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L’angolo della Poesia

Riconoscenza – Versione

Questa notte da dentro al letto con un urlo

ho messo sottosopra tutta la casa,

mi son messo a saltare come un grillo …

e ancora non ne sono convinto.

Ma come, dico io poi, con tanti sogni,

io sono andato a fare quello peggiore;

questi sogni sono sogni che ti possono

in un niente far morire di paura.

Io stavo in piedi sopra una montagna.

All’improvviso sento un lamento.

Il posto dove stavo io era solitario …

Dissi nella mia mente: questo è il rumore del vento!

Prendo e mi butto per un canalone

E vedo sotto un salice piangente

un fosso pieno pieno di pietre …

e sotto quel tumulo di pietre c’era un serpente.

  • Aiuto! Aiuto! – il povero animale

si mise a strillare con tutto il suo fiato!

Appena mi vide – Meno male!…

Salvatemi! Io adesso muoio perché non riesco a respirare! –

  • E chi ti ha conciato in questo modo? –

Gli domandai mentre lo liberavo.

  • E’ stato un signore ieri sera –

mi rispose, e già si riprendeva.

  • Se non era per voi, io qua morivo,

fatevi abbracciare, mio salvatore! –

Mi si attorciglia attorno e si stringeva

che un altro poco e mi avrebbe schiacciato il cuore.

Lasciami! – gli dissi – lo vedi che muoio? –

E pian piano mi mancavano le forze,

il cuore mi sbatteva forte …. gli occhi fuori dalle orbite,

mentre il serpente stringeva di più la morsa!

  • Questo è il ringraziamento che mi fai?

Questa è la riconoscenza che tu porti?

A chi ti ha fatto del bene tu fai questo?

… Che sei contento solo quando mi vedi morto!

Amico mio, io sono nato serpente!

… Chi nasce serpente è infame e senza cuore! …

… Perciò ti devo mangiare! Ma ti sei dimenticato

… che l’uomo, spesso, fa ancora peggio?

Antonio de Curtis in arte Totò

L’angolo della Poesia

‘A vita

‘A vita è bella, sì, è stato un dono,

un dono che ti ha fatto la natura.

Ma quanno po’ sta vita è ‘na sciagura,

vuie mm’ ‘o chiammate dono chisto ccà?

E nun parlo pe’ me ca, stuorto o muorto,

riesco a mm’abbuscà ‘na mille lire.

Tengo ‘a salute, e, non faccio per dire,

sòngo uno ‘e chille ca se fire ‘e fa’.

Ma quante n’aggio visto ‘e disgraziate:

cecate, cìunche, scieme, sordomute.

Gente ca nun ha visto e maie avuto

‘nu poco ‘e bbene ‘a chesta umanità.

Guerre, miseria, famma, malatìe,

crèstiane addeventate pelle e ossa,

e tanta gioventù c’ ‘o culo ‘a fossa.

Chisto nun è ‘nu dono, è ‘nfamità.

Antonio De Curtis in arte Totò

Versione

La vita

La vita è bella, si, è stato un dono,

un dono che ti ha fatto la natura.

Ma quando poi è una sciagura,

voi questo me l’ho chiamate dono?

E non parlo per me che bene o male,

riesco a guadagnare qualche mille lire.

Ho la buona salute e non posso fare altro che dire,

sono uno di quelli ché è capace di fare.

Ma quanti ne ho visto di disgraziati:

ciechi, storpi, scemi, sordomuti.

Persone che non hanno mai visto e mai hanno avuto

Un poco di bene da questa umanità.

Guerre, miseria, fame e malattie,

persone divenute pelle e ossa,

e tanti giovani morti e sotterrati.

Questo non è un dono è una infamità.

la scelta di un cane

GIOVEDI’ 21 FEBBRAIO 2019

Santa Eleonora Regina (vergine)

Augùrie a tutte le Lionòra, Dianòra, ai Petrùccio.

Eleonora dal greco “èleos” cioè “compassionevole”.

Chi tène piàtà d’ ‘a carne ‘e ll’àte, ‘a sòja s’ ‘a magnano ‘e cane.

Fernùto ‘nu guàjo n’accummència ‘n’ àto.

Malanne e guàje nun mancano màje.

(ma, nonostante ciò, non apprezziamo mai abbastanza i periodi od i momenti favorevoli o, quanto meno, sereni della nostra vita)

S. Pier Damiani

E’ da invocare contro l’emicrania

‘A capa ‘e sotto fa perdere ‘a capa a capa ‘e coppa.

Il Sole sorge alle 6:49 e tramonta alle 17:39

La Luna tramonta alle 6:53 e sorge alle 18:13

Proverbio del giorno: L’acqua di febbraio riempie il granaio.

Ricetta del giorno:

Coniglio con la polenta.

Ingredienti: un bel coniglio, preparato per polenta, cipolline 500gr, 6 pomodorini, farina, vino bianco, rosmarino, alloro, aglio, 1 dado per brodo, burro, olio extravergine d’oliva, sale, pepe.

