Tag: star bene

Medicina – Far figli nel terzo millennio – 1

Era il 25 luglio del 1978 e al Jershaw Hospital di Oldham, in Inghilterra, nasceva Louise Brown, prima figlia della provetta. E fu scandalo: chi parlò di bambini di Frankenstein e chi di manipolazioni oscene. Oggi Louise Brown ha quasi quarantuno anni, è madre a sua volta e in Italia ogni anno nascono un migliaio circa di figli della provetta. Già oggi possono fare figli le donne in menopausa, e le vedove di partner il cui seme è congelato. Domani, i bimbi in provetta sono destinati ad aumentare: nei laboratori di tutto il mondo sono in sperimentazione tecniche ardite, che promettono di sconfiggere la sterilità umana maschile e femminile. Ma anche di far fare figli a coppie omosessuali o di clonare adulti. Molte delle tecniche riproduttive in sperimentazione hanno più di un uso: alcuni accettati, altri considerati eticamente pericolosi. Ecco che cosa si può fare già oggi e cosa ci darà il futuro.

Le cause di sterilità possono essere molte. Nel maschio, in alcuni casi, nel liquido seminale non ci sono spermatozoi per l’assenza o l’ostruzione dei “dotti deferenti”, i canali che trasportano gli spermatozoi dal testicolo allo sbocco naturale. Quindi i testicolo produce il seme, ma questo resta lì. L’interruzione dei dotti può essere dovuto a infezioni, interventi chirurgici o anomalie genetiche. La Ivf (fertilizzazione in provetta) è una tecnica che consiste nel prelevare il seme dal testicolo del maschio o dal suo “epididimo”, cioè la struttura con la quale inizia il vaso deferente, e metterlo in provetta insieme all’uovo, perché lo fecondi.

Se gli spermatozoi disponibili sono pochi, si può ricorrere all’Icsi (Iniezione intracitoplasmatica dello sperma): con l’ago di una siringa si inietta uno spermatozoo direttamente dentro l’uovo.

Se i dotti deferenti mancano per un’anomalia genetica, bisogna accertare che non ne sia portatrice anche la madre, altrimenti c’è il rischio che il bambino nasca con lo stesso problema. In questo caso, come per molte altre malattie genetiche, si può fare una diagnosi genetica dell’embrione nei primi stadi dello sviluppo, esaminando una sua cellula prima di impiantarlo in utero.

Circa 350 malattie genetiche, come la distrofia muscolare di Duchenne e l’emofilia, sono legate al sesso e colpiscono prevalentemente i maschi. Questo significa che molte malattie genetiche sono trasmesse con il cromosoma Y. Per evitare il rischio di queste malattie (quando sono presenti in famiglia), alla fine degli anni Novanta si era pensato di separare nel liquido seminale gli spermatozoi contenenti il cromosoma X, più grandi, che generano una femmina, da quelli con il cromosoma Y, più piccoli, che generano un maschio. Poi del metodo non si seppe più nulla: troppo complicato, troppo costoso, ma soprattutto troppo impreciso per passare dalla stalla, dove di solito vengono sperimentati i metodi di riproduzione artificiale, all’uomo. Le probabilità di avere un figlio del sesso desiderato con questo sistema aumentavano solo del 15-20%. Prima o poi però sarà perfezionato, ed entrerà in uso. Continua – 1

La salute dalla A alla Zeta – dizionario della salute – 11

ACRODERMATITE ENTEROPATICA

Rara malattia ereditaria in cui l’epidermide delle dita delle mani e dei piedi e la zona anale, la bocca e il cuoio capelluto dei lattanti sono arrossati, ulcerati e ricoperti di pustole.

L’acrodermatite enteropatica è provocata dall’incapacità di assorbire una quantità sufficiente di zinco dal cibo. L’aggiunta di preparati di zinco alla dieta apporta un rapido miglioramento.

ACRODINIA

Forma morbosa caratteristica dell’età infantile (3-4 anni), contraddistinta da un quadro clinico solitamente ben delineato.

Cause

Il meccanismo responsabile dell’insorgenza della malattia è ancora ignota.

Sintomi

Iniziano con modificazioni del comportamento: il bambino diviene ostile, piange, rifiuta il cibo. Compaiono poi formicolii o crisi dolorose alle estremità, con mani e piedi tumefatti. Seguono disturbi cardio-vascolari che comprendono aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca.

