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La salute dalla A alla Zeta – Dizionario della salute – 10

Infezioni trasmesse dall’acqua

La leptospirosi è provocata dal contatto con acqua contaminata da urina di ratto; i più esposti al rischio di contrarre questa malattia sono gli individui che lavorano nelle fognature e nei canali.

Nei paesi tropicali, nuotare o andare sott’acqua nei fiumi, nel laghi e negli stagni è altamente sconsigliabile a causa del rischio di contrarre la schistosomiasi (detta anche bilharziosi), grave malattia provocata da un trematode che può scavare gallerie nella pelle del nuotatore. Il “prurito del nuotatore” è provocato da un tipo simile di trematode, che scava gallerie nella pelle e provoca un’eruzione cutanea pruriginosa. Talvolta si sono verificate epidemie di questa malattia.

Altri meccanismi di infezione attraverso l’acqua

I pesci, soprattutto i molluschi, che vivono in acque contaminate possono concentrare nel loro corpo microrganismi patogeni. Devono essere lavati e preparati con molta attenzione e poi cotti rapidamente e adeguatamente per prevenire la comparsa di epatite, stati di tipo coleroso, tossinfezione o infestazioni da vermi a nastro.

La malattia dei legionari è provocata da un batterio che può contaminare le condutture dell’acqua di grandi edifici. Apparentemente, questa malattia non viene contratta mediante l’ingestione di acqua contaminata; il meccanismo dell’infezione sembra essere l’inspirazione dalle docce o dai sistemi di condizionamento dell’aria.

Acqua, intossicazione da

Condizione provocata da una ritenzione eccessiva di acqua nell’encefalo. I principali sintomi sono cefalea, stordimento, nausea, confusione e, nei casi più gravi, convulsioni e perdita della coscienza.

Varie malattie possono alterare l’equilibrio idrico dell’organismo, provocando un accumulo di acqua in alcuni tessuti, tra cui l’encefalo. Queste malattie sono: insufficienza renale, cirrosi epatica, grave scompenso cardiaco, malattie delle ghiandole surrenali e alcuni tumori polmonari o ovarici che producono una sostanza dotata di un’azione simile a quella dell’ormone antidiuretico (ADH).

Inoltre, esiste un rischio di intossicazione da acqua nelle 48 ore successive a un intervento chirurgico perché lo stress dell’intervento causa un aumento della produzione di ADH. L’intossicazione da acqua può verificarsi anche durante l’induzione del parto con ossitocina. Fine

La salute dalla A alla Zeta – Dizionario della salute – 9

Infezioni trasmesse dall’acqua

L’acqua può rappresentare una fonte di infezioni se contiene microrganismi patogeni o parassiti e viene bevuta o usata per le cotture dei cibi o per il gioco.

Acqua potabile

A livello mondiale, la contaminazione dell’acqua potabile rappresenta un importante mezzo di diffusione di malattie come l’epatite virale, vari tipi di diarrea, tifo, amebiasi di origine virale o batterica e alcuni tipi di infestazioni da vermi.

La contaminazione dell’acqua è provocata dallo scarico di escrementi umani o animali contenenti microrganismi patogeni in fiumi, laghi, cisterne o pozzi, usati come fonti di acqua potabile. Tale scarico può essere diretto o derivare da mancato trattamento dei liquami. Può essere anche conseguente al contatto accidentale tra le tubature fognarie e quelle dell’acqua potabile. Questo può verificarsi per esempio, in una città colpita da un grave terremoto.

Nei paesi industrializzati, i rischi di trasmissione di infezioni con l’acqua sono ridotti al minimo per la presenza di attrezzature igieniche, il trattamento e l’eliminazione dei liquami, la sterilizzazione e il controllo dell’acqua, prima che giunga ai rubinetti domestici. Quindi, in genere, l’acqua di rubinetto è sicura, a meno che non scatti una precisa ordinanza che ne proibisca il consumo.

Nei paesi in via di sviluppo, i servizi igienici, l’eliminazione dei liquami e il trattamento dell’acqua sono talvolta insoddisfacenti. Di conseguenza, parte della popolazione può essere più facilmente portatrice dei tipi di microrganismi patogeni trasmessi con l’acqua. Quindi, nei paesi più poveri, è preferibile non bere acqua di rubinetto e considerare sempre con sospetto l’acqua prelevata direttamente dai fiumi, dai laghi e dai pozzi.

Prevenzione delle infezioni

In genere se non è disponibile acqua potabile sicura, ci si può affidare all’acqua o a bevande in bottiglie o in lattina di marche note; non si devono mettere nelle bevande cubetti di ghiaccio preparati con acqua sospetta. Di solito, l’acqua piovana è priva di microrganismi patogeni, se non viene lasciata depositare a lungo, quindi può essere bevuta.

Prima di bere acqua probabilmente infetta, la si deve sterilizzare. Il metodo più affidabile è rappresentato dalla bollitura per cinque minuti, che uccide eventuali microrganismi patogeni. Se non si può bollire l’acqua è possibile filtrarla e poi sterilizzarla con mezzi chimici. Il filtraggio serve a rimuovere eventuali particelle in sospensione, che possono contenere microrganismi patogeni e ridurre l’utilità della sterilizzazione. Esistono diversi tipi di filtri: alcuni asportano, oltre alle particelle inanimate, anche i batteri e altri microrganismi patogeni. Si dovrebbero seguire alla lettera le indicazioni del fabbricante. Per la sterilizzazione chimica vengono usate compresse disinfettanti, contenenti cloro e iodio. L’acqua può essere usata 20-30 minuti dopo il trattamento.

