all’apparenza è molto controllata ma che è capace, come lui, di ardori segreti.

Come le donne nate negli altri segni mobili (Gemelli, Sagittario, Pesci), la Vergine ha la caratteristica dell’imprevedibilità. Per esempio, è una persona loquace o taciturna? Difficile dirlo. Dipende dall’umore, dalle circostanze, dalle persone che la circondano. Infatti, quando è assillata da una delle sue ansie segrete, può passare un’intera serata pronunciando solo monosillabi. Così, mentre sta pensando ai fatti suoi, gli altri le attribuiscono la parte, preziosa e rara, della donna che sa ascoltare. Lei non parla tanto per parlare. Ma, se le scatta la vena ciarliera, diventa irriconoscibile: produce un profluvio di parole praticamente impossibili da arginare. Però neppure in questo caso parla a vanvera. Anzi, spiega e puntualizza ogni cosa nei minimi particolari, fa sfoggio di un’acutezza critica degna d’ammirazione.

Allo stesso modo, anche il suo aspetto esteriore può produrre messaggi contrastanti. Perché, se è vero che la Vergine predilige un look poco vistoso e in apparenza quasi modesto, a uno sguardo attento non sfugge il fatto che i suoi vestiti dal taglio perfetto sono fatti di tessuti pregiati. E, visto che l’abito dice molto di chi lo porta, non può sfuggire il fatto che la mercuriana, pur non essendo gravemente malata di protagonismo, è tutt’altro che insensibile a tutto ciò che ha a che con il prestigio e il successo. Quindi le fa molto piacere ottenerli, magari per interposta persona. E per questo le può capitare la ventura di scegliere un uomo dagli spiccati talenti carrieristici come il Capricorno.

Se è vero che una donna sceglie l’uomo che la sceglierà, la massima si applica a pennello al caso Vergine-Capricorno. Infatti lei sa bene come fare ad attirare l’attenzione del saturnino senza però avere l’aria di prendere l’iniziativa. Alla sua astuta mente analitica non sfugge che il misogino nato nel decimo segno non tollera l’idea di piegarsi a manifeste, impudiche profferte femminee. E apprezza sul serio solo le donne che sanno tenersi in disparte e, soprattutto, non l’assordano con stupidi cicalecci. O meglio, lui prende in considerazione altri tipi di donna per una sera o poco più.

Se il Capricorno coltiva intenzioni impegnative, è facilmente indotto a un esame più approfondito del carattere, delle aspirazioni, dei progetti della mercuriana, le cui credenziali gli sembrano molto attendibili.

E, quando ha appurato che l’ordine esteriore è il riflesso di un esigenza di ordine esistenziale fondato, tra l’altro, sul rispetto dei beni materiali, comincia a fare la corte in piena regola. Se decide che ne vale la pena, il Capricorno sa comportarsi come il più solerte e squisito dei cavalieri: autentico stratega del potere, anche in amore, ben di rado si lascia sfuggire la preda. Così, assediata da fiori, inviti e ogni sorta di attenzioni, la donna della Vergine si sente non solo amata, ma anche guarita da insicurezze e complessi d’inferiorità.

E, finalmente rilassata, libera la verve mercuriana e diventa allegra, loquace, arguta. Ma lo fa con l’aria di porgere un dono personale al Capricorno, che ha saputo credere nei suoi lati migliori. Così lui si sente molto gratificato e importante.

Sempre più convinto dell’opportunità di mettere i propri sentimenti nelle fidate mani della terrestre mercuriana. E a coinvolgerla in piani a lunga scadenza, che prevedono un regolare matrimonio con altrettanto regolare procreazione di figli da allevare con equilibrio di affetto e di rigore…

Vista da occhi estranei, questa storia potrebbe sembrare poco più che un perfetto ingranaggio di efficienza e concretezza. Ma è solo un’apparenza. Infatti sia il Capricorno sia la Vergine sono due tipi molto riservati. Che mettono un’estrema, solidale cura nell’erigere un netto diaframma fra il pubblico e il privato. E, per difendere la loro privacy, ostentano una freddezza reciproca che li fa apparire due iceberg, sulle cui gioie del talamo ben pochi sarebbero disposti a scommettere. Invece queste gioie le hanno, eccome. Addirittura maggiori di quelle riservate ad altri apparentemente più passionali. E la cosa non stupisce affatto, se si pensa che l’ingordigia saturnina, sommata all’energia marziana e cardinale, fa del Capricorno un uomo dagli impulsi robusti.