Terapia

Aspecifica: somministrazione di vitamina B6, alimentazione ricca di vitamine in generale, controllo dell’epidermide per eliminare il rischio di infezioni.

ACROFOBIA

Paura ossessiva dei luoghi elevati (montagne, torri, grattacieli, scale che portano in alto). Si accompagna a sensazione di vertigine e di pericolo di cadere nel vuoto.

Secondo la psicoanalisi è causata da paure inconsce che portano alla formazione del sintomo fobico.

ACROMATOPSIA

Incapacità di percepire i colori. Malattia spesso ereditaria in cui la retina è in grado di fornire soltanto immagini in bianco e nero o in tinte intermedie.

L’acromatopsia può essere provocata anche da lesioni retiniche di tipo degenerativo.

ACROMEGALIA

Rara malattia caratterizzata dall’ingrossamento anomalo del cranio, della mandibola, delle mani e dei piedi.

Causa e sintomi

L’acromegalia è provocata dalla secrezione eccessiva di ormone della crescita dall’ipofisi anteriore, una ghiandola posta alla base del cervello, conseguente a un tumore benigno.

Se un tumore di questo tipo colpisce una persona nei primi 10 anni di vita, provoca gigantismo, in cui la crescita in lunghezza delle ossa è accelerata, e non acromegalia. Più spesso il tumore si sviluppa quando è terminata la crescita delle ossa lunghe degli arti e provoca acromegalia, cioè crescita in larghezza delle ossa, sebbene talvolta trascorrano parecchi anni prima della comparsa dei segni e dei sintomi.

Tra i segni e i sintomi dell’acromegalia figurano: ingrossamento delle mani e dei piedi, grossolanità dei lineamenti, ingrandimento degli orecchi e del naso, prominenza della mandibola e allungamento del viso. Gli acromegalici possono pertanto constatare una progressiva impossibilità a portare anelli, calzare le scarpe, infilare i guanti e mettere il cappello, mentre la voce diventa via via più profonda e rauca. Altri possibili sintomi sono quelli comuni a tutti gli altri tumori del cervello, come mal di testa e disturbi della vista.

Diagnosi e terapia

Se in una persona si osserva lo sviluppo di acromegalia, si misura il livello di ormone della crescita prima e dopo la somministrazione di una certa quantità di glucosio. Di solito il glucosio sopprime la secrezione di ormone della crescita; se non ha alcun effetto sul suo livello nel sangue, ciò conferma una secrezione incontrollata di questo ormone da parte dell’ipofisi. La tomografia computerizzata o l’indagine mediante risonanza magnetica nucleare possono rivelare la presenza di un tumore o di ipertrofia dell’ipofisi.

In alcuni casi per far regredire il tumore ipofisario viene somministrata bromocriptina; il tumore può essere anche sottoposto a radioterapia o asportato chirurgicamente.

ACROMELALGIA

Forma morbosa (sindrome) contraddistinta da dolori di tipo parossistico (bruciori, formicolii ecc.), localizzati alle estremità degli arti e di insorgenza prevalentemente notturna.

ACROMIA

Riduzione oppure scomparsa completa dell’usuale pigmentazione dell’epidermide. Queste alterazioni della colorazione della cute possono essere congenite o acquisite. Lesioni acromiche si possono osservare in vari stati morbosi: vitiligine, albinismo, pitiriasi versicolor.

Continua – 11

Pillole & Pasticche – 2

Avete mai notato che alcune compresse contengono la stessa identica quantità di principio attivo, eppure non hanno la stessa efficacia? Sembra assurdo, invece non lo è affatto.

Il 90% di ogni pillola, infatti è costituito dagli eccipienti, elementi grazie ai quali il farmaco diventa compressa confetto, capsula, pillola o pastiglia. E che hanno inoltre varie funzioni, da quella di rendere inalterabile il principio attivo a quella di tenere insieme la compressa o darle il giusto peso. Oltre, naturalmente, a stabilire dove il farmaco entrerà in azione: nello stomaco, nel duodeno o anche nella parte finale dell’intestino (è il caso dei farmaci contro l’artrosi, che si prendono alla sera ma devono agire al mattino, per contrastare la rigidità e il dolore agli arti). Esistono anche pasticche a strati: studiate cioè per rilasciare una parte di medicinale nello stomaco e un’altra parte nell’intestino, dopo parecchie ore.