Verdure o altri alimenti lavati in acqua sospetta possono essere mangiati solo dopo una cottura adeguata.

Immersione in acqua

Nuotare in acque inquinate provoca facilmente infezione dell’orecchio. Questo rischio può essere ridotto al minimo inclinando la testa a destra e a sinistra e scuotendola dopo la nuotata, per eliminare l’acqua dal condotto uditivo esterno.

La maggioranza dei nuotatori deglutisce sempre inavvertitamente un po’ d’acqua. Se l’acqua è contaminata, esiste il rischio di contrarre una delle malattie tipiche da ingestione di acqua inquinata. E’ quindi fortemente sconsigliabile nuotare nei fiumi in cui possono affluire scarichi fognari (per esempio, a valle di una città) o in mare, vicino a località costiere di grandi dimensioni. Continua domani.

La salute dalla A alla Zeta – Dizionario della salute – 8

Acqua

Per quanto sia una sostanza semplice (formata da due atomi di idrogeno legati a un atomo di ossigeno, H2O), l’acqua è essenziale per tutte le manifestazioni della vita. Talune forme di vita semplici, per esempio alcuni microorganismi, possono sopravvivere in uno stato di sospensione della vitalità per anni o decenni, senza acqua. Tuttavia anch’esse hanno bisogno di acqua per compiere funzioni come la crescita e la riproduzione.

L’acqua è la sostanza più diffusa nel corpo umano (e anche una delle più abbondanti sulla Terra). Il 99% circa delle molecole dell’organismo è formato da acqua, che rappresenta però una percentuale minore del peso corporeo (il 60% circa, in un uomo di media corporatura). Quindi un uomo che pesi 70 kg contiene circa 42 litri di acqua, di cui circa 28 si trovano all’interno delle cellule e 14 litri sono invece extracellulare. Circa 3-4 litri di acqua extracellulare si trovano nel plasma sanguigno, nella linfa e nel liquido cerebrospinale; i restanti 10-11 litri sono nel liquido tessutale.

Ruolo nell’organismo

L’acqua è indispensabile all’esistenza perché rappresenta il mezzo in cui avvengono tutte le reazioni metaboliche. E’ anche il mezzo di trasporto delle sostanze disciolte in essa, come gli ioni. Il plasma sanguigno porta l’acqua a tutti i tessuti del corpo; asporta anche gli eccessi di acqua dai tessuti perché venga eliminato dall’organismo a opera del fegato, dei reni, dei polmoni e della pelle. Lo scambio di acqua tra il sangue e le cellule dei tessuti avviene attraverso il liquido tessutale, in cui sono immersi tutti gli elementi cellulari. Il passaggio dell’acqua presente nel liquido tessutale all’interno e all’esterno delle cellule avviene attraverso un processo chiamato osmosi.

Equilibrio idrico

L’acqua viene assunta nell’organismo non solo attraverso le bevande ma anche tramite i cibi; inoltre, una piccola quantità di acqua si forma all’interno del corpo dal metabolismo degli alimenti (acqua metabolica). L’acqua esce dal corpo sotto forma di urina, di sudore, di feci e di vapore acqueo che viene eliminato insieme all’aria espirata.

La quantità di acqua che va perduta sotto forma di vapore dipende tuttavia dall’attività fisica e dalla temperatura esterna; la quantità che viene eliminata dall’organismo sotto forma di urina dipende in gran parte dalla quantità di liquidi ingerita.

Per un adeguato funzionamento dei processi metabolici, la quantità di acqua presente nell’organismo deve restare all’interno di limiti relativamente ristretti; questa stabilità viene ottenuta attraverso l’attività dei reni, che controllano l’equilibrio tra assunzione ed eliminazione dei liquidi regolando la quantità di acqua escreta dall’organismo con l’urina. Il volume minimo giornaliero di urina necessario per eliminare le scorie dall’organismo e 0,5 litri; tuttavia, in genere, la maggior parte degli adulti sani produce circa 1,5 litri di urina al giorno. La quantità di urina escreta al di sopra del minimo viene controllata soprattutto dall’ADH (ormone antidiuretico), prodotto dalla parte posteriore dell’ipofisi, che agisce sui reni riducendo l’escrezione dell’acqua.

L’equilibrio idrico dell’organismo viene regolato anche mediante un altro meccanismo. Se c’è un eccesso di qualsiasi sostanza (per esempio, zucchero o sale) sciolta nel sangue, che deve essere escreta dal rene, è necessaria una maggiore quantità di acqua per compiere questa funzione. Ciò può provocare disidratazione nonostante un aumento della produzione di ADH, tuttavia, in genere, l’eccesso è compensato da un aumento dell’ingestione di acqua in risposta alla comparsa di sete.

In alcune patologie, come l’insufficienza renale o lo scompenso cardiaco con l’urina viene escreta una quantità di acqua insufficiente e ciò provoca edema. Continua domani.

LA SALUTE DALLA A ALLA ZETA – DIZIONARIO DELLA SALUTE – 7

Acolia

Mancanza della secrezione biliare. Di conseguenza le feci assumono un colorito bianco-grigiastro, con consistenza cretacea. Le feci alcoliche presentano, inoltre, un elevato contenuto in sostanze grasse (steotorrea).