Affinità di coppia del segno della Vergine con gli altri segni – Sagittario

Vergine-Sagittario

Non mi aggredire o scappo

Quando uno scalpitante centauro irrompe nell’esistenza di una figlia di Mercurio può avvenire di tutto: uno scontro insanabile o l’inizio di una love story basata sull’attrazione degli opposti. Ma se l’incendio divampa, lei ha paura di scottarsi.

Una donna della Vergine e un uomo del Sagittario hanno tanto poco in comune che è poco probabile che si innamorino. Ma talvolta le trame segrete della sorte rendono possibile anhe l’impossibile. E così la vergine può venir trascinata a una festa organizzata dal socievole Sagittario che, impegnato a fare gli onori di casa, si prende immediatamente cura della ritrosa Vergine e la trascina nel vortice dell’allegria un po’ chiassosa che gli è propria. Oppure può accadere che i due si incontrino in un paese lontano dove lui è approdato cavalcando l’avventura, mentre lei è giunta forte di una programmazione maniacale e pronta a fronteggiare qualunque emergenza. In questo caso è lei che si deve prendere cura di lui, mettendogli a disposizione le risorse mercuriane, utilissime per rimediare alle vistose omissioni sagittariane. La stretta intimità che si stabilisce con un’esperienza di mutuo soccorso schiude a entrambi le porte di mondi che altrimenti rimarrebbero preclusi.

Infatti la Vergine, afflitta dall’estremità con le funzioni peculiari di Giove e Nettuno che governano l’opposto segno dei Pesci, ritrova nel Sagittario quelle stesse note gioviane e nettuniane che, animate dall’elemento Fuoco, diventano particolarmente calde e gioiose. Da parte sua, il nato nel nono segno scopre le acute risorse mercuriane che, cangianti e inafferrabili nell’opposto segno dei Gemelli, si fanno più accessibili nelle terrestre interpretazioni del sesto segno.

Insomma, la molla che scatta tra Vergine e Sagittario è, in gran parte, proprio quella dell’attrazione degli opposti.

Quindi per loro si possono schiudere orizzonti molto vasti o scavare pericolosi baratri e non c’è legge astrologica che possa autorizzare prognosi certe. Diciamo piuttosto che questa coppia può considerarsi al riparo dal pericolo di illusioni reciproche perché, fra due nature così diverse, i nodi vengono al pettine subito. Infatti la pignoleria igienista e maniacale con cui la Vergine affronta qualsiasi evenienza pone subito al Sagittario il problema di stabilire il proprio limite di sopportazione.

Ma c’è un particolare molto importante, che non si deve assolutamente trascurare: sia Vergine sia Sagittario sono segni mobili (come Gemelli e Pesci). Questo vuol dire che sono duttili, capaci di rispettare modi di essere diversi da loro: se sfruttano queste risorse, l’imprese di un rapporto duraturo può riuscire. Perché per la Vergine il dinamico ottimismo sagittariano è un autentico toccasana: guidato dal suo gioviale compagno, può imparare la gioia di appassionarsi talvolta all’improvvisazione.

Mentre il Sagittario, sempre incalzato dalla forza centrifuga del proprio entusiasmo, può assaporare il calmo, profondo senso di sicurezza offerto dai saldi ormeggi virginiani. Senza contare che lei spesso è bravissima nell’esprimere fra i fornelli la precisa maestria che le è propria e si rivela capace di sfornare manicaretti che deliziano il goloso gioviano. In più, lui può anche evitare di preoccuparsi troppo se gli eccessi di gola lo renderanno bisognoso di periodiche cure disintossicanti: la Vergine lo accudirà come la più solerte, discreta, paziente infermiera.

Così, se la Vergine e il Sagittario imparano a dare più che a chiedere, si stabilisce un’intimità di sentimenti che contribuisce a migliorare anche la loro vita sessuale. Perché, è chiaro, anche qui partono svantaggiati; infatti non è facile il rodaggio di una vita sessuale che deve conciliare l’istintività spesso sbrigliata del Sagittario e la timida ritrosia della Vergine. Tanto più che la situazione si può complicare ulteriormente a causa della spiccata propensione sagittariana all’avventura sentimentale. Di questo l’insicura Vergine rischia di soffrire profondamente. Non solo per legittimi morsi della gelosia, ma anche perché può arrivare ad autoaccusarsi di colpe che non ha. E così è capacissima di mettere sotto accusa le proprie inibizioni, quindi se stessa, come se queste avessero costretto il partner a rivolgersi altrove. E non le viene neanche in mente che di certe difficoltà, forse, è responsabile anche lui, che dovrebbe essere un po’ meno scalpitante… E, magari, un po’ più dolce e paziente.