Esecuzione: tagliare a pezzi il coniglio e metterlo sul fuoco in un tegame a fiamma vivace, eliminare il liquido emesso, irrorarlo d’olio, unire aglio, alloro e rosmarino e rosolare a fuoco vivace. Sfumare con il vino, salare, pepare e bagnare con una tazza di brodo ottenuto dal dado. A parte stufare le cipolline con un po’ di burro, olio, sale e acqua, quando saranno tenere unirle al coniglio insieme ai pomodorini spezzettati. Continuare la cottura a fuoco moderato aggiungendo altro brodo quando necessario, finché la carne si staccherà dalle ossa e il sugo sarà denso e scuro. Nel frattempo preparare la polenta piuttosto morbida seguendo le istruzioni sulla confezione.

Palazzo delle Congregazioni: Oratorio dei Nobili e delle Dame.

L’edificio della fine del secolo XVI, è stato più volte ampliato e rimaneggiato. Nel 1608 venne inaugurata la Casa Professa dei Gesuiti che oltre ad ospitare i padri era la sede degli oratori, luoghi di riunione delle congregazioni dei nobili, degli artigiani, dei mercanti etc., vere e proprie associazioni che svolgevano attività assistenziali e caritatevoli.

Dick poesia di Antonio De Curtis in arte Totò

Tengo ‘nu cane ch’è fenomenale,

se chiama “Dick”, ‘o voglio bbene assaie.

Si perdere l’avesse? Nun sia maie!

Per me sarebbe un lutto nazionale.

Ll’ ‘aggio crisciuto comm’a ‘nu guaglione,

cu zucchero, biscotte e papparelle;

ll’aggio tirato su cu ‘e mmullechelle

e ll’aggio dato buona educazione.

Gnorsì, mo è gruosso. E’ quase giuvinotto.

Capisce tutto… lle manca ‘a parola.

E’ cane ‘e razza, tene bbona scola,

è lupo alsaziano, è poliziotto.

Chello ca mo ve conto è molto bello.

In casa ha stabilito ‘a gerarchia.

Vo’ bene ‘a mamma ch’è ‘a signora mia,

e a figliemo isso ‘o tratta da fratello.

‘E me se penza ca lle songo ‘o pate:

si ‘o guardo dinto a ll’uocchie mme capisce,

appizza ‘e rrecchie, corre, m’ubbidisce,

e pe’ fa’ ‘e pressa torna senza fiato.

Ogn’anno, ‘int’a ll’estate, va in amore,

s’appecundrisce e mette ‘o musso sotto.

St’anno s’è ‘nnamurato ‘e na bassotta

Ca nun ne vo’ sapé: nun è in calore.

Povero Dick, soffre ‘e che manera!

Porta pur’isso mpietto stu dulore:

è cane, sì… ma tene pure ‘o core

e ‘o sango dinto ‘e vvene… vo’ ‘a mugliera…

LA SCELTA DEL CANE

Quando si decide di prendere un cane per compagno la prima scelta che si deve fare è quella relativa alla razza, perché ve ne sono più di 400 riconosciute dalla Cinofilia Ufficiale, senza contare i meticci: quindi cosa fare?

Le razze stabilizzate hanno qualità morfologiche e di carattere ben definite e chiare, ma anche i cani non di razza, nonostante non sia possibile prevedere con esattezza quale sarà il loro sviluppo fisico e caratteriale, possono diventare compagni adatti al vostro stile di vita. Allo stato naturale tutte le specie hanno una propria salute e una propria aspettativa di vita, indipendentemente dal fatto che appartengano a questa o quella varietà. Oggi chi desidera un cane non ha che l’imbarazzo della scelta, ma questa deve essere frutto di una attenta valutazione e non d’impulsività.

Vista la grande varietà di tipologie diverse di cani, prenderemo in considerazione l’adattabilità delle razze più conosciute, ma non dimenticatevi che potrete trovare l’amico perfetto per voi anche in un canile, magari facendovi consigliare da un esperto o da un veterinario, per identificare le caratteristiche fisiche e caratteriali che avrà il cane una volta cresciuto. Allo stesso modo, per chi volesse scegliere un cane di razza, va precisato che per avere buone probabilità di acquistarne uno sano, psicologicamente equilibrato e con valide garanzie ci si deve rivolgere solo ed esclusivamente ad allevatori qualificati, esperti e appassionati, specialmente se la razza che si sceglie è tra quelle di moda al momento.