Acondroplasia

Rara malattia congenita della crescita ossea, che provoca bassa statura (nanismo). Le ossa colpite sono soprattutto le ossa lunghe delle braccia e delle gambe.

La cartilagine che lega ogni osso alla sua epifisi (zona di crescita posta alla sua estremità) si trasforma troppo precocemente in osso, impedendo così l’ulteriore crescita dell’arto. La maggior parte delle altre ossa cresce normalmente.

Gli individui colpiti presentano arti corti e robusti, tronco ben sviluppato e testa di dimensioni normali tranne per un’eccessiva sporgenza della fronte.

Incidenza e cause

L’acondroplasia colpisce circa due-tre persone ogni 100.000. Questa patologia è provocata da un difetto genetico con ereditarietà di tipo dominante (anomalie genetiche), sebbene non si sappia esattamente come l’anomalia genetica provochi l’alterazione della crescita ossea.

I figli degli acondroplasici hanno ciascuno una probabilità del 50% di ereditare il gene anomalo e di essere essi stessi portatori di questa anomalia. I genitori della maggior parte degli acondroplasici sono invece di statura normale. In questi casi l’anomalia è derivata da una modificazione genetica o mutazione.

Sintomi e prognosi

Di solito l’acondroplasia è evidente alla nascita o durante il primo anno di vita, quando c’è già un chiaro arresto di sviluppo degli arti rispetto alle dimensioni della testa. Durante l’infanzia la crescita delle ossa degli arti rallenta e si arresta e non è disponibile alcun trattamento per modificare la prognosi. L’intelligenza e lo sviluppo sessuale sono normali. La durata della vita è vicina alla norma.  

Acqua nel ginocchio

Termine di uso comune per indicare l’accumulo di liquido dentro l’articolazione del ginocchio o intorno a essa. La causa più frequente è la borsite (infiammazione di una borsa, una delle sacche piene di liquido che ricoprono i punti di compressione del corpo). Altra causa è la presenza di liquido all’interno dell’articolazione del ginocchio.

Acqua nella testa

Termine non medico usato per indicare l’idrocefalo.

Acque nere, febbre delle

Complicanza occasionale e pericolosa per la vita, della malaria causata da Plasmodium falciparum (agente assai temibile di questa malattia). Tale condizione patologica è provocata da un improvviso aumento della velocità di distruzione dei globuli rossi. I prodotti della scissione di questi globuli vengono eliminati e finiscono nelle urine, facendole scurire, da cui il nome di “acque nere”. Altri sintomi sono la perdita della coscienza (malaria cerebrale), febbre, brividi e vomito.

Acrocianosi

Condizione patologica in cui le mani e i piedi diventano bluastri, possono essere freddi ed eccessivamente sudati. L’acrocianosi è provocata dallo spasmo dei piccoli vasi sanguigni e di solito è aggravata dalla bassa temperatura. L’acrocianosi è collegata lontanamente con la malattia di Raynaud, disturbo circolatorio più grave, in cui la pelle delle dita delle mani e dei piedi può essere danneggiata a causa di una riduzione cronica dell’afflusso di sangue.

Continua.

La salute dalla a alla zeta

Dizionario della salute – 4

Acinesia

Perdita completa o quasi di movimento. Può essere conseguente a paralisi di un gruppo di muscoli, provocata da una lesione dei nervi che li interessano (per esempio, in seguito a ictus). Può verificarsi anche in presenza di forza normale ma con rigidità muscolare come nel morbo di Parkinson.

Acloridria

Assenza di secrezioni acide dello stomaco. Può essere provocata da gastrite atrofica cronica o da assenza o insufficiente attività delle cellule parietali produttrici di acido poste nella mucosa interna dello stomaco.

Circa una persona su 20 presenta acloridria senza sintomi. Di per sé l’acloridria non è preoccupante. Tuttavia è un segno di anemia perniciosa, una malattia del sangue provocata da carenza di assorbimento di vitamina B12 da parte dello stomaco ed è presente in alcuni tumori maligni dello stomaco.

Acne

Affezione cronica della pelle provocata dall’infiammazione dei follicoli piliferi e delle ghiandole sebacee.

TIPI. Il tipo più comune di acne è l’acne volgare, che colpisce soprattutto gli adolescenti. L’acne tropicale interessa giovani di razza bianca che si espongono a climi caldi e umidi a cui non sono abituati. L’acne infantile, una fora rara che si manifesta nei neonati di sesso maschile, è associata alla successiva comparsa di acne volgare negli anni dell’adolescenza. L’acne chimica è provocata dall’esposizione ad alcune sostanze chimiche e a certi olii e compare in sedi insolite, come le gambe. La cloracne è una forma di acne causata dall’esposizione agli idrocarburi clorurati; nel 1976 se ne sono verificati molti casi in seguito a una grave esplosione avvenuta in una fabbrica di Seveso in provincia di Milano.

Incidenza. L’acne inizia quasi sempre durante il periodo della pubertà ma può comparire anche in epoche successive della vita; la maggior parte degli adolescenti soffre di una forma fastidiosa di acne detta “acne giovanile”

Causa. Le lesioni dell’acne sono provocate dall’ostruzione dei follicoli da parte del sebo (sostanza oleosa secreta dalle ghiandole sebacee della pelle). Quando un tappo di sebo rimane intrappolato nel follicolo, i batteri si moltiplicano e il follicolo si infiamma. La causa del mutamento di consistenza del sebo nella pubertà non è chiara ma sembra essere legata a un aumento dei livelli di androgeni, ormoni sessuali maschili. Probabilmente è presente anche un fattore genetico perché l’acne può essere ereditaria.