Affinità di coppia del segno della Vergine con gli altri segni – Scorpione

Vergine-Scorpione

Passione con finale incerto

Così tranquilla in apparenza, l’alunna di Mercurio conosce l’arte di farsi desiderare. Fino a coinvolgere il pericoloso plutoniano in un turbine teso e violento di sensazioni contrastanti. Può finir male o durare tutta la vita.

A prima vista, la donna della Vergine può sembrare una con cui tutto è destinato a filare fin troppo liscio, fino a sfiorare la monotonia. Infatti si presenta di solito come una persona ordinaria, linda e controllata che, pur elegante e al passo con i dettami della moda, sembra evitare le posizioni di primo piano: nel gioco delle parti che regola i rapporti sociali, si dimostra in apparenza poco interessata al ruolo di protagonista. Ma poi fra così bene la comparsa che, chissà come, riesce a farsi notare tanto da uscire di colpo dall’anonimato. Però a vederla, non sono certo i tipi qualunque. Anzi, sono personaggi simili a quei critici particolarmente sottili, cui basta una sola battuta per scoprire nell’attore un talento emozionale e interpretativo degno della massima attenzione.

Ecco, se succede che fra tanta gente uno Scorpione incontri una Vergine impegnata a mimetizzarsi nel branco, lui la scopre, l’analizza, la controlla mentre tutti, intorno, si affannano ad applaudire le protagoniste Ariete, Gemelli, Leone (e compagnia), intente a rincorrersi e a contendersi la passerella…

Così la Vergine può dire addio alla propria pace. Anche se, in apparenza, nulla muta e lei continua a starsene tranquilla e appartata nel suo cantuccio.

Ma, piantati addosso quei tizzoni ardenti che sono gli occhi scorpionici, l’istintività terrestre (che lei cerca di domare e reprimere) si libera con violenza degli stretti lacci dell’ordinato controllo abituale e si scatena con gli effetti travolgenti della forza repressa che ha rotto gli argini.

Insomma, fra la Vergine e lo Scorpione si rinnova la vecchia storia di Plutone e Persefone: la fanciulla ignara viene rapita dal dio delle tenebre che vuol farne la dea degli Inferi. Così, fra loro, si stabilisce un rapporto intimo, profondo e segreto, tormentato da una sorta di fatalità che sembra vietare definitivi abbandoni agli imperativi dell’eros. Perché, se è vero che lo Scorpione inizia la Vergine a questo oscuro mondo per farne la sua regina, è altrettanto vero che lei vive quest’avventura con tormentosi sensi di colpa. Proprio come Persefone che, rapita da Plutone, divenne eterno soggetto di contesa fra lui e la madre Demetra. Col risultato che fu costretta a dividere la propria esistenza fra loro.

Più o meno, è proprio quello che succede alla Vergine innamorata dello Scorpione e incapace di superare il conflitto intimo fra la forza imperiosa degli istinti scatenati dalla forza scorpionica e la paura, mista a rimorso, che vorrebbe farle prendere le distanze dalle diaboliche tentazioni…

Ma l’alternanza delle reazioni virginee rende più intensi il desiderio e l’istinto di potere del plutoniano. E così, quando più lei cerca di sottrarsi, tanto più lui la incalza. Quindi, a suo modo, la ama. Se, nel travagliato oscillare di questo amore il senso dell’ordine virginiano riesce a controllare le trappole delle seduzioni sadomasochiste, sono salvi entrambi.

Perché, se lei non perde la testa del tutto, pian piano affina l’astuzia mercuriana e non rischia di cadere in balia del potere distruttivo dello Scorpione. Anzi a poco a poco riesce a calibrare il ritmo delle proprie altalenanti emozioni. Impara cioè a sottrarsi a lui con una consapevolezza sempre maggiore, sempre più esperta nell’arte di farsi desiderare per poi cedere al completo abbandono.

Intanto, lui sente sempre meno il perverso bisogno di punirla in anticipo, un bisogno che prima nasceva dall’ansia segreta di doversi esporre a un rifiuto.

Allora lei assicura alla vita in comune le confortanti scansioni dell’ordine, mentre il profondo accordo sessuale diventa assoluto protagonista di un’unione praticamente indissolubile. Senza contare che quando sopravvengono quegli imprevisti che gettano nel panico la Vergine, mettendo a repentaglio i suoi ordinati programmi esistenziali, lo Scorpione interviene deciso ad afferrare le redini della situazione.

Infatti è questa la sua estrema e straordinaria risorsa, il plutoniano sa recuperare e fare superbo sfoggio della forza rigeneratrice del suo segno proprio quando la vita sembra volerlo distruggere, coinvolgendolo in lotte impari.