Prima di arrivare a un simile livello di raffinatezza, però, si è dovuta percorrere una strada molto lunga. Le prime pillole che si ricordino furono infatti prodotte 4 mila anni fa in Cina e India: contenevano zenzero (anti-nausea), rabarbaro (lassativo), papavero (stimolante) e ginseng (tonico). In Europa, le pillole di gran lunga più importanti e più longeve, anche se ormai dimenticate, sono quelle di “teriaca” un antiveleno inventato da Mitridate, re del Ponto. Mitridate le usava così spesso che divenne addirittura immune al veleno e, quando cercò di usarlo per suicidarsi non ci riuscì: dovette usare la spada. La teriaca venne usata fino al Medioevo e oltre, benché fosse di difficilissima preparazione: nelle compresse (che all’epoca si chiamavano “trocisci”) dovevano trovare posto, oltre alla carne di vipera, altri 57 ingredienti.

Benché sia difficile negare l’utilità delle pillole, non ci si può nascondere che in alcuni casi l’effetto non è quello atteso. Secondo i medici, gli eventi inattesi che si possono presentare dopo aver ingoiato una pillola sono raggruppabili in cinque categorie (negative) più una (positiva). Quella positiva è l’effetto placebo, che in alcuni disturbi riduce i sintomi fino al 50%: si tratta di un processo di autoguarigione, indipendente dal medicinale assunto. E quelle negative? E gli eventi negativi?

Prima di tutto ci sono gli effetti collaterali (alcuni antistaminici, per esempio, provocano sonnolenza); poi gli effetti tossici (sostanze dette fans, come l’aspirina, possono provocare lesioni simili a ulcere in stomaco e intestino); gli effetti iatrogeni (cioè disturbi permanenti… ci sono antibiotici che, raramente, danno sordità); gli effetti paradosso, quando il farmaco provoca proprio la malattia che dovrebbe curare (accade per esempio con alcuni antiasmatici) e infine gli effetti bizzarri, cioè reazioni impreviste e assurde… come un antigotta, che può addirittura ridurre in alcuni casi la lunghezza delle dita delle mani. Come fa? Riassorbendo i “calli gottosi” può riassorbire – una volta su un milione – anche parte dell’articolazione.

Esistono però pillole ben più strane, anche se con effetti perfettamente prevedibili: come la “radiopillola” messa a punto dalla Johns Hopkins University: serve a misurare la temperatura interna del corpo, con l’accuratezza di 0,1°C, e a trasmettere via radio le sue rilevazioni almeno per 24 ore, prima di essere… espulsa. E’ stata sperimentata da alpinisti che hanno scalato l’Everest. Ancora più incredibile è la videopillola: un sistema innovativo per effettuare la gastroscopia, ideato dall’israeliana Given Imaging: si tratta di una capsula capace di raccogliere segnali video durante il passaggio nel tratto gastrointestinale, sostituendo le sonde, fastidiose e dolorose. Lunga 3 cm, funziona sfruttando due minuscole fonti di illuminazione interne, un sensore e un trasmettitore alimentati da due microbatterie. Fine.

La salute dalla A alla Zeta – Dizionario della salute – 10

Infezioni trasmesse dall’acqua

La leptospirosi è provocata dal contatto con acqua contaminata da urina di ratto; i più esposti al rischio di contrarre questa malattia sono gli individui che lavorano nelle fognature e nei canali.

Nei paesi tropicali, nuotare o andare sott’acqua nei fiumi, nel laghi e negli stagni è altamente sconsigliabile a causa del rischio di contrarre la schistosomiasi (detta anche bilharziosi), grave malattia provocata da un trematode che può scavare gallerie nella pelle del nuotatore. Il “prurito del nuotatore” è provocato da un tipo simile di trematode, che scava gallerie nella pelle e provoca un’eruzione cutanea pruriginosa. Talvolta si sono verificate epidemie di questa malattia.

Altri meccanismi di infezione attraverso l’acqua

I pesci, soprattutto i molluschi, che vivono in acque contaminate possono concentrare nel loro corpo microrganismi patogeni. Devono essere lavati e preparati con molta attenzione e poi cotti rapidamente e adeguatamente per prevenire la comparsa di epatite, stati di tipo coleroso, tossinfezione o infestazioni da vermi a nastro.