Alcuni farmaci possono indurre l’acne o aggravarla (per esempio, i corticosteroidi e gli androgeni, che accrescono la produzione di sostanze oleose da parte della pelle). Altri farmaci in grado di aggravare l’acne sono i barbiturici, l’isoniazide, la rifampicina, i bromuri e gli ioduri. Anche l’olio e il grasso possono cagionare l’acne. Il sebo del cuoio capelluto può determinare la comparsa di acne intorno alla linea di crescita dei capelli. Un contatto costante con olio minerale o naturale, per esempio nelle cucine dei ristoranti, può aggravare questa patologia. Anche i cosmetici con basi oleose sono associati a un aumento della tendenza all’acne.

Sintomi. L’acne compare nelle zone dove esiste una grande concentrazione di ghiandole sebacee, soprattutto sul volto, sulla zona sternale del torace, sulla parte superiore del dorso, sulle spalle e intorno al collo. Le manifestazioni più comuni dell’acne sono i comedoni, i migli (punti bianchi), le pustole, i noduli (rigonfiamenti duri sotto la pelle) e le cisti (rigonfiamenti duri più grossi nella pelle). Man mano che una lesione guarisce, tende a comparirne un’altra. Spesso le lesioni in via di guarigione si trasformano in puntini rosa chiaro che solitamente scompaiono completamente, sebbene alcune, soprattutto quelle cistiche, possano lasciare cicatrici. Spesso le cicatrici dell’acne hanno l’aspetto di piccole cavità depresse. Occasionalmente, come avviene per altre cicatrici, possono formarsi cheloidi (escrescenze di tessuto cicatriziale irregolare).

Prevenzione. Esistono parecchie convinzioni errate sulla prevenzione dell’acne, soprattutto per quanto riguarda l’alimentazione. Non ci sono prove che la dieta abbia un ruolo nel provocare l’acne. Evitare i dolci è di scarsa utilità. Tenere pulite le zone colpite non previene l’acne ma può evitare che si diffonda. La pelle dovrebbe essere lavata due volte al giorno; lavaggi più frequenti sono inutili perché servono solo ad asportare lo strato untuoso superficiale.

Terapia. Non esiste una cura risolutiva per l’acne, mentre sono disponibili molti trattamenti per alleviarla. Le applicazioni topiche (sulla pelle) agiscono liberando i pori ed eliminando il sebo e possono anche favorire la guarigione. I preparati per uso topico sono a base di: benzoperossido, acido retinoico, antibiotici e zolfo. Spesso i raggi ultravioletti sono benefici per il trattamento dell’acne. L’esposizione alla luce naturale è utile e, per trattare i casi più gravi, si può ricorrere ai raggi ultravioletti artificiali. Le lesioni non dovrebbero venire irritate o schiacciate perché ciò può aggravarle e provocare cicatrici.

Spesso, se il trattamento topico fallisce, è utile la somministrazione a lungo termine di antibiotici per via orale. Gli antibiotici vengono prescritti regolarmente anche per cicli di sei mesi. Essi agiscono non solo sui batteri presenti nella pelle ma anche direttamente sulle cellule infiammate presenti nelle lesioni dell’acne e sulla produzione di sebo. Un recente progresso nel trattamento dell’acne è rappresentato dall’uso dei retinoidi. Questi farmaci vengono prescritti solo per l’acne grave quando gli antibiotici e altre misure non siano risultati efficaci. I retinoidi riducono la produzione di sebo e hanno l’effetto di detergere la pelle, ma vanno assunti con prudenza perché possono provocare danni al fegato e altri disturbi gravi. Spesso le cisti dell’acne possono essere trattate con terapia intralesionale (iniezione diretta di un farmaco nelle lesioni dell’acne), che contribuisce anche a ridurre le cicatrici. In caso di cicatrici estese e profonde, l’estetica può essere migliorata con la dermoabrasione (asportazione dello strato superiore della pelle colpita).

Prognosi. L’acne migliora lentamente con il tempo e spesso scompare verso i 20 anni. Con le terapie oggi disponibili, non dovrebbero esservi casi gravi di acne.

La salute dalla a alla z

Dizionario di salute

Acetilcisteina

Farmaco mucolitico usato per il trattamento della bronchite cronica o come antidoto nel sovradosaggio da paracetamolo.

Come agisce

Inalata con un nebulizzatore, l’acetilcisteina fluidifica il muco presente nell’escreato e quindi più facile da eliminare. Come antidoto contro l’intossicazione da paracetamolo, l’acetilcisteina è assunta per bocca entro alcune ore dall’intossicazione.

Possibili effetti indesiderati

In casi rari, quando l’acetilcisteina è inalata per nebulizzazione, possono comparire vomito, eruzioni cutenee o maggiore difficoltà di respiro. Il vomito è frequente se il farmaco è assunto per bocca.

Acetilcolina

Un tipo di neurotrasmettitore. L’acetilcolina (nota con l’abbreviazione ACh) è il neurotrasmettitore presente in tutte le giunzioni neuromuscolari e in molte zone del sistema nervoso. Le azioni dell’acetilcolina chiamate colinergiche, sono bloccate dai farmaci anticolinergici.