Affinità di coppia del segno della Vergine con gli altri segni – Bilancia

Vergine – Bilancia

Peccato senza vergogna

Alla pudica donna del sesto segno non si addicono le tempeste dei sensi. Meglio un sereno legame col gentiluomo dello Zodiaco, un esteta col quale centellinare il piacere come un nettare, in un clima prezioso.

Nel terrestre segno della Vergine il governatore Mercurio assomiglia poco al veloce dio delle vibranti ali ai piedi che si esprime nell’aerea dimensione gemelliana. Qui si rivela piuttosto il Mercurio dotato del caduceo, simbolo di una sintesi laboriosa di forze contrapposte.

I nati nella Vergine sono perciò dei personaggi prudenti, che si risolvono all’azione solo dopo attente, minuziose riflessioni. Prima di giungere alla sintesi finale, la loro razionalità stringente e acuta soppesa tutti gli elementi dei problemi. E tiene conto anche dei particolari più insignificanti. Il timore dell’approssimazione spesso li induce a scartare a priori le imprese di cui non è possibile pianificare in precedenza lo svolgimento e, soprattutto, i risultati.

Sia chiaro, non è che i Vergine siano proprio entusiasti della loro razionalità, ma non possono fare a meno di esserne schiavi. Però invidiano chi riesce a vivere una vita pazza, incerta e, in compenso, piena di sorprese. Per questo sono spesso afflitti da uno sgradevole senso d’inferiorità. Quindi provano una gratitudine infinita verso chi dimostra d’apprezzarli. Naturalmente il punto dolente dei nati nel sesto segno finisce con l’essere il complesso, contraddittorio mondo delle emozioni e degli istinti. In pratica, l’amore. L’uomo tende a reagire alla paura dell’irrazionale che vi si annida programmando con puntiglio la propria vita sentimentale e sessuale. La donna, invece, tratta l’amore con estrema precauzione, perché è semplicemente terrorizzata all’idea di finire col perdere la testa per un uomo. Rinuncia all’estasi per paura di finire come Persefone: rapita da Plutone nell’Ade.

Ma non sempre le sue difese valgono a preservarla dalle tempeste passionali in agguato. Se incontra un Pesci, un Cancro o uno Scorpione, gli argini della razionalità finiscono quasi sempre col crollare sotto l’impeto delle suggestioni che questi medianici personaggi riescono a scatenare. Ma, se la tempesta s’acqueta e l’amore finisce, per la Vergine può essere un vero e proprio trauma: non soffre solo per la delusione, più che naturale, che nasce da una storia fallimentare. Si tormenta attribuendosi colpe spesso inesistenti, ricordando momenti passati di caldo abbandono di cui si vergogna, ora che li ritiene fraintesi o disprezzati dall’altro.

L’uomo che induce una donna della Vergine a scendere a patti con il suo pudore senza provvedere a rassicurarla per queste presunte trasgressioni le infligge un colpo mortale.

Il nato nella Bilancia non è certo un tipo da macchiarsi d’una simile colpa. Il suo senso delle sfumature, l’attenzione costante alle piccole cose, l’ineccepibile cura formale hanno il potere di creare un clima rassicurante, in cui l’amore di una donna della Vergine può attecchire con prudente serenità.

In questa coppia il sesso non è vissuto come un approccio sconvolgente, ma è una specie di nettare puro che va centellinato, un rito pacato e solenne. Tutto fra loro diventa delicato e prezioso: il loro legame si ordisce con trame sottili che possono rivelarsi, però, estremamente resistenti.

Certo, è una coppia che agli altri può sembrare un po’ noiosa. Ma non è detto che l’autenticità e la profondità d’un amore siano direttamente proporzionali all’intensità dei cataclismi che scatena. In certi casi è vero proprio il contrario. E la dolcezza, la pazienza, la gradualità della scoperta reciproca possono diventare ancora più importanti di qualunque sconvolgimento passionale.

Per questo un amore Vergine-Bilancia può diventare un’esperienza fondamentale, legata a due importanti stagioni della vita. Quella del primo amore e quella dei sentimenti calmi e consapevoli che si cercano nella maturità, quando si cominciano a rivalutare i legami simili a un porto sicuro.

E’ vero, il primo amore è per lo più destinato a finire. Ma è importante che la donna possa conservare un ricordo dolce e delicato. Questo vale soprattutto per la donna nata nel segno della Vergine. Se le capita di vivere la sua iniziazione all’amore con un uomo della Bilancia, può ritenersi fortunata e guardare al futuro con relativa fiducia. Non avrà mai dolorosi sensi di colpa.