La malattia dei legionari è provocata da un batterio che può contaminare le condutture dell’acqua di grandi edifici. Apparentemente, questa malattia non viene contratta mediante l’ingestione di acqua contaminata; il meccanismo dell’infezione sembra essere l’inspirazione dalle docce o dai sistemi di condizionamento dell’aria.

Acqua, intossicazione da

Condizione provocata da una ritenzione eccessiva di acqua nell’encefalo. I principali sintomi sono cefalea, stordimento, nausea, confusione e, nei casi più gravi, convulsioni e perdita della coscienza.

Varie malattie possono alterare l’equilibrio idrico dell’organismo, provocando un accumulo di acqua in alcuni tessuti, tra cui l’encefalo. Queste malattie sono: insufficienza renale, cirrosi epatica, grave scompenso cardiaco, malattie delle ghiandole surrenali e alcuni tumori polmonari o ovarici che producono una sostanza dotata di un’azione simile a quella dell’ormone antidiuretico (ADH).

Inoltre, esiste un rischio di intossicazione da acqua nelle 48 ore successive a un intervento chirurgico perché lo stress dell’intervento causa un aumento della produzione di ADH. L’intossicazione da acqua può verificarsi anche durante l’induzione del parto con ossitocina. Fine

La salute dalla A alla Zeta – Dizionario della salute – 9

Infezioni trasmesse dall’acqua

L’acqua può rappresentare una fonte di infezioni se contiene microrganismi patogeni o parassiti e viene bevuta o usata per le cotture dei cibi o per il gioco.

Acqua potabile

A livello mondiale, la contaminazione dell’acqua potabile rappresenta un importante mezzo di diffusione di malattie come l’epatite virale, vari tipi di diarrea, tifo, amebiasi di origine virale o batterica e alcuni tipi di infestazioni da vermi.

La contaminazione dell’acqua è provocata dallo scarico di escrementi umani o animali contenenti microrganismi patogeni in fiumi, laghi, cisterne o pozzi, usati come fonti di acqua potabile. Tale scarico può essere diretto o derivare da mancato trattamento dei liquami. Può essere anche conseguente al contatto accidentale tra le tubature fognarie e quelle dell’acqua potabile. Questo può verificarsi per esempio, in una città colpita da un grave terremoto.

Nei paesi industrializzati, i rischi di trasmissione di infezioni con l’acqua sono ridotti al minimo per la presenza di attrezzature igieniche, il trattamento e l’eliminazione dei liquami, la sterilizzazione e il controllo dell’acqua, prima che giunga ai rubinetti domestici. Quindi, in genere, l’acqua di rubinetto è sicura, a meno che non scatti una precisa ordinanza che ne proibisca il consumo.

Nei paesi in via di sviluppo, i servizi igienici, l’eliminazione dei liquami e il trattamento dell’acqua sono talvolta insoddisfacenti. Di conseguenza, parte della popolazione può essere più facilmente portatrice dei tipi di microrganismi patogeni trasmessi con l’acqua. Quindi, nei paesi più poveri, è preferibile non bere acqua di rubinetto e considerare sempre con sospetto l’acqua prelevata direttamente dai fiumi, dai laghi e dai pozzi.

Prevenzione delle infezioni

In genere se non è disponibile acqua potabile sicura, ci si può affidare all’acqua o a bevande in bottiglie o in lattina di marche note; non si devono mettere nelle bevande cubetti di ghiaccio preparati con acqua sospetta. Di solito, l’acqua piovana è priva di microrganismi patogeni, se non viene lasciata depositare a lungo, quindi può essere bevuta.

Prima di bere acqua probabilmente infetta, la si deve sterilizzare. Il metodo più affidabile è rappresentato dalla bollitura per cinque minuti, che uccide eventuali microrganismi patogeni. Se non si può bollire l’acqua è possibile filtrarla e poi sterilizzarla con mezzi chimici. Il filtraggio serve a rimuovere eventuali particelle in sospensione, che possono contenere microrganismi patogeni e ridurre l’utilità della sterilizzazione. Esistono diversi tipi di filtri: alcuni asportano, oltre alle particelle inanimate, anche i batteri e altri microrganismi patogeni. Si dovrebbero seguire alla lettera le indicazioni del fabbricante. Per la sterilizzazione chimica vengono usate compresse disinfettanti, contenenti cloro e iodio. L’acqua può essere usata 20-30 minuti dopo il trattamento.