Acetilsalicilico, acido

Analgesico non oppiaceo – è disponibile come prodotto da banco – non è disponibile come galenico. Attenzione: non assumete mai regolarmente il farmaco per più di due giorni senza il controllo del medico; può celare sintomi di un disturbo grave.

Analgesico usato da cento anni per trattare disturbi come mal di testa e dolori mestruali e muscolari. Svolge un’azione antinfiammatoria. E’ quindi particolarmente utile per trattare il dolore e la rigidità delle articolazioni provocati dall’artrosi e da altri tipi di artrite. Poiché riduce la febbre, è incluso in molti rimedi contro il raffreddore

A piccole dosi, diminuisce l’aggregabilità delle piastrine. Ed è per questa proprietà che è usato nella prevenzione della trombosi in persone esposte al rischio di ictus o di infarto miocardico.

Come agisce

L’acido acetilsalicilico riduce la produzione di alcune prostaglandine, che possono provocare infiammazione, dolore o febbre.

Possibili effetti indesiderati

Nei bambini esiste un leggero rischio di sindrome di Reye; va quindi somministrato ai bambini sotto stretto controllo medico; può essere sostituito dal paracetamolo.

L’acido acetilsalicilico può irritare il rivestimento dello stomaco provocando difficoltà digestive o nausea: meglio assumere il farmaco durante i pasti o prendendo compresse gastroprotette, che liberano la sostanza solo nell’intestino. L’uso prolungato del farmaco può provocare emorragia gastrica causata da erosione gastrica o da ulcera peptica.

Acetoesamide

Farmaco ipoglimecizzante, da assumersi per via orale, usato nel diabete mellito non insulino-dipendente. L’acetoesamide stimola la secrezione di insulina.

Acetonemia

Presenza di acetone nel sangue unitamente ad acido diacetico e beta-idrossibutirrico; queste tre sostanze sono dette corpi chetonici.

Acetonuria

Presenza di acetone nell’urina. Si può osservare in alcuni portatori di diabete, di carcinoma, o in stati febbrili.

Achille, tendine di

Tendine che fa sollevare la parte posteriore della caviglia. Si forma a partire dai muscoli del polpaccio (gastrocnemio, soleo e plantare) e si fissa al calcagno (osso della caviglia). Le lesioni lievi di questo tendine sono frequenti e, di solito, provocate da sforzo eccessivo, errata tecnica di corsa o uso di calzature inadatte. Tutto ciò può provocare infiammazione (tendinite) e lacerazione delle fibre del tendine.

Acidemia

Riduzione del Ph al di sotto dei valori normali. Attualmente il termine viene utilizzato soprattutto per indicare malattie metaboliche di tipo ereditario.

Acidità

Termine con il quale si indica la concentrazione degli ioni idrogeno in una soluzione.

Acido

Dal punto di vista chimico, un acido viene definito come un donatore di ioni idrogeno (atomi di idrogeno con una carica elettrica positiva).

Gli acidi costituiscono una vasta gamma di sostanze, dagli acidi minerali corrosivi, come l’acido solforico (usato nelle batterie delle automobili) e l’acido cloridrico (prodotto dal rivestimento interno o mucoso dello stomaco), agli acidi organici, come l’acido acetico (presente nell’aceto) e l’acido citrico (presente nel succo di limone)

Acido, riflusso

Rigurgito di liquido dallo stomaco all’esofago. E’ associato a dolore toracico urente (cioè a sensazione di bruciore) e spesso provoca esofagite.

Un riflusso lieve di acido gastrico è frequente e non ha molta importanza; può verificarsi in gravidanza e spesso è presente in soggetti obesi.

Il riflusso di acido viene attribuito a inefficienza della valvola muscolare posta all’estremità inferiore dell’esofago (cardias) con conseguente rigurgito del liquido acido dello stomaco. Episodi ripetuti di questo tipo possono indicare la presenza di un ernia iatale.

Acido-base, equilibrio

Insieme di meccanismi per cui i liquidi corporei non sono troppo acidi o alcalini (gli alcali vengono chiamati anche basi). L’organismo funziona in modo corretto solo quando i suoi liquidi sono vicini alla neutralità chimica.

Il metabolismo dell’organismo comprende la conversione degli zuccheri e dei grassi in energia, un processo che consuma ossigeno e produce anidride carbonica (che sciolta nell’acqua, forma acido carbonico) e acidi organici come l’acido lattico e quello piruvico. Ciò provoca fluttuazioni nell’acidità e nell’alcalinità del sangue e di altri fluidi corporei.

Per mantenere un equilibrio acido-base normale, l’organismo possiede tre meccanismi: sostanze tampone, respirazione e attività dei reni. I tamponi sono sostanze presenti nel sangue che tendono a neutralizzare le scorie acide o alcaline. Una respirazione rapida aumenta la velocità di eliminazione dell’anidride carbonica dal sangue, rendendolo così meno acido; viceversa, una respirazione lenta lo fa diventare più acido. I reni aiutano a mantenere un livello di acidità costante nel sangue regolando la quantità di residui acidi o alcalini nelle urine. Alterazioni dell’equilibrio acido-base danno luogo ad acidosi o alcalosi.

Acidosi

Alterazione dell’equilibrio acido-base del sangue in cui si verifica un accumulo di acidi o una perdita di alcali. Esistono due tipi di acidosi: metabolica e respiratoria.