Affinità di coppia del segno della Vergine con gli altri segni – Vergine

Vergine-Vergine

Sesso e sensi di colpa

Se prevale l’aspetto Plutone un impulso di compensazione sacrifica la serenità emotiva. Se prevale l’aspetto Demetra dall’intimità è bandita ogni scintilla d’amore e di slanci spontanei.

Il mito relativo al segno della Vergine racconta che Plutone, il potentissimo dio degli inferi, rapì alla divina madre Demetra (la Terra) l’amatissima figlia Proserpina per farne la sua sposa. Allora la dea, dispiaciuta per la perdita della fanciulla, abbandonò l’Olimpo e cominciò a vagare sulla Terra seminando terribili carestie. Quando l’intera umanità era sul punto di estinguersi a causa dell’ostinata vendetta di Demetra, Giove finalmente intervenne per dirimere il dissidio fra la dea della Terra e il dio degli inferi. E stabilì che Proserpina passasse metà del tempo dell’anno accanto alla madre e metà vicino al suo tenebroso sposo.

Ecco, nell’animo di ogni Vergine vive il silenzioso dramma della mitica fanciulla contesa. E così il nato nel sesto segno è sempre intimamente combattuto: da un lato vorrebbe liberare i suoi vivaci istinti plutoniani ma, dall’altro, è bloccato dalla paura dell’ignoto. E fa della timida obbedienza a un conservatore realismo terrestre (la possessiva Demetra) la propria ancora di salvezza. E’ una lotta che, in fondo, non finisce mai. Perché, se sceglie di dare ascolto al suo aspetto-Demetra il Vergine deve poi fare i conti con oscure paure inconsce nei confronti dei sentimenti e, soprattutto delle passioni. Oltre che con un tormentoso rimpianto d’intense esperienze mai vissute ma segretamente desiderate.

D’altra parte, il nato nel sesto segno non riesce a sperimentare una tranquilla serenità neppure quando libera il suo aspetto Plutone perché, prima o poi, si trova a tu per tu con dolorosi sensi di colpa.

Se un uomo della Vergine incontra una donna nata anche lei sotto lo stesso segno, il complicato dilemma di Persefone si complica all’infinito.

Dubbi e timori dell’uno fanno eco a quelli dell’altro e mettono a dura prova la profonda, introversa sensibilità di questi partner.

Allora un irritante senso di insicurezza li rende nervosi mentre si sentono dolorosamente impotenti nel constatare che la ragione non vale da sola ad acquetare le ansie interiori. E le loro ricche potenzialità rischiano di isterilirsi nel doloroso gioco delle reciproche proiezioni.

Infatti, se in entrambi prevale l’aspetto-Demetra, sono sopraffatti dall’insoddisfazione di un rapporto deludente in cui a un solido conto in banca e a una casa linda fa riscontro un’intimità che bandisce ogni slancio spontaneo.

Perché il sesso soggiace alla scoraggiante legge della pianificazione che non risparmia alcun settore della loro vita. Se invece in essi si libera l’aspetto Plutone, sono succubi d’un eros disordinato, ispirato da impulsi di compensazione e accompagnato da violenti complessi di colpa.

In questo caso la soddisfazione della carne si realizza a costo del sacrificio della serenità emotiva. Allora finiscono col cedere alla tentazione di rinfacciarsi reciprocamente presunti torti nel tentativo ostinato, ma del tutto irrazionale, di mettere a tacere scomodi rimorsi.

Ma talvolta questo ambiguo gioco di vicendevoli accuse nascoste l’intenzione segreta di precostituirsi un alibi per rivendicare la libertà di appagare con altri quel desiderio di trasgressione che il Vergine avverte e rifiuta a un tempo.

Ma Demetra e Plutone sono sempre in lotta per contendersi il primato sulla coscienza del nato nella Vergine ed è raro che l’uno o l’altro riesca a prevalere definitivamente.

Così, come Persefone costretta a fare la pendolare fra la Terra e gli Inferi, anche il Vergine si ritrova ad essere una creatura ora timida, prudente, inibita, ora rosa da una prepotente voglia di vivere l’aspetto più spontaneo e istintivo della propria natura.

Le risposte coerenti a queste aspirazioni possono venire dai nati nei segni d’Acqua (Cancro, Scorpione, Pesci) oppure dagli altri segni di Terra (Toro e Capricorno). Ma, fra Vergine e Vergine, il rapporto rischia di cadere prigioniero di un invisibile labirinto in cui è molto facile impazzire d’ansia e nervosismo.

E così è meglio che Vergine e Vergine si astengano dal fare entusiastici progetti a lunga scadenza se per caso fra loro nasce improvvisa la scintilla di una love story.