Poi bisogna diffidare del primo impulso; talvolta ad attrarci è un tenero cucciolino visto nella vetrina di un negozio di animali, ma molto spesso crescendo si rivelerà un animale malato, sovente privo di pedigree, perché nella quasi totalità dei casi proveniente da Paesi dell’Est nei quali non v’è alcun controllo cinofilo e veterinario: spesso sono soggetti destinati a morire in giovane età perché già partiti malati dal Paese d’origine. Quando si decide di prendere un cane di qualsiasi razza, che spesso attrae per motivi estetici o sociali, la prima domanda da farsi è se saremo in grado di soddisfare le sue necessità. Perché un cane richiede tempo, cure, dedizione, amore e comprensione, e tutto ciò, in questi tempi in cui si vive freneticamente e s’inseguono mete lontane, è merce sempre più rara. Non solo, ma si dovrà calcolare che con l’ingresso in famiglia del nuovo venuto tutto cambierà. Chi ha avuto cani sa che cambierà in meglio, ma chi è alla prima esperienza all’inizio dovrà affrontare un periodo di transizione nel quale vi saranno certo dei contraccolpi.

Ma ora veniamo alla scelta. Molti scelgono una determinata razza perché ne hanno già avuto uno o più esemplari: in questo caso non rimane che augurarsi di trovare un soggetto capace di rinnovare l’esperienza che ha indotto a ripetere il tentativo. Se invece si è alla prima esperienza, il suggerimento più importante è quello di valutare a fondo la cosa e di informarsi molto bene sulle caratteristiche della razza prescelta. Poi sarebbe bene andare a visitare qualche importante esposizione per contattare e sentire il parere degli allevatori esperti, prospettando loro le proprie esigenze. Infine, tra i diversi contatti si potrà scegliere quello più adatto.

Per quanto riguarda la razza, è necessario che il criterio di scelta non si basi sull’attrazione del momento o sull’interesse dovuto a più o meno presenze televisive, ma sulla vera possibilità di tenerne un soggetto nella situazione in cui ci si trova a vivere. Chi vive in un piccolo appartamento in città non potrà tenere, salvo alcune ben precise eccezioni, cani di taglia molto grande (le eccezioni sono l’Alano, il Levriero Irlandese, il Mastiff, il Dogo Argentino e altre), che occupando molto spazio e richiedendo una buona dose di movimento esigono dal padrone tanto tempo o ampi spazi a disposizione. Non potrà nemmeno avere cani con abbondante pelo (le eccezioni sono il Mastino dei Pirenei, l’Hovawart, il Pastore Scozzese a pelo lungo, il Golden Retriever e altre), che al momento della muta perdono molto pelo ed è meglio quindi che vivano all’aperto. E nemmeno potrà avere cani di razze che hanno bisogno di quotidiano e intenso movimento (le eccezioni sono il Wippet, il Dobermann, il Boxer e altre), perché il moto regolare e abbondante richiede tempo e spazi per poterlo fare.

Chi vive in una casa con giardino e vuole lasciare all’aperto il suo cane non dovrebbe prendere Shar-pei, Boxer (che non hanno sottopelo) cani nudi e altri.

Allo stesso modo chi deve fare frequenti e lunghi viaggi in ogni stagione portandosi dietro il suo cane dovrebbe evitare il Bulldog e il Bouledogue Francese, che hanno problemi con il caldo e non sono adatti a seguire ovunque e con ogni condizione di tempo il padrone.

Vi sono cani molto possessivi e gelosi, che se dovessero nascere dei bambini dopo il loro arrivo potrebbero manifestare ostilità, e quindi per un po’ di tempo andranno osservati con attenzione estrema. Meno problematico è l’arrivo del cane se vi sono già bambini in famiglia, perché il cucciolo li accetterà come fratellini; però vi sono razze che con i bambini richiedono qualche attenzione, poiché esigono rispetto e non vogliono essere trattate come giocattoli: spesso sono le razze più piccole, perché quelle di grandi dimensioni sono sicure di sé e non temono le innocenti angherie dei bambini.

Circa i bambini, di qualsiasi razza si tratti, sarebbe meglio che il cane che entra in casa sia una femmina, perché l’innato istinto materno e la dolce predisposizione verso i piccoli e gli indifesi la renderà una scrupolosa custode e una tenerissima compagna, meglio ancora se ha già avuto una sua cucciolata.

Nella scelta della razza che ci accompagnerà è anche molto importante il luogo in cui viviamo. Un cane nordico vivrà con qualche difficoltà in regioni molto calde per la maggior parte dell’anno, come un cane notoriamente sensibile al freddo in luoghi dalle bassissime temperature. Tutto questo ragionamento per far capire che un cane va scelto in base alle concrete esigenze di chi lo desidera, e non in base ad altri criteri che possono essere estetici o emotivi; anche perché, per dieci anni e più, sarà la nostra compagnia nella vita e l’ideale è che sia il più adatto possibile alle nostre esigenze.

Un’ultima importantissima raccomandazione: se non siete più che esperti di cinofilia non prendete un soggetto di una razza nota per essere aggressiva pensando di poterla modificare e pensando che sia il miglior difensore, perché sarebbe un grave errore. La natura non si può modificare né negli uomini né nei cani: è una battaglia destinata a essere persa in partenza.