Cause

L’acidosi metabolica può essere conseguente a un aumento della produzione di acido. La chetoacidosi, una forma di acidosi metabolica, si verifica nel diabete mellito non controllato e, in misura minore, nell’inedia. L’acidosi metabolica può essere provocata anche dalla perdita di bicarbonati a causa di una grave diarrea.

Nell’insufficienza renale esiste un’escrezione insufficiente di acido nell’urina. Una causa abbastanza frequente di acidosi metabolica è un dosaggio eccessivo di acido acetilsalicilico.

L’acidosi respiratoria si verifica quando un individuo con la respirazione non riesce a eliminare una quantità sufficiente di anidride carbonica dai polmoni, provocando così un aumento dell’acidità del sangue, perché l’anidride carbonica in eccesso resta nel sangue, dove si scioglie formando acido carbonico. Una riduzione della respirazione che provoca acidosi respiratoria può essere conseguente a forme come la bronchite, l’asma bronchiale o l’ostruzione delle vie aeree.

Continua.

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Dizionario della salute – 4

Acanthosis nigricans

Rara condizione incurabile, caratterizzata da chiazze di pelle scura ispessita all’inguine, alle ascelle, al collo e in altre pieghe cutanee. Può colpire persone giovani come malattia ereditaria congenita o essere conseguente a una malattia endocrina come la sindrome di Cushing. Si riscontra anche nelle persone colpite da carcinomi (tumori maligni) dei polmoni e di altri organi. La pelle ispessita e ruvida può prudere e ha colore grigio o nero.

La pseudoacanthosis nigricans è una forma molto più frequente, generalmente riscontrabile in persone sovrappeso di carnagione scura. La pelle delle pieghe cutanee (inguine, ascelle e collo) è più spessa e scura di quella circostante; di solito in queste zone esiste una forte sudorazione. La condizione può migliorare con una terapia dietetica.

Acari, malattie da

Gli acari sono artropodi della classe degli Aracnidi, di lunghezza inferiore a 1,2 millimetri, simili a minuscoli ragni. Possiedono un apparato boccale atto a perforare e succhiare il sangue e possono essere parassiti degli animali e dell’uomo.

Gli acari provocano vari disturbi. Una specie, ad esempio, che è causa della scabbia, vive unicamente sulla pelle dell’uomo dove provoca piccoli solchi pruriginosi. Un’altra, l’acaro della polvere domestica, vive spesso nella biancheria da letto e nelle coperte; inspirando la polvere contenenti parti morte di questo parassita può insorgere l’asma.

Altre specie di acari vivono in zone erbose e colpiscono le coltivazioni. La Trombicula irritans (acaro dei raccolti) può attaccare l’uomo che cammina nell’erba folta. La sua puntura può produrre un’eruzione pruriginosa. Gli acari presenti nei cereali o nella frutta provocano vari tipi di irritazione cutanea chiamata comunemente “prurito dei droghieri” e “prurito dei panificatori”.

In alcune parti del mondo taluni acari possono trasmettere malattie, soprattutto il tifo e la febbre di Kew Gardens. Entrambe queste malattie sono provocate da rickttsie (microrganismi intermedi tra i batteri e i virus) che normalmente infettano i roditori ma possono essere trasmessi dagli acari all’uomo. Se si cammina in zone infestate dagli acari è utile fare uso di sostanze repellenti per gli insetti.

Acatisia

Incapacità di rimanere seduto che compare talvolta come effetto collaterale della somministrazione di un farmaco antipsicotico effettuata per trattare disturbi mentali come la schizofrenia e la depressione. Più raramente rappresenta una complicanza del morbo di Parkinson o un sintomo di isteria.

Acceleratore lineare

Dispositivo per accelerare particelle subatomiche, per esempio gli elettroni, fino a una velocità prossima a quella della luce, in modo che assumano un’energia estremamente elevata. Un acceleratore lineare può essere usato anche per produrre raggi X ad alta intensità.

In campo medico gli elettroni o i raggi X a energia elevata vengono usati nella radioterapia per trattare alcune forme di tumori maligni. Questa metodologia provoca danni assai minori al tessuto sano circostante rispetto alla radioterapia a bassa intensità.

Accesso

Insorgenza rapida e improvvisa di uno stato morboso oppure di un sintomo in una malattia che è già in atto. E’ di uso frequente in medicina.

Accomodazione

Con questo termine si intende soprattutto il processo di adattamento dell’occhio per mettere a fuoco oggetti vicini. A riposo l’occhio mette a fuoco oggetti lontani e il cristallino è relativamente sottile e piatto. Per rendere possibile la messa a fuoco di oggetti più vicini, il muscolo ciliare dell’occhio si contrae, consentendo al cristallino, che è elastico, di divenire più spesso e convesso.

Con il procedere dell’età il cristallino perde la sua elasticità e, di conseguenza, l’accomodazione diventa sempre più difficile. Tutto ciò provoca una forma di ipermetropia chiamata presbiopia.

ACE inibitori, farmaci

Farmaci comuni

Captropil Enalapril

Gruppo di farmaci vasodilatatori introdotti in terapia nel 1981. Gli ACE inibitori (inibitori dell’enzima convertitore dell’angiotensina – Angiotensin-Converting Enzyme, ACE) vengono usati per trattare l’ipertensione e lo scompenso cardiaco, solitamente quando altri farmaci non si sono dimostrati efficaci. Talvolta vengono prescritti insieme ad altri medicamenti come i diuretici e i betabloccanti.