Verdure o altri alimenti lavati in acqua sospetta possono essere mangiati solo dopo una cottura adeguata.

Immersione in acqua

Nuotare in acque inquinate provoca facilmente infezione dell’orecchio. Questo rischio può essere ridotto al minimo inclinando la testa a destra e a sinistra e scuotendola dopo la nuotata, per eliminare l’acqua dal condotto uditivo esterno.

La maggioranza dei nuotatori deglutisce sempre inavvertitamente un po’ d’acqua. Se l’acqua è contaminata, esiste il rischio di contrarre una delle malattie tipiche da ingestione di acqua inquinata. E’ quindi fortemente sconsigliabile nuotare nei fiumi in cui possono affluire scarichi fognari (per esempio, a valle di una città) o in mare, vicino a località costiere di grandi dimensioni. Continua domani.

La salute dalla A alla Zeta – Dizionario della salute – 8

Acqua

Per quanto sia una sostanza semplice (formata da due atomi di idrogeno legati a un atomo di ossigeno, H2O), l’acqua è essenziale per tutte le manifestazioni della vita. Talune forme di vita semplici, per esempio alcuni microorganismi, possono sopravvivere in uno stato di sospensione della vitalità per anni o decenni, senza acqua. Tuttavia anch’esse hanno bisogno di acqua per compiere funzioni come la crescita e la riproduzione.

L’acqua è la sostanza più diffusa nel corpo umano (e anche una delle più abbondanti sulla Terra). Il 99% circa delle molecole dell’organismo è formato da acqua, che rappresenta però una percentuale minore del peso corporeo (il 60% circa, in un uomo di media corporatura). Quindi un uomo che pesi 70 kg contiene circa 42 litri di acqua, di cui circa 28 si trovano all’interno delle cellule e 14 litri sono invece extracellulare. Circa 3-4 litri di acqua extracellulare si trovano nel plasma sanguigno, nella linfa e nel liquido cerebrospinale; i restanti 10-11 litri sono nel liquido tessutale.

Ruolo nell’organismo

L’acqua è indispensabile all’esistenza perché rappresenta il mezzo in cui avvengono tutte le reazioni metaboliche. E’ anche il mezzo di trasporto delle sostanze disciolte in essa, come gli ioni. Il plasma sanguigno porta l’acqua a tutti i tessuti del corpo; asporta anche gli eccessi di acqua dai tessuti perché venga eliminato dall’organismo a opera del fegato, dei reni, dei polmoni e della pelle. Lo scambio di acqua tra il sangue e le cellule dei tessuti avviene attraverso il liquido tessutale, in cui sono immersi tutti gli elementi cellulari. Il passaggio dell’acqua presente nel liquido tessutale all’interno e all’esterno delle cellule avviene attraverso un processo chiamato osmosi.

Equilibrio idrico

L’acqua viene assunta nell’organismo non solo attraverso le bevande ma anche tramite i cibi; inoltre, una piccola quantità di acqua si forma all’interno del corpo dal metabolismo degli alimenti (acqua metabolica). L’acqua esce dal corpo sotto forma di urina, di sudore, di feci e di vapore acqueo che viene eliminato insieme all’aria espirata.

La quantità di acqua che va perduta sotto forma di vapore dipende tuttavia dall’attività fisica e dalla temperatura esterna; la quantità che viene eliminata dall’organismo sotto forma di urina dipende in gran parte dalla quantità di liquidi ingerita.

Per un adeguato funzionamento dei processi metabolici, la quantità di acqua presente nell’organismo deve restare all’interno di limiti relativamente ristretti; questa stabilità viene ottenuta attraverso l’attività dei reni, che controllano l’equilibrio tra assunzione ed eliminazione dei liquidi regolando la quantità di acqua escreta dall’organismo con l’urina. Il volume minimo giornaliero di urina necessario per eliminare le scorie dall’organismo e 0,5 litri; tuttavia, in genere, la maggior parte degli adulti sani produce circa 1,5 litri di urina al giorno. La quantità di urina escreta al di sopra del minimo viene controllata soprattutto dall’ADH (ormone antidiuretico), prodotto dalla parte posteriore dell’ipofisi, che agisce sui reni riducendo l’escrezione dell’acqua.