Affinità di coppia del segno della Vergine con gli altri segni – Leone

Vergine-Leone

Il Sole è la sua ombra

Per tradizione, una lei virginiana è la tranquilla, indispensabile compagna-collega-segretaria del leader dello Zodiaco, nato per il comando. Finché non entrano in campo, a risvegliare il suo orgoglio, prepotenti istinti plutoniani…

Che ne sarebbe del ricco raccolto estivo se a custodirlo non ci fossero ordinati granai? Che ne sarebbe della cicala se a soccorrerla non ci fossero laboriose, silenti formiche? Sarebbe la fame.

Così la smagliante creatività leonina si disperderebbe nel nulla se, dietro le quinte del suo appariscente potere, non brulicasse un esercito di pazienti nati nella Vergine intenti a scegliere, ordinare, selezionare.

Se si tratta di lavoro, questo binomio è certo vincente. E’ l’accoppiata del capo con la sua assistente, che lo segue come un’ombra solerte. Muta, onnipresente, irrinunciabile. Tanto che fra loro si stabilisce una specie di simbiosi così intima che finisce con lo scivolare, insensibilmente, dal professionale al privato. Questo potrebbe essere il caso della love story fra il manager e la sua segretaria. Una love story che spesso non approda a nulla di ufficiale: lui tutte le sere (o quasi) torna a casa dove l’aspetta la corte familiare e lei si ritira nel suo appartamento ad accudire, in mancanza d’altro, i canarini e il micio. Di vacanze insieme naturalmente non se ne parla; a meno che una missione professionale non consenta di unire l’utile al dilettevole. E in questo caso la fida Vergine torna alla base con un bagaglio di radiosi ricordi e regali che la vincolano ulteriormente al suo signore e padrone.

Ma, per fortuna, questo tipo di uomini Leone non è così diffuso. E in più le donne della Vergine sottomesse fino all’annullamento di sé sono ormai una razza in rapida via d’estinzione: i sussulti femministi hanno finito con il risvegliare orgogli leonini e bilancini, in loro abbastanza frequenti, visto che in astrologia i tipi puri sono rari come aghi in un pagliaio. Ma è un bene perché le solite correzioni commesse soprattutto a Mercurio e Venere porgono provvidenziali rimedi ai rischi connessi a un segno inflazionato dalla presenza di troppi pianeti.

Bisogna inoltre aggiungere che, in relazione ai pianeti lenti (Urano, Nettuno, Plutone), si verificano di solito modifiche sostanziali nelle caratteristiche proprie del segno corrispondente al loro transito. Infatti alcune generazioni ignorano, nella maggioranza, le vocazioni alla sudditanza tramandate dalla tradizione astrologica. La spiegazione è semplice: il passaggio di Plutone nel segno ha fatto sì che molti di questi nativi avessero il Sole congiunto con tenebroso pianeta. E i Vergine plutoniani non sono certo personaggi da retrovie. Anzi, sono dei tipi che giocano, perfettamente a loro agio, complicati giochi di potere. Sono anche, spesso, degli istrioni che non si fanno certo paralizzare da dubbi e remore moralistiche quando è in palio l’autoaffermazione. Diciamo che, dietro mentite spoglie virginee, serpeggia in loro un agguerrito spirito scorpionico. E la donna, nonostante la modesta umile apparenza, si rivela un’autentica mantide religiosa.

Se un presuntuoso Leone cade nella rete delle apparenze con una Vergine di questa generazione scopre ben presto di avere sbagliato completamente i suoi calcoli. Ammesso anche che lui possa contare sul prestigio che gli deriva dall’essere il suo capo lei non accetterebbe per nulla al mondo di assoggettarsi a una situazione di compromesso e senza via d’uscita. Quindi lo metterebbe quasi subito alle corde e lo costringerebbe a chiare, definitive scelte. Pronta a colpirlo con un impietoso e vendicativo spirito giustiziere nel caso lui la deludesse. A questo punto è chiaro che il tradizionale rapporto Leone-Vergine sarebbe completamente invertito e lui rischierebbe di uscirne proprio malconcio. Potrebbe salvarsi soltanto se, grazie alla sua luminosa intelligenza solare, mettesse al bando narcisistiche e sterili manie di potere per scegliere la vita più illuminata: quella di un rapporto alla pari, sulla base dell’impegno e del rispetto reciproci.

In compenso potrebbe contare su un’alleata agguerrita e lucida, capace di frantumare senza esitazioni qualunque ostacolo si dovesse parare sulla loro strada. Questa preziosa alleata si rivelerebbe anche una donna straordinaria. Perché il ritegno virgineo darebbe ai focosi approcci leonini lo stuzzicante sapore d’una conquista.

Affinità di coppia del segno della Vergine con gli altri segni – Cancro

Vergine-Cancro

Con te conquisto la Luna

Quando la tranquilla mercuriana finisce prigioniera nel cerchio magico del capriccioso figlio della Luna scopre altri mondi: oscuri, sensuali e tanto lontani. Nei quali si sentirà regina finché sarà, oltre che amante, madre.

L’uomo del Cancro è un essere lunare. Come l’erratico satellite che governa il segno, egli emana magiche suggestioni, ma può anche suscitare inquietudini.

Dominato dalle emozioni, è soggetto anche a improvvisi e spesso inspiegabili sbalzi d’umore. E basta un nonnulla perché il Cancro passi da uno stadio di languido abbandono al capriccio ostinato e prepotente: il complicato gioco di luci e di ombre che anima la natura lunare fa del Cancro una persona talvolta particolarmente suscettibile. E, quando si sente ferito, reagisce come un bambino che, in preda a crisi abbandonica, batte i piedi per riconquistare l’attenzione della mamma.

Ecco, la figura materna imprime un marchio indelebile nell’anima cancerina e finisce col condizionare l’intera esistenza: il dramma di Edipo è sempre in agguato e la mamma di un piccolo Cancro dovrebbe essere dotata di un’eccezionale senso della misura, per evitare di incoraggiare pericolosamente capricci e pretese.

Ma non è facile resistere alla tentazione d’essere iperprotettiva con un figlio così tenero e sensibile. E d’altra parte bisogna essere assolutamente esenti dal pur minimo complesso di colpa per indurre a spiccare il volo questa creatura tremendamente restia ad abbandonare il nido. Non è un’impresa facile e così va a finire che il cordone ombelicale non si recide mai.

Oppure si recide in modo tanto traumatico che il Cancro adulto finisce col cercare quasi fatalmente una donna-madre da cui si aspetta quella disponibilità totale e incondizionata che dovrebbe risarcirlo di lontane ma mai risolte privazioni affettive. Ma queste sono cose che si scoprono poi.

Ai primi approcci amorosi, il Cancro sembra infatti promettere solo doni. E bisogna proprio essere delle dure per resistere alle seduzioni di questo personaggio in fase di corteggiamento: lui guarda la sua donna come se fosse l’unica, la suggestiona con la magia di fantastiche storie autobiografiche affioranti da una sconfinata memoria emotiva.

E la imprigiona definitivamente coi legami orditi da un’intuizione lunare capace, quando vuole, di prevenire segreti desideri e stabilire arcane intimità. Lei, che di solito si sente piuttosto grigia e anonima, ha un bel cercare di difendersi con terrestri elucubrazioni mercuriane quando lui fa sentire la più desiderabile delle donne e sembra chiederle in cambio solo un po’ di tenerezza e attenzione. Così lei non può fare praticamente a meno di innamorarsi.

E si scopre pronta ad amarlo, servirlo e assisterlo per tutta la vita. Il che vuol dire, nel linguaggio cancerino, a viziarlo e assecondarlo con diligente continuità e assoluta dedizione.

Queste prospettive, che avrebbero il potere di far inorridire una donna del Leone, non turbano certo l’animo della nata nella Vergine. In lei si annida una vocazione assistenziale preziosissima, se succede che il Cancro attraversi una delle sue non infrequenti crisi ipocondriache. O quando si tratta d’abbozzare se una suocera ingombrante invade troppo frequentemente la cittadella domestica.

Questa è una nota dolente nel rapporto Vergine-Cancro, perché la Vergine rischia di essere proditoriamente ghermita dalle sue latenti insicurezze quando la sfiora il sospetto di essere, sempre e comunque, la seconda arrivata nella gerarchia affettiva del compagno. Ha la possibilità di cavarsela bene nel sotterraneo duello se, con astuzia mercuriana, evita la tentazione di recriminare per combattere la battaglia sul campo delle piccole, costanti attenzioni. Un ménage improntato a una saggia amministrazione affettiva e pecuniaria e a una rassicurante scansione dei ritmi finisce col conquistare l’incondizionata e fedele dedizione cancerina.

Allora alla donna della Vergine non spettano solo astratte soddisfazioni morali, perché un Cancro definitivamente conquistato è capace d’illuminare l’intimità notturna con una sensualità dolce, suggestiva e mutevole. Pigra e allo stesso tempo attiva. Perché, anche se è governato dalla languida Luna, il Cancro è pur sempre un segno cardinale. Quindi vigoroso e creativo.

Affinità di coppia del segno della Vergine con gli altri segni – Gemelli

Vergine-Gemelli

Complici nel farsi beffa di tutti

I due mercuriani hanno in comune una vivace intelligenza, che offre loro molti spunti di dialogo, d’intesa e anche di complicità (di solito, contro il prossimo meno dotato). Ma se uno dei due diventa il bersaglio dei sarcasmi dell’altro, allora addio divertimento!

Quando il Gemelli decide di essere accattivante, non c’è nessuno capace di batterlo. Infatti, da vero camaleonte, si adatta con straordinaria duttilità alle attese della donna che gli sta a cuore: con l’Ariete assume atteggiamenti provocatori, con la Toro diventa sensuale, con la Gemelli si mette a giocare… E con la Vergine?

Con lei adotta una strategia piuttosto contorta ma, proprio per questa, vincente. Infatti la sfida sul piano intellettual-dialettico (il terreno cioè in cui lei rivela talenti da autentica virtuosa) e la coinvolge nelle sue critiche che passano al setaccio il prossimo, ottenendo una complicità molto divertente per entrambi.

Alla fine, si atteggia a straziato apolide della vita, pressato dal desiderio di trovare chi sappia aiutarlo a mettere finalmente radici alla sua esistenza…

Proprio questa sorniona richiesta di assistenza è la trovata gemelliana che incastra la Vergine. Che è una donna incapace di resistere all’imperativo morale di rispondere a chi le lancia un disperato SOS: oltre a tutto, l’impegno assistenziale diventa un formidabile alibi psicologico quando lei si concede dedizioni e abbandoni che, altrimenti verrebbero ostinatamente combattuti da pudiche remore. Insomma, se un uomo le chiede di salvarlo, lei deve assolutamente prodigarsi per lui. Senza reticenze.

Ma, quando l’uomo è un Gemelli, il bello è che lui ha proprio bisogno della concreta assistenza virginiana. Infatti il realismo terrestre di lei, filtrato dalla duttilità mercuriana (come il segno dei Gemelli, anche quello della Vergine è governato da Mercurio), è quanto di meglio si possa immaginare per riuscire a curare il morbo gemelliano dell’indeterminatezza. E infatti, all’inizio, questo rapporto funziona davvero niente male. Quasi come se il Gemelli e la Vergine fossero due vasi comunicanti fra cui si stabilisce quasi automaticamente l’equilibrio perfetto fra concretezza e astrazione, disciplina e versatilità.

Il felice processo di osmosi trova il suo naturale compimento in un’esperienza erotica in cui l’inventiva gemelliana trova intense risposte della Vergine, resa disponibile dal dovere morale di prodigarsi a tutti i livelli per onorare il contratto amoroso appena stipulato.

Ma, come in tutti gli amori, anche nel caso della Vergine e del Gemelli succede spesso che le fasi di adattamento alla normalità del rapporto costituiscano un momento molto critico. Anche i due mercuriani, se vogliono farcela, devono proprio mettercela tutta. Devono cioè sfruttare la duttilità e lo spirito di adattamento favoriti dal loro pianeta governatore ed evitare così la terribile trappola della coazione a ripetere, che uccide tanti rapporti.

Perché se è vero che questi due hanno molte risorse complementari da offrirsi l’un l’altro, è anche vero che, se non s’affrettano a svincolarsi dagli schemi iniziali, imboccano una cattiva strada. E finiscono prima o poi col darsi reciprocamente ai nervi. Perché, se lei insiste troppo nel fargli da infermiera, mamma iperzelante e ansiosa, incalzando con moniti, raccomandazioni e attenzioni, lo ritrasforma in quel bambino indisciplinato che era quando l’ha conosciuto.

Per non parlare poi della linguaccia gemelliana che, non per cattiveria, d’accordo, ma per puro amore della battuta è capace di diventare tremendamente biforcuta. E questo particolare, aggiunto a tutto il resto, fa venire alla Vergine dei nervi mai visti. Però neppure lei è sprovvista di spirito caustico. Anzi, siccome è più riflessiva di lui, riesce ad essere molto più corrosiva e precisa.

Quindi se questi due cominciano a punzecchiarsi, ecco che ci scappa la lite. Allora, per smaltire la luna, lui non trova di meglio che uscirsene di casa per andare a riscuotere altrove plaudenti consensi.

Quando decide di rientrare nei ranghi, tutto dipende dalle reazioni della Vergine. Che dovrebbe evitare l’errore di sottrarsi alle profferte amorose gemelliane con irritanti pretesti di malessere da rabbia non smaltita. Meglio invece accogliere partecipe la vivace disponibilità gemelliana, che diventa addirittura pirotecnica. Il mercuriano, dopo aver fatto i capricci, crede sia arrivato il momento di conquistarsi il perdono.