Come agiscono

Gli ACE inibitori bloccano l’azione dell’enzima che converte l’angiotensina (una proteina presente nel sangue) dalla forma inattiva (angiotensina I) in quella attiva (angiotensina II) che restringe i vasi del sangue. Diminuendo la produzione di angiotensina II, gli Ace inibitori riducono la costrizione dei vasi sanguigni, rendendo più agevole il flusso e quindi abbassandone la pressione arteriosa.

Possibili effetti indesiderati

Comprendono nausea, perdita del gusto, cefalea, stordimento e tosse secca. La prima dose può ridurre la pressione del sangue in modo così spiccato che il paziente può subire un collasso; il trattamento, pertanto, andrebbe iniziato per sicurezza in ospedale.

Acebutololo

Betabloccante comunemente usato nel trattamento dell’ipertensione, dell’angina pectoris e di alcuni tipi di aritmia cardiaca.

Acetazolamide

Diuretico noto come inibitore dell’anidrasi carbonica. Viene usato per il trattamento del glaucoma e, talvolta, per prevenire o trattare i sintomi del mal di montagna.

Gli effetti collaterali in seguito alla somministrazione di acetazolamide possono essere torpore, nausea, diarrea, perdita di peso e impotenza.

Acetico, acido

Acido organico, contenente carbonio, incolore e di odore pungente che conferisce all’acetico il suo caratteristico sapore acido. In medicina, tale acido rappresenta un ingrediente delle gelatine antisettiche usate per ripristinare l’acidità della vagina in alcuni tipi di infezioni vaginali. Continua.

La salute dalla a alla z – 3

Abrasione corneale

Graffio o difetto dell’epitelio (rivestimento esterno) della cornea. L’abrasione può essere provocata dalla presenza di una particella piccola e appuntita nell’occhio o da una lesione causata, per esempio, da un ramoscello oppure da una spazzola per capelli.

Di solito un graffio guarisce in tempi molto rapidi ma può provocare, temporaneamente, forte dolore, intensa fotofobia (ovvero intolleranza verso la luce intensa) e inoltre aumentata produzione di lacrime.

Il dolore può essere mitigato proteggendo l’occhio con una fasciatura, somministrando farmaci analgesici, instillando colliri contenenti preparati ciclopedici (capaci, cioè, di paralizzare il muscolo ciliare dell’occhio).

I colliri a base di antibiotici solitamente vengono somministrati per prevenire il rischio di un’infezione batterica che potrebbe causare gravi ulcerazioni corneali, ascessi e, nei casi più gravi, cecità.

L’abrasione corneale solitamente si risolve entro pochi giorni, ma (seppure raramente) può recidivare probabilmente perché l’epitelio neoformato non è in grado di aderire al tessuto sottostante. Possono essere consigliate la fasciatura dell’occhio, l’applicazione di blande pomate o la prescrizione di una lente a contatto che funge da benda.

Abrasione dentale

Assenza per logorio, dello smalto, spesso accompagnata da quella della dentina (strato sottostante lo smalto) e del cemento (tessuto simile a osso che ricopre la radice del dente), di solito a causa di un uso troppo energico dello spazzolino da denti. Le zone più colpite sono le superfici del colletto e quella anteriore dei canini e dei premolari, nel punto in cui emergono dalla gengiva. Spesso le zone abrase sono sensibili ai cibi molto freddi o molto caldi e possono rendere necessario l’uso di un dentifricio desensibilizzante o la protezione mediante mordenzatura ed otturazione.

Abreazione

Processo di presa di coscienza di pensieri e sentimenti repressi. Secondo la teoria freudiana, l’abreazione si dovrebbe verificare attraverso la catarsi, manifestazione aperta delle emozioni associate a ricordi dimenticati. Talvolta il termine abreazione viene usato in modo intercambiabile con quello di catarsi ma, in senso stretto, è il risultato della catarsi. L’abreazione è una parte importante della psicoterapia e si ottiene più facilmente quando i sintomi del paziente sono provocati da un recente evento traumatico specifico.

Abulia

Disturbo mentale contraddistinto dall’assenza o dalla marcata riduzione della volontà. La psichiatria classica distingue un’abulia motrice, in cui mancherebbe la capacità di passare dall’ideazione all’azione, e un abulia intellettuale, spesso associata a stati confusionali. Secondo la psicoanalisi, la debolezza, l’incapacità di agire, prendere decisioni ecc. avrebbero delle motivazioni inconsce ben precise.

Acalasia

Disturbo per cui i muscoli della parete dell’esofago e lo sfintere (valvola) posta tra l’esofago e lo stomaco non si rilassano dopo la deglutizione, impedendo perciò al cibo di entrare nello stomaco.

In condizioni normali il cibo stimola i muscoli della parete dell’esofago a iniziare una serie di contrazioni che spingono gli alimenti verso lo stomaco. Nell’acalasia lo sfintere non si rilassa per consentire al cibo di passare dall’esofago allo stomaco; la parte inferiore dell’esofago presenta un lume ridotto e viene ostruita dal cibo.

Incidenza e causa.

Questo raro disturbo può comparire a qualsiasi età, ma difficilmente prima dei 15 anni. La causa è sconosciuta.

Sintomi e segni.