L’equilibrio idrico dell’organismo viene regolato anche mediante un altro meccanismo. Se c’è un eccesso di qualsiasi sostanza (per esempio, zucchero o sale) sciolta nel sangue, che deve essere escreta dal rene, è necessaria una maggiore quantità di acqua per compiere questa funzione. Ciò può provocare disidratazione nonostante un aumento della produzione di ADH, tuttavia, in genere, l’eccesso è compensato da un aumento dell’ingestione di acqua in risposta alla comparsa di sete.

In alcune patologie, come l’insufficienza renale o lo scompenso cardiaco con l’urina viene escreta una quantità di acqua insufficiente e ciò provoca edema. Continua domani.

LA SALUTE DALLA A ALLA ZETA – DIZIONARIO DELLA SALUTE – 7

Acolia

Mancanza della secrezione biliare. Di conseguenza le feci assumono un colorito bianco-grigiastro, con consistenza cretacea. Le feci alcoliche presentano, inoltre, un elevato contenuto in sostanze grasse (steotorrea).

Acondroplasia

Rara malattia congenita della crescita ossea, che provoca bassa statura (nanismo). Le ossa colpite sono soprattutto le ossa lunghe delle braccia e delle gambe.

La cartilagine che lega ogni osso alla sua epifisi (zona di crescita posta alla sua estremità) si trasforma troppo precocemente in osso, impedendo così l’ulteriore crescita dell’arto. La maggior parte delle altre ossa cresce normalmente.

Gli individui colpiti presentano arti corti e robusti, tronco ben sviluppato e testa di dimensioni normali tranne per un’eccessiva sporgenza della fronte.

Incidenza e cause

L’acondroplasia colpisce circa due-tre persone ogni 100.000. Questa patologia è provocata da un difetto genetico con ereditarietà di tipo dominante (anomalie genetiche), sebbene non si sappia esattamente come l’anomalia genetica provochi l’alterazione della crescita ossea.

I figli degli acondroplasici hanno ciascuno una probabilità del 50% di ereditare il gene anomalo e di essere essi stessi portatori di questa anomalia. I genitori della maggior parte degli acondroplasici sono invece di statura normale. In questi casi l’anomalia è derivata da una modificazione genetica o mutazione.

Sintomi e prognosi

Di solito l’acondroplasia è evidente alla nascita o durante il primo anno di vita, quando c’è già un chiaro arresto di sviluppo degli arti rispetto alle dimensioni della testa. Durante l’infanzia la crescita delle ossa degli arti rallenta e si arresta e non è disponibile alcun trattamento per modificare la prognosi. L’intelligenza e lo sviluppo sessuale sono normali. La durata della vita è vicina alla norma.  

Acqua nel ginocchio

Termine di uso comune per indicare l’accumulo di liquido dentro l’articolazione del ginocchio o intorno a essa. La causa più frequente è la borsite (infiammazione di una borsa, una delle sacche piene di liquido che ricoprono i punti di compressione del corpo). Altra causa è la presenza di liquido all’interno dell’articolazione del ginocchio.

Acqua nella testa

Termine non medico usato per indicare l’idrocefalo.

Acque nere, febbre delle

Complicanza occasionale e pericolosa per la vita, della malaria causata da Plasmodium falciparum (agente assai temibile di questa malattia). Tale condizione patologica è provocata da un improvviso aumento della velocità di distruzione dei globuli rossi. I prodotti della scissione di questi globuli vengono eliminati e finiscono nelle urine, facendole scurire, da cui il nome di “acque nere”. Altri sintomi sono la perdita della coscienza (malaria cerebrale), febbre, brividi e vomito.

Acrocianosi

Condizione patologica in cui le mani e i piedi diventano bluastri, possono essere freddi ed eccessivamente sudati. L’acrocianosi è provocata dallo spasmo dei piccoli vasi sanguigni e di solito è aggravata dalla bassa temperatura. L’acrocianosi è collegata lontanamente con la malattia di Raynaud, disturbo circolatorio più grave, in cui la pelle delle dita delle mani e dei piedi può essere danneggiata a causa di una riduzione cronica dell’afflusso di sangue.

Continua.