I sintomi sono difficoltà e dolore nella deglutizione e malessere alla parte bassa del torace e alla regione addominale alta. Il rigurgito di cibo che può essere stato inghiottito anche uno o due giorni prima può provocare un sapore sgradevole in bocca e un alito cattivo. Gradualmente la capacità di deglutire si deteriora finché diventa difficile inghiottire non solo sostanze solide ma anche liquidi.

Diagnosi

Una radiografia con pasto opaco mostra in movimento anomalo e inefficace della parete esofagea e gradi diversi di dilatazione dell’esofago nonché restringimento della porzione inferiore dell’esofago e mancata apertura dello sfintere dopo la deglutizione. Per escludere la presenza di un tumore dell’estremità inferiore dell’esofago viene eseguita una esofagoscopia con cui si inserisce nell’esofago una sonda sottile. Nell’acalasia la pressione nella zona dello sfintere esofageo inferiore è molto elevata; misurazioni della pressione mentre il paziente deglutisce rivelano che lo sfintere esofageo si rilascia in modo incompleto.

Terapia

Raramente la somministrazione di farmaci può alleviare i sintomi dell’acalasia facendo rilasciare i muscoli dell’estremità inferiore dell’esofago. Se questo trattamento fallisce o i sintomi peggiorano, è possibile dilatare l’esofago per periodi prolungati inserendovi un palloncino di gomma riempito di aria o acqua per stirare i muscoli.

Esiste un procedimento chirurgico che consiste nel sezionare alcuni dei muscoli posti all’ingresso dello stomaco per favorire il passaggio del cibo. In tal caso la deglutizione può tornare normale ma il soggetto può poi presentare riflusso di succo gastrico acido. Continua.

la salute dalla a alla zeta – dizionario della salute. 1

ABASIA:

Disturbo di tipo motorio che si manifesta bloccando completamente la capacità di movimento, pur non essendo presente alcun tipo di lesione a livello del sistema nervoso centrale o periferico.

Si osserva prevalentemente in soggetti con nevrosi d’ansia ed è spesso associata ad astasia, incapacità, cioè, dei conservare la stazione eretta.

ABBAGLIAMENTO:

Incapacità di un individuo a percepire chiaramente i contorni di un oggetto o a differenziare le zone più chiare da quelle più scure.

Nelle forme più lievi non si verifica alcuna modificazione organica o funzionale nella retina.

Gli abbagliamenti più gravi sono quelli che si possono osservare, per esempio, nei saldatori che utilizzano la saldatura ad arco o quella a ossigeno. In quest’ultimo caso il soggetto vede dapprima oggetti circondati da un alone rosso, e successivamente si manifestano lacrimazione, fotofobia, blefarospasmo, cefalea.

ABBASSALINGUA:

Strumento piatto, che può essere di legno o di metallo, usato per premere la lingua contro il pavimento della bocca, in modo da consentire l’esame della parte posteriore della gola.

ABBRONZATURA:

Coloritura bruna della pelle causata dall’esposizione alla luce del sole. Le cellule specificamente differenziate a questo scopo, situate nello strato esterno dell’epidermide, reagiscono ai raggi ultravioletti presenti nella radiazione solare, producendo una maggiore quantità di melanina, pigmento protettivo. Chi trascorre molto tempo al sole presenta facilmente invecchiamento precoce e grinzosità della pelle, esponendosi a un rischio più elevato di cancro cutaneo.

ABDUCENTE, NERVO:

Sesto nervo cranico. Il nervo abducente innerva solo il muscolo retto laterale dell’occhio, responsabile del movimento verso l’esterno dell’occhio. Questo nervo origina nel ponte (parte del tronco encefalico) ed emerge dal cervello subito sotto di esso. Da questo punto esso percorre un tratto all’interno del cranio, entrando alla fine nella parte posteriore dell’orbita attraverso un passaggio tra le ossa del cranio.

A causa del lungo percorso all’interno del cranio, spesso il nervo abducente viene danneggiato nel caso di fratture della base cranica o di tumori che comprimono il cervello. Questo danno può provocare visione doppia o strabismo convergente.

ABDUZIONE:

Allontanamento di un arto dalla linea centrale del corpo o di un dito dall’asse di un arto. I muscoli che eseguono questo movimento vengono chiamati abduttori.

ABERRAZIONE:

In senso generale, deviazione dalla norma sia per quanto riguarda strutture organiche sia mentali (relative soprattutto alle capacità di giudizio).

Nell’aberrazione cromosomica durante la divisione delle cellule si verifica una modificazione del patrimonio cromosomico.

ABILITAZIONE:

I medici devono essere autorizzati dallo Stato a praticare la loro professione. I requisiti per ottenere questa autorizzazione variano a seconda delle diverse Nazioni. I laureati presso Facoltà mediche estere possono ottenere l’autorizzazione a esercitare in Italia se rispondono ai requisiti statali per quanto riguarda il tirocinio e se superano l’esame di Stato.

ABIOTICO:

Ogni sostanza in grado di bloccare o inibire le manifestazioni vitali, per esempio, i raggi alfa.

ABLAZIONE:

Asportazione di una formazione che abbia un qualsiasi significato patologico (per esempio, cisti). Quando l’ablazione si riferisce a un organo, è preferibile usare il nome dell’organo seguito dal suffisso –ectomia (per esempio, appendicectomia indica l’ablazione dell’appendice